La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per febbraio 2011

L’aforisma della settimana di “silhouRette”. 4

Pubblicato da nadiaagustoni su febbraio 5, 2011


Aforisma visivo di Silvana Baroni “silhouRette”
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Fermenti

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 4, 2011

“FERMENTI”
PERIODICO A CARATTERE CULTURALE, INFORMATIVO, D’ATTUALITÀ E COSTUME
n. 236, anno XL, (2011)
e-mail: ferm99@iol.it – sito: www.fermenti-editrice.it

Fermenti

L'ultimo numero della rivista "Fermenti"

Sommario

SAGGISTICA
5 “Frequentare la letteratura” (su Giuliano Manacorda, 1919-2010)
di Antonella Calzolari
9 Testimonianza per uno storiografo del Novecento
di Francesco De Nicola
11 I luoghi e gli incontri
di Rodolfo Di Biasio
16 Poesia-valore e Poesia-mercato
di Donato Di Stasi
su Alda Merini
28 Soprascritte
di Marcello Carlino
34 Il libro e la lettura – un inedito di Giorgio Manganelli
a cura di Gualberto Alvino
37 Panorama mimetico
di Francesca Fiorletta
40 Giovanni Fontana e gli attriti dei linguaggi
Massimiliano Borelli
con testi poetici di Giovanni Fontana Leggi il seguito di questo post »

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Confutationes (II)

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 4, 2011

L. Baldacci

Luigi Baldacci

Questo mi separava dal mio amico Luigi Baldacci: l’idea che la narrativa viva di stati tiepidi: «a volte i narratori dovrebbero essere più ‘crociani’: pensare cioè che il mondo di uno scrittore è una cosa che c’è, sì, ma che non si vede da vicino. Essi credono invece alla teoria del “tutto è in tutto”, e che uno scrittore vero debba sempre esser riconosciuto dall’unghia: la pagina, il rigo, la parola» (L. Baldacci, Ricette per il romanzo, in Id., Libretti e altri saggi, Firenze, Vallecchi, 1974, p. 15).

«La parola? Di più: la sillaba — replicavo con un sorriso di sfida —, il fonema, la virgola! Non ho bisogno che la narrativa simuli la vita e riproduca la realtà. Io esigo costruzione, sintassi, musica. Artificio».

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Umberto Eco, “Il cimitero di Praga”

Pubblicato da francesco sasso su febbraio 4, 2011

Umberto Eco, Il cimitero di Praga (Bompiani – 2010)

___________________________

di Amedeo Buonanno

Il solo personaggio inventato di questa storia è il protagonista, Simone Simonini [...] tutti gli altri personaggi [...] sono realmente esistiti e hanno fatto e detto le cose che fanno e dicono in questo romanzo” (pag. 515). Questo scrive Umberto Eco alla fine del suo ultimo romanzo “Il cimitero di Praga” ed è per questo motivo che partiremo dalla Storia, quella vera, in cui si segue la nascita de “I protocolli dei Savi di Sion” con la successione dei testi che ne hanno ispirato la genesi e ne vedremo l’intreccio con la storia, quella di finzione, che Eco crea usando il protagonista Simonino Simonini.

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16. Il ballo

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 3, 2011

da qui

 

Cosimo e Amerigo procedono sulla loro strada, l’uno cercando nella letteratura un rifugio dalla nevrosi quotidiana, convinto che esista un ordine in cui il mondo trovi un senso, sfugga all’entropia che lo divora istante dopo istante; l’altro tentando di comprendere se la voce possa essere tradotta, se il tono, il timbro, le risonanze quasi impercettibili di un termine possano trapiantarsi in un’altra cultura e un’altra lingua, se un testo sia comunicabile universalmente o debba rassegnarsi all’isolamento nazionale, a una vita senza permesso di soggiorno, a una solitudine etnica invincibile. Leggi il seguito di questo post »

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Daniela RAIMONDI “Diario della luce”

Pubblicato da Giovanni Nuscis su febbraio 3, 2011

MATTINO
                                                          “Porque toda la noche
                                                           senti pasar las tortola
                                                           me tocaban, limpias,
                                                           que con su ala de espuma.”
                                                               Juana Castro

Questo è per te, che ti siedi e mi ascolti.
Ogni dettaglio è tuo,
fermo da secoli sulle righe del legno.
Il prato è bianco,
la pance delle pecore intrise di brina
e gli uccelli sognano,
la testa piegata sotto l’ala.

Esco dall’acqua della notte.
Vivo insieme a loro questa povertà
fatta di erba e sale
il rigore del cielo
nell’attesa di un tempo più mite.

