La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Gli eroi di Fukushima

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 15, 2011

Da ottocento restiamo in cinquanta
nella trappola del parallelepipedo celeste,
la sala di controllo è la Geenna, sacrifici umani
proibiti dal Dio riprendono nel cuore
del disastro, a Fukushima, il reattore due è già esploso
nel quattro c’è un incendio, che cazzo conta
se la borsa crolla, se chiude al meno dieci per cento,
il livello è nocivo per chi è fuori, figurati per noi,
da ottocento che eravamo, gli eroi
di Fukushima,
il nocciolo potrebbe aver subito danni limitati,
lo sappiamo noi se è limitato, se il livello è nocivo
per la gente che fugge in preda al panico
nel raggio di chilometri e chilometri, ma niente paura
per gli eroi, i cinquanta votati alla Geenna,
se il livello radioattivo è superiore alla norma fino a Tokio,
figurati per noi del parallelepipedo celeste,
a raffreddare reattori, a rinfrescare fiamme,
hanno chiesto a noi soli di restare
nella sala controllo dell’inferno, figurati se un angelo
scenderebbe qui, come la volta dei tre giovani
- e poi ce n’era un quarto – nella fornace
ardente, ma certo non per noi, non per gli eroi,
e se fondesse il nocciolo, quale angelo verrebbe a danzare
nella sala da ballo dell’inferno, con i cinquanta eroi di Fukushima?

22 Risposte to “Gli eroi di Fukushima”

  1. paolo melissi detto

    C’è qualcosa che suona male in questo pezzo. non se sia qualcosa che mi sembra forzato. dovrò rileggerlo

  2. Roberto detto

    E d’improvviso, dal seme di una poesia, la laicità implode e scorgo la vita eterna. E’ eterna per chi ancora si agita compostamente tra le macerie ed il terrore, dopo essere morto più volte vedendo i propri Penati affogare, gli affetti più cari sacrificati nelle scelte degli ultimi istanti, le sue genti scomparire senza un saluto, la città natale macinata nei gorghi, l’universo nuovamente tutto uguale ed informe, scoprendo l’angoscia di dover sopportare la condanna di essere rimasto vivo. E’ eterna per chi ancora attende i soccorsi senza sapere cosa succede sopra le macerie, per chi sa che sta per essere raggiunto da un nemico invisibile e cerca di riconoscerlo in ogni cosa, per chi deve decidere per la propria famiglia o per il suo popolo e non può proteggerli. Sarà eterna anche per quei cinquanta uomini di cui probabilmente non conosceremo mai il nome, che diverranno immortali per la grandezza del loro sacrificio, come lo sono i tecnici ucraini che conoscevano il loro destino. E’ allora questo che significa vita eterna? Lo spazio tra un attimo e l’altro riempito di tutto ciò che non arriviamo a comprendere, ma che per lo più siamo comunque capaci di sopportare?

  3. robertorossitesta detto

    “che cazzo conta
    se la borsa crolla, se chiude al meno dieci per cento”

    Ne capisco poco di queste cose, ma devo dirla ugualmente perchè brucia di più della fornace atomica: per qualcuno che rimane al suo posto a tentare di scongiurare una catastrofe ancora più grande, c’è qualcun altro che a distanza di sicurezza su quella catastrofe scommette. Ogni moneta è sterco intriso di sangue, ma alcune lo sono di più.
    Un abbraccio,
    Roberto

  4. Barbara detto

    Continuare a vivere e a fare progetti, dopo aver visto e saputo, sembra quasi tradire.
    Barbara

  5. Bruna detto

    Che commozione… :’(

  6. f@r detto

    Quanti angeli senza ali dovranno ancora morire?
    Quanti dovranno ancora nascerne, senza gambe o braccia o occhi, nemmeno per piangere?
    Quanti? Perché il nucleare non perdona e travolge tutto, passato, presente, futuro e tutto rimescola in una poltiglia di dolore che non si potrà dimenticare.

