Quale dei quattro è san Giuseppe? La lettura di un quadro può nascere da una domanda marginale, atta a produrre il circolo comunicativo, il coinvolgimento nella scena. I personaggi sono segnati dalla povertà; dall’umiltà, sarebbe meglio dire, a cominciare dalla madre, adagiata letteralmente a terra: humus, humilis, il tratto di chi è colto dalla verità, per cui non è più il centro del mondo, il criterio di giudizio universale. Un equilibrio delicato, si capisce, come quello del bambino che sembra sospeso, trasgredendo ogni legge di gravitazione universale; forse perché è il logos che sorregge tutto, il progetto che dà equilibrio a ogni energia: quella di Maria, dei pastori che fanno spazio al nuovo, di Giuseppe diviso tra l’amore coniugale e paterno e l’adorazione di un senso più sublime, che supera la meschinità dell’egoismo abbassandosi al livello più infimo e perciò stesso più profondo o, in una parola ormai dimenticata, vero.
Archivio per giugno 2010
Vero
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 5, 2010
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Francesca Schiavone
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 5, 2010
da qui
Don Mario avrebbe pianto, e ho pianto anch’io. Cos’è un Roland Garros, di fronte all’infinito, mentre qualcuno muore in qualche parte del mondo, qualcuno uccide e qualcun altro dà la vita? Eppure le lacrime cadono, e non per la vittoria, per qualcos’altro che non riesco a dire né a capire. Forse perché c’è ancora qualcosa che si chiama Italia, nonostante tutto, o qualcuno che si chiama Francesca. Forse perché su quel campo c’è la nostra vita, sporca di terra rossa, con i dentoni in fuori, e le braccia magre per i lunghi giorni di sudore e sacrificio. Una vita con le scarpe da tennis, bianche come la luce incerta dei nostri sogni indecifrabili.
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Economia – Domenico Lombardini
Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 5, 2010
Prefazione di Francesco Marotta
Una poetica dell’incontro
La cifra peculiare della scrittura poetica di Domenico Lombardini, il filo rosso che unisce in una trama unitaria le varie tappe del suo ancora breve ma già significativo percorso, condotto sempre con profonda discrezione e rigorosa attenzione ai presupposti e ai risvolti teorici del lavoro in fieri, è da ricercarsi nella presa d’atto dello snodo traumatico che la nostra epoca rappresenta, tanto sul piano etico che su quello culturale ed estetico, e nella piena consapevolezza, da cui la sua ricerca in gran parte si origina e si dispiega, che sia possibile trovare un punto di sintesi tra il rigore, le ragioni e la semplificazione ordinatrice tipica della scienza, e l’insondabile, ontologica, metamorfica refrattarietà che l’arte, in modo particolare la poesia, apparentemente le oppone. Leggi il seguito di questo post »
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Nulla osta
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 4, 2010
Strane aureole, quasi impercettibili, quelle di Michelangelo Merisi. Sorprendono, anche, gli strappi nella veste, segno di povertà, e nello stesso tempo emblemi di ferite che la vita infligge all’improvviso, dimenticandoli là, a testimonianza di chi siamo. La croce e il vangelo sono valori che stanno a fondamento, una specie di esorcismo alla tendenza inesorabile a svanire, l’horror vacui cui il nero sullo sfondo pare alludere. Persino il volto ha solo tratti scarni di bagliore riluttante, sempre sul punto di venire sommerso dalla tenebra che domina il fondale. E’ il teschio a conservarsi in piena luce, a indicare lo sbocco inevitabile, quasi agognato dal sapiente che vede più lontano e non teme il dissolversi del mondo. Ha uno strano sapore questa scena, ora che la sorella di un mio amico è morta cadendo dalla scale, attratta da un vuoto che pareva aver dimenticato, come uno strappo lasciato nella veste. Prego che alla fine della rampa abbia trovato anch’essa il vangelo con la croce, un nulla osta per varcare il buio rimasto da patire.
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“Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava”, di Marino Magliani
Pubblicato da giovanniag su giugno 4, 2010
Recensione di Giovanni Agnoloni

Marino Magliani
Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava
Ed. Senzapatria – € 7
(prefazione di Giulio Mozzi, copertina di Mario Bianco)
In attesa della presentazione di Asti, domani 5 giugno, alle ore 17,30, nell’ambito di A Sud di nessun Nord, il festival multidisciplinare sul tema del viaggio, presso la Locanda del Pellegrino, ecco una descrizione dei contenuti di questa nuova opera di Marino Magliani.
