La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per settembre 2010

L’escursione #2 di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaarf su settembre 3, 2010

Io ci sarò, con tutto il mio entusiasmo
nel plotone d’esecuzione, fronte a Baricco.
Se occorre, sarò l’uomo del colpo di grazia,
perchè, che lo si creda o no, spingo alla carità.
Magari è una brava persona, magari striscia
soldi per i poveri. Però, lettori, anche mio zio
è una brava persona, ma non è uno sporco
criminale nazista della nostra letteratura. Leggi il seguito di questo post »

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Nuovo intervento di Vito Mancuso sul caso Mondadori

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 3, 2010

Cari amici di Mondadori, preferisco la giustizia

Giornali, radio, siti, tv, non vi è stato mezzo di comunicazione che non abbia ripreso e alimentato il dibattito sviluppatosi in seguito al mio articolo del 21 agosto “Io autore Mondadori e lo scandalo ad aziendam”. Naturalmente ognuno ha detto la sua, sia in merito alla questione in sé sia a me che l’avevo sollevata, facendomi provare l’ebbrezza di un viaggio sulle montagne russe della psiche col passare da coscienza profetica a povero ingenuo, da eroe coraggioso a ipocrita opportunista. Su quest’ultimo aspetto non ho nulla da replicare, registro solo lo spettacolo di individui così incapaci di prescindere dall’ego e concentrarsi sulle cose in sé da risultare impossibilitati a concepire che qualcuno faccia qualcosa senza volerci guadagnare. Molto più interessante è la dimensione oggettiva della questione, che ritengo di poter riassumere come segue. Leggi il seguito di questo post »

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Levitare

Pubblicato da Francesco Randazzo su settembre 3, 2010

Essere qui, ora e nell’ora, sentire l’ineluttabilità del sentirsi accadere nel mondo come una possibilità, nonostante tutto ciò che ci trattiene, levitare dal passato, fare d’ogni attimo un volo, non rimpiangere, salire.

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3. La parola fine

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 2, 2010

da qui

La crisi del romanzo è visibile anche nel proliferare di metodi, scuole e corsi per insegnare a scriverlo. Mi vengono in mente meccanismi curiosi, come il munirsi di carte che dovrebbero suggerire temi e svolte nella narrazione. Niente di nuovo, naturalmente: solo tra i contemporanei, si potrebbe citare il Calvino del Castello dei destini incrociati, costruito con una combinazione di tarocchi. Leggi il seguito di questo post »

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Un’intervista a Tolkien

Pubblicato da giovanniag su settembre 2, 2010

Ricordo che oggi ricorre il trentasettesimo anniversario della morte di J.R.R. Tolkien. Fantasy Magazine l’ha ricordato, con un link a un’intervista mandata in onda dalla BBC nel 1968. Si tratta di una testimonianza viva e commovente, che ci fa vedere lo scrittore così com’era di persona, semplice e suadente. Sono compresi anche dei commenti di studenti oxfordiani alle sue opere, e in particolare al Signore degli Anelli.

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“Addio al mito della profondità, oggi tutto è superficiale” di Marco LODOLI

Pubblicato da Giovanni Nuscis su settembre 2, 2010

Leggevo in spiaggia l’ultimo articolo di Alessandro Baricco, un funerale senza nostalgia per sua Eminenza la Profondità: prima la gente pensava che il bene, il senso, la verità fossero sepolti molto in fondo, in una stanza segreta, in un luogo sacro e quasi irraggiungibile. Bisognava accostarsi con attenzione, scavare con cura per anni e anni, leggere libri importanti, ascoltare i grandi saggi, fare esperienze pure e selettive per calarsi laggiù, sotto la crosta delle apparenze. Nulla si dà facilmente, nessun tesoro ci aspetta sullo zerbino di casa o sul davanzale della cucina: il bene è il risultato di una fatica. Bisogna trivellare per trovare il petrolio! Questo pensavano i ragazzi di un tempo, i giovani poeti del Romanticismo, gli eroi rivoluzionari, i mistici, i matematici, i giusti. Il mondo è solo illusione, un teatrino d’ombre proiettate sull’intonaco, la menzogna della caverna platonica, e la soluzione di tutto quanto sta in fondo, come una moneta d’oro in un pozzo. Leggi il seguito di questo post »

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Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. #12 GHERARDO BORTOLOTTI

Pubblicato da krauspenhaarf su settembre 2, 2010

a cura di Franz Krauspenhaar

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

È tutto frutto di un equivoco. Fino a un certo punto mi è sembrata una buona idea, diciamo fino ai 25 anni. Era una cosa che mi veniva spontanea, la soddisfazione narcisistica c’era, la sublimazione  anche. Per di più, potevo vestirmi a tono.

