L’immagine scelta per la copertina è quella del principinu sull’asteroide B 612, il pianeta d’origine del principinu che è stato visto al telescopio, una sola volta, all’incirca nell’anno 1920 da un astronomo turco. Altrove abbiamo rintracciato quella del principinu che “approfittò, per venirsene via, di una migrazione di uccelli selvatici” o quell’altra del principinu nel “miglior ritratto che riuscii a fare di lui più tardi”. Quale comunque che essa sia, sono tutte immagini assai belle, le quali, è risaputo, sono creazioni dell’autore stesso di LE PETIT PRINCE, ovvero dell’aviatore-scrittore francese Antoine De Saint-Exupéry.
Per questa illustrazione e per le successive, la più parte a colori, assodata la felice collocazione rispetto al progredire della narrazione, un primo aspetto che ci colpisce (che c’entri la globalizzazione?!) è che questo volume, pubblicato in settecento copie col patrocinio della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo, risulta essere stato stampato in … Germania, dalle Edition Tintenfass. Leggi il seguito di questo post »
Archivio per ottobre 2010
“U principinu” di Mario GALLO. Recensione di Marco Scalabrino
Pubblicato da Giovanni Nuscis su ottobre 9, 2010
Pubblicato in: Giovanni Nuscis, Letteratura, Recensioni, Traduzione | Contrassegnato da tag: Marco Scalabrino, Mario Gallo, u principinu | 6 Commenti »
30. Il castello
Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 8, 2010
da qui
Anche Maria è in viaggio; ha deciso di prendersi una pausa, di tirare le fila di ciò che è successo fino a oggi e, se possibile, cominciare a sciogliere la matassa ingarbugliata. In realtà, non sa nemmeno quanto tempo sia passato: le scuole di scrittura raccomandano precisione riguardo a tempi e luoghi, ma gli eventi si sono succeduti troppo in fretta, tra fantasmi e alcol la lucidità ha lasciato il posto alla confusione più totale. Sentendo parlare un’amica di un castello eretto in cima a un monte, le è sembrato il posto migliore per ritemprare lo spirito messo a dura prova. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: E' ancora possibile scrivere un romanzo?, Frankenstein junior | 11 Commenti »
romapoesia 2010 * poEtiche * 11-17 ottobre 2010
Pubblicato da lambertibocconi su ottobre 8, 2010
La quattordicesima edizione del festival romapoesia, diretta da Maria Teresa Carbone e Franca Rovigatti, si intitola poEtiche, ed è dedicata alla poesia delle donne. Quest´anno infatti il festival si propone come luogo di confronto per le autrici che, dal dopoguerra a oggi, hanno partecipato con la poesia – e spesso con una presenza attiva nella società – al farsi dell´Italia in cui viviamo e sulla quale intendiamo riflettere. Il programma prevede letture, conversazioni, proiezioni, ascolti, performance, presentazioni di libri, con la partecipazione di circa settanta poetesse di varie generazioni provenienti da tutta Italia.
Nella sezione Genealogie, alcune autrici contemporanee renderanno omaggio alle grandi poetesse della seconda metà del Novecento italiano: Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli, Anna Malfaiera, Rossana Ombres, Alda Merini, Nadia Campana, Cristina Campo, Claudia Ruggeri, Paola Febbraro, Piera Oppezzo.
La sezione Passaggi sarà invece dedicata al tema della traduzione e al confronto con autrici straniere come Anne Sexton, Sylvia Plath, Ingeborg Bachmann, Hélène Cixous.
Il festival si tiene nella settimana tra l´11 e il 17 ottobre, con disseminazione in varie zone di Roma, dal centro storico a San Lorenzo, da Trastevere a Marconi, dal Tiburtino a Monteverde, in centri culturali, librerie, biblioteche, scuole, locali.
È prevista, mercoledì 13 ottobre alla Casa internazionale delle Donne, una giornata di convegno alla quale parteciperanno, insieme alle poetesse, studiose di diverse discipline.
Il programma (ricchissimo) qui:
romapoesia.blogspot.com/2010/09/finalmente-il-programma.html
Con l’occasione colgo il piacere di invitare romane, romani, e chi altri lo volesse, al mio Laboratorio di Scrittura Poetica, sempre all’interno del festival, giovedì 14 e venerdì 15 ottobre, ore 15-17.
I dettagli per partecipare, qui:
romapoesia.blogspot.com/2010/09/buongiorno-poesia.html
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Carlo D’Amicis, La battuta perfetta
Pubblicato da giorgiomorale su ottobre 8, 2010
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“Nello scrivere questo libro emerge il mio forte disagio nel vedere cosa siamo diventati; vorrei che questo libro venisse percepito dai lettori sottoforma di pietas, da intendere nel senso letterale del termine, strettamente latino, nei confronti della fragilità umana che è alla base di tutto questo”.
(Carlo D’Amicis)
di Michele Lupo
Il romanzo definitivo sul modo in cui la televisione ha costruito gli ultimi cinquant’anni di storia italiana. E’ stato letto così, il libro di Carlo D’Amicis, racconto rapsodico di un narratore quarantenne, Canio Spinato, cinico fan di Forza Italia e persino amico del Cumenda, Leggi il seguito di questo post »
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STORIA CONTEMPORANEA n.56: Viaggio al termine dell’oblio. Marina Alberghini, “Louis-Ferdinand Céline gatto randagio”
Pubblicato da giuseppepanella su ottobre 8, 2010
Viaggio al termine dell’oblio. Marina Alberghini, Louis-Ferdinand Céline gatto randagio, Milano, Mursia, 2009
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di Giuseppe Panella*
Le biografie del dottor Destouches-Céline sono di solito, et pour cause, molto voluminose (ne fa fede la vita in tre grossi volumi pubblicata dalla casa editrice Mercure de France con il semplice titolo di Céline e redatta da François Gibault, l’avvocato ammiratore dello scrittore francese che l’ha raccontata dettagliatamente). D’altronde, sull’autore del Voyage au bout de la nuit c’è ancora, sempre, comunque, molto da dire. La sua vita e la sua opera sono temi sterminati e difficili da riassumere.
Non è facile provarsi, allora, a sintetizzare un libro colossale come questo di Marina Alberghini. Forte delle sue millecentocinquantacinque pagine, esso non percorre soltanto la vita complessa e ricchissima di avvenimenti anche spettacolari di Louis-Ferdinand Destouches meglio noto con lo pseudonimo di Céline (dal nome della sua amatissima nonna paterna) ma ricapitola le vicende storiche di un mondo, quello che segue alla fine della Belle Époque europea per attraversare sanguinosamente le due grandi guerre mondiali del secolo e una parte dell’affannoso dopoguerra che seguirà sotto il segno della Cold War variamente combattuta tra gli Stati Uniti d’America e l’URSS allora comunista.
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Un Nobel per tutte le stagioni (Mario Vargas Llosa)
Pubblicato da giuseppepanella su ottobre 8, 2010
Vargas Llosa e la passione per la scrittura
«Le seul moyen de supporter l’existence, c’èst de s’étourdir dans la littérature comme dans une orgie perpétuelle»
(Gustave Flaubert, lettera del 4 settembre 1858 a Mademoiselle Leroyer de Chantepie)
1. La vocazione del narratore
In un piccolo libro del 1997 il cui titolo fa il verso a quello, certo più celebre, di Rainer Maria Rilke, Lettere a un aspirante romanziere, Mario Vargas Llosa, oggi fresco Nobel per la Letteratura, si concedeva delle affermazioni abbastanza provocatorie e, nello stesso tempo, non prive di buon senso psicologico riguardo la natura della scrittura letteraria. Al suo interlocutore fittizio che gli chiedeva consigli su come scrivere buoni romanzi, lo scrittore di Arequipa rispondeva con una certa baldanza: Leggi il seguito di questo post »
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OCCHIO A QUELLO CHE MANGI!
Pubblicato da maramacri su ottobre 8, 2010
L’Inchiesta
Manipolazione Genetica
Di Mara Macrì
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo – www.actapopuli.net
L’argomento della Manipolazione Genetica è stato ed è uno dei temi più dibattuti e richiamati dai media. Quelle che all’inizio sembravano svolte storiche per il paradigma scientifico, si sono rivelate veri e propri “casi” da prima pagina. La “Pecora Dolly” si è trasformata in una protagonista senza precedenti ed il processo di clonazione è stato prospettato in chiave salvifica da molti scienziati. Leggi il seguito di questo post »
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Reale come una favola. Le storie infinite di Michael Ende
Pubblicato da lapoesiaelospirito su ottobre 7, 2010
di Paolo Pegoraro
«…ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta». Se questa frase vi dice qualcosa, probabilmente siete tra i fortunati che hanno amato un curioso romanzo in 26 capitoli, alcuni scritti in rosso rubino e altri in verde acqua, ma tutti introdotti da grandi capolettere che procedevano ordinatamente in ordine alfabetico, dalla A alla Z. Se invece questa frase non vi dice nulla, siete probabilmente tra gli sfortunati che conoscono solo i film liberamente ispirati a La Storia Infinita e cordialmente detestati dal suo autore.
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El viaje a la ficción. Il Nobel a Mario Vargas Llosa.
Pubblicato da lapoesiaelospirito su ottobre 7, 2010
da qui
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29. Irresistibile stretta
Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 7, 2010
da qui
Di Giulio da Padova non si sa più nulla. Si organizzano spedizioni in tutto il mondo, ma senza risultato. Leopoldo è sorpreso e amareggiato per la sua scomparsa; ci sta ragionando sopra, mentre il barbiere gli taglia i capelli (non troppo corti, lo sai!) e lui sfoglia le solite riviste, guardando soprattutto le figure. E’ il turno del Bollettino Malesiano, che riporta vicende politico-sociali-religiose di regioni dell’Asia a lui completamente sconosciute; intravede la notizia del ritrovamento di uno scrittore italiano sulla cima del Gunong Tahan, il monte più alto del paese: Giulio da Padova! Come sarà finito fra le tigri e i bufali della Malesia? Che abbia scoperto il segreto delle apparizioni, istruito dal fantasma di Salgari? Leggi il seguito di questo post »
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Attraverso la tela. Marco Bellini
Pubblicato da nadiaagustoni su ottobre 7, 2010
di Nadia Agustoni
Leggendo la poesia di Marco Bellini si ha l’impressione che l’impegno che richiede seguirne il dettato sia dovuto ad un “cadere” verticale, un cedere alla profondità della parola. Questa breve raccolta Attraverso la tela Edizioni La Vita Felice 2010, con prefazione di Gabriella Fantato e postfazione di Piero Marelli, si apre con un intenso poemetto “…Della linea” in cui si riflette un dire che partendo dalle cose sembra ricordarci con Hofmannsthal che la profondità è nascosta proprio alla superficie. “Credevo di non poterla accettare/ quella linea tesa, annodata all’orizzonte/ e allora ho chiesto di uscire dal tempo/ […] per avere tutte le età […]”, e non inganni quell’uscire dal tempo perché Marco Bellini non ha tentazioni di fuga dalla storia e dall’epoca, ma piuttosto risponde a un andare oltre, tanto più nei momenti legati al quotidiano e a quella linea tesa iniziale, che se segna un confine, restituisce anche una misura. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Letture, nadia agustoni, Poesia, Recensioni | Contrassegnato da tag: Attraverso la tela, Gabriella Fantato, Hugo Von Hofmannsthal, Il libro degli amici, Marco Bellini, nadia agustoni, Piero Marelli | 14 Commenti »
Il noir è morto?
