La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per luglio 2010

Quel giorno

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 15, 2010

da qui

Non ricordo che occasione fosse: una delle adunate colossali che allora andavano di moda. Ci eravamo preparati in grande anticipo, prevedendo gli ostacoli, le difficoltà di movimento e l’orario del pasto che richiedeva l’iniezione di insulina. L’attesa divenne interminabile: sul palco si succedevano singoli e gruppi adatti ai giovani, protagonisti della manifestazione. Come al solito, consultavo l’orologio e regolavo gli incastri fra resistenza fisica ed esigenze varie, che sfuggivano alle maglie di un programma. Quando Dio volle, ci chiamarono. Il papa lo vide, si rivolse a uno degli organizzatori, o forse al cerimoniere pontificio, pronunciando chiaramente le parole: E questo chi é? Ricordo la delusione lancinante: ma come, lo sapevano tutti, era appena uscito dalla convalescenza, l’eroe dell’anno, aveva perdonato il suo aggressore, un calvario infinito che lo conduceva fino al palco della piazza romana per antonomasia, per sentirsi interpellato da quella domanda imbarazzante? Wojtyla fu informato: si abbassò, gli pose una mano sulla fronte, lo salutò pregando, come sapeva fare solo lui, assorto in un’altra dimensione, al cospetto di Dio. Quel giorno, conobbi una persona cui non si poteva fare a meno di perdonare tutto.

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Poesia fotodigitale #1 – di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 15, 2010

[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore.]


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Vivalascuola. Esce “Gli asini”

Pubblicato da giorgiomorale su luglio 15, 2010

Domenica 18 luglio ore 19 e 30
Santarcangelo 40

Festival internazionale del teatro in piazza

Speakers’ corner – Giardino di casa Franchini.
Santarcangelo di Romagna

Presentazione del primo numero
della rivista Gli asini

intervengono Luigi Monti, Goffredo Fofi e altri componenti della redazione

Gli asini è una rivista bimestrale di inchiesta e ricerca pedagogica e sociale. Luogo d’incrocio, uno spazio di riflessione tra esperienze e analisi, pratiche e teorie di chi in Italia, in Europa e nel mondo si occupa di educazione e intervento sociale. Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.47: Poesie civili per una terra ormai diventata in-civile. Nadia Cavalera, “Spoesie (2006-2009)”

Pubblicato da giuseppepanella su luglio 14, 2010

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

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di Giuseppe Panella

Poesie civili per una terra ormai diventata in-civile. Nadia Cavalera, Spoesie (2006-2009), con un’introduzione di Mirella Serri, Roma, Fermenti, 2010

Spoesie (2006-2009) è l’ultima (finora) raccolta di testi poetici di Nadia Cavalera e arriva dopo l’esplosione sperimentale e surrealistica di Superrealisticallegoricamente (Roma, Fermenti, 2006) dove il tentativo era stato quello – riuscito e complesso – di allargare l’area della coscienza poetica attraverso l’implosione interna delle parole usate in chiave spesso antifrastica e di pura significanza.

Spoesie è, invece, un libro dal registro civile, di indignazione politica e morale, di confronto aspro e duro e amaro con il presente.

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Quando la testa è in vacanza [1]. “Utente sconosciuto”: frappè a colazione e sesso con ritegno in Michael Connelly

Pubblicato da paolocacciolati su luglio 14, 2010

Frappè a colazione e sesso ritenuto sono le due cose che mi restano in mente dopo aver letto Utente sconosciuto, un tascabile dalla copertina sgualcita e le pagine umidicce per dimenticanza in un angolino buio della mia libreria. Insomma, fa tenerezza che il protagonista, in un momento di alta tensione, si abbuffi a colazione con il frappè (sì che di queste temperature sarebbe una buona idea) e bordeggi con ritegno assai anglosassone la faccenda del sesso a pagamento, il filo conduttore in questo giallo-thriller di Michael Connelly proposto nel 2006 da Piemme in formato mini-pocket.
Il libretto in realtà finì in quell’angolino buio della libreria per il tramite della mia dolce metà, che peraltro nega di averlo mai acquistato, avanzando l’ipotesi che le sia stato prestato da una zia, casualmente smemorata nel richiederlo indietro. Manco fosse una cosa vergognosa spendere 4,15 euro per Michael Connelly. Un onestissimo lavorante del genere giallo, devo riconoscere. La tristezza semmai viene quando vedi certi italici tentare di copiare questi megaseller. Leggi il seguito di questo post »

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Rivelazioni

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 14, 2010

da qui

Quando confesso, sto seduto in una delle due cappelle in fondo alla chiesa, quella dedicata alla Madonna. Era il posto di don Mario: si piazzava accanto al confessionale con la sedia a motore e aspettava i penitenti, che arrivavano a frotte. Fa uno strano effetto osservare tutto da questa prospettiva, soprattutto per me, che da prete guardo in faccia i fedeli, celebrando. Manca qualcosa, i segnali trasmessi dal volto con lo sguardo, le labbra, la posizione delle sopracciglia. Eppure avverto che da qui si coglie l’anima, l’altra faccia del mondo, il rovescio delle cose. Gesù non era sacerdote, non stava sull’altare: era questa la sua ottica, per quanto si dica che il prete celebri in persona Christi. Ma non sono soddisfatto. C’è un pensiero che preme e fatica a farsi strada. Ecco, riesco a intercettarlo: la visuale del maestro è un’altra ancora, all’esterno della chiesa, dove si mettono a sedere i mendicanti, sul muretto a ridosso dell’ingresso. Come ho fatto a non pensarci prima? Gesù sta lì, Dio sta lì: vede tutto con gli occhi degli esclusi dalla nostra prospettiva di vincenti. E’ il punto in cui il mondo, con le sue illusioni irriducibili, finalmente si rivela.

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“Sushi sotto la mole”, di Fabio Beccacini

Pubblicato da giovanniag su luglio 13, 2010

Recensione di Giovanni Agnoloni

Fabio Beccaccini, Sushi sotto la mole – Giorgio Paludi indaga, Fratelli Frilli Editori, 2010, € 11,80

Nei gialli amo molto una cosa. Quando la storia è una specie di collage di diversi percorsi narrativi indipendenti, che si intrecciano e arrivano a formare un quadro coerente.
Forse è questa la qualità principale di Sushi sotto la mole, di Fabio Beccaccini. Secondo noir della serie che ha per protagonista il commissario Giorgio Paludi, dopo 44 anni il giorno dei Santi (sempre edito dai Fratelli Frilli, nel 2008), è ambientato a Torino, città che viene resa molto bene nella sua algida (perché invernale) realtà, che imbalsama respiro e sentimenti. E ci sono due ingredienti che funzionano in modo efficace: il suddetto collage, appunto, e un sorprendente gioco di flash-back e flash-forward. Sul secondo aspetto dirò meno, e comunque lo dirò dopo (sennò svelo troppo della storia). Leggi il seguito di questo post »

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Salami

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 13, 2010

da qui

Ci sono ricordi insignificanti, come quello di una sera in cui i nostri genitori, dopo le solite raccomandazioni, uscirono per non so quale faccenda. La luna riempiva di luce il cortile della nostra adolescenza, quando la Citroen bianca di papà – il ferro da stiro –  scomparve dietro l’angolo. Salii al piano superiore e mi coricai con mio fratello. Dopo aver tagliato i panni addosso ai professori, recitammo le preghiere e ci augurammo una notte serena. Nel silenzio assoluto risaltò meglio il ronzio di una zanzara che aveva scelto me per sostentarsi, per nulla intimidita, anzi, sempre più eccitata dagli schiaffi che mi andavo assestando. Leggi il seguito di questo post »

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L’inquietante divenire delle muse – di Max Lanzaro

Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 13, 2010

In italiano esistono quattro parole per indicare l’atto di memoria: il ‘rammemorare’, o ‘tornare alla memoria’; il ‘rammentare’, o ‘tornare alla mente’; il ‘ricordare’ o ‘tornare al cuore’, dal latino cor cordis; il ‘rimembrare’, letteralmente: ‘rivivere nelle membra la memoria’, rivivere con tutto il corpo. Rimembrare ha quindi in italiano un duplice significato, cioè il restituire alla memoria, ma anche il ricostituire. Infatti ‘smembrare’ è esattamente il contrario di ‘rimembrare’ e indica il ‘fare a pezzi’. Il mosaico è effettivamente, in origine, in antico, ‘luogo della rimembranza’. Bisogna considerare un altro aspetto; la filosofia in antico non è un sistema astratto di pensieri come si può pensare: anticamente la filosofia era piuttosto una concreta pratica di vita che comporta degli esercizi quotidiani, per far sì che l’uomo s’incarni, viva e giunga al termine della vita con la pienezza dei sensi, con la pienezza del senso. Per esempio sia gli Stoici che gli Epicurei e massimamente Pitagorici e Platonici praticavano questi esercizi. Un esercizio stoico, descritto anche nel De rerum natura di Lucrezio, è quello dell’attenzione, la prósoké. Leggi il seguito di questo post »

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Provocazione in forma d’apologo 166

Pubblicato da robertorossitesta su luglio 13, 2010

Quando si era ragazzi, decenni fa che sembrano secoli, bastava poco per spezzare la severa e tediosa routine: una grandinatella, una scossetta di terremoto, una bombuccia da niente. Allora si esultava gettando i libri per aria e gridando tutti, somari compresi, “Deus nobis haec otia fecit!”, e ci si sguinzagliava per strade assolate o fumose sale da biliardo, alla faccia dei professori e dei loro compiti in classe.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 6 Commenti »

Una cultura del leggere che entri nelle strade.