La vita con il pane, con un poco di bene.
E’ solo a questo che crediamo:
al ruotare magico del tempo
alla raccolta dell’acqua,
alla fede terrena del seme.

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Presentazione di “Nuova letteratura fantasy” (con musica)

Pubblicato da mmagliani su febbraio 3, 2011

Sabato 5 febbraio, alle ore 17,00, presso la BiblioteCaNova Isolotto, a Firenze (via Chiusi, 4/3A), si svolgerà una nuova presentazione di Nuova letteratura fantasy di Giovanni Agnoloni (ed. Sottovoce). Interverrà il Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa, e parteciperà, con letture recitate di passi d’autore, l’attore e regista teatrale Carmine Arvonio, Presidente dell’Associazione Teatro I Camminanti, con l’accompagnamento musicale del flautista Matteo Romoli.

Manifesto presentazione

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“Il Cinema western mi ha insegnato il valore del paesaggio”

Pubblicato da giovanniag su febbraio 3, 2011

Articolo di Gianluca Bonazzi

Amo il cinema di molti generi e autori, ma quello che considero il genere ‘ponte’ tra l’idea del passato e del futuro, che mi ha insegnato a sentire il valore del paesaggio e delle storie umane, è il cinema western.
E’ vero che il cinema è stato inventato in Francia dai fratelli Lumière, ma una volta che è sbarcato in America
è servito ad una nazione, ad una società ed ad una comunità per rappresentarsi.
Cresciuta l’ America fino a diventare nazione guida del mondo, quei film hanno cominciato a parlare anche a noi, al cuore dell’Europa, in quanto crescente appendice americana, e quindi anche a noi italiani. Leggi il seguito di questo post »

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15. Quando

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 2, 2011

da qui

Il viale degli olmi ha un fascino particolare per la circolarità tra le foglie tenacemente appese ai rami e quelle che cedono per debolezza o per destino, precipitando sul tappeto gialloscuro steso sul grigio della strada. Leggi il seguito di questo post »

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Recensione a “La seduzione rudimentale” di Emilia Dagmar

Pubblicato da monicamazzitelli su febbraio 2, 2011

“La seduzione rudimentale” di Emilia Dagmar, SenzaPatria Editore, € 5.00

Qualcuno mi ha riferito che uno scrittore italiano che stimo molto disse che sarebbe stato un bene sodomizzare Melissa P. con “Lolita” di Nabokov. È una storia che gira da un po’, e non so se l’abbia detto o meno, ma se l’ha fatto sarà stata solo una boutade tra amici: è una persona da sentimenti solitamente eleganti. Non sono riuscita a finire “Lolita” (e neanche “100 colpi di spazzola”, per la verità), ma ho il sospetto che se questo scrittore avesse letto “La seduzione rudimentale” di Emilia Dagmar, al suo esordio letterario con Senza Patria Editore, forse gliel’avrebbe consigliato (magari senza una cura sodomita) Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.63: “Encore”. Giovanni Stefano Savino, “Versi col vento. Anni solari VI”

Pubblicato da giuseppepanella su febbraio 2, 2011

Encore. Giovanni Stefano Savino, Versi col vento. Anni solari VI, Firenze, Gazebo, 2010

_____________________________

di Giuseppe Panella*


Ancora. Giovanni Stefano Savino rinnova la sua alleanza con la poesia:

«CCXXVI. Non macino ma vengo macinato / con ordinato e minuzioso moto / dal giorno, dalla nuvola, sul pino, / dalla foglia caduta, dopo un giro, / di danza, dalla pentola sul tavolo / e dalla tua caduta sul mattone, / da cui risorgi sempre più a fatica. / Passi in strada, ti aspetto, Buttafuori»

(p. 134).

E’ l’ultima poesia di questa sesta raccolta di Anni solari. Savino si confronta ancora una volta e con la consueta, salvifica ironia, con la Morte (qui emblematicamente detta il Buttafuori). Ma non si tratta dell’unico punto di riferimento che affascina il poeta. La Morte non è nulla se si confronta con la Vita, anche le sue umili ma più significative occorrenze. E’ la vita quotidiana, infatti, a ispirare questa nuova incursione di Savino nel mondo della scrittura poetica che ormai lo attira come un gorgo dal quale solo scrivendo ci si può sottrarre.

