La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per febbraio 2011

el que no afana es un gil Il tango «Cambalache», di Enrique Santos Discépolo

Pubblicato da robertoplevano su febbraio 11, 2011

Que el mundo fue y sera una porqueria,
ya lo se…
En el quinientos seis
y en el dos mil también!
Que siempre ha habido chorros,
maquiavelos y estafaos,
contentos y amargaos,
valores y dublés…
Pero que el siglo veinte
es un despliegue
de maldad insolente
ya no hay quien lo niegue.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Letture, Musica | Contrassegnato da tag: , , | 4 Commenti »

20. Storie

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 10, 2011

da qui

In tempi migliori, Cesare non lo avrebbe fatto, ma ora è disperato. E’ entrato nella casella di posta elettronica di un erudito assai noto nel mondo editoriale, il dottor Cavedagna, e sta seguendo passo passo il dialogo serrato da lui intrattenuto con Teodora, donna di età indefinibile e divoratrice insaziabile di libri. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 10 Commenti »

Cento disegni per Centuria

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 10, 2011

Manganelli

Pubblicato in: Annunci, Gualberto Alvino, I grandi | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Baudelaire, il canto della contraddizione

Pubblicato da lapoesiaelospirito su febbraio 10, 2011

di Paolo Pegoraro

 

Parigi è una città di cimiteri: si erge sopra fosse comuni ordinatamente occultate nel sottosuolo e alla luce del sole vanta tombe illustri ed eccentriche, mete di veri e propri pellegrinaggi. Tutti conoscono il Peré Lachaise, eppure è a Montparnasse che riposano i più grandi cantori della capitale francese. Qui non troverete Jim Morrison, ma Serge Gainsbourg. E neppure Oscar Wilde, ma il padre della poesia moderna, Charles Baudelaire. Colui che scrisse: «le tombe capiranno sempre il poeta»
All’appuntamento con I fiori del Male si sono presentati traduttori quali Bertolucci, Caproni, Raboni, Bufalino, ai quali si aggiunge ora questa nuova edizione (Salerno, pp. XLIII+519, € 22) curata da Davide Rondoni: fedele al testo, sensibilissima al ritmo e pronta – appena l’italiano lo permette – a restituire rime e assonanze dell’originale. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: La poesia e lo spirito, Poesia | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

“La divisione della gioia”, di Italo Testa

Pubblicato da Andrea Sartori su febbraio 10, 2011

Italo Testa, “La divisione della gioia”, Massa 2010

da: Delta (sezione III)

spogliarsi
in una stanza
disadorna
muoversi
con violenza
contro la parete
lasciarsi prendere
da una foga
una veemenza cieca
e a testa bassa
andare
a cuneo
dalla pelle a brani
scacciare il male
sul pavimento
a piombo
lasciarsi andare
in una stanza
disadorna
precipitare.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Poesia | Contrassegnato da tag: , , , | 7 Commenti »

STORIA CONTEMPORANEA n.67: Grazia Verasani, “Vuoto d’aria”

Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 9, 2011

Musica per aeroporti. Grazia Verasani, Vuoto d’aria, Massa, Transeuropa Edizioni, 2010

______________________________

di Giuseppe Panella*

Che cos’è un vuoto d’aria durante una navigazione aerea? Lo spiega Alfredo Roilo alias Alfred Roy, ex-pornoattore un tempo di una certa fama ma ormai invecchiato e spento, alla giovane giornalista musicale Gioia Marani, appena reduce dalla fine di una sua relazione che si sarebbe voluto seria con un pianista jazz e in attesa della partenza di un volo verso Palermo che, però, come al solito, ritarda. E’ la situazione di partenza della breve pièce teatrale di Grazia Verasani, autrice di testi di canzoni, cantante lei stessa, scrittrice di romanzi (è suo il Quo vadis, baby? portato un po’ automaticamente sullo schermo da Gabriele Salvatores nel 2005) e di testi teatrali (il suo From Medea. Maternity Blues già edito da Sironi è allegato in versione filmata nell’edizione prodotta dal Teatro Stabile di Bologna per la regia di Riccardo Marchesini). Allora il “vuoto d’aria” è:

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Giuseppe Panella, Recensioni | Contrassegnato da tag: | 1 Commento »