Pubblicato da mariluoliva su ottobre 7, 2010
di Marilù Oliva
Al di là delle mode, i generi letterari hanno una conclusione? Se ne può fare un uso ed abuso tale da farli divenire obsoleti o ripetitivi? O si sottopongono a rivisitazioni cicliche? Se così fosse, ad esempio, il fatto che il Cinque e Seicento siano stati i secoli della trattatistica dovrebbe imporre che il genere non venga oggi più trattato, pena il rischio di replica. A tal proposito, onde evitare la ripetitività, di recente è stata sollevata da diversi scrittori l’opportunità di rompere con gli schemi del giallo e del noir. Senza dilungarci sul discorso trito che molti autori o pseudo-autori si occupano di noir per ossequiare una richiesta di mercato, la questione è: il noir è morto o piuttosto si è diffusa in alcuni casi una scrittura morta, banale, in grado di ingrigire qualunque genere? O più in generale: può un genere morire?
(le risposte sono elencate in ordine di arrivo)
Marco Vichi
Credo che i generi letterari – anche riguardo alla loro denominazione – siano soggetti a una variabile importante, cioè l’epoca. Lo stesso genere trattato in epoche storiche diverse dà luogo necessariamente a soluzioni diverse. Oggi il noir si sta smagliando per abbracciare confini più estesi, includendo nel genere romanzi che in altre epoche non sarebbe stati classificati come tali. Succede anche per volontà degli editori, che pensano di poter vendere meglio un romanzo solo perché viene collocato nello scaffale del noir. Detto questo, penso che a lungo andare le mode letterarie rischino di obbedire a elementi stereotipati che influiscono sulla qualità dei romanzi. Per il noir, il giallo, il poliziesco, il rischio è grande: si può cadere nella pericolosa illusione che una bella trama intricata e condita di colpi di scena, studiata a tavolino, diventi senza fallo un bel romanzo. Ma non è così. La bellezza di un romanzo non è nella trama, ma nella scrittura, nello “sguardo” della narrazione. Estremizzando il concetto per farmi capire meglio, i Canti di Leopardi e la Divina Commedia non fondano il loro altissimo valore sulle storie che raccontano o nei concetti che esprimono, ma nella potenza dei versi. Le stesse cose in mano ad altri poeti potrebbero diventare banali e noiose.
Pubblicato in: Critica letteraria, Letteratura, Letture, libri | 21 Commenti »
Il Mangagnifico e il Magister
Pubblicato da Gualberto Alvino su ottobre 6, 2010
Lietta Manganelli
Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico di Lietta Manganelli
a cura di Ermanno Cavazzoni
Macerata, Quodlibet, 2010, con 109 ill. b/n e col., pp. 104, € 14,00
Giorgio Manganelli
I borborigmi di un’anima. Carteggio Manganelli-Anceschi
a cura e con una postfazione di Lietta Manganelli
Torino, Aragno, 2010, pp. 86, € 12,00
Nel ventennale della morte di Giorgio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922-Roma, 28 maggio 1990) la figlia Lietta, che da anni si occupa con grande passione e diligenza dell’opera paterna (a lei si devono, tra l’altro, le lettere famigliari edite da Aragno nel 2008 sotto il titolo di Circolazione a più cuori), dà fuori, rispettivamente come autrice e curatrice, due contributi preziosi, se non esattamente essenziali, alla conoscenza dell’outsider tra i più estrosi e seducenti del secondo Novecento, il cui forte debito formale verso il Gran Lombardo — tale da procurargli l’ingiusta nomea di principe degli epigoni gaddiani — non vale a scalfirne minimamente la portata. Leggi il seguito di questo post »