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Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava è la storia di un viaggio nella memoria. Marino Magliani scende nel territorio a volte fluido, altre limaccioso, del passato, incrociando con grande sensibilità itinerari reali e percorsi onirici. Parte dal tempo dell’infanzia, dai rituali di vita di paese nell’entroterra ligure e dalle messe servite come chierichetto, con le percezioni olfattive e tattili di quegli antri di chiese povere, e ci porta con sé in un viaggio che interseca il presente della sua ricerca con le fasi della sua vita di bambino, e poi di adolescente e di giovane, segnate da allontanamenti da casa dapprima voluti, quindi sempre più venati da tinte di distacco, lacerazione e struggente nostalgia. Leggi il seguito di questo post »
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IL TERZO SGUARDO n.4: Infanzia e memoria di un Premio riuscito. “Premio Letterario Chianti 1987-2007. Venti anni di libri e autori”, a cura di Claudio Molinelli
Pubblicato da giuseppepanella su giugno 4, 2010
Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo sguardo, allora, sarà quello delle arti – la pittura e la scultura nella loro accezione tradizionale (ma non solo) così come (e soprattutto) il teatro e il cinema come forme espressive di una rappresentazione della realtà che conceda spazio alle sensazioni oltre che alle emozioni. Quindi: libri sull’arte e sulle arti in relazione alla tradizione critica e all’apprendistato che comportano, esperienze e analisi di oggetti artistici che comportano un modo “terzo” di vedere il mondo … (G.P.)
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Infanzia e memoria di un Premio riuscito. Premio Letterario Chianti 1987-2007. Venti anni di libri e autori, a cura di Claudio Molinelli, Firenze, Esuvia Edizioni, 2009
Scrive Claudio Molinelli nella sua Introduzione a questo interessante e preciso volume di ricostruzione e di ricordi intorno al Premio “Chianti” di narrativa italiana:
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Poesiarte Milano, “Finestre”
Pubblicato da giorgiomorale su giugno 4, 2010
Poesiarte Milano si svolgerà a Quintocortile, viale Bligny 24, lunedì 7 e martedì 8 giugno 2010 con interventi di poeti e musicisti dalle 17,30 alle 19,30. Seguirà visione delle opere in mostra con presentazione degli artisti e aperitivesca kermesse fino alle 21.
VII RASSEGNA POESIARTE MILANO, ‘FINESTRE’
7-8 giugno 2010
Questo settimo appuntamento di Poesiarte Milano dal titolo Finestre prende spunto dal nuovo luogo di Quintocortile in cui si svolgerà la prossima Rassegna: sotto le finestre della casbah di viale Bligny 42.
E poi ‘finestre’ sono soprattutto quadri del passato e del presente, aperture che collegano fra loro i diversi gradi temporali in una sfaccettatura di situazioni soggettive che, insieme e sommate fra di loro, ci restituiscono un affresco complessivo del fluire e divenire della realtà contemporanea. Leggi il seguito di questo post »
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Un tipo da montagna
Pubblicato da robertoplevano su giugno 4, 2010
Ci avviammo lungo un sentiero che s’inoltrava nella pineta. Andavamo alla spiaggia nascosta, l’ultima con un accesso difficile, o non proprio alla portata di tutti (ma alla nostra sì…), e lì non avremmo trovato bambini, ombrelloni, borse e carrelli. Siamo gente essenziale: lasciata la macchina sulla strada in alto, con noi solo un leggero ricambio e un telo da stendere sui ciottoli. Accesso difficile e rischioso, ma non è un fastidio, è quasi un piacere. Nostra è la costa, e tutti gli anfratti e pareti (così supponiamo). Con il caldo e le giornate lunghe si va, ci si arrampica, si discende per gli scogli taglienti, a picco sul mare, ci spinge il desiderio di stare al sole come le lucertole, ferme finché c’è quiete, per l’intero pomeriggio. Certo, la gente arriva comunque, col gommone, colla barca… non sono mai tanti, era ancora presto per la stagione.
