Archivio per giugno 2010
Pubblicato da nadiaagustoni su giugno 15, 2010

(Gottfried Benn)
Ebereschen è del 1954, mentre al 1955 risale la stampa di Aprèslude, la raccolta che può essere considerata il testamento di Benn “poeta della tarda modernità” (Luciano Zagari). Ferruccio Masini ha tradotto Aprèslude in una edizione con il testo a fronte (Einaudi 1966). a.m.c
Cespugli di sorbo
Cespugli di sorbo – non del tutto rossi ancora
di quel tono cromatico che assumono e li fa
residuo incandescente, sorbola, autunno e morte.
Cespugli di sorbo – un po’ sbiaditi ancora,
ma, a ben guardar, legati già in un mazzo
ad annunciare a fior di labbra le ore dell’addio
forse mai più, forse quest’ultima volta.
Cespugli di sorbo – quest’anno e negli anni, sempre
In toni opachi prima e poi di rosso
colorati, riempiti, maturati, offerti a Dio –
ma tu, dove hai raggiunto pienezza, colore, maturità? Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 15, 2010

Aveva ucciso Ranuccio Tomassoni, lo incalzava una condanna alla decapitazione, confidava nel cavalierato, che gli avrebbe garantito l’immunità auspicata. Ma a Malta fu bollato come membro putridum et fetidum, per quale motivo non si sa, con precisione: si ipotizza un’offesa a un cavaliere, un’aggressione fisica, oppure la notizia del crimine su cui pendeva la pena capitale. Eppure non si era risparmiato: la croce bianca è un miracolo, un tessuto perfetto nella trama e nel gioco delle luci e delle ombre. Forse, in quel segno, aveva intravisto la salvezza, il miraggio sbilenco di una redenzione di colori e pigmenti, una miscela dirompente di grazia e di bestemmia.
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Pubblicato da giuseppepanella su giugno 15, 2010

Il libro di Roberto R. Corsi– ebook gratuito – può essere prelevato da questa pagina:
http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=48
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di Giuseppe Panella
«Poesia per accompagnare l’avanzata d’una recitazione in onore del Mare. Poesia per assistere il canto d’una marcia, lungo le rive del Mare. Come il rituale giro d’altare e la gravitazione del coro sull’arco della strofe. // Ed è un canto di mare come non ne furono mai cantati, ed è il Mare in noi che lo canterà. / Il Mare, in noi portato, fino alla sazietà del soffio e alla perorazione del soffio, / Il Mare, portante in noi il suo fruscio serico del largo e tutta la sua grande freschezza d’improvvisa fortuna per il mondo. // Poesia per placare la febbre d’una veglia lungo il periplo del mare. Poesia per vivere meglio la nostra veglia nella delizia del mare. // Ed è un sogno in mare come non ne furono mai sognati, ed è il Mare in noi che lo sognerà…»
(Saint-John Perse, Segnali di mare)
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Pubblicato da robertorossitesta su giugno 15, 2010
Da anni cerco di terminare il mio ultimo libro, che dovrebbe consegnare un’immagine di me finalmente pacificata, se non certo pacifica. Forse non è un caso, ma non riesco a finirlo, continuamente interrotto da voci che non solo pretendono che rappresenti le loro storie e ragioni, ma pure che trovi loro un pubblico.
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Pubblicato in: Poesia, Roberto Rossi Testa | 18 Commenti »
Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 14, 2010

di Alfonso Nannariello
«Aprile è il più crudele dei mesi: genera lillà da terra morta».
Quello del 1954 deve essere stato particolarmente feroce. Nevicò per tutto il tempo, e il freddo ghiacciò i fiori e i frutti alle piante.
Sull’albero di famiglia, però, spuntai io. Fui concepito allora, per quell’insolita e abbondante nevicata durata tutto il mese.
Quell’avvenimento, per i miei che non avevano fatto il viaggio di nozze, fu come un’offerta speciale, un biglietto eccezionale. Mio padre dovette cogliere l’occasione di quella vacanza dal lavoro e svuotare tutta la cartucciera della sua virilità. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 14, 2010