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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.52: Il respiro della poesia. James Cascaito, “Respite”
Pubblicato da giuseppepanella su ottobre 6, 2010
Il respiro della poesia. James Cascaito, Respite, trad. it., cura e un’ Introduzione (Pensiero poetico e pensiero d’amore. Un Canzoniere moderno) di Giuliana Lucchini, Roma, Lucchini Editore, 2009
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di Giuseppe Panella*
With usura line grows thick, scriveva Ezra Pound nel LXV dei suoi Cantos ed è questa thickness che emerge dal dettato lirico di questo sorprendente poeta italo-americano di Pittsburgh, presto trasmigrato a New York e poi vissuto a lungo a Roma, nella Suburra – come lui stesso scrive in una sua poesia finale. Il suo stile è discreto e raffinatamente pulito, mai enfatico, mai melodrammaticamente inteso a suscitare consensi comuni o a scandalizzare l’eventuale lettore troppo borghese. Sottovoce, con un forte senso dell’understatement, si direbbe, ma senza rinunciare a pensieri intuizioni sentimenti passioni forti. Scrive Giuliana Lucchini nella sua densa Introduzione:
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28. L’isola dei Barbosi
Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 6, 2010
da qui
Giovanni Paolo Pierino sta spiegando a Leopoldo perché pensa di andare all’Isola dei Barbosi.
- E’ l’ultima frontiera della degradazione letteraria: macchiette prefabbricate che affollano le fiction postmoderne, prevedibili in ogni singola manifestazione. E’ la caricatura del formalismo: Vladimir Propp scoprì sette personaggi tipo, quattro fasi e trentuno funzioni: in questo schema, a suo parere, sarebbero rientrati tutti i possibili racconti. Oggi si semplifica: basta descrivere i luoghi, mettere in relazione i personaggi , creare lo sfondo, organizzare il tempo, inserire qualche anticipazione al posto giusto, giocare col punto di vista, montare il tutto ed è pronto il romanzo del millennio. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: E' ancora possibile scrivere un romanzo?, Edoardo Bennato | 7 Commenti »
27. Il peso della farfalla
Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 5, 2010
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Maria è sulle tracce di Leopoldo: da quando è apparsa sulla scena la Ricco Barocco sembra aver perso i contatti con il personaggio, come se le istruzioni per l’uso delle scuole ostacolassero la creatività più che favorirla. Si chiede cosa fare per rimettersi in sesto: decide di recarsi in una casupola vicino al lago di Bracciano, da uno scrittore ex operaio ed ex militante dell’estrema sinistra, Henry Deruta. E’ l’alba, lui legge la Bibbia in lingua originale.
- Che libro è, Henry?
- I salmi di Davide. Quando viaggio sono il mio bagaglio, li tengo vicini come il cane con l’osso: li giro e rigiro nella mente, mi fanno compagnia, allo stesso modo degli alberi, dei fiori, delle piante. Il tempo lo misuro con loro, ha il ritmo verde della vegetazione da cui sono circondato. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: E' ancora possibile scrivere un romanzo?, Leonard Cohen | 13 Commenti »
“Non è un paese per vecchie” di Loredana Lipperini
Pubblicato da lambertibocconi su ottobre 5, 2010
Recensione lunga per un libro che non esito a definire importante. Primo per il tema che affronta. Secondo per le idee che veicola. C’è poi un terzo punto che lo proietta direttamente oltre la categoria dell’importante in quella del gran bel libro, ed è il modo in cui è scritto e concepito, estremamente moderno e vigoroso. Ma andiamo con ordine.