    Ma l’uomo nella prosperità non comprende,
    è come gli animali che periscono

    grazie, fabry

    f@r

  7. M&C detto

    “che cazzo conta se la borsa crolla”
    Grazie di averlo detto, don Faber, perchè è quello che ci viene spontaneo pensare quando leggiamo le notizie: tutte finiscono con l’aggiornamento sull’andamento della borsa giapponese;-((
    E’ la logica assurda del “dio denaro”, che prevale sempre su tutto e tutti.
    Questa mattina ci dicono: ” La Borsa giapponese recupera e segna +5,68%”: non è questo che ci interessa, basta!!!
    Vogliamo sapere cosa succede veramente e cosa possiamo fare anche noi, da qua, invece di pensare a come e dove costruire anche noi nuove centrali…
    Vogliamo sapere come e se possiamo aiutare tutte quelle persone e soprattutto questi 50, nuovi eroi di cui nessuno parla e forse parlerà più… Speriamo possano dire anche loro, un giorno:
    “Benedite…, il Signore,
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli,
    perché ci ha liberati dagl’inferi,
    e salvati dalla mano della morte,
    ci ha scampati di mezzo alla fiamma ardente,
    ci ha liberati dal fuoco”

  8. Roberto Plevano detto

    Grazie Fabrizio per le uniche parole umane che ho letto sul disastro.

  9. Stella Maria detto

    Molto bello don, efficace e mirato bene nel segno o centro. Coglie bene la tragicità del momento. Se quel maledetto reattore si ferma e’ x quei 50 uomini destinati a morte certa, preghiamo per loro, anche affinché il loro sacrificio non sia vano. La domanda e’ sempre la stessa: cosa passa nella mente dell’uomo quando costruisce certi mostri in posti così fragili? Il Giappone ha microsismi continui e se si muove la faglia di s. Andrea e si aspetta il Big One, lo stesso e’ lì, come capperi gli viene in mente? Non c’e’ altra risposta che: denaro.
    Si, denaro ma non quello delle speculazioni di borsa, a meno che per borsa non si intendano le tasche dei soliti governanti e loro amici.

    Una cosa vorrei dire controccorrente che so che scatenerà molte reazioni: la borsa NON E’ SOLO SPECULAZIONE. Investire sulla borsa giapponese oggi, vuol dire avere coraggio, certo si guarda al proprio tornaconto ma nello stesso tempo si fa una scommessa al buio dando ossigeno a quel paese. Cosa vuol dire? Ogni volta che investiamo in un mercato azionario o obbligazionario noi diamo denaro vero, moneta, a quelle aziende e a quel Paese, partecipiamo al loro capitale, capitale proprio, di rischio, quello che permette di produrre e dare lavoro. Questo è il PRIMO AIUTO! Credere in un Paese che deve seppellire i propri morti, ricostruire e tante altre cose e senza la fiducia e il denaro di noi fortunati scampati all’evento, non ce la potranno fare. Il denaro va alle aziende che forse non avranno più un edificio in cui lavorare ma avranno ancora l’azienda, i posti di lavoro e, calmatosi l’evento naturale, potranno riprendere a vivere. Cosa possiamo fare? Quanti di noi sono pronti a prendere un aereo e andare lì ad aiutare? Vi prego onestà nella risposta, non c’è giudizio, in questo momento non si può andare, anzi pensano loro di evacuare, e molti di noi hanno la propria vita che gli impedisce di muoversi. Inoltre il Giappone è una potenza industriale, ha mezzi e tecnologia, è un popolo operoso e che fa squadra in modo ammirabile da sempre, e lo sta dimostrando ampiamente anche in questi giorni sebbene non fosse necessaria dimostrazione. Non hanno bisogno di mani, hanno bisogno di fiducia, sostegno, presenza morale e denaro, perciò se volete far qualcosa andate in banca, togliete il denaro dal conto e chiedete al vostro consulente di investire sulla borsa Giapponese, sia essa quella azionaria o dei titoli di stato e avrete fatto un primo passo concreto che, per lo più, vi soddisferà non solo spiritualmente ma anche e soprattutto materialmente. Credetemi bisogna avere spirito di solidarietà molto ben radicato per mettere il proprio denaro in un’impresa che forse vi darà perdite certe o momentanee, un ritorno fra anni se non mai, ma bisogna pur rischiare per il bene degli altri. Io penso a quei 50 uomini, cosa è il mio denaro rispetto a loro che sanno di dover morire ora per tentare di salvare la salute di noi tutti? Soprattutto di noi oltre oceano, perchè per i giapponesi fuori da quel nucleo, salvezza vuol dire radiazioni certe con tutte le conseguenze annesse e connesse, chi ha dimenticato Hiroshima? Parole e fatti, e chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno, io in finanza ci lavoro e non siamo solo quella cosa marrone che credono tutti, certo non siamo puri e casti ma neanche fingiamo di esserlo, noi ci mettiamo la faccia, le mani e anche qualcosa che non vi dico come potete immaginare se suggeriamo oggi di investire lì. Sapete qual è la cosa orribile: se usiamo il motivo umanitario non lo farà nessuno ma se prospettiamo lauti guadagni tutti si lanciano, chi è il pubblicano e chi il fariseo? O se preferite chi è più marrone?
    spero solo di essermi spiegata bene e di aver dato un’idea concreta per cosa fare. Mi piacerebbe leggere questa sera: massiccio arrivo di denaro dai risparmi degli italiani sulla borsa di Tokyo. Gli italiani popolo solidale aiuta il Giappone in attesa di poter partire con i propri volontari, ma ahimè è la solita utopia:-)
    SM

