Il primo romanzo di Lara Santoro – Il mio cuore riposava sul suo, traduzione dall’inglese di Adele D’Arcangelo, Roma, e/o, 2009 – non appartiene al filone di certa letteratura esotica, che sfrutta lo scenario del continente africano per ambientarvi storie d’amore e avventura. La giornalista d’inchiesta Anna, i suoi amanti Nick e Michael, la domestica africana Mercy e padre Anselmo, tracciano le traiettorie di una storia che si dipana tra gli slums di Nairobi, le atmosfere decadenti e ancora coloniali dei party d’ambasciata, l’arida terra spaccata del Sudan, il califfato petrolifero di Nigeria, le stanze d’albergo d’una Belgrado che ospita i sicari del genocidio bosniaco, senza mai cedere alla strizzata d’occhio della bella cartolina di viaggio proveniente da terre lontane. Leggi il seguito di questo post »
Archivio per febbraio 2011
Un’inesorabile realtà, di Andrea Sartori
Pubblicato da Andrea Sartori su febbraio 17, 2011
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Grazie
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 17, 2011
da qui
In un punto del tempo e dello spazio
nacqui, non sapendo che cosa mi aspettava,
cosa fosse la vita con gli agguati,
i tradimenti, gli amori mai compiuti, le mille
incertezze che sboccarono
nello schiaffo, nel bacio, nel sorriso,
l’illusione assurda della parola data,
il vomito, la febbre, la solitudine appesa
all’attaccapanni dei ricordi, e tu mi chiedi
quanti anni hai,
senza sapere che gli anni non si hanno,
semmai sollevano o pesano: ecco – posso dirlo? – Leggi il seguito di questo post »
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23. Al cospetto del destino
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 16, 2011
da qui
Quando gli occhi di Viola incrociano quelli di Medardo, le possibilità esplodono come fuochi d’artificio. Si sprigionerà la passione dall’incontro nel viale che è l’unico elemento che li unisce, simbolo di una convergenza misteriosa e segno del destino? Si nasconde un segreto decisivo tra i filari di alberi che sembrano puntare all’infinito? Sarà la via della vita o il viale del tramonto? Una sorte luminosa, come in Gara di ballo di Baz Luhrmann o l’amore impossibile di Abelardo ed Eloisa, che il vortice di baci e amplessi conduce alla rovina, alla castrazione di ogni sogno, alla sepoltura comune nella tomba parigina a Père Lachaise? Quali opere potrebbero soccorrere in un approccio come questo? L’impeto rivoluzionario di Anna Karenina? L’amore-odio di Cime tempestose? L’incanto imprevedibile di Colazione da Tiffany? O la poesia struggente del Dottor Zivago e l’autodistruttività di Tenera è la notte? Negli occhi di Viola-Jennifer Morrison, Medardo legge la nobiltà minacciata dei Cavalieri della Tavola rotonda, la crisi giovanile di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, l’ambiguità di Memorie di una gheisha. Il viale degli olmi è lo schermo di un film in bianco e nero: vi si accavallano immagini insensate, slegate da qualunque canovaccio; i rami rinsecchiti sono mani alzate in segno d’impotenza, il cielo è una macchia bianca senza contenuto, depredato da una mano invisibile e spietata. Medardo e Viola comprendono nello stesso istante che nessuna memoria letteraria, nessun libro potrà assisterli in un frangente come questo: devono poggiarsi solo su se stessi; come lo scrittore, sono soli al cospetto del destino.
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Rendere visibile “L’invisibile”: il “Denaro” di G. Di Girolamo
Pubblicato da francesco sasso su febbraio 16, 2011
Giacomo Di Girolamo, L’invisibile, Roma, Editori Riuniti 2010, pp. 555, € 15,00.
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Grande è il disordine sotto il cielo,
ma la situazione è ottima?
Mao
Preferiresti che Cesare fosse vivo, e morire tutti da schiavi,
o che Cesare sia morto per vivere tutti da uomini liberi?
