La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per settembre 2010

Teratografia – di Vladimir D’Amora

Pubblicato da krauspenhaarf su settembre 14, 2010

Vladimir e poi D’Amora, 36 inverni che so’ finiti tutti, biondo. E napoletano che non ama Napoli, e non solo perché la pizza è ormai di gomma. Indeciso tra Cruyff e Maradona, separato, vendo quelle scritture la cui morte è fantasma, ancora. Due bei lutti, come corpi morti di animali, intrattabili, col coro di sfibranti mormorii e martello. Convivo, ora, con una femmina ossuta, di quella distonia che sì giova al feticismo erotico, ed un fratello camuso e quasi ventenne e bello come i gelati. Quando guadagno, mangio e bevo e leggo, il vino nero, chiuso, sincero. Ma vendo parole, operazioni di parole, spiritica verticalità, con un pizzetto indecente, terso e rado. Leggi il seguito di questo post »

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15. Qualità

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 14, 2010

da qui

Leopoldo e Maria sono davanti all’ingresso del pub e discutono su come comportarsi. Lei, com’è noto, è astemia: si sta chiedendo se un crodino analcolico, per una apparizione, possa funzionare. Leopoldo è perplesso: è quasi pentito di aver rinunciato a un incontro tutto suo; e se Calvino si offendesse? Se intendesse parlare solo a lui? Ormai sono qui e bisogna entrare. La ragazza del locale è sorpresa nel vedere Leopoldo in compagnia:
- Che bella novità! E’ la consorte?
Lui è imbarazzato: come spiegare che si tratta dell’autrice del romanzo di cui è protagonista? Si tiene sul vago:
- E’ una mia amica.
- Le solite sette? Leggi il seguito di questo post »

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Scritture dal mondo arabo: Nagib Mahfuz, Per le strade del Cairo

Pubblicato da rmorresi su settembre 14, 2010

«Per le strade del Cairo», tradito dalla traduzione.

Di Maria Elena Paniconi

Nagib Mahfuz, premio Nobel per la letteratura 1988, presenta ai lettori e ai critici un duplice volto. Il primo è quello di romanziere a suo modo «regionale», legato all’ambiente urbano e in particolare alla pancia più impermeabile – almeno in apparenza – ai venti della modernizzazione, quella zona del Cairo fatimide in cui l’autore trascorse l’infanzia. Recensendo uno dei tanti romanzi cittadini di Mahfuz, L’epopea dei harafish del 1977, J.M. Coetzee sottolinea come l’immaginario mahfuziano si nutra di una dialettica interna alla città stessa: «I romanzi realisti di Mahfuz si concentrano sui ceti urbani. Non c’è traccia di contadini né di campagna … Se qualcosa viene contrapposto alla città, è la città stessa in una fase precedente del suo sviluppo, non il villaggio». Così al Cairo moderno si contrappone quello fatimide, al quartiere di Sakakini si contrappone quello di Jamaliyya, in un chiaroscuro di ambientazioni che si riflette poi nelle traiettorie dei personaggi, nelle loro lotte, nelle fughe, nelle ascese e nelle perdizioni talvolta annunciate.

Ecco allora apparire l’altro volto di Mahfuz, quello del narratore universale, in grado di tradurre in una prosa paziente, ricca di dettagli e di infinte sfumature psicologiche, il percorso dell’individuo nel mondo, in un’era che si vuole moderna. Leggi il seguito di questo post »

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Provocazione in forma d’apologo 175

Pubblicato da robertorossitesta su settembre 14, 2010

Quando si rimise di punto in bianco a sputar rosso, Erre quasi si commosse.
Per lunghi anni i farmaci avevano tacitato il sintomo fin quasi a far credere d’aver guarito il male; o addirittura che il male non ci fosse stato mai, che certe manifestazioni completamente fraintese avessero condotto a un radicale equivoco sulle cause.
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Felice Paniconi

Pubblicato da Gualberto Alvino su settembre 13, 2010

Ali

Con lunghe ali volano le stelle.

Resta legata alla terra la stoppia

Ferendo piede non per crudeltà,

ma per suo dolore. Per pane

le cresciute spighe! Resta

lì tra le andane appaiata da falce

accorta maggese per sorte di fuoco.

La notte, in alto, con lunghe ali

volano le stelle. Oh potessi

io fare dell’amore un solo grido

come da solitaria casa

innalzata la linea di fumo

perché dentro brucia.