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L’alba dell’uomo nuovo (tre quadri)
Pubblicato da monicamazzitelli su giugno 3, 2010
L’ALBA DELL’UOMO NUOVO (TRE QUADRI)
Di Saverio Fattori
Chiusi la porta, bevvi un litro d’acqua e cloruro di magnesio a forte rilascio lassativo, il mio organismo doveva essere purificato. Scrissi due cartelle molto fitte, tutto nel mio cervello si intersecava alla perfezione, la mia calotta cranica era arredata come un sushi bar, linee nette, molta luce, di colpo tutto fu chiaro. Scrissi di cucina tradizionale e pulizia etnica, rodei di toro meccanico e messe sataniche, pallavolo extreme-fetish-lesbo e animali domestici crocefissi. Scrissi di pesca sportiva e scuole di ballo. Tenni il tutto a mollo per qualche ora nell’acqua termale di una teoria apocalittica elaborata da un gruppo di ricercatori dell’est Europa. Quattro studiosi perfidi e malinconici, quattro gemelli che vissero in una dacia bulgara dal 1956. Leggi il seguito di questo post »
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Le cose fondamentali
Pubblicato da lapoesiaelospirito su giugno 3, 2010
di Roberto Carnero
Con il suo libro precedente, ”Stabat Mater” (vincitore l’anno scorso del premio Strega), Tiziano Scarpa aveva svolto un’intensa, serrata riflessione sul tema della maternità. Ora il nuovo romanzo ”Le cose fondamentali” (pagg. 168, euro 18,00) , che esce oggi pubblicato dalla Einaudi , affronta l’esperienza della genitorialità dal punto di vista maschile, cioè da quello del padre. Il protagonista è un certo Leonardo Scarpa (ma – ci assicura l’autore – non si tratta di un personaggio autobiografico, anche perché lo scrittore non ha figli), il quale, quando sua moglie partorisce un bambino, Mario, decide di scrivere una sorta di diario che il ragazzo dovrà leggere quando compirà 14 anni. Leggi il seguito di questo post »
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Venti secondi – Omaggio a Hank Jones (July 31, 1918 – May 16, 2010)
Pubblicato da adezeno su giugno 3, 2010
di Ade Zeno
Martedì 12 luglio 2005: non ho idea di quanti siano, qualcosa tipo mille o duemila, uno sfacelo di gente affondata sui seggiolini verdi di un’arena rimovibile in preda a zanzare grandi come caccia bombardieri, ma in ogni caso qui e qui soltanto per celebrare uno sparuto gruppo di anziani padri con la musica dentro il sangue e le ossa. In mezzo a questo carnaio di corpi innamorati ci sono anch’io, piazzato in ultima fila, sul punto più alto dell’arena, a due passi dalle nuvole e dall’incedere cieco dei pipistrelli. Leggi il seguito di questo post »
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Dolci – di Franz Krauspenhaar
Pubblicato da krauspenhaarf su giugno 2, 2010
Sarò una crostata di scintille
dolci, e una Sacher che succhi;
sarò la mousse al fastoso gusto
del miele delle tue dita, il senso
poi salato, dentro il nudo tuo
di donna; e apriremo le bocche,
e ci daremo all’assalto, come
le mosche cieche, come fanti
nel formicaio, speranza zero;
non si sopravvive ma si vive,
nei tuoi capelli sfiorati da tutto
io troverò more, e albicocche,
e la farcia dei nostri discorsi.
Dentro, e fuori. Sarò goloso
fino all’ultimo, e tu pure; non
temere la bocca, fino ai denti.
[Immagine: Franz Krauspenhaar - The Painter.]
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Il principe del mondo
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 2, 2010
Pare che esistesse una prima versione: Caravaggio l’avrebbe presa a rasoiate, a causa delle critiche rivoltegli. La prova sarebbe la parte alta del quadro, vuota e incompiuta per la fretta del rifacimento, a detta di qualcuno. Nell’opera che abbiamo, il gesto di Gesù è sovrano, ricorda da vicino quello della vocazione di Matteo: il Cristo chiama alla vita in un atto imperioso che non ammette repliche; l’uomo risponde uscendo dalla morte, esistenziale e fisica. L’invito è irresistibile, trascina il pubblicano e l’uomo defunto già da quattro giorni, non c’è ostacolo di fronte all’energia del terapeuta, all’autorità di chi possiede il segreto della vita. Lazzaro alza il braccio destro, sembra stirarsi o forse evocare la postura della croce, come prevedendo che il ritorno alla vita è reso possibile dal dinamismo potente di un dono totale. L’autore è sempre lì, dietro il braccio teso di Gesù, quasi a respirarne l’odore, ad assorbirne il vigore che comunica, per uscire come Lazzaro e Matteo dalle spire di Thanatos, il principe del mondo.
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Fernando Pessoa. Da: Poemi di Alberto Caeiro
Pubblicato da nadiaagustoni su giugno 2, 2010
Fernando Pessoa.
