C’erano due uomini seduti su due sdraio di fronte al mare. Uno era mio padre.
Aveva i capelli bianchissimi – nella luce del sole parevano cristalli – e un paio di para-lenti scuri che teneva abbassati a quarantacinque gradi sugli occhiali da vista.
Indossava zoccoli alti e vecchi, gli stessi che fin da bambino gli avevo visto mettere ogni domenica per venire in spiaggia, e un paio di calzoncini azzurri. Con una mano continuava ad accarezzarsi il naso scarnificato dalla malattia e dal caldo.
“Quest’anno è arrivata molto più tardi” gli sentivo dire.
“È per via dei cambiamenti climatici.”
L’uomo di fianco a mio padre era suo cugino. Avevano la medesima età, erano cresciuti a poche strade di distanza, ma i suoi capelli erano leggermente meno bianchi e la postura pareva più arcuata.
Se ne stavano seduti lì da quasi un’ora, a guardare le figure di passaggio e ad asciugarsi la fronte dal sudore. Sembravano due statue da tanto poco si muovevano. Leggi il seguito di questo post »
Archivio per luglio 2010
Nulla d’interessante fuori dall’assorbente
Pubblicato da matteotelara su luglio 20, 2010
Pubblicato in: Matteo Telara, Racconti | Contrassegnato da tag: Ambiente, generazioni, immondizia, scavare, spiaggia | 6 Commenti »
Altre regole
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 20, 2010
da qui
A proposito di regole. Nel clima anarcoide della rete, vigono norme draconiane. Lo si percepisce a pelle: gli ultimi decaloghi riguardano lo scambio e-pistolare e le relazioni nei cosiddetti social networks. Apparentemente, si è liberi di comunicare e contattare come e chi si vuole; in realtà, transitano bollettini pedanti su come avvicinarsi ai leaders, come procedere per non infastidirli, scendendo in dettagli che, osservati dall’esterno, appaiono poco meno che ridicoli. Propongo un periodo di tempo (una settimana, un mese, un anno) in cui trasgredire sistematicamente tali codici, che riducono gli interlocutori a meccanismi oliati e cestinabili col minor spreco di energie. Al culmine della democrazia più sbandierata, predomina il modello Fantozzi nella sua versione più patetica. Suvvia, un po’ di sana ribellione ai mostri sacri dal paternalismo facile. Al massimo non risponderanno, ma è uno dei calli più facili a formarsi. E resta la domanda se non sia più conveniente per tutti, in fin dei conti.
Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Fantozzi | 9 Commenti »
Parresia
Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 20, 2010
Parresia
di Anna Maria Curci
Il DOP, dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, riporta questa definizione di ‘parresia’: grecismo per “franchezza”.
Nelle lezioni che tenne all’Università di Berkeley nel 1983, poi raccolte nel volume Discorso e verità nella Grecia antica, Michel Foucault si soffermò sul concetto di parresia. Euripide la menziona per primo; Foucault individua in Socrate un esempio illuminante nonché coraggioso di parresiasta. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Letture, Pensiero | Contrassegnato da tag: Anna Maria Curci, Discorso e verità nella Grecia antica, Don Tonino Bello, DOP, Euripide, Michel Foucault, Scrivo a voi… Lettere di un vescovo ai catechisti, Socrate | 3 Commenti »
Provocazione in forma d’apologo 167
Pubblicato da robertorossitesta su luglio 20, 2010
Poco dopo il fatto l’uomo si recò (di propria iniziativa o convocato, questa è la sola cosa che non ricorda) allo Sportello Unificato di Giustizia.
Lì prese il suo numerino e dopo breve attesa fu fatto entrare in un piccolo ufficio dove un funzionario anziano (l’uomo invece allora era giovane) lo fece sedere.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 11 Commenti »
La regola d’oro
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 19, 2010
da qui
Mi interrogo, da qualche tempo, sul principio del non fare. Un esempio classico è il decalogo biblico: non avrai altro Dio, non nominare il nome di Dio invano, non uccidere, non commettere atti impuri, non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare la donna d’altri, non desiderare la roba d’altri. I due comandamenti positivi: ricordati di santificare le feste e onora il padre e la madre, sembrano pesci fuor d’acqua, privati del non che distingue tutti gli altri. La regola aurea conferma il criterio: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Fabrizio de André | 9 Commenti »
IL TERZO SGUARDO n.9: Cronache romane dal 2106. Mauro Baldrati, “La città nera”
Pubblicato da giuseppepanella su luglio 19, 2010
Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo sguardo, allora, sarà quello delle arti – la pittura e la scultura nella loro accezione tradizionale (ma non solo) così come (e soprattutto) il teatro e il cinema come forme espressive di una rappresentazione della realtà che conceda spazio alle sensazioni oltre che alle emozioni. Quindi: libri sull’arte e sulle arti in relazione alla tradizione critica e all’apprendistato che comportano, esperienze e analisi di oggetti artistici che comportano un modo “terzo” di vedere il mondo … (G.P.)