Shakespeare
Il titolo di questo nuovo libro di Di Girolamo, centrato sulla tema della mafia siciliana e dei suoi estesi legami nazionali, e in particolare sulla figura del latitante eccellente – Matteo Messina Denaro –, fa scattare (almeno così è stato per chi scrive) un visibile rimando alla dichiarazione di poetica dell’arte moderna. Per l’arte moderna, sintetizzando, il dettato essenziale è che la pittura debba rendere visibile “l’invisibile”. La rappresentazione perde così la sua supremazia, e con essa il realismo della mimesi più o meno dichiarato. Come dire, forse, che ciò che appare, per essere afferrato, capito, goduto deve risalire a ciò che non si vede ma che determina quanto si affaccia e si concretizza nella storia individuale e collettiva di quel particolare contesto storico dove le soggettivazioni si producono come qualsiasi altra merce ideologica.
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TEORIA DELLA LETTERATURA n.3: Il romanzo come forma della conoscenza (parte I). A cura di Giuseppe Panella
Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 16, 2011
Le lezioni di teoria della letteratura sono a cura di Giuseppe Panella
Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti
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“La spiaggia dei cani romantici”
Pubblicato da giovanniag su febbraio 16, 2011
Recensione di Giovanni Agnoloni
Marino Magliani
La spiaggia dei cani romantici
Ed. Instar, 2011
Almeja è uno degli uomini-mito della Pampa da cui prende le mosse La spiaggia dei cani romantici (ed. Instar Libri), il miglior romanzo di Marino Magliani. Il titolo è ispirato a una raccolta poetica (Los perros románticos) del geniale scrittore cileno Roberto Bolaño, che fu, come Almeja e gli altri ‘animali notturni’ protagonisti del libro di Magliani, sospeso tra due continenti separati dalla “pozzanghera”, come l’autore ligure chiama l’Oceano Atlantico. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Dalla rete, Editoria, Eventi, Giovanni Agnoloni, Letteratura, Letture, libri, Link, marino magliani, Oltre la letteratura, Recensioni, Scritture, Testi-moni, Vedere cose | Contrassegnato da tag: argentina, Instar Libri, La spiaggia dei cani romantici, Liguria, marino magliani, Olanda, Roberto Bolaño, Spagna | 9 Commenti »
“Genova”, di Francesca M. Bosi
Pubblicato da lambertibocconi su febbraio 15, 2011
“Sono un cane poeta!” disse il taglia media meticcio Pasternak mentre lo portavo a fare pipì. Io che parlo un po’ il canese gli risposi:-”I cani non hanno mani per scrivere, come puoi essere poeta?” Pasternak scodinzolò alzò la gamba e disegnò un grande Aleph con l’urina.
Mentre raccontavo questo aneddoto al telefono nella mia cascina minimal tanto cool e democratic style, Pasternak mi fissava dal divano mentre la mia compagna non credeva a una sola parola della mia storia, ma le piaceva immaginare che fosse vero. E’ un segno di civiltà non sparare colpi mortali sul viale dell’Amore e io avevo una fidanzata civile che sapeva quanto io e Pasternak ci volessimo bene.
Amava la mia innocenza e io amavo l’innocenza di Pasternak, ci accomunava il fatto che non fossimo affatto dei duri, lui quando incontrava cani più grandi si sdraiava per terra e mostrava la pancia in atto di sottomissione, io quando fiutavo qualche problema cambiavo rapidamente marciapiede. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Racconti | 4 Commenti »
Istantanee sbagliate
Pubblicato da monicamazzitelli su febbraio 15, 2011
Questo gioco che faccio ogni tanto: penso che vorrei vedere una Polaroid di me, scattata qualche anno dopo. Una foto del futuro presa magari di corsa, sfocata, con le figure piccole ma riconoscibili, che mi sveli chi sarò diventata, con chi starò, in che luogo.