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Silvina Ocampo, Un’innocente crudeltà

Pubblicato da giorgiomorale su febbraio 2, 2011

di Michele Lupo

Nemmeno essere dentro e in prima fila nella «scuola di Buenos Aires» e dei «cuentistas», gli scrittori di racconti fantastici che di tanto prestigio hanno goduto in Europa, ha fatto crescere più di tanto l’apprezzamento di Silvina Ocampo fuori dalla cerchia ristretta di pochi cultori forse non meno eccentrici di lei. Né, ogni volta che se n’è scritto o parlato, si è riusciti a evitare il riferimento alle sue prestigiose e ingombranti parentele, dalla sorella Victoria al marito Adolfo Bioy Casares Leggi il seguito di questo post »

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Prove generali di «Horcynus»

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 1, 2011

Il Licantropo

Valente darrighista (ricordiamo almeno Il folle volo. Lettura di Horcynus Orca, Roma, Ponte Sisto, 2005), Siriana Sgavicchia raduna in un’elegante plaquette a tiratura numerata (Stefano D’Arrigo, Il licantropo e altre prose inedite, Pistoia, Via del vento Edizioni, 2010) quattro prose mai edite in volume (due scene tratte da un’«operetta in un atto», un racconto in forma di lettera, una novella e un frammento diaristico finora sparsi in quotidiani e riviste) risalenti agli anni formativi dello scrittore siciliano (1942-1948), offrendo così un “ritratto dell’artista da giovane” che consente finalmente — parola della studiosa — «non solo di arricchire di spunti l’interpretazione dell’opera maggiore alla luce di nuovi reperti, ma anche di apprezzare, già a partire dalle primissime prove, in porzioni ridotte ma di gusto molto raffinato, il talento di uno scrittore che merita di far parte del canone del Novecento, non solo italiano, e che pur avendo ottenuto l’apprezzamento di illustri critici e di studiosi, anche stranieri (George Steiner è uno di questi), ha in alcuni casi prodotto resistenze e idiosincrasie». Leggi il seguito di questo post »

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Oltre il corpo, oltre il cuore

Pubblicato da Arminio su febbraio 1, 2011

Sia chiaro, galleggeremo nel nulla. Ora siamo qui, la vita mostra di reggerci, ma è un filo sottilissimo e non sente se c’è sopra un elefante o una formica. Intanto salutiamoci. La vita ci rende guardinghi, ingenerosi. Invece bisogna dire dopo un giorno di confidenze: eccomi di nuovo qua. La vita ci fa vacillare, e ci chiama a rimbalzare da un attimo all’altro senza riparo. Altrimenti rifluisce nel suo buco convenzionale, buco che non si chiude mai.

L’abbraccio è il nostro segno della croce, a un soffio dalla solitudine mortale in cui operiamo. Chi non ama questo segno ci può essere anche utile a volte, ma non per noi.

La spaventosa, l’irrimediabile scomparsa possiamo vincerla solo qui, solo adesso, con gli occhi allungati fino la midollo per cercare il pane più chiaro dell’essere. Questo lavoro è un andare via dal mondo e dall’umano. Oltre il corpo, oltre il cuore. Non stiamo insieme per divertirci, o per sedurci. Bisogna che si sprigioni da noi una sorta di stupore leggero.

Dio verrà a trovarci nel momento in cui prendiamo a calci questi cani di gesso, questi pagliacci che hanno sempre il muso per terra. In un certo senso noi dobbiamo buttare all’aria la nostra vita. Come coriandoli. Dobbiamo stare attenti. Ancora qualche indugio e non riusciremo più a strapparci da noi stessi.

Pubblicato in: Franco Arminio | Contrassegnato da tag: | 8 Commenti »

E sono già via

Pubblicato da lapoesiaelospirito su febbraio 1, 2011

di Elisabetta Bordieri

Semaforo rosso.

Oggi poi li becco tutti io.

Si insomma non è proprio rosso, è giallo.

Dicono sia la stessa cosa e che ti devi fermare lo stesso.

Allora a che serve il giallo?

Come sempre inchiodo, perchè a questo serve il giallo.

Altrochè a farti rallentare! Regolarmente freni bruscamente per paura delle multe, delle telecamere nascoste sugli alberi e ti pianti sull’asfalto, sperando che quello dietro non ti entri dentro con tutta la famiglia.

Mi fermo.

In testa solo questa maledetta storia, quel maledetto incontro. Leggi il seguito di questo post »

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14. Discussioni

Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 1, 2011

da qui

Teodora discute a voce alta. Davanti a lei c’è una donna col volto solcato dalle rughe, capelli biondoscuro intrecciati e accavallati come i guai che la tormentano; la camicia ha un collo largo e grigio che si apre sul petto e confina con un maglione nerofumo, le braccia scoperte quasi fino al gomito, le mani giunte rivolte verso il basso. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 9 Commenti »

 
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