Poi, mi son trovato con un sacco di racconti che non finivano, mi ero esposto con gli amici, con le ragazze. Ero già stato segnato dal silenzio delle riviste a cui mandavo i miei testi, dalla superficialità di altri che scrivevano. Nel corso della giornata, continuavo a ripetermi che dovevo solo vergognarmi.

D’altronde, ormai la frittata era fatta. Da qualche parte dovevo pur andare a parare. Adesso, c’è solo da capire come va a finire. Leggi il seguito di questo post »

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L’escursione #1 di Franz Krauspenhaar

Pubblicato da krauspenhaarf su settembre 2, 2010

Hai visto che robba? (Alberto Sordi – “Gastone”, di Mario Bonnard, 1959.)

Facciamo il gioco di chi vide in un lampo
Philip Roth che orinava L’animale morente
in un vespasiano che puzzava di morte.
Poi guarda il film che ne hanno tratto,
Ben Kingsley e Pepelope Cruz, stella:
era chiaro che da quella storia rosa
ne pisciasse fuori una telenovela
per Hollywood, Ben sa fare il gangster
e la Cruz non è una che muore, no:
al massimo sta in stato vegetativo
tutto il giorno, a mangiare tapas.
Adesso ho la prova di avere ragione
sul conto del poeta della prostata.
Roth è un bluff, ve ne accorgerete.
Come Jim Morrison, solo che quello morì
a 27 anni. I Doors erano davvero una pena
per chiunque, ma è anche vero che nel 71
la gente si faceva i pompini coi fiori,
ovviamente a vicenda. Leggi il seguito di questo post »

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Marco Bellini. Come spiegarle queste finestre senza vetri

Pubblicato da nadiaagustoni su settembre 1, 2010


(Vecchie finestre)

Come spiegarle queste finestre senza vetri

Come spiegarle queste finestre senza vetri
che tutto ci passa dentro
e fa un freddo diverso preso lontano
il freddo che un pianeta attraversa
e lascia sul filo dell’orbita. Un fiato scuro
che non penseresti mai sul tuo davanzale.
Mancano i rimbalzi della luce
a concludere il giorno
prima che l’aria gialla della lampadina
dia il passo ai gesti lenti della casa.
Le tende sbeccate non possono nulla.
Forse possono: l’appartenere a una sedia
il proprio bicchiere la sera
tutte le sere l’impronta sulla tovaglia. Leggi il seguito di questo post »

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2. La maledizione

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 1, 2010

da qui

Si sa qual è, oggi, la maledizione del romanzo: la vita si coglie per frammenti, le grandi visioni entrano in crisi, Alessandro Baricco dichiara inesistente la profondità. Sappiamo solo collegare, nella migliore delle ipotesi, le tessere sparse di un mosaico sempre più complesso. Se fosse vero, la posizione privilegiata sarebbe proprio questa: cosa c’è di più frammentario e provvisorio della periferia desolata e desolante di una grande città? Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.52: Stefano Lanuzza, “Maledetto Céline. Un manuale del caos”

Pubblicato da giuseppepanella su settembre 1, 2010

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Stefano Lanuzza, Maledetto Céline. Un manuale del caos, Viterbo, Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2010

In un ormai celebre (e forse per questo dimenticato) numero speciale de “Il Verri” uscito nel 1968 e dedicato in gran parte allo scrittore francese, Giuseppe Guglielmi, futuro traduttore e divulgatore dell’opera céliniana, si chiedeva, un po’ ironicamente ma non troppo, “Chi ha paura, oggi, di Louis- Ferdinand Céline ?” (era il numero 26 dalla direzione di Luciano Anceschi). Lo scrittore di Meudon era morto da pochi anni, nel 1961, appena dopo aver terminato l’ultimo volume della Trilogia della guerra, Rigodon (o è una leggenda anche questa? – la vita di Céline è tutta costellata di leggende più o meno provate, più o meno veritiere, più o meno costruite da lui stesso).

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Il catino con l’acqua dei peccati

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 1, 2010

di Alfonso Nannariello

I - IIIII - IVVVIVIIVIII -IX

Qualche giorno dopo aver partorito il primo figlio le nuove madri trasìenn ‘nsant. Letteralmente sarebbe entravano in santo. In pratica significava che andavano a ricucirsi l’imene della santità.
Se la data del parto non era troppo lontana lo facevano il 2 febbraio. Appena fatta un po’ di luce, andavano a messa. A purificarsi come, in quel giorno in cui cadeva la memoria, la beata vergine Maria.
Al rito le accompagnavano le suocere. Mai il marito. Leggi il seguito di questo post »

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