_____________________________
Cronache romane dal 2106. Mauro Baldrati, La città nera, Bologna, Alberto Perdisa Editore, 2010
Nel 2106 la Città Eterna di Roma, finalmente “liberata” dei suoi ingombranti monumenti e anticaglie anti-progressiste, è diventata un non-luogo rigorosamente suddiviso in settori topografici e sociali dove governa un regime di stampo fascista sostenuto militarmente da una Guardia Pretoriana che non risparmia soprusi, ferocia, torture e morte alla sua variegata e multietnica popolazione. Contro questo regime, guidato dal Sindaco Fioravanti, è insorta una Resistenza abbastanza determinata il cui leader detto il Magister è però sconosciuto (solo alla fine del romanzo si saprà chi è). Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Giuseppe Panella, Recensioni | Contrassegnato da tag: Mauro Baldrati | 2 Commenti »
«Non c’è pace per gli empi», dice il mio Dio (Isaia 57:21)
Pubblicato da robertoplevano su luglio 19, 2010

Guido Reni, Susanna e i vecchioni (Auckland, City Art Gallery)
Arrivammo appena in tempo su in paese, stipando all’inverosimile due SUV e una Golf, quattordici tornanti in salita fatti a velocità di ciclista stanco, che se no gli ammortizzatori toccano il fondo corsa e le gomme grattano il parafango.
Arrivammo appena appena in tempo per quello che ci aspettava: la cena in piazza preparata per l’evento dall’Agenzia turistica, le premiazioni, i discorsi, e il clou, la presentazione del torneo triangolare a inaugurare il nuovo campo, e delle due squadre ospiti. «Ai massimi livelli europei!», avrebbe detto il sindaco al microfono, e giù applausi su di noi, schierati in piedi e in divisa sociale e le facce ebeti dietro bottiglie svuotate e avanzi di dessert, magari sotto i fari della TV locale. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Racconti, Roberto Plevano, Scritture | Contrassegnato da tag: moralità, pornografia, voyeurismo | 19 Commenti »
Dal blog “Federico Aldrovandi”: “Ci sarò”
Pubblicato da francesco sasso su luglio 18, 2010
Oggi sarebbe il tuo 23° compleanno, ma il tuo cuore e i tuoi sogni con i miei, sono stati definitivamente fermati, calpestati e sotterrati, una vigliacca, infame e bastarda domenica mattina di 1766 giorni fa, senza alcuna ragione.
Ad ogni alba, il mio risveglio è sempre più faticoso e opprimente e non ci posso fare niente.
Pubblicato in: Oltre la letteratura | Contrassegnato da tag: Federico Aldrovandi | 3 Commenti »
Senza un preciso titolo – di Franz Krauspenhaar
Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 18, 2010
Il tuo culo è una mela originaria.
La tua bocca è la falla del mio sesso.
Le tue gambe passeggiano felici
nelle mie mani aperte, e tremanti.
Il tuo collo è baciato dalla fortuna
del mio amore.
I tuoi occhi li ho visti ripetersi
nei miei; occhi di tesoro, di puttana.
[Immagine: FK - Gold erection.]
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Se non altro
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 18, 2010
da qui
Nelle omelie bisogna fare esempi. Prendiamo la parabola del buon samaritano: demolisce in due battute il sacerdote e il levita, giustificati solo in parte dalla cosiddetta regola di purità, per cui chi toccava un cadavere si contaminava ritualmente. A nessun contemporaneo appare logico far morire un uomo per partecipare a un culto: è il momento migliore per l’esempio. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Francesco Guccini | 18 Commenti »
Il Capitano Mario (VIII)
Pubblicato da robertoplevano su luglio 18, 2010
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII)
LA GUERRA IN A.O.I.