  10. rrt detto

    Cara Stella Maria,
    appunto: mettere e non togliere, come mi pare stia avvenendo: è questa la speculazione immonda cui accenno sopra.
    Se sbaglio faccio ammenda in anticipo, e ringrazio per l’eventuale chiarimento.
    Ciao,
    Roberto

  11. M&C detto

    E’ vero, vorremmo fare qualcosa, e di certo non possiamo andare in Giappone ad aiutare quelle persone. C’è bisogno di gente esperta, che sappia come muoversi, e non di persone, certo volenterose, ma incapaci di affrontare e risolvere quelle situazioni tragiche: rischierebbero solo di ostacolare i soccorsi e di fare altri danni, pur se animati da buone intenzioni…
    Non volevo dire “armiamoci e partiamo”, ho proprio detto di voler sapere cosa possiamo fare anche noi “da qua”.
    Non sono esperta di borsa, faccio tutt’altro nella vita, lascio il mestiere a chi ne sa più di me e ringrazio ed accetto il consiglio, soprattutto perchè so da chi arriva :-)

  12. Stella Maria detto

    Purtroppo Roberto,
    c’è anche speculazione come precisato, non lo nego, ma c’è anche tanta disinformazione e i giornali/giornalisti in questo sono bravi, anche e soprattutto questa è speculazione, fin dove è diritto/dovere di cronaca e dove puro interesse economico per chi racconta? E’ una di quelle domande strane per cui ogni risposta è buona.
    Grazie per avermi risposto, è per me una conferma che mi sono espressa abbastanza bene e soprattutto siamo sulla stessa via. Il rialzo di ieri è una dimostrazione di fiducia dell’Occidente, speriamo che si vada avanti pensando più alla tragedia che al proprio tornaconto.
    un abbraccio
    SM

  13. Stella Maria detto

    Grazie Maria Cristina,
    voi non immaginate in questo momento che non possiamo andare nessuno anche i volontari esperti, quanto sia importante far sopravvivere il cuore economico affinchè non si aggiunga tragedia a tragedia, o “piova sul bagnato come si dice a Roma”, fate solo attenzione a chi vi consiglia:-)
    un abbraccio
    SM

  14. ilaria detto

    nessuna parola.

  15. Ema detto

    :”Vai via o resti?”- “RESTO”

    Da Dio viene una sola domanda…per l’uomo c’è una sola risposta.

  16. antonietta farina detto

    Finalmente è esplosa in tutta la sua potenza ed efficacia la “parola” liberatoria cha scandalizza ma che ben rappresenta il grido di rabbia e lo sconcerto nei confronti di una barbarie che ci sta travolgendo tutti.
    Bravo e coraggioso don Fabrizio!

  17. D. Q. detto

    “che cazzo conta
    se la borsa crolla, se chiude al meno dieci per cento”

    Hai ragione: purtroppo mettono anche questi particolari così infimi negli aggiornamenti… :-(

  18. vi ringrazio.
    sono ancora lì: c’è qualcosa da imparare, al di là di tutto.
    baci
    faber

  19. L’eroe di Chernobil si chiamava Anatoli, che significa Oriente.
    Quanti lo raggiungono siano felici per l’eternità.

  20. Anonimo detto

    A proposito di speculazioni, adesso un volo per venir via da Tokio viene venduto a cifre esorbitanti. Il denaro e la seta di potere inquinano, da sempre e in modo subdolo, piu’ degli scarichi e dei gas.
    Il mio pensiero e la mia preghiera agli eroi…
    Grazie, don Fabrizio, per averli ricordati qui.

  21. Tiziana Tius detto

    Sciascia direbbe ” a ciascuno il suo”…il suo ruolo, il suo momento, il suo compito, il suo essere dalla parte sbagliata del mondo, il suo respirare aria dannata, il suo essere piccolo, il suo essere solo, il suo essere impotente e qui mi fermo perché difronte ad una giustizia più grande di noi, in cui è possibile credere o non credere c’è sempre e comunque il resoconto della vita di un uomo.
    Come sempre grazie. Tiziana

  22. grazie a voi!
    finché c’è un Anatoli, c’è speranza.

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