L’urlo

Come posso dirlo

l’urlo. Ci vorrebbe una voce

di fuoco. Un gesto. Ma io non posso mutare

il volto delle cose.

Come la notte scura

senza un lume e le nubi

povere della luna.

Con gli occhi chiusi ti cerco

per non disubbidire al sogno

alle fossette a questi

ricami della pagina

sottili come i fili

che legano le stelle.

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STORIA CONTEMPORANEA n.53: “Trittico per Camilleri”. Come si costruisce un’antologia. Andrea Camilleri, “Pagine scelte di Luigi Pirandello”

Pubblicato da giuseppepanella su settembre 13, 2010

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Trittico per Camilleri. Come si costruisce un’antologia. Andrea Camilleri, Pagine scelte di Luigi Pirandello, Milano, Rizzoli BUR, 2007

Quello che mi ha stupito di più di questa antologia è che rechi il nome del suo realizzatore al posto dello scrittore antologizzato (sarebbe stato più corretto, forse, scrivere Luigi Pirandello, Pagine scelte, a cura di Andrea Camilleri – in fondo, il “vero autore”di quelle pagine è proprio lui, Pirandello, ma tant’è…). E’ vero che un’antologia è il prodotto della scelta e dei gusti personali di chi la realizza e la costruisce ma non bisognerebbe esagerare. Comunque va detto che Camilleri dichiara fin da subito che il “suo” Pirandello è quello suo e basta e che non ha aspirazioni “scientifiche” né didattiche.

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Vivalascuola. A che punto è la scuola

Pubblicato da vivalascuola su settembre 13, 2010

Primo giorno di scuola:
che cosa cambia.
I numeri della
“nuova” scuola.
Le ultime dal governo,
le ultime dalla scuola.

Anno scolastico 2010-2011: rivoluzione a scuola?
di Donato Salzarulo

Giovedì 9 settembre. Compro i soliti giornali. La copertina di SETTE, il magazine del Corriere, ha in prima pagina la fronte e gli occhi verdemiele di un’adolescente mentre scruta un libro aperto all’altezza del volto. Sotto a caratteri cubitali SCUOLA e il sottotitolo: “il manuale della rivoluzione”. Caspita. Sapevo che non era un pranzo di gala, ma far passare per “rivoluzione” ciò che accadrà quest’anno nelle scuole medie superiori è davvero troppo. Le parole possono essere usate per le operazioni più spudorate. Leggi il seguito di questo post »

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14. Nebbie

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 13, 2010

da qui

Il postino ha recapitato a Leopoldo un’altra lettera anonima. Lui si siede, inquieto, al tavolino da lavoro, accende l’abat jour e comincia a leggere:
Caro amico,
non creda che io sia il classico anonimo abituato a minacce e sotterfugi, o che provi un gusto sadico nel rovinare l’esistenza alle persone. Non mi interessa quel genere di vita , assai povero di soddisfazioni. Sono invece un amante dell’arte, un Anonimo con la lettera maiuscola, troppo consapevole di uno spirito più grande della vita singola e meschina per lasciare una firma o un nome. L’opera autentica nasce dall’ inconscio collettivo: non avanza pretese di diritti o brevetti, ma gode della bellezza in sé. E’ questo che mi spinge a intervenire quando vedo sbavature, copie, falsificazioni o appropriazioni indebite: l’arte è di tutti, e come tale bisogna riconoscerla, citando ogni fonte esplicita o implicita cui si fa riferimento. Leggi il seguito di questo post »

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La questione Mondadori secondo Wu Ming

Pubblicato da monicamazzitelli su settembre 12, 2010

Su Carmilla è uscito un post articolato sulla questione Mondadori.

In particolare interessante l’intervento di Wu Ming, a partire da una discussione molto vitale sul loro blog.

LA QUESTIONE EINAUDI + DUE O TRE COSETTE CHE I BOYCOTT BOYS NON SANNO L’Einaudi non è Berlusconi, perché quest’ultimo passa, mentre l’Einaudi resterà. Resterà il catalogo, per dirla con Valter Binaghi, “poeticamente più sovversivo del mondo”. Resterà quel soggetto, quella voce nel dibattito culturale e civile.
Quindi [...] bisogna TENER DURO, “resistere un minuto più del padrone”. Bisogna lottare dentro, per salvaguardare i margini e gli spazi di autonomia rispetto alla proprietà, per riequilibrare con mosse “buone” ogni concessione o cedimento, ogni eventuale “scivolone”. Date un’occhiata al catalogo e vedrete quali e quante sono le mosse “buone”. Abbiate un po’ di pazienza e vedrete, quest’autunno, alcune uscite strategicamente fondamentali. Leggi il seguito di questo post »

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Occidente

Pubblicato da matteotelara su settembre 12, 2010

Quando la voce lo raggiunse, Arhat stava camminando con alcuni amici sulla strada antistante la moschea dell’Iman. Gli ci volle un po’, per riuscire a fare ordine nelle parole. Aveva ancora lo sguardo allacciato ai minareti, alle cupole, ai portali intarsiati, ai marmi, ai pavimenti e alle piastrelle multicolori all’ombra dei quali aveva trascorso la mattinata conversando.
La voce era quella di un suo compagno di corso. Lo raggiunse alle spalle. E una volta vicina, ansimante, impaurita per il dubbio d’essere stata pedinata da orecchie invisibili, gli riferì che erano andati a cercarlo addirittura all’Università. Leggi il seguito di questo post »

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13. Scuola di scrittura

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 12, 2010

da qui

Leopoldo, ora, ha il compito di informare l’autore del romanzo sulla possibilità che si è aperta inaspettatamente. In realtà è un’autrice, e si chiama Maria. Non è l’intellettuale classico, cinico e spregiudicato: al contrario, ha una fiducia tenace nel mondo, come il suo personaggio principale. Del resto, tra costui e il suo inventore deve pur esserci qualcosa in comune. Maria ha una camera appollaiata su una periferia modesta e a tratti squallida; un computer che rischia di piantarla in asso da un momento all’altro e una caterva di libri cui non sa più trovare un posto. Quando vede arrivare Leopoldo, lo rimbrotta con affetto:
- Girano strane voci su di te; dicono ti sia dato all’alcol. Leggi il seguito di questo post »

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Il Capitano Mario (XVI)

Pubblicato da robertoplevano su settembre 12, 2010

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV)

L’AVVENIMENTO DECISIVO

Fu infatti in quei fatidici mesi autunnali del 1942 che si verificò quella svolta decisiva la quale doveva rovesciare definitivamente le sorti del conflitto. La battaglia di Stalingrado si portò via con sé la vittoria, la gloria, le ultime speranze e sopra tutto 300 mila uomini tra morti e dispersi da entrambe le parti in conflitto. Fu una spaventosa tragedia, a cui si aggiunse l’arresto definitivo delle truppe dell’Asse a El Alamein sulle coste dell’Africa settentrionale, mentre gli Inglesi al Nord Europa resistevano disperatamente ai bombardamenti cosiddetti a tappeto che distruggevano le loro città industriali, e gli Americani stavano per entrare in azione.

Ma i Tedeschi non si arrendevano e non si arresero all’accerchiamento di Stalingrado da parte di 22 nuove divisioni sovietiche. Avevano l’ordine di resistere e resistettero infatti per oltre due mesi e mezzo. Di questa enorme, inutile carneficina avevamo notizie da qualcuno dei nostri alpini superstiti o da altre vittime dello stesso destino.

Messaggi senza speranza da parte di chi sapeva di dover morire: spezzavano il cuore. Eppure destava stupore e un’indefinibile pietà la loro tristezza senza ribellione, senza disperazione.
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Anitya Hotel

Pubblicato da Francesco Randazzo su settembre 11, 2010

I luoghi d’accoglienza emanano sempre un forte senso di non appartenenza, di gradevole insignificanza estetica, comodità fisica precaria; si è soli, in un luogo che si è pronti a lasciare senza rimpianti, ma dove pure è piacevole stare. Senza quell’attaccamento spasmodico che invece ci consuma a casa nostra. E che ci fa soffrire. Anche gioire, ma sempre con un filo sottile di paura celata.
Dovremmo vivere come in un Hotel, con cura e semplicità dell’esserci, pronti al distacco. Pienamente presenti. Tentare almeno.

