Il 18 marzo a Civitavecchia alle ore 21, presso la Sala Nuovo Gassman, andrà in scena la prima dell’opera teatrale “Il fuoco degli estinti” vincitrice dell’edizione 2010. Durante l’evento la giuria composta da Andrea Giannasi, Enrico Maria Falconi e Piero Pacchiarotti, premierà le autrici Daniela Toschi, psichiatra, e Bianca Stefania Fedi, germanista e insegnante.
La compagnia Blue in the Face con i primi attori Piero Nannini e Enrico Maria Falconi porterà in scena alle 21 lo spettacolo in prima nazionale
Archivio per marzo 2011
Il fuoco degli estinti
Pubblicato da lapoesiaelospirito su marzo 15, 2011
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Provocazione in forma d’apologo 193
Pubblicato da robertorossitesta su marzo 15, 2011
Da parecchi giorni avevo una strana tossetta, specialmente notturna, ribelle alle mentine e al latte e miele. Così ieri sono entrato nel Sistema Esperto Sanitario Generale (SESGE) e ho sottoposto il problema.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 6 Commenti »
40. Trappola
Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 14, 2011
da qui
Lo sguardo ripercorre la stanza di cui conosce ogni dettaglio: le pareti in pietra di granito che in certi angoli compongono figure involontarie ma ben riconoscibili – un agnello, una maschera greca, una donna col colbacco -; il divano dai bordi dorati e i cuscini gonfi a fiori; un tappeto berbero dai colori vivaci – azzurro e oro -, attraversato da rombi e rettangoli alternati; Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: Brice Cento, Paolo Conte | 13 Commenti »
TEORIA DELLA LETTERATURA n.7: Romanzo e fabulazione. A cura di Giuseppe Panella
Pubblicato da giuseppepanella su marzo 14, 2011
Le lezioni di teoria della letteratura sono a cura di Giuseppe Panella
Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti
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Pubblicato in: Critica letteraria, Giuseppe Panella, Youtubox | Contrassegnato da tag: Romanzo, Teoria della letteratura | 21 Commenti »
Vivalascuola. Viva l’Italia
Pubblicato da vivalascuola su marzo 14, 2011

La data del 17 marzo 2011 non può costituire una semplice ricorrenza di routine, ma invece l’occasione perché nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle famiglie, si rifletta sulla nostra storia, senza alcuna retorica, senza squilli di trombe, considerando invece le luci e le ombre del nostro recente passato. (Maurizio Tiriticco, qui)
Italianità, Risorgimento e dintorni
Tra storia, memorie e (speranza di) futuro
di Silvana Citterio
Diventare cittadino italiano
Nel gennaio 2009 sono diventato cittadino italiano. Faccio parte di un flusso costante di stranieri, circa 40000, che ogni anno assumono la cittadinanza italiana. Non basta per fare dell’Italia un paese multiculturale, ma certo è un inizio. Alla cerimonia di conferimento della cittadinanza l’allora presidente del Consìglio comunale fiorentino, Eros Cruccolini, mi invitò a leggere ad alta voce due articoli della Costituzione e mi consegnò una bandiera italiana, la bandiera arcobaleno della pace e una copia della Costituzione italiana. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Attualità, Viva la scuola | Contrassegnato da tag: 150° dell'unità d'Italia, Alberto Maria Banti, Giorgio Gaber, Giorgio Ruffolo, Massimo La Torre, Maurizio Tiriticco, Michele Lupo, nazione, Paul Ginsborg, Risorgimento, Silvana Citterio, tagli all'istruzione | 19 Commenti »
Giulio MARCHETTI “Energia del vuoto”
Pubblicato da Giovanni Nuscis su marzo 14, 2011
Luce naturale
Conoscere l’aria, la struttura del vuoto,
la giusta adesione alle cose,
la giusta distanza: così potremo cogliere
il riflesso del male sui vetri opachi,
la lieve sublimazione degli eventi
che costringe i sorrisi
dentro volti sconosciuti,
la pazienza delle ossa cariche di fiato,
le insidie del vento, la luce naturale.
Poi c’è il rumore dei passi accidentali,
la libertà di quelli sciolti tra le mire del volo.
Proprio qui ci sarà nota la forma
dell’invisibile, camminando sulle tracce
di un’evidenza sotterranea:
dovremo soffiare lontano
la sabbia finissima dalla gola.
Dovremo estinguere quella sete di universo
con poche gocce, di insolente verità.
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Torcicollo esistenziale – di Franz Krauspenhaar
Pubblicato da krauspenhaarf su marzo 13, 2011
Io credo che sto male
di torcicollo esistenziale
di stanziale fermoimmagine
su foto antiche, gialle
come cinesi in gita.
Io credo che basale
sia Basaglia, la cento
ottantaglia, mi pare
di star bene, fino al crollo.
Un male porco cane.
Un male ahia, come il pollo
industriale, i colli a beccare
mangime innaturale.
Io credo che sto male
di torcicollo esistenziale
ho preso freddo al cuore
al tono dell’umore, è prima
vera, svegliatevi latrine.
[Immagine: FK - Franzache.]
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39. Come la vita
Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 13, 2011
da qui
Dopo essersi occupato di situazioni erotiche complesse – Viola e Medardo, Cloe e Brice Cento – Cesare decide di tornare sulla nota drammatica, la più difficile, anche nella vita: e il romanzo non parla della vita? L’angoscia di Amerigo davanti all’edicola non è forse la sua, non fa appello al ricordo del suo primo incidente, quando con l’amico prete scivolavano leggeri lungo la strada di montagna, fra prati all’inglese straordinariamente regolari, alberi e rocce cui Cesare avrebbe voluto dare un nome – perché una cosa non esiste finché non è stata nominata – ma non riusciva a capire se gli arbusti dalle foglie di un giallo abbagliante fossero tigli, frassini o pioppi, e addirittura non era sicuro se le vette sullo sfondo fossero le torri del Vajolet o chissà quale altra cima delle Dolomiti; Leggi il seguito di questo post »
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7. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…
Pubblicato da robertoplevano su marzo 13, 2011
A questo punto dell’infervorata orazione, due ospiti dello xenodochio si erano fatti vicini al gruppo dei Fabriciani, al cui centro convenientemente Fabricius stava, e si rivelarono fratelli dell’ordine dei Minori, giunti in civitatem Civetiensem il giorno prima senza mostrare apertamente in pubblico il loro stato.
«Sora nostra Morte corporale, da la quale nullu omo vivente po’ skappare! Laudata sia sora nostra Morte corporale, da la quale nullu omo vivente po’ skappare!» proruppero i due all’unisono, urlando e interrompendo il discorso col quale Fabricius inciviliva gli amici. Egli non si era accorto del loro arrivo, e con gli occhi interrogò i poetici spirituali (o spiