La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per luglio 2010

Che figura! La metalepsi

Pubblicato da paolocacciolati su luglio 4, 2010


Ancora Magritte. Lo so, rischio di diventare ripetitivo. Eppure Euclidean Promenades è il più calzante esempio di metalepsi che mi venga in mente.
Ribadisco il mio intento di non cedere a lascivie definitorie, ma è imprescindibile inquadrare la metalepsi come figura di sostituzione che produce un’incongruenza.
In campo visivo, poi, ricorre ogni volta che si gioca con la somiglianza formale, e la tempo stesso con l’incongruità rispetto al contesto: ed è questo contrasto che crea un effetto straniante e una moltiplicazione di senso. E quindi, chi più straniante di Magritte? Leggi il seguito di questo post »

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Pezzi (La conquista dello spazio 12)

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 4, 2010

da qui

Davanti al computer c’è un armadio che ospita vestiti e una congerie di oggetti stipati su due piani: tappi per le orecchie, inutilizzabili a causa delle otiti; un orologio-sveglia, adatto per i gruppi e le riunioni nel salone di casa; una serie di volumetti di Ravasi sul Primo e il Nuovo Testamento; una confezione di borotalco Robert’s per le patacche da smacchiare; un profumo di legno di Guajaco della serie Tesori d’oriente (la più economica che esista, a quanto sappia), una foto di don Mario che celebra nella cripta di Loreto, attorniato da tre preti, tra cui io, pronto a intervenire in caso di bisogno. L’immagine sembra l’unico dettaglio sensato, come se ciò che la circonda – una crema per le mani, una scatola trasparente di puntine, un timbro della parrocchia di San Carlo, una schiera di gessetti bianchi infilata in una scatola di Xamamina, pile da 1,5 Volt ormai scadute – fosse un segnale per ribadire il vuoto che la morte dell’amico ha lasciato nel mio spazio e nel mio tempo; oppure ricorda che ogni punto della storia, per quanto inutile e insignificante, acquista un senso solo in relazione a quella cripta, a quei corpi umani legati da un nesso indistruttibile, schegge di eterno che tracciano un percorso nel franare inevitabile del cosmo.

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sotto una piccola stella

Pubblicato da carmine vitale su luglio 4, 2010

sotto una piccola stella

chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere
(wislawa szymborska)

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Il Capitano Mario (VI)

Pubblicato da robertoplevano su luglio 4, 2010

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V)

VITA NUOVA

Eravamo sposi

II giorno seguente arrivammo senza indugio a Trento per raggiungere il battaglione e scendemmo ad un albergo che sorgeva davanti alla stazione, dove erano alloggiati gli ufficiali in partenza, non per la Tripolitania (come avevo ben capito subito: pietosa bugia, del resto insostenibile), ma per l’Africa Orientale: zona di guerra.

La partenza era fissata per il 2 gennaio: avevamo perciò quasi una settimana per la così detta luna di miele. Ma non ci fu in quei pochi giorni nemmeno il tempo di stare un po’ tra noi se non brevemente a tavola e al momento di ritirarci la sera in camera. Gli ufficiali stavano tutto il giorno in caserma, impegnati a radunare gli alpini e a completare gli ultimi – molto laboriosi – preparativi per la guerra.
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Si vedrà

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 3, 2010

da qui

Arriva un’auto dei carabinieri. Lo stesso pensiero di quando chiama il Cardinale: che sarà successo? Entrano in chiesa dalla porta laterale: lasciando l’auto aperta (una gazzella non la ruba mai nessuno), chiedono del parroco. Mi affretto a raggiungerli macinando ipotesi, con l’aria più cordiale a mia disposizione. Buongiorno don Fabrizio. Buongiorno, qual buon vento? In chiesa c’è la nostra consacrata: la maglia comoda digrada su pantaloni altrettanto larghi e chiari; dietro le lenti spesse e un po’ ingiallite si intravede un’aria interrogativa, ma non troppo, perché da noi ci si abitua presto a tutto. Ecco, meno male, ti stavano cercando. Sono due appuntati con il vice maresciallo: che strano, in genere li ho visti sempre in coppia. Mi viene in mente Burattino senza fili, di Bennato; me ne vergogno, sarebbe stato più all’altezza un Kafka o un Dostoiesvski. Che cosa ci sarà di tanto urgente e grave da venire in tre, lasciando la gazzella incustodita, cercandomi affannosamente, come potessi essere fuggito?E’ per il funerale di domani, don Fabrizio: vorremmo venire col picchetto d’onore e leggere i brani della liturgia. Il sorriso si allarga, più spontaneo: Ma certo, ci mancherebbe altro! Si fa presto a finire nelle pagine di un romanzo dell’angoscia, ma per oggi mi accontento di Bennato. Domani si vedrà.

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E se potessi – di Carlotta Giucastro

Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 3, 2010

E se potessi risalire a morsi
il corso del tuo corpo liberato
dagli abiti, e poi bevuto a sorsi,
mi temeresti o mi saresti grato?

E se volessi aggiungere vergogna
ai tuoi ricordi per gli anni a venire,
raccogliendoti là dove si sogna,
anima mia, soltanto di finire?

Che non resti di te che un centro nudo,
arso dal vento, scarnito, rappreso,
mendicante a se stesso eppure pieno,

nell’arco vivo del tuo corpo teso
che cerca la sua morte sul mio seno
e la offre tremante, come un dono.

[Immagine: Franz Krauspenhaar - Mirror tree.]

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Incontri sul confine

Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 3, 2010

STAZIONE DI TOPOLO’ – POSTAJA TOPOLOVE
XVII EDIZIONE

sabato 3 luglio

verso le cinque della sera
apertura e incontro con gli artisti presenti

presso Casa Juljova
Pinacoteca Universale di Topolò
inaugurazione e apertura con Guido Scarabottolo

nel buio
Natura VI
progetto interattivo LOST di luce, musica e danza
con Giorgia Minisini, Brice Desault,
Alessandro F.Damiani, Federico Petrei Leggi il seguito di questo post »

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Poi sparse intorno un grido

Pubblicato da lapoesiaelospirito su luglio 3, 2010

di Alfonso Nannariello

Il capricorno sfondò per me la porta di un’alba di gennaio. Mamma nel contraccolpo gli cedette. Sparpagliando intorno un grido mi sgravò.

Nacqui un martedì, un giorno dedicato a un dio in guerra. La sera prima, però, il 17, quando si ruppero le acque, era iniziato il carnevale, un tempo che sterra la terra e la rivolta mettendo tutto sottosopra. È in quel momento che i morti ritornano tra i vivi.

Tra l’altro io fui concepito nel mese di aprile, «il più crudele dei mesi», perché «genera lillà da terra morta». Leggi il seguito di questo post »

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IL TERZO SGUARDO n.8: Sottratto all’oblio. Mirko Grasso, “Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi”

Pubblicato da giuseppepanella su luglio 2, 2010

Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo sguardo, allora, sarà quello delle arti – la pittura e la scultura nella loro accezione tradizionale (ma non solo) così come (e soprattutto) il teatro e il cinema come forme espressive di una rappresentazione della realtà che conceda spazio alle sensazioni oltre che alle emozioni. Quindi: libri sull’arte e sulle arti in relazione alla tradizione critica e all’apprendistato che comportano, esperienze e analisi di oggetti artistici che comportano un modo “terzo” di vedere il mondo … (G.P.)

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di Giuseppe Panella

Sottratto all’oblio. Mirko Grasso, Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi, con una prefazione di Adriano Aprà, una nota critica di Paolo Simoni e un ricordo di Bernardo Bertolucci, Calimera (Lecce), Kurumuny Editore, 2010

«Elegante e misterioso. Così mi appariva Antonio Marchi da bambino. Capitava a pranzo da noi di domenica, nella luce marina degli anni Cinquanta. Sono stato geloso di lui. Pensavo piacesse a mia madre. A tredici anni volevo picchiarlo. Fu la mia prima pulsione erotica cinematografica. Se sono diventato regista di film è stato per imitare Antonio Marchi» (p. 7).

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Quello che chiamiamo

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 2, 2010

da qui

Oggi andrò a parlare della trasfigurazione in una parrocchia della zona. Trans-figurare, mutare figura, immagine, quello che dovrebbe essere la crescita: dall’imperfezione a una perfezione mai raggiunta del tutto. Lo facciamo d’istinto, come fosse scritto dentro, prima di venire al mondo. Un progetto di cui ti convinci a poco a poco, nonostante le delusioni e le sconfitte. Condizioni necessarie: la fiducia, il sostegno di un altro, la certezza di chi crede in te; solo allora si sprigiona una luce sufficiente per muoversi, avanzare, pro-gredire. La figura cambia, dal brutto anatroccolo prende forma il cigno, cui spetta il compito di ripetere il ciclo, trasmettere fiducia perché un altro possa giungere al traguardo. La mitologia, l’epica, il romanzo, cominciano quando s’inceppa la precisione di questo meccanismo. La favola rimane intangibile, ma diventa una conquista, si trans-figura nella lotta drammatica del giorno dopo giorno. La letteratura è un fallimento, ma solo dalle sue ceneri può nascere quello che chiamiamo uomo.

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Davide Sapienza: il podcast di Senigallia

Pubblicato da giovanniag su luglio 2, 2010

La riflessione di Davide Sapienza, autore di La strada era l’acqua (ed. Galaad), come emersa nel corso della recente presentazione curata da Valeria Bellagamba a Senigallia, è adesso disponibile in un podcast audio su Librisenzacarta.it

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Imperfetto sublime. Conversazione con Cristina Annino

Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 2, 2010


(La corrida)


Imperfetto sublime.
Conversazione con Cristina Annino.

Di Nadia Agustoni

La poesia e internet, la casualità e la simpatia hanno portato a un incontro con la personalità unica del poeta Cristina Annino, voce di una forza rara e di un originalità che non smette di stupirmi. Uno scambio intenso di e-mail e un parlare aperto, pur a distanza, hanno poi avuto l’esito di alcune conversazioni nella sua bella casa romana. La semplicità della persona mi ha doppiamente impressionato. Temo da sempre gli incontri viso a viso, con autori amati, perché di solito deludono. Non è stato questo il caso, perché Annino è quel che è, nella parola come nella vita. Diretta, semplice e mai banale, mai arresa a un cedere dei discorsi quando potrebbero inclinare a frasi fatte o a luoghi comuni. I pochi giorni romani hanno intensificato le mie precedenti impressioni e il nostro discorrere è proseguito. Leggi il seguito di questo post »

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Senza titolo – di Raffaella Terribile

Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 2, 2010

Prenderò la vita
stando dentro le cose,
dimenticando ogni scopo
ogni ragione
ogni inganno: Leggi il seguito di questo post »

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Rosso Strega

Pubblicato da fabrizio centofanti su luglio 2, 2010

da qui

Scolava la bottiglia dello Strega,
con soddisfazione.
Tutti avevano detto l’Avallone, compreso me,
ma non avevano capito una

piega, che evidentemente
nascondeva Antonio,
Mondadori, lui, se non mi sbaglio.
La canzone è la stessa,
cambiano i ritmi
fortunatamente,
gli angoli bui restano quelli.
Il sorso di Pennacchi
sembrava genuino,
per il resto sono

ammacchi di Silvia,
che avrà tempo di rifarsi con il vino
(e Machiavelli).

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L’amore e il rispetto – di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaarf su luglio 1, 2010

L’amore non ha rispetto, ma lo vuole,
egoista e scontento quando non ha
il richiesto, e non dà che le briciole
buone, leccate come dal cane, il bianco
e pure il nero, alla cintola del padrone
lungo i fianchi,  e il vento, ch’è più freddo. Leggi il seguito di questo post »

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NO AL SILENZIO DI STATO!

Pubblicato da Giovanni Nuscis su luglio 1, 2010

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (Art. 21 Costituzione)

NO AL SILENZIO DI STATO!

1° Luglio 2010
Ore 17,00

Roma, P.zza Navona

 

Questo provvedimento , se approvato in via definitiva, soffocherebbe tra le altre cose il diritto di cronaca e quello all’informazione, condizionando fortemente la percezione della realtà nei cittadini, e dunque le loro scelte personali, comprese quelle che determinano la composizione e quindi il buon funzionamento delle nostre istituzioni democratiche.

 L’appello contro la legge-bavaglio 

La Federazione della stampa

La posizione del Presidente dell’Autorità garante per la privacy

L’appello di alcuni autori Einaudi

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Wilhelm Willms. Life

Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 1, 2010

(Scritte)

life

chi ti recita,
dio,
i testi
che sul lato interno
delle porte dei bagni di stazione
stanno
senza filtro
20 centesimi
una pressione
sulla maniglia
forse
fanno leva su di te
senza trucco questi
detti
dio
forse ti si aprono gli occhi e ci tiri fuori dalla merda
perché solo a noi
si dovrebbero
aprire gli occhi? Leggi il seguito di questo post »

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Huda Ablan (Yemen, 1971)

Pubblicato da sgolisch su luglio 1, 2010

 

 Non scrivo in blu
 affinché il mare non prosciughi
 Non scrivo in verde
 affinché il giardino non secchi
 Non scrivo in rosso
 affinché non scorra sangue
 Scrivo in nero
 affinché passi la notte

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Pubblicato in: Poesia | 6 Commenti »

 
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