Così ogni tanto ci inciampo in queste immagini, in quelle illusorie, beffarde. Come quella del mio ultimo compleanno ad agosto, a Stoccolma: la bimba dai capelli rossi in braccio, tenuta come figlia, amata come figlia. L’avessi vista sedici anni fa quell’immagine, poco dopo il mio matrimonio, ne sarei stata felice. Mi sarei detta che bella donna che sei diventata, con il tuo marito svedese. Siete a Stoccolma, chissà se ci abitate o se siete lì solo in vacanza, ma questa è di certo la tua bambina, così uguale a lui; a te non assomiglia, ma non importa: guarda quanto è carina, guarda con che felicità la tieni in braccio, come una Madonna col bambino. E invece tuo marito è un ex, e questa figlia non è la vostra, ma la felicità di qualcun’altra; anche se la tieni in braccio e con amore, anche se lei ti vuole bene. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Letture, monica mazzitelli | 2 Commenti »
Europa Cristiana Libera
Pubblicato da maramacri su febbraio 15, 2011
di Mara Macrì presidente di Acta Populi
La Sala del Consiglio del XII Municipio del Comune di Roma è gremita di gente nonostante fuori, nel cortile sotto un cielo grigio, ci siano tre gazzelle della polizia e nove uomini di scorta al freddo, che proteggono Magdi Cristiano Allam.
Intervenuto alla rassegna letteraria Dodici nel 12 “Incontri d’autore”, su invito del Presidente Pasquale Calzetta a presentare il suo ultimo libro “Europa Cristiana Libera” (Mondadori Editore) Allam parla con voce pacata e appassionata, racconta la sua esperienza di vita e di fede ad un pubblico attento e silenzioso, aprendo il dialogo con le frasi introduttive del suo libro:
Sabato 22 marzo 2008, nella notte della Veglia pasquale, dopo cinquantasei anni trascorsi da musulmano, sono rinato nella piena consapevolezza della fede in Cristo, ricevendo dalle mani del suo vicario Papa Benedetto XVI, il battesimo, la cresima e l’eucarestia. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: libri, Mara Macrì, Religioni e sette | Contrassegnato da tag: libri, Magdi Allam, Mara Macrì, Recensioni, religione, religioni | 31 Commenti »
Provocazione in forma d’apologo 191
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 15, 2011
Come aprii la porta, al leggero rumore si volse e cominciò a parlare: “Eccoti a giocare coi treni, le centrali e le dighe. E non ti accontenti di terre e di acque, ma ti arrampichi sopra le nubi e da lì minacci con la tua riserva di fulmini che credi infinita. Al di sopra non guardi, per non sentirti schiacciato. Bestie che siete, bestie senza la semplicità di quelle vere, tu e quelli come te, che usate il pollice opponibile per costruire macchine e il collo capace di levarsi in alto per prendere distanze e fare calcoli; invece di spianare i monti col pensiero, di camminare sulle acque, di volare allargando le braccia”.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 2 Commenti »
QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.64: Percorsi verso l’ignoto. Antonino Contiliano, “Ero(s)diade. La binaria dell’asiento”
Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 14, 2011
Percorsi verso l’ignoto. Antonino Contiliano, Ero(s)diade. La binaria dell’asiento, con un’Introduzione di Sergio Pattavina, Firenze, Quaderni di Collettivo R / Atahualpa, 2010
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di Giuseppe Panella*
Erodiade, dapprima moglie del Tetrarca di Galilea Erode Filippo I e madre di una famosissima Salomè, poi compagna di Erode Antipa fratello del precedente marito dopo il divorzio da quello, non ha mai goduto di buona letteratura. La sua impresa principale – quella di richiedere al marito la testa di Yokanaan-Giovanni il Battista per il tramite della danza dei sette veli di sua figlia – l’ha consegnata alla storia come l’esempio di una tragica cortigiana reale. Un’intera letteratura di taglio decadente-espressionistica – dalle pagine originarie del terzo evangelista Marco a Oscar Wilde, da Giovanni Testori al Pier Paolo Pasolini del Vangelo secondo Matteo, da Carmelo Bene a Ken Russell fino a Carlos Saura in una lunga sequela di ritratti a metà che privilegiavano la figlia ai danni della madre – la mostrano come una donna angosciata, rosa dall’ambizione, dotata di un erotismo torrido e perverso che, però, non dura nel cuore degli uomini sui quali dovrebbe regnare.