I. Il libro parla della condizione degli anziani e in particolare di quella delle donne anziane – le vecchie – senza eufemismi o vezzeggiativi: sono le vecchie del titolo, escluse tra gli esclusi in una realtà sociale crudele. Perché se è vero che si comincia a essere vecchi quando la società non riconosce più la tua esistenza come persona, è altrettanto vero che per l’uomo ultracinquantenne ci sono ancora molte chance di successo e visibilità, di riconoscimento di vita, più che per la donna della stessa età. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Anna Lamberti Bocconi, Letture, Recensioni | 12 Commenti »
Provocazione in forma d’apologo 178
Pubblicato da robertorossitesta su ottobre 5, 2010
Un tempo, quando (il più delle volte) prendevo i miei pasti in solitudine, lo facevo però in compagnia dei miei autori, alternando bocconi e sorsi con le parole dei loro libri più amati.
Poi l’età fra altre cose mi recò in dono la presbiopia e dovetti porre termine a quella buona consuetudine; seguendo i cattivi consigli di pur ben intenzionati consiglieri acquistai un televisore e presi ad accompagnare i miei cibi con le notizie dal mondo.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 2 Commenti »
LA SOLITUDINE DEL CRITICO. Considerazioni su alcuni libri recenti e il destino della poesia. Saggio di Giuseppe Panella
Pubblicato da giuseppepanella su ottobre 4, 2010
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«Ce grand malheur, de ne pouvoir être seul»
(La Bruyère)
1. Il patto autobiografico
Sembra evidente, anche ad un esame non eccessivamente approfondito, come l’evidenza e la suggestione autobiografica abbia affascinato un certo numero di critici letterari italiani desiderosi di trasformare il loro approccio (finora avvenuto dall’esterno) agli autori che hanno studiato in una proposta di lettura che passa attraverso la loro dimensione più intima e più personale.
Sembrerebbe dimostrarlo una serie di libri (nella maggior parte piuttosto smilzi e umili anche nella veste grafica) i cui autori si fanno forza delle loro esperienze di lettura in età giovanile per avanzare ipotesi più o meno catastrofistiche sul destino della poesia e della critica letteraria.
Pubblicato in: Critica letteraria, Giuseppe Panella | Contrassegnato da tag: Eutanasia della critica, Forma e solitudine, Franco Brevini, Giulio Ferroni, Guido Mazzoni, La letteratura in pericolo, La passion predominante, Mario Lavagetto, Tzvetan Todorov, Un cerino nel buio | 11 Commenti »
Vivalascuola. Professione: precario
Pubblicato da vivalascuola su ottobre 4, 2010

I precari sono solo zavorra senza qualità?
“Avete trasformato la scuola in un enorme ammortizzatore sociale, assumendo 200 mila precari senza curarvi della qualità degli insegnanti e dell’insegnamento”
(il presidente del consiglio, on. Silvio Berlusconi, nella sua replica al Senato, rivolto all’opposizione).
La preparazione degli insegnanti attualmente iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento è spesso molto elevata avendo, circa la metà di loro, frequentato una specializzazione post laurea di due anni. In buona sostanza, i “precari” hanno 5+2 o 3+2+2 anni di studi universitari alle spalle orientati all’insegnamento. Un insegnante di sostegno ha studiato all’università almeno 5+2+1=8 anni (quasi come un medico) e negli ultimi tre, assieme ai corsi, ha svolto un tirocinio a scuola in contesti appositamente selezionati, cosa che gli ha consentito di essere “pronto subito”. (Paolo Fasce)
Ma perché vuoi fare il professore?…
di Francesco Accattoli
… Meglio una fabbrichetta modello Marche
Ricordo che durante il mio tirocinio a scuola, negli anni della SSIS, una ragazzina di quindici anni mi disse: “Ma perché vuoi fare il professore? Guadagni una miseria e aspetti per anni prima d’entrare col posto fisso”. Io le risposi che senza cultura il mondo sarebbe finito di lì a breve – lo dissi per impressionarla – e che il lavoro dei professori è indispensabile per la crescita della società. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: francesco accattoli, Michele Lupo, Paolo Fasce, precari della scuola, riforma Gelmini, scuola pubblica, tagli all'istruzione | 3 Commenti »





