Pubblicato da matteotelara su luglio 12, 2010

In un articolo di alcuni mesi fa Boris Groys sosteneva che la direzione presa dall’umanità conducesse verso un nuovo totalitarismo globale, un nuovo ordinamento e, secondo certi filosofi, addirittura verso una nuova politeia platonica.
A detta dello studioso, se nel ’900 sono state realizzate le aspirazioni utopiche del secolo precedente (coi risultati che tutti conosciamo) nel XXI sembriamo essere tornati indietro al XIX secolo: libero scambio globale, terrorismo, pirati, guerre coloniali, culto delle celebrità, fashion magazine. Le uniche differenze, sottolinea Groys, “sono i film al posto dei romanzi.” Leggi il seguito di questo post »

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Vincenzo Pardini, Banda randagia

Pubblicato da giorgiomorale su luglio 12, 2010

di Alberto Pezzini

Vincenzo Pardini è uno scrittore al confine.
Prima di tutto perché la scrittura è una occupazione parallela alla vita che conduce di notte. Fa la guardia giurata per vivere, sta a Lucca dove la città offre poco se si hanno una figlia ed una moglie (le antiche mura rosse non danno il pane), ed è l’autore italiano che al momento possegga la migliore dimensione per il racconto breve. Leggi il seguito di questo post »

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ARNO SCHMIDT O DELLA VERITA’. Saggio di Giuseppe Panella

Pubblicato da giuseppepanella su luglio 12, 2010

di Giuseppe Panella

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Arno Schmidt, Specchi neri, trad. it., note e una Postfazione (Per speculum) di Domenico Pinto, Sant’Angelo in Formis (Caserta), Lavieri, 2009

Scrivere di Arno Schmidt non è facile così come non è facile (o banale leggerlo). Emerso carsicamente nelle vicende della cultura italiana ad opera di meritevoli quanto sporadiche segnalazioni di studiosi di letteratura tedesca (Ladislao Mittner, Claudio Magris, Maria Teresa Mandalari, Cesare Cases, Marianello Marianelli, Alessandro Fambrini), il suo nome e la sua figura bizzarra, scontrosa e debordante di scrittore sempre controcorrente rischia sempre di suonare incognite e senza eco. In quanto a me, non avrei mai letto né nulla avrei saputo di Schmidt se Remo Bodei nel corso di alcune sue lezioni dedicate a tutt’altro non avesse citato con tanto amore e con tanta passione di lettore Alessandro o Della verità che era uscito presso Einaudi di Torino già nel 1965 ma era rimasto praticamente inusitato nelle librerie di un’Italia troppo attratta da altro (gli scrittori ebraico-americani, Lévi-Strauss e il finale di partita del neorealismo condotto a termine dal Gruppo ’63) da costringermi a leggere quel libro nella bella e scandita traduzione di Emilio Picco.

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Il solicello del basto di Marina Pizzi

Pubblicato da Marina Pizzi su luglio 12, 2010

E’  uscito il mio nuovo libro di poesia:

Il solicello del basto

Roma, Fermenti Editrice, 2010

Casella Postale 5017 – 00153 Roma Ostiense

Tel. e fax06-6144297 e.mail: ferm99@iol.it

www.fermenti-editrice.it

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“Verità e Giustizia per Stefano Cucchi”. L. Moretti – T. Bruno, “Non mi uccise la morte” – Download gratuito

Pubblicato da francesco sasso su luglio 11, 2010

Il graphic novel “Non mi uccise la morte“, di Luca Moretti e Toni Bruno, viene rilasciato in libero download a pochi mesi dall’uscita in libreria per i tipi di Castelvecchi.

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Download gratuito:

http://www.terranullius.it/new/index.php?option=com_docman&task=doc_details&gid=34&Itemid=40

f.s.

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Lacrimosa

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 11, 2010

da qui

Antonio è un povero malato, con madre malata. Ha una faccia tonda, denti malconci e capelli ogni volta un po’ più radi. Cammina barcollando, come portando un peso: l’atto semplice di esistere per lui è una fatica insostenibile. Saluta con venerazione, come si fa in un luogo sacro, mentre non è che l’ufficio parrocchiale. Farfuglia quando parla, si mangia le parole, quasi a scusarsi per una violazione di proprietà privata. Cerco di metterlo a suo agio, di convincerlo a lasciarsi andare, ma lui è inchiodato alla forma del rispetto, balbetta della mamma inferma, delle difficoltà per sopravvivere, delle gambe e dei piedi che non vanno. Antonio è l’altra faccia del mondo, la sconfitta nascosta dietro l’efficienza delle storie produttive. Gli faccio un gesto conciliante, per trasmettergli un senso di confidenza fraterna, inutilmente: mi tende la mano dall’altro emisfero della vita, sa del suo destino di memoria vivente del nostro fallimento, della nostra illusione di farcela comunque.