Il sottotenente Mario Pezzini: 6o Alpini, divisione Pusteria, ai primi di gennaio del ’36 arrivò a Massaua, dove incontrò il primo disagio nella temperatura – che superava i 40 gradi – dopo aver fatto la traversata in cuccetta perché non stava bene. Aveva tosse e febbre. Per fortuna fu subito trasferito sull’altipiano dell’Asmara, sui mille metri d’altezza: si potè coricare forse su un pagliericcio, o comunque per terra, dormì per 10 ore e si svegliò perfettamente guarito. La montagna evidentemente può giovare più del mare.
Il capitano Loffredo, che era un gran brav’uomo ma – secondo me – anche un po’ fanatico, forse anche troppo presto volle sottoporre i suoi alpini a quello che era chiamato il battesimo del fuoco. Allora non c’era la censura e dalle lettere che ricevevo – sempre angosciosamente attese – trasparivano, oltre alle impressioni provate, anche tutti gli avvenimenti generalmente vissuti laggiù.
Alla nostra generazione, che è stata la più tormentata di questo secolo, è stato concesso tuttavia di ricordare, oltre alle prove più dure, anche l’ingenuo entusiasmo dei giovani di allora (che fu solo di allora, e non più) per gli avvenimenti della guerra dell’AOI (Africa Orientale Italiana) oltre alla fierezza di avervi partecipato. Ingenuità che oggi può stupire, ma non più di quanto non stupiscano ai nostri giorni la passione per i cantanti preferiti o il tifo sportivo.
Pubblicato in: Diari, Letteratura, Letture, Scritture | Contrassegnato da tag: Amba Aradam, Battaglia del Tembien, Guerra in Africa orientale, Mario Pezzini, memoriali, storia | 1 Commento »
Poesia fotodigitale #3 [dittico] di Franz Krauspenhaar
Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 17, 2010
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]
HALT!
Seconda del dittico.
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Intervista a Vincenzo Pardini
Pubblicato da giovanniag su luglio 17, 2010
di Angelo Ricci
(da qui)
Quando parli con Vincenzo Pardini, ti rendi subito conto che hai di fronte un uomo che ha compiuto un lungo e profondo viaggio nella vita in compagnia della parola. E questo viaggio, difficile e a volte pericoloso, lo ha percorso e lo percorre unendo coraggio, poesia e razionalità. Tra le sue moltissime opere cito Il falco d’oro, Il racconto della luna, Jodo Cartamigli (tutte e tre con Mondadori). Con Tra uomini e lupi (peQuod) ha vinto il Premio Viareggio-Répaci. Per il cinema ha scritto il soggetto Metronotte, interpretato da Diego Abatantuono. E’ appena uscita la raccolta di racconti Banda Randagia (Fandango).
Ha vinto, con il coautore Marino Magliani, la VI edizione del Premio Letterario Tracce di Territorio, con l’opera Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo (Transeuropa). Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Dalla rete, Domande, Interviste, libri | Contrassegnato da tag: Angelo Ricci, Intervista, marino magliani, Vincenzo Pardini | 2 Commenti »
Tempi duri
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 17, 2010
da qui
Martedì, in ufficio, è successo di tutto: appuntamenti che si accavallavano, poveri che presentavano urgenze inderogabili, richieste di certificati, persone che tornavano da lunghi viaggi e passavano per un semplice saluto. A un certo punto arrivano due giovani che hanno fretta di fare il giuramento per la pratica matrimoniale (se è prossima la data delle nozze, non c’è tempo da perdere, altrimenti salta tutto). Durante il colloquio si affaccia una signora bionda, di una certa età, che vuole parlarmi di una sua emergenza; le dico che oggi mi è impossibile, perché, oltre alla pratica, ci sono persone in fila con cui devo vedermi prima della chiusura dell’ufficio. Va bene, a buon rendere! mi fa, e si allontana offesa. Dopo qualche minuto sopraggiunge, furiosa, la persona che la ospita, si affaccia nella stanza, chiede se io sia don Fabrizio, mi fotografa, prima che possa reagire in qualche modo. Le chiedo spiegazioni, mi risponde che voleva solo sapere chi fosse il prete che aveva avuto il coraggio di cacciare un povero. Bene, le dico, mi suggerisca lei che cosa dovrei fare, e le elenco la catena infinita degli impegni. In effetti, non sembra un delinquente. Mi vuole dare un bacio, e se ne va. Tempi duri, penso tra me e me, e mi rituffo nella pratica, con i due giovani che si guardano tra loro, sconcertati.
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Per farla figurare
Pubblicato da lapoesiaelospirito su luglio 17, 2010
di Alfonso Nannariello
Uno dei fratelli di mia madre, zi’ Ciccìll, voleva la bellavita. Per questo prese un altro corpo.