CARTE D’AVANA di Davide Barilli

Pubblicato da massimomaugeri su febbraio 9, 2011

CARTE D’AVANA di Davide Barilli, con immagini di Gerardo Lunatici
Fedelo’s editore, 2010 – pagg. 50, euro 10

di Massimo Maugeri

Sulle pagine del Corriere della Sera così Alberto Bevilacqua scrive di Davide Barilli: “Amante dei viaggi in Centroamerica, Barilli ha alle spalle romanzi riconosciuti di rigore letterario, che l’ hanno posto in evidenza fra i nuovi narratori emiliani. In questo libretto (Carte D’Avana) c’è la verità sulla Cuba di oggi: annotata, vissuta dal di dentro, senza esotismi di maniera, miti che non esistono più. Tante le citazioni possibili. Si resta stupiti da piccoli scorci. L’ arrivo dell’ «apagòn», ossia del buio che annulla contorni e profili, e si va dal «Babalao», il santone, che accende una manciata di candeline rosse, e poi appare con una torta rosa, in una luce fiammeggiante stregonesca. È il compleanno del nulla, in onore del buio padrone delle baie enormi. E poi c’ è Juan, il ragazzino che porta le notizie che mai si leggeranno sul «Granma», il giornale del partito. Scomparse misteriose, incidenti, arresti: Juan detto «Radio Bemba», con le informazioni che scivolano sotto la griglia della censura. Affascina, Barilli, quando ci convince che la verità di certi angoli del mondo sta in un apparente «micro» da rendere luminoso nella sua natura eccentrica, anche sconvolgente. Conferma di un’ editoria appartata, ma preziosa”.
Ho intervistato Davide Barilli (che avevo già avuto modo di ospitare su Letteratitudine con il suo Le cere di Baracoa)

- Davide, perché questo grande interesse per Cuba?
Perché mi ricorda la bassa padana di mezzo secolo fa, quella che non ho visto con i miei occhi ma che mi è stata tramandata. Sono mondi che amo, anche se molto diversi. La Bassa, a ben pensarci, ha un che di sudamericano, con le sue distese infinite e nebbiose che ricordano la pampa. Luoghi dove è facile perdersi. C’è poi nella tradizione letteraria emiliana un lunatico immaginare stravolto da un orizzonte paesaggistico privo di limiti, dilatato, che scioglie i confini e materializza i fantasmi. È un imprinting che ho ritrovato, per certi versi, a Cuba. Non certo nei luoghi privilegiati dal turismo, ma nelle aree periferiche, desolate, come la parte orientale dell’isola, quella che a Cuba chiamano Palestina, una zona depressa fatta di città che si chiamano Moa, Banes o Mayarì, ma straordinariamente ricca di umanità e di storie. Mi piace imbattermi, come accade in questa Cuba povera e allegra , in personaggi anomali, inimitabili, a volte assurdi, che ho raccontato ne ”Le cere di Baracoa”, come il mio giocatore di scacchi sordomuto, allievo del grande Capablanca, oppure Barroso il bicicletero o i vecchi guajiros delle campagne. Gente curiosa e aperta al prossimo, gente che sa ancora raccontare storie, gente che ama il dialogo degli sguardi, conscia che ogni incontro è un luogo di vita.

- Cosa consiglieresti a un turista italiano che decidesse di andare in vacanza all’Avana per la prima volta? Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Interviste, massimo maugeri | Contrassegnato da tag: , , , | 3 Commenti »

19. Rovesci

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 8, 2011

da qui

Marco, dalla scrivania, può vedere la fontana. E’ avvolta da una luce gialla che addolcisce ogni dettaglio, come fosse oro fuso che precipita in un’acqua verde menta. Le statue di Oceano, della Salubrità e dell’Abbondanza, il cocchio trainato da cavallucci marini e da tritoni, lo colpiscono al cuore: comincia a scrivere, le dita scivolano sui tasti senza interruzione, come il ventaglio d’acqua che si getta nella vasca formando immagini di schiuma simili ad alberi, a case, ad animali. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 13 Commenti »

Ricostruire il nostro essere contemporaneo

Pubblicato da matteotelara su febbraio 8, 2011

Ne è stato già scritto e detto talmente in abbondanza che risulta quasi impossibile non perdere l’interesse della platea al solo pronunciarne il titolo. Eppure Mad Men resta per molti versi lo specchio più lucido e affidabile in cui andare a riconoscere e ricostruire il nostro essere contemporaneo.
Se da più parti è stato sottolineato quanto il cinema, e nello specifico la grande macchina hollywoodiana, sia divenuto incapace di raccontare la realtà (se non nei termini ‘kracaueriani’ di rappresentazione dell’inconscio di una società intendo dire: abbondano infatti i film horror e catastrofici, i remake, i thriller psicologici, gli schemi narrativi impostati sulla membrana diafana tra reale e immaginario) le serie televisive sembrano aver messo da tempo in moto un’opera di lenta e paziente ricucitura culturale, al termine della quale, forse, potremmo di nuovo avere un’idea più chiara e positiva di quello che siamo, di quello che ogni giorno rischiamo di diventare, e di quello che fino adesso siamo stati capaci d’essere. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Matteo Telara, Recensioni, Scritture | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Lascia un commento »

Provocazione in forma d’apologo 190

Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 8, 2011

E va bene, ci sono cascato anche stavolta. Lo so che avrei dovuto tacere a costo di staccarmi la lingua a morsi, ma come al solito la foga del dire è stata più forte di me; e del resto la mia dolce 3/4 (7/8, 10/11…) avrebbe letto ciò che avevo in animo sul mio viso troppo eloquente, e che per lei ha meno segreti che per chiunque altro. Così ora lei, signora delle mansuetudini, forte del buon diritto suo e dell’Umanità cui quelli come me attentano, m’incombe di fronte con occhi che lanciano lampi e un sorriso di sprezzo, e incalza sibilandomi: “Tu che sussulti, tu che tremi ad ogni nonnulla… tu sei un guerrafondaio, un violento… con uno come te che ci sto a fare…”.
Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 17 Commenti »

18. Cene

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 7, 2011

da qui

Tornato a casa, il dottor Cavedagna trova a stento il tempo per cenare. Apre il frigo alla ricerca di avanzi che non lo privino della lucidità necessaria per continuare a scrivere. Si getta sul formaggio fresco della Land, ma si accorge che è scaduto: il donnone che lavora in casa lo ha tradito ancora. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 15 Commenti »

IL TERZO SGUARDO n.23: Vivere per raccontarla e scrivere per viverla. Marilù Oliva, “Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo”

Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 7, 2011

Vivere per raccontarla e scrivere per viverla. Marilù Oliva, Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo, prefazione di Omero Ciai, Bologna, CLUEB, 2010

_____________________________

di Giuseppe Panella*


Gabriel García Márquez è ormai universalmente riconosciuto come un maestro della narrazione romanzesca e l’autore di romanzi importanti e molto letti costruiti con il metodo letterario del “realismo magico”. A questa prospettiva di poetica sono legati romanzi ormai considerati come opere-mondo quali Cent’anni di solitudine e l’ Autunno del patriarca.

Eppure fino alla consacrazione ufficiale come scrittore con la saga secolare dei Buendía, García Márquez era stato quello che lui stesso definiva “un giornalista felice e sconosciuto” (1).

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Giuseppe Panella, Recensioni | Contrassegnato da tag: | 8 Commenti »

Vivalascuola. Quando la diversità viene giudicata patologia

Pubblicato da vivalascuola su febbraio 7, 2011

Bambini che non giocano più fuori casa, bambini stressati dalle aspettative dei genitori, bambini incompresi per avere una diversa intelligenza, bambini a cui i tagli all’istruzione impediscono una didattica personalizzata, bambini danneggiati da una alimentazione sbagliata. Allora via libera agli psicofarmaci, anche quando una terapia non farmacologica è possibile.

Quando la diversità viene giudicata patologia
di Chiara Gazzola

Mi inserisco in questa rubrica prendendo spunto da altri interventi pubblicati riguardanti da un lato la critica al sistema scolastico vigente, dall’altro le differenti sfaccettature della relazione adulto-bambino.

Se la scuola è lo specchio della società, sorge subito un primo interrogativo: su quali fondamenta si baserà il futuro dei nostri ragazzi, se nella scuola prevarrà quell’impostazione che privilegia lo standard, l’arrivismo, la produttività, la mercificazione degli individui e del sapere, e un forzato adeguamento a una “normalità” comportamentale e intellettuale? Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 9 Commenti »

La parola e lo spessore

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 7, 2011

Dice bene Lucini parlando di durata, di opere che restano perché continuano a provocare una reazione non solo estetica, ma anche esistenziale. Cosa ti ho dato di buono / Non lo so: la grandezza della poesia è nell’incoscienza di un dono inestimabile, non quantificabile, capace di cambiare il corso della storia personale e universale. Sono così le poesie di Fortini, Betocchi, Pasolini; così le tue, tracce invisibili che scavano nel cuore, lasciando questioni in sospeso che perdurano in un loro lavorio sommerso: Vita non è solo quella che vedi, Ce n’è un’altra nascosta; uno spessore, appunto, attingibile solo da chi ha una vocazione da speleologo, umile e pronto a un eroismo non riconosciuto né rimunerato. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti, Giovanni Nuscis, Poesia, Recensioni | Contrassegnato da tag: , , , | 26 Commenti »

17. Pensioni

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 6, 2011

da qui

La Beretta sul petto di Simone Vangelis gli ricaccia dentro la rabbia contro Brice. I due si fissano, cercando l’uno nell’altro le ragioni che sentono mancare, perché chi ha la certezza di non essere nel torto? Simone è il primo a parlare, con un filo di voce per la sorpresa e la paura: Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 9 Commenti »

“L’impoetico mafioso”. 105 poeti per la legalità. Recensione di Marco SCALABRINO

Pubblicato da Giovanni Nuscis su febbraio 6, 2011

“Ci siamo abituati: tutti i giorni … morti ammazzati stesi sull’asfalto … ma questa indifferenza … è un sintomo del male”, Davide Puccini.

Muove Gianmario Lucini, nella prefazione a questo volume, dal confronto fra il ruolo della poesia nell’età classica e quello nell’attuale società. “La poesia epica parlava della pòlis, del suo popolo e della sua vita, dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue paure ataviche. Era una poesia capace di stare dentro la società storica e proporsi con un ruolo molto chiaro, quello di interprete della umanità più profonda, di metterla in scena anche nelle sue contraddizioni e nei suoi dolorosi paradossi. La poesia contemporanea invece, troppo spesso, è la noiosa e monocorde proposta di un Io poetico solipsistico, che non si cura dell’altro, ma solo di se stesso, non si sente responsabile del processo di comunicazione ma si mette gegenstand, di fronte, troppo spesso da un pulpito, dall’interno di un gioco le cui regole non sono chiare a nessuno. Non c’è da meravigliarsi se la gente non legge poesia.” Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Giovanni Nuscis, Recensioni | Contrassegnato da tag: , , | 4 Commenti »

SENZA STUPORE: ECCEZIONE E NORMA AI TEMPI DI ARCORE

Pubblicato da rmorresi su febbraio 6, 2011

 

 

«Lo stupore perché le cose che noi viviamo sono “ancora” possibili nel ventesimo secolo non è filosofico.

Non sta all’inizio di alcuna conoscenza, se non di questa: che l’idea di storia da cui deriva non è sostenibile».

Walter Benjamin, 1940.

 

Con queste parole, Walter Benjamin impartiva una lezione di metodo critico che continua a valere: quando di fronte ad accadimenti politici ci si appella all’eccezione – oppure ci si indigna denunciando un regresso rispetto a una presunta norma di civiltà – ciò significa semplicemente che non si è capito nulla o non abbastanza, che non si dispone di strumenti adatti a comprendere il proprio tempo. A partire da questa considerazione – assunta come strategia metodologica – è possibile costruire una riflessione sugli scandali sessuali che hanno scosso la cronaca italiana delle ultime settimane, cercando di sottrarsi sia alla trappola del cinismo che a quella del moralismo.

  Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Letture, Renata Morresi | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 17 Commenti »

Lo sguardo in ascolto

Pubblicato da mmagliani su febbraio 5, 2011

Poesie di Pasquale Indulgenza


Forme di vita

Forme di vita
sono i miei dubbi
come queste piantine
senza radici
che vivono d’aria e di smog. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Letture, Poesia, Scritture | Contrassegnato da tag: , | 3 Commenti »

LA SITUAZIONE ATTUALE NON MI PIACE

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su febbraio 5, 2011

di Emanuele Kraushaar & Reg Mastice

Pubblicato in: emanuele kraushaar, Scritture | Contrassegnato da tag: , , | 5 Commenti »

Vizionario

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 5, 2011

«Telecom perde mezzo punto», «Fiat ricorre al giudice», «Il presidente di Confcommercio si confessa», «PFM parte in tour», «Settimana prossima, al più tardi mese prossimo mi sposo». L’articolo deve aver offeso qualcuno, sì, dev’essere accaduto proprio questo, perché da qualche anno è vilipeso, evitato, abolito. Nessuno osa ancora, ma tempo pochi mesi tutti diranno «Rai rinuncia ai reality show», «Università di Roma esplode», «Commissione Giustizia a scuola di giurisprudenza», «Beatles saranno commemorati in giugno», «Incrocio prossimo giri a sinistra».

«Gino è uno di quelli che ama lo sport», «Non sono uno che giudico senza sapere». Ormai si parla e si scrive così: in televisione, nei giornali, sulla metro, al mercato; lo fa il droghiere, l’avvocato, l’editorialista, la portinaia, il professore, il giudice, il chirurgo plastico, il cuoco, i presidenti emeriti della repubblica. Fuorché i linguisti “usaioli”; ma non datevi pena: presto o tardi si adegueranno: sono persuasi che il loro mestiere consista nel registrare pedissequamente l’uso, non già nell’orientare, per amor di Dio. Si accoderanno i lessicografi, si accoderanno i grammatici, potete giurarci, pur continuando a pensare «Uno di quelli che amano», «Non sono uno che giudica». Perché c’è un limite alla vergogna, non per altro. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Gualberto Alvino | Contrassegnato da tag: , , | 2 Commenti »

 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 5.132 other followers