La solita storia: pare che la modella per la Vergine fosse una prostituta morta per annegamento. Caravaggio era convinto che il realismo non sottraesse nulla al sacro, anzi, vi immettesse un’evidenza comprensibile a tutti. L’aureola non manca: come sempre, è pressocché invisibile, perché l’umano non fosse annichilito dal divino. Il volto terreo, il ventre gonfio, i piedi scoperti fino alle caviglie furono cause di scandalo per la mentalità del tempo e provocarono un rifiuto perentorio. Ma il Merisi non si faceva manovrare, preferiva il disagio della verità ai vantaggi dell’omologazione. Anche oggi i tempi sono duri per la coscienza religiosa: bisogna scegliere fra la neutralità del quieto vivere e l’eroismo della fedeltà a se stessi. La bacinella dell’aceto è pronta per detergere il cadavere dei morti viventi, gli specialisti austeri del conformismo putrefatto.
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Pubblicato da giuseppepanella su giugno 14, 2010
Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)
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di Giuseppe Panella
La rivolta degli angeli. Roberto Maggiani, Angeli in volo (su fotografie di Paolo Maggiani), Salerno, Edizioni L’Arca Felice, 2010
«Avere accolto tutto e cessare di conoscere! Avevo la pesantezza del tempo, il colore dell’estate, / che cosa dunque? Io fui la vita, e fra poco / smetterò di essere / per tutta l’eternità! // Ho voluto vivere per esaurire il mio coraggio, / per provare pietà, / per amare sempre, / per soccorrere l’umanità di generazione / in generazione, / poiché l’ambizione non è che un più / lungo amore…»
scrive Anne de Noailles nella sua bellissima poesia I vivi e i morti (qui accolta come esergo nella buona traduzione di Giuliano Brenna).
La morte come fine dell’ambizione di esistere, la vita come prova dei sentimenti e delle passioni, l’amore come soccorso reciproco dei viventi…
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Pubblicato da mmagliani su giugno 14, 2010
Vi segnalo di due libri diversi, ma che daranno inizio a un percorso artistico comune: Nuova letteratura fantasy di Giovanni Agnoloni (ed. Eumeswil) e Virus 71 di Chiara Daino (ed. Aìsara).


Sono in arrivo tre presentazioni di queste opere, che introdurranno quelli che presto diventeranno gli spettacoli teatrali di Daino e Agnoloni, dal titolo Master Desire & Lady Libido (© Chiara Daino & Giovanni Agnoloni, 2010). Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da sgolisch su giugno 14, 2010

What is said
People say: You will have to bear it.
Don’t they know what passion is like,
Or is it that they are so strong?
As for me, if I don’t see my lover,
grief drowns my heart,
and like a streak of foam in high water
dashed on the rocks
little by little I ebb
and become nothing. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da giorgiomorale su giugno 14, 2010

14 e 15 giugno,
sciopero degli scrutini
contro i tagli
alla scuola pubblica
e lo smantellamento
del tempo pieno
alle elementari.
Sciopero anche
contro la manovra economica che decurta
di una cifra dai 29.000
ai 42.000 euro
gli stipendi degli insegnanti e cancella il debito di oltre un miliardo
dello Stato verso le scuole.
Parola di ministro
Questa legislatura deve vedere uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse. Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in piu’. In Finlandia 16 mila in piu’. La media Ocse e’ superiore ai 40 mila euro l’anno.
(Mariastella Gelmini, 2008)
Contro la scuola precaria
di Giovanna Lo Presti
C’è un signore italiano che nel 2007 ha guadagnato oltre 25.000 euro al giorno; è un guadagno “quotidiano” e fa più effetto Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: blocco degli stipendi degli insegnanti, ddl 25/5/2010, Giovanna Lo Presti, Pippo Frisone, riforma Gelmini, sciopero degli scrutini, smantellamento del tempo pieno, tagli all'istruzione | 8 Commenti »
Pubblicato da rosellapostorino su giugno 13, 2010
«In questo saggio, Dal Lago cerca di venire a capo del fenomeno Saviano-Gomorra, analizzando esclusivamente ciò che l’autore ha scritto.» Così il risvolto di copertina di Eroi di carta di Alessandro Dal Lago, edito da manifestolibri. Un testo con cui in molti hanno polemizzato (Adriano Sofri, Paolo Flores d’Arcais, Pierluigi Battista; e che lo stesso Dal Lago e il suo editore, Marco Bascetta, hanno difeso sul manifesto. Perbacco, perché mai non avremmo dovuto pubblicare una «decisa analisi critica (seria, rigorosa e diffusamente argomentata) di Gomorra?», sostiene con veemenza Bascetta, il 30 maggio. E: «Mi si critica non per quello che dico ma perché lo dico» sostiene e si lamenta Dal Lago (il 3 giugno). Dal Lago, si rassicuri. Non mi interessa sapere perché lei «dice quello che dice»; può dire e scrivere tutto ciò che vuole. Mi interessa invece dare una buona notizia al lettore del manifesto: è proprio quello che lei dice a essere sbagliato. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità, Letture | Contrassegnato da tag: roberto saviano; severino cesari; | 1 Commento »
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 13, 2010

L’uva c’è, ma non riesco a distinguerla: eppure pare sia particolarmente dettagliata. Mi era successo lo stesso col ramarro. La lezione è questa: ciò che conta è nell’ombra, laddove non si vede, o non si vuole vedere. Giovanni Battista ha un’aria vaga, uno sguardo perso nel vuoto. Un momento di riposo, di sogno, quando il futuro è ancora un pampino di vite indecifrabile e invisibile. E’ il momento più bello, da un certo punto di vista: non ci sono limiti a illusioni e utopie, il mondo è come te lo immagini, nulla può vietarti di pensarlo secondo le tue attese. Eppure c’è qualcosa che attira l’attenzione, nella quiete apparente: il capro pronto al sacrificio, il drappo rosso come il sangue, il legno della croce su cui il giovane poggia mollemente il piede. Il futuro è presente: esce dall’ombra come l’uva, disposta a diventare vino sulla tavola dell’ultima cena, prima della morte.
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Pubblicato da robertoplevano su giugno 13, 2010
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II)
IL PERSONAGGIO
Sarebbe il caso, a questo punto del romanzo, di innestare – per dirla nel gergo automobilistico – la marcia indietro, allo scopo di poter vedere in piena luce il personaggio inserito nella sua vicenda “storica”. Parole auliche, ma non è forse ciascuno di noi inserito nella storia umana per il breve spazio della sua vita, proiettata dal passato al presente, protesa verso il futuro e oltre la vita?
C’è sempre una certa sfumatura misteriosa nei contorni di un disegno che tenta di racchiudere entro tratti precisi una figura umana e non può riuscirvi mai in assoluto, dal momento che noi non conosciamo neanche noi stessi. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Diari, Letteratura, Letture, Scritture | Contrassegnato da tag: Mario Pezzini, Marmirolo, memoriali, storia | Lascia un commento »
Pubblicato da robertorossitesta su giugno 13, 2010
Per C. (1990)
Un trasalire e via.
Sei scivolata con appena un gemito
e la corrente ti ha portata in grembo.
Io però son rimasto alla tua riva,
non ti ho lasciata, e ti ho chiamata subito:
non eri ancora andata che già io,
per rinsaldare il filo che ci ha uniti
dall’una all’altra nascita,
invocavo il tuo nome, nell’attesa
che sopra l’eco mi tornasse in canto;
o in suo presagio almeno,
come un batter di remi in acqua grigia.
[...]
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Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 12, 2010

Qui tocchiamo l’apice della sorpresa. Pose inaudite, prospettive sorprendenti, tre dèi, emblemi di elementi cosmici: Plutone, Nettuno e Giove; l’aria, l’acqua e il fuoco, omaggio ai passatempi alchemici del Cardinal Del Monte. Pare che Caravaggio abbia dipinto il tutto con l’ausilio di specchi, che proiettavano l’immagine sul soffitto della distillaria: è lui che appare ora col tridente di Nettuno, ora come Giove a cavallo dell’aquila, ora con un cerbero tricefalo – il suo cane Cornacchia, abilissimo nei giochi. Non mi dilungherò sul realismo scandaloso dell’affresco (o, piuttosto, del lavoro a olio), capace di volgere sacro e profano in qualcosa di singolarmente vivo: anche tra le nuvole c’è il colore delle strade, il peso della carne, lo stile di una vita mai mummificata in uno stampo inerte.
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Pubblicato da krauspenhaarf su giugno 12, 2010