Quando sua sorella Cïetta sposò, lavorò a Foggia, nella tintoria del marito. Poi si mise in proprio, e la tintoria l’aprì a Calitri. Da allora fu ‘u Tintòr.
Trovato il verso alle sue aspirazioni nelle cose di qualità e di moda, costruì il suo fascino.
Vestiva con cura. Cappelli alla lobbia e abiti attillati, perfetti coi colori cittadini. Capelli sempre ben tagliati, e lucidati con la brillantina. Sotto al naso rettilineo i baffi a spazzola sembravano definitivamente sistemati. Cravatte regimental risaltavano sulle camicie bianche dalle giacche abbottonate alte. Bei fazzoletti uscivano quanto bastava, dal taschino. Leggi il seguito di questo post »
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Poesia fotodigitale #2 – di Franz Krauspenhaar
Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 16, 2010
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]
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Come sempre
Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 16, 2010
da qui
Il calice era già sull’altare, vicino alle ampolline di acqua e vino. Il purificatoio, la patena e la palla coprivano la parte superiore, come sempre.
- Che caldo insopportabile! Ma non potrebbero togliermi qualcosa dalla testa?
Le ampolline si stupirono di sentirlo parlare: erano educate al silenzio assoluto, prima della messa.
- E cosa potrebbero toglierle? Comunque lei deve dare il buon esempio: è l’oggetto più prezioso.
- Si fa presto a dire prezioso: io sono uno come gli altri. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Diari, Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Bruno Lauzi | 17 Commenti »
STORIA CONTEMPORANEA n.49: Il peccato e la gloria. Roberto Bertoldo, “Ladyboy”
Pubblicato da giuseppepanella su luglio 16, 2010
Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)
______________________________
Il peccato e la gloria. Roberto Bertoldo, Ladyboy, Milano-Udine, Mimesis, 2009
«Quando gli apparve per la prima volta, era come se si fosse buttata nella sua vita. Aveva esperienza di questo. Gli era già successo di percepire, al primo sguardo, la solennità di un incontro e non s’era mai sbagliato. Sempre, dopo, ciò aveva significato un’emozione importante. E’ solo che le volte precedenti si era trattato di donne. Anche il nome era un segno. Si chiamava Liza e Liza, come Anna, era un nome che aveva influito sulla sua precoce andropausa. Liza era una cinese e aveva sedici anni. Inginocchiata sulla sedia, i gomiti sulla cattedra, sporgendo il viso verso di lui, aveva raccontato la sua breve storia, il padre ignoto, la madre ammalata, l’espatrio. Lui le aveva dato una carezza quando aveva visto che gli occhi le si inumidivano. Così nascono gli amori ultraterreni » (p. 8).
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Della morte e della rinascita
Pubblicato da lapoesiaelospirito su luglio 16, 2010
di Antonio Celano
Marino Magliani, Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava (Senzapatria, 2010)
Ho conosciuto Marino Magliani, autore del libro Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava (Senzapatria, 2010), al Salone internazionale del libro. Un uomo dallo sguardo mansueto, il sorriso lontano di una vecchia fotografia, con cui ho scoperto di avere parecchi amici in comune. Magliani, ligure classe 1960, abita oggi in Olanda, sradicato in Olanda: “In quel mondo totalmente altro Marino non può attecchire in radice, e per questo fiorisce mondi” e scrive, dice di lui Marco Rovelli. Mentre quando torna in Liguria “vive, ma non scrive” pur solo là sentendosi pienamente scrittore. E Colonia alpina è un racconto lungo denso, scritto con una liricità sempre molto ben controllata, alla maniera antica, come direbbe il suo amico Vincenzo Pardini. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: La poesia e lo spirito, Recensioni | 1 Commento »
Discoteque
Pubblicato da Emanuele Kraushaar su luglio 15, 2010
ho visto quella ragazza che mi piaceva
penso fosse proprio la mia ragazza
o che l’avevo sognata o che forse stavamo insieme da un pezzo
quella con l’orecchino di corallo non la collana l’orecchino
che ballava avvinghiata ad un altro
ho messo la mano sulla corteccia dell’albero più grande del giardino
e ho respirato
ho sentito il suo boato triste
come se mi chiamasse dal fondo di una tromba delle scale
Pubblicato in: emanuele kraushaar, Scritture | Contrassegnato da tag: discoteque, emanuele kraushaar | 2 Commenti »






