Da: Poemi di Alberto Caeiro
[ Il pastore dei greggi]
XVIII
Magari io fossi la polvere della strada
E i piedi dei poveri mi calpestassero…
Magari io fossi i fiumi che scorrono
E le lavandaie stessero alla mia riva…
Magari io fossi i pioppi al bordo del fiume
E avessi solo il cielo sopra e l’acqua sotto…
Magari io fossi l’asino del mugnaio
Ed egli mi battesse e apprezzasse…
Questo piuttosto che essere chi attraversa la vita
Guardando dietro di sé con pena… Leggi il seguito di questo post »
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Voli ed altri voli nella valle*
Pubblicato da enrico de lea su giugno 2, 2010
***
VOLI
1.
Sorvolavo l’incendio sugli ulivi,
cercavo l’acqua, il mare
dove un poco – non troppo – annegare -
tu, a quell’ora, che facevi? morivi?
II.
Oggi, volo di nuovo, in sogno,
di quell’alta aria ho bisogno:
mi increspa la barba una festa
di sparvieri – la roccia che resta.
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2 giugno – La festa alla Repubblica
Pubblicato da Giovanni Nuscis su giugno 2, 2010
Art. 1
L’Italia è una Repubblica né totalmente democratica né fondata esclusivamente sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo giusto il tempo di apporre una croce sulla scheda elettorale. Non appartiene nemmeno ai candidati eletti, ma a chi li ha fatti eleggere e ne condiziona le scelte.
Art. 2
La Repubblica non sempre riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e sempre meno richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
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La testa del serpente
Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 1, 2010
Forse perché il bambino è già cresciuto troppo, rispetto alle immagini consuete (e il nudo diventa presumibilmente problematico); forse perché il modello per Maria – come accade spesso per il nostro – è una famosa prostituta, per di più scollata; forse perché sant’Anna, rappresentante della grazia, è separata dall’opera di salvezza adempiuta dal messia; fatto sta che il quadro ha una permanenza effimera nella collocazione originaria e approda nelle mani del Cardinal Borghese, della confraternita dei Palafrenieri, che se lo aggiudica per un prezzo miserabile. In mezzo allo scompiglio impallidisce il fulcro della scena, i due piedi che schiacciano la testa del serpente: un gesto che avrebbe dovuto troncare le polemiche sterili e i pettegolezzi, pronti a perdersi nei particolari secondari, nei labirinti inestricabili della mediocrità, trascurando l’essenziale.
Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Caravaggio | 12 Commenti »
La cricca dei sacrifici
Pubblicato da mbaldrati su giugno 1, 2010
Dopo che per tutto il 2008 e il 2009 i rappresentanti del governo hanno detto e ripetuto che andava tutto bene, benissimo, che la crisi era un’invenzione dei disfattisti che remavano contro, oggi, all’improvviso, si sono accorti che la crisi esiste. E, da governanti accorti quali sono, corrono ai ripari, con coraggio e senso di abnegazione. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità | Contrassegnato da tag: manovra economica, pubblico impiego, sacrifici | 13 Commenti »
L’infinita soglia. Le immagini e il tempo di Antonia Pozzi.
Pubblicato da nadiaagustoni su giugno 1, 2010
L’infinita soglia. Le immagini e il tempo di Antonia Pozzi.
Di Nadia Agustoni
Un libro del 2007, trovato per caso e di cui voglio parlare, curato da Ludovica Pellegatta e Onorina Dino, Antonia Pozzi Nelle immagini l’anima, Ancora editrice 2007 pag. 111 euro 22, interessante sia sotto l’aspetto delle immagini che nella scelta dei testi che le accompagnano, ci consegna in un’antologia fotografica una scelta degli scatti che la poeta realizzò nell’arco della sua breve vita. Complessivamente l’opera fotografica di Pozzi consiste in 2.800 immagini quasi del tutto inedite. Il volume, quindi, colma almeno in parte una lacuna.
Le poche poesie riportate e alcuni commenti dell’autrice, permettono di scorgere quel senso segreto che sembrò guidarla e che forse infine le mancò. Le immagini di Antonia Pozzi sono il tempo che visse e il tempo interiore in cui concentrò la propria forza, ma nel consegnarci questo mondo sembra quasi “volesse trovare una giustificazione al vedere”(1). Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Letture, Poesia, Recensioni | Contrassegnato da tag: Antonia Pozzi, Ludovica Pellegatta, nadia agustoni, Nelle immagini l'anima, Onorina Dino | 5 Commenti »





