Pubblicato in: Giuseppe Panella, Recensioni | Contrassegnato da tag: Antonino Contiliano | 1 Commento »
Vivalascuola. La “riforma” Gelmini non esiste
Pubblicato da vivalascuola su febbraio 14, 2011
17 febbraio: al Tar del Lazio il ricorso sulle illegittimità della “riforma”
di Marina Boscaino
Credo sia utile, per tutti coloro che seguono La poesia e lo spirito – cittadini consapevoli, insegnanti e non – ripercorrere le tappe di una vicenda incresciosa (una delle tante) che ha accompagnato la politica di taglieggio ai danni della scuola pubblica inaugurata da Gelmini due anni fa. In totale controtendenza rispetto agli atteggiamenti degli altri paesi membri UE sulle politiche dell’istruzione, che, in questa e per questa crisi economica, hanno continuato ad investire in educazione. La singolarità del nostro Paese non sta solo in questo volgare e miope disinvestimento sul futuro. Ma anche – e forse più significativamente – nelle modalità quantomeno improprie attraverso le quali è stata in pratica condotta l’operazione “distruzione della scuola pubblica”.
Proviamo a rivedere insieme lo strano modo in cui sono nate le “riforme” Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: legge 133, Maria Stella Gelmini, Marina Boscaino, Michele Lupo, Per la Scuola della Repubblica, ricorsi al Tar, riforma Gelmini, tagli all'istruzione | 4 Commenti »
A dieci minuti da Urano – Carla De Angelis
Pubblicato da lapoesiaelospirito su febbraio 14, 2011
di Germana Duca Ruggeri
Grandi i meriti etici, civili, letterari della scrittrice romana Carla De Angelis, ma ancora maggiori le connotazioni umane che le derivano dall’esperienza di madre, che tanta parte di vita, anche feriale, inserra ed espone. La sua unica figlia, Roberta, già incontrata fra i versi di “Salutami il mare” e nel libro “Diversità apparenti”, scritto in collaborazione con Stefano Martello, in questa nuova raccolta, sottotitolata <<poesie di tentata conquista>>, appare controluce. Come filigrana posta a risguardo delle circa ottanta liriche che la compongono, sotto gli influssi tempestosi e illuminanti di Urano: “folgori che squarciano il buio, aprono la mente, indicano nuove strade”, scrive Alessandro Ramberti sulla bandella. Un denso ininterrotto fluire di stati dell’animo nei moti del pensiero, e viceversa, mentre “il corpus dello scritto e l’animus che lo sottende” vanno alla tentata conquista di un cammino, scegliendo come bussola la responsabilità e il rispetto. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: La poesia e lo spirito, Poesia, Recensioni | Contrassegnato da tag: Carla De Angelis, Fara poesia, Poesia, Recensioni | 1 Commento »
22. Qualunque storia
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 13, 2011
da qui
Il rumore del cerchione che raschia sull’asfalto è inconfondibile; anche la sensazione di ferita ingiusta, di ribellione non solo contro il chiodo innocente, lasciato lì da una mano improvvida o maligna, ma contro la strada che dissimula l’insidia, il netturbino che non spazza con coscienza, il controllo latitante del Comune, il Ministero impegnato in altri affari, l’Occidente distratto dai consumi, il pianeta avviato alla catastrofe, l’universo che esplode in un’entropia senza rimedio, Dio che ti perseguita, il nulla come sbocco ultimo di ogni corsa pensabile o possibile. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Brice Cento, Vasco Rossi | 23 Commenti »
Luisella PISOTTU “Graffiti”
Pubblicato da Giovanni Nuscis su febbraio 13, 2011
Incontrarti
quando il mondo perde margini
sospesi sul vassoio di sguardi
a catturare il suono del possibile
la carezza conosciuta
il battito che insiste
quando già e ancora lo penserei disperso.
Pubblicato in: Giovanni Nuscis, Poesia | Contrassegnato da tag: Albatros, Graffiti, Luisella Pisottu | 4 Commenti »
Porcile libero
Pubblicato da mbaldrati su febbraio 13, 2011
di Mauro Baldrati
Come scrittore che esplora le cavità del genere noir vorrei avere una sonda psichica per esplorare i sistemi mentali di alcuni personaggi, che rappresentano per me degli oggetti misteriosi, indecifrabili. Questa della “penetrazione” del personaggio è “quistione” di antica data. Proust li imitava fisicamente, parlava come loro, ne riproduceva le mosse, i tic. Leggendarie le imitazioni di Montesquiou, una delle matrici del barone di Charlus. L’altra sera ho rivista un ottimo film, Basic Istinct, dove Sharon Stone interpreta una scrittrice di noir che intreccia coi personaggi reali che vuole sfruttare per la creazione di personaggi letterari storie d’amore (e di morte).
Insomma, nell’operazione vampiresca della letteratura c’è questa oralità dell’autore che vuole assorbire, inglobare, violare quella fetta di realtà materiale che a suo avviso è indispensabile per arrivare alla sua trasfigurazione, o rappresentazione.
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Pubblicato in: Oltre la letteratura | Contrassegnato da tag: Giuliano Ferrara, puritanesimo | 9 Commenti »
Arcipelago Solženicyn / 1 – A colloquio con Adriano Dell’Asta
Pubblicato da lapoesiaelospirito su febbraio 13, 2011
di Paolo Pegoraro
Chi ha paura di Aleksandr Solženicyn? La recente uscita della monumentale biografia Solženicyn di Ljudmila Saraskina (San Paolo, pp. 1441, € 84) rappresenta un’occasione per tornare a leggere il grande autore russo, Premio Nobel per la letteratura nel 1970, imprigionato nei campi di lavoro e successivamente esiliato dall’Unione Sovietica.
Strano destino, il suo: pare che dopo aver letto il suo primo romanzo – Una giornata di Ivan Denisovič – la poetessa Anna Achmatova abbia sentenziato: «Questo romanzo deve essere letto e imparato a memoria da ciascuno dei duecento milioni di cittadini dell’Unione Sovietica». Nikita Chruščëv in persona volle conoscere colui che aveva raccontato secondo verità quanto accadeva nei campi di lavoro. Ma il favore sarebbe durato poco… ben presto il suo «umanesimo di compensazione» nonché l’«inutile senso di pietà» – così secondo la Pravda – furono considerati ostacoli contrari alla «battaglia per una moralità socialista».
Ne abbiamo parlato con Adriano Dell’Asta, professore di Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica di Brescia e di Milano, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca e curatore dell’edizione italiana della biografia di Solženicyn. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Interviste, La poesia e lo spirito, Letture | Contrassegnato da tag: Aleksandr Solženicyn, Interviste, Paolo Pegoraro, Zenit | 29 Commenti »
21. Dimissioni
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 12, 2011
da qui
Alberto esce dall’aula cercando di superare la selva di studenti che approfittano dell’attimo per porgergli domande, complimentarsi per il corso o semplicemente salutarlo. Sta già pensando ad altro; o meglio: ha le orecchie tese a cogliere frammenti di dialoghi, frasi smozzicate, strascichi di discussioni. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Antonello Venditti, Brice Cento | 10 Commenti »
La lingua terza: su Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin
Pubblicato da rmorresi su febbraio 11, 2011
di Adelelmo Ruggieri
- Mentre che mi sono deciso di scrivere queste robe che mi rosega dentro, à scuminziato a nevicare
- (F. Franzin, “Camioneto roso”)
-
Quasi in coda a Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin (Le voci della Luna, 2011) sventola il tricolore italiano; appena dopo – la sola poesia motivata al centro del libro – nelle due pagine finali c’è un pioppo: nella pagina di sinistra è chiamato nel dialetto dell’opitergino-mottense, piòpa, nella pagina di destra pioppo. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Letture, Poesia, Renata Morresi | Contrassegnato da tag: Adelelmo Ruggieri, Co' e man monche, Fabio Franzin, Le voci della luna | 9 Commenti »



