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Il Capitano Mario (VII)

Pubblicato da robertoplevano su luglio 11, 2010

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI)

Percorso di riflessione

Mentre passavano i giorni meditavo sulla mia avventurosa vicenda nuziale.

Era la più importante svolta nel corso della mia vita, accettata come una grande grazia, con l’umiltà di chi si affida e ne riceve in cambio tutta la forza di chi confida.

Tornavano a proposito le parole di una recente lettera della mia santa madre Galli, che era sempre al corrente di ogni mia vicenda, che diceva: “Il Signore l’ha veramente benedetta, cara Maria, facendole incontrare un giovane di tanto merito”. Pensavo spesso a quei lunghi quattro anni trascorsi nella gioia e nella sofferenza, conclusi in un matrimonio che ci eravamo abituati – a causa delle circostanze – a considerare tanto lontano, ed era avvenuto così inatteso da sembrare un sogno: felice e doloroso insieme. Come era sempre stata la mia vita. Cercavo di ricostruire lo stato d’animo di Mario che negli ultimi tempi viveva serenamente nell’attesa di ritornare – avendo il congedo già firmato – ai suoi amati studi di Pavia, mentre stava per prendere la decisione, indubbiamente sofferta, di partire volontario per la guerra in Africa Orientale, con i suoi alpini.

Ma non furono gli Alpini a determinare la sua scelta: fu quella invece di cogliere l’occasione, unica e irripetibile, per raggiungere il tanto sospirato matrimonio e formarsi quella famigliola che era il suo sogno, e che avrebbe anche potuto mantenere col suo stipendio di ufficiale. Decisione sofferta, ripeto, all’idea di lasciarmi: “ma so che sei forte” mi disse.

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La Stella di Bolaño non è mai troppo distante

Pubblicato da monicamazzitelli su luglio 10, 2010

Cordiale, eppure così ispido. Di Roberto Bolaño ho letto solo questo breve romanzo, Estrella distante (Stella distante), eppure mi sembra di conoscerlo. Non solo come scrittore, ma come uomo. Se dovessi girare un film su di lui saprei perfettamente come far muovere il protagonista, quali gesti, quali tic, l’inclinazione del mento, il tono della voce, che non ho mai visto o sentito. Perché lui – che si definiva prima di tutto un lettore, e solo poi uno scrittore – in queste pagine ci mette la sua essenza, alternando una narrazione romanzesca a lunghe disquisizioni sulla poesia, soprattutto quella latino-americana, con passione feroce. Così presente a se stesso ma simultaneamente facendo sempre un ossequioso passo indietro letterario, Bolaño ha sempre chiara la sua dimensione del gusto e la profonde come fosse materia inscindibile della narrazione, mai come digressione ex cathedra. Molto della sua anima e della sua poetica si capiscono leggendo l’ultima intervista che ha rilasciato qui, un testamento di intelligenza e passione, humor e umanità.
Mario Bevione, un mio caro amico e fine lettore, ha commentato così nella sua recensione di aNobii «Bolaño ha scritto per tutta la vita un unico, smisurato romanzo, che poi ha ritagliato, formando un immenso puzzle, dove ogni pezzo non si limita a combaciare con i quattro che lo circondano, ma può incastrarsi quasi con tutti.» Ecco: non ho letto altro che questo lavoro dello scrittore cileno, ma Leggi il seguito di questo post »

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Cui dono lepidum

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 10, 2010

Sirmione lascia senza fiato: mirabile in ogni suo dettaglio, come fosse modellata senza riservare nulla all’imprevisto. Catullo non poteva farne a meno, lui così attento alla seduzione della forma, si trattasse di natura o di letteratura, di Clodia-Lesbia o di Giovenzio. Il suo libro non avrebbe potuto che essere expolitum, lavorato al punto da diventare lucido, impeccabile, come l’opera di un altro intarsiatore ugualmente raffinato; curiosamente, i loro nomi propongono un gioco di richiami, come abitassero la stessa città invisibile dell’esattezza: Catullo, Calvino, Sirmione, Sanremo. Il destino unisce chi nella parola ha colto il senso del tutto, il logos riflesso nel volto della musa vergine di un nuovissimo libretto.

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Occasione alternativa per il poeta

Pubblicato da rmorresi su luglio 10, 2010

 

di Grace Paley

Stavo per scrivere una poesia

invece ho fatto una torta

ci ho messo

quasi la stessa quantità di tempo

certamente la torta è conclusiva

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Pubblicato in: Letture, Renata Morresi | Contrassegnato da tag: | 17 Commenti »

 
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