Mi piace la grazia nel dire le cose più sgradevoli
e – mio caro – sappi che l’amore io lo faccio
con eleganza. Quando dico cazzo, è l’eleganza
che parla. “Voglio tanto cazzo“, ti dissi quella
notte al mare, ricordi? Bene, non ricordi
l’eleganza classica della dizione? Io sono
una perfetta donna perbene, di famiglia
perbenissimo. I miei uomini sono stati tutti
perbene, a parte tu, che sei un maleducato. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da nadiaagustoni su giugno 12, 2010

(Dalì. Il Cristo di San Juan de La Cruz)
Traduzioni di Cristina Campo
Da La tigre Assenza
San Juan De La Cruz
Salita al Monte Carmelo
Modo per arrivare al tutto
Per arrivare a quello che non sai
devi andare per dove non sai.
Per arrivare a quello che ora non ti piace
devi andare per dove non ti piace.
Per arrivare a quel che non possiedi
devi andare per dove non ti piace.
Per arrivare a quello che non sai
devi andare per dove non sai. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 11, 2010

Dov’è la luce? Abramo e Isacco stanno nell’ombra della religione arcaica obbligata a uccidere la vita, rinunciando a quanto di dinamico, fiorente, esuberante propone l’esistenza. L’ombra di chi mormora: ecco, un’altra croce! anche quando le croci non sono state ancora concepite. E’ il campione dell’uomo rassegnato, convinto che il punto sia il rifiuto dell’esserci, la teoria della sostituzione, che conduce allo stallo del fondamentalismo. Ma c’è una luce che splende sul volto dell’angelo e dell’ariete sottostante, entrambi – a modo loro – strumenti di uno sviluppo necessario, dal cupio dissolvi al carpe diem, perché ogni giorno è un dono, e l’ariete sa che non c’è offerta più grande della propria vita; non una resa, ma un progresso, una conquista, l’espressione più alta dell’evoluzione cosmica: non sostituirsi, darsi. Il segno dell’Ariete, di colui che chiameranno Cristo.
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Pubblicato da monicamazzitelli su giugno 11, 2010
The Sunroom
Di Matteo Telara

“Devi smetterla di scrivere per un po’” aveva detto la mia compagna. “Devi provare a distrarti con qualcosa d’altro.”
“Come?”
“Qualcos’altro. Leggi. Prendi un libro che ancora non sei riuscito a cominciare. Qualunque cosa.”
Ed eccomi allora, lo scrittore incapace di scrivere storie che provava a leggerne una.
Dunque dovete sapere che la mia dolce metà aveva un debole per gli angoli della casa, amava le decorazioni, sosteneva la bellezza dei dettagli. Una collezione di vecchie scatole di latta qua. Le monetine dell’I-Ching là. Una raccolta di libri illustrati, sapientemente mischiata a manuali di fotografia, riflessioni sull’erotismo, saggi di astrologia. Di tutte le sue creazioni, ad ogni modo, di tutti i suoi segni distintivi, di tutto quel suo fulgore di bellezza e personalità, il capolavoro assoluto era senza dubbio la sunroom. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: monica mazzitelli, Racconti | Contrassegnato da tag: matteo telara | 5 Commenti »
Pubblicato da giovanniag su giugno 11, 2010
Incontro con lo scrittore Davide Sapienza
Martedì 15 giugno, ore 21.15
Cortile della Biblioteca Comunale Antonelliana
Via Manni, 1 – Senigallia
(In caso di cattivo tempo l’incontro si terrà presso la Sala Conferenze della Biblioteca)
In collaborazione con librisenzacarta.it
Intervista con l’autore a cura di Andrea Bacianini e Valeria Bellagamba
Con speciale attenzione per il libro più recente di Davide Sapienza
La Strada Era L’Acqua
(Galaad Edizioni, 2010)

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