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12. Settanta volte sette

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 11, 2010

da qui

Leopoldo, deluso nel desiderio di riscatto, riguadagna il pub. Pensa che, se berrà sette birre, Calvino tornerà di nuovo a consolarlo. La ragazza è diventata più prudente: scruta l’avventore e cerca di indovinarne le intenzioni. Leopoldo è un personaggio che si fa voler bene facilmente: ha un aspetto fisico gradevole, è cordiale e sorride volentieri. In questi giorni è un po’ cambiato, come se qualche cosa lo stesse logorando.
- Mi porta la solita? chiede gentilmente alla ragazza.
- La solita o le solite?
- E’ un periodo difficile, ho bisogno di sfogarmi.
- L’altra volta siamo stati in ansia: parlava da solo.
- Chi le ha detto che ero solo? Leggi il seguito di questo post »

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Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. # 14 FRANCESCO FORLANI

Pubblicato da krauspenhaarf su settembre 10, 2010

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11. Cancellazioni

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 10, 2010

da qui

Leopoldo si è ripreso dalla sbornia, e capisce di aver sognato tutto, però è contento della soluzione che il Calvino fantasma gli ha offerto il giorno prima. Non che sia rassicurato pienamente: e se davvero il romanzo fosse condannato? Se la sua breve vita finisse qui, dopo le prime undici pagine? Che direbbero di lui, che traccia lascerebbe del suo passaggio tra la gente? Decide di agire, di compiere qualcosa che rimanga: la cosiddetta buona azione, oggi caduta in disgrazia, e soggetta a verifica continua. Leggi il seguito di questo post »

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Absolute [YOUNG] Poetry 2010

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 10, 2010

Absolute [Young] Poetry 2010
Cantieri Internazionali di Poesia
quinta edizione
29 settembre – 2 ottobre
Monfalcone
Teatro Comunale / Centro di Aggregazione Giovanile / Palazzetto Veneto

Direzione artistica: Lello Voce
Collaborazione artistica e scientifica: Luigi Nacci e Gianmaria Nerli

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Tirato a neve

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 10, 2010

di Alfonso Nannariello

III - III - IV - VVIVIIVIII - IXX

L’anno successivo la nascita di mia sorella, nel 1959, da mio padre e suo fratello furono fatti gli atti per la divisione della casa. Poi si fecero i lavori.
Da noi furono tolte le carte dei parati e i muri furono imbiancati.
Credo che il bianco allora fosse il colore di una vita concentrata sulle cose che avevano il grado dell’essenza.

Nei fusti con l’acqua, la calce viva sciogliendosi bolliva, e bollendo bollendo si spegneva. Leggi il seguito di questo post »

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Pop raffinatissimo per le nuove poesie in musica di Andrea Chimenti

Pubblicato da monicamazzitelli su settembre 9, 2010

C’è un uomo e ci sono i suoi cinquanta anni. C’è una casa di Lego da smontare e rimontare, valutando ogni singolo mattone. Il colore: è abbastanza felice? La robustezza: è abbastanza solido? L’utilità: orpello improduttivo o sostanza?

Domande che producono un album, “Tempesta di Fiori”, il nuovo cd di Andrea Chimenti, cantautore aretino che da quasi trent’anni, prima con i Moda e poi come solista, emerge dalle nebbie della musica indipendente italiana con felice ostinazione e meritati riconoscimenti, il più famoso fra tutti un singolo con David Sylvian dei Japan che da solo varrebbe tutta una carriera.
Un album bello e intenso sulla vita, sul cambiamento, sull’amore. Sulla timidezza, sulla paura, sui percorsi da fare col cuore che brucia, sul coraggio che germoglia dalla disperazione, dal bisogno di restare vivi, umani con sé. I testi di Chimenti sono poetici e diretti, toccano corde profonde e comuni, si fondono con una musica originale e estremamente raffinata senza essere mai autoriferita o snob: tutt’altro, “Tempesta di fiori” è un album con molte più venature pop dei precedenti, leggerezza e melodia. Leggi il seguito di questo post »

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Guernica

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 9, 2010

di Alessandro Ansuini

« Avete fatto voi questo orrore, maestro?»
«No, è opera vostra »
Pablo Picasso

Al centro era lo scopo e io ancora più vasto
Seguivo gli odori della memoria per scovare i sentieri, le grotte
Sapevo che l’ultimo e il primo erano segnali di fumo sbagliati
E un limone matematico mi riportava a una gamba, a una carezza
A questo bellissimo piede, e dunque la stanza. Leggi il seguito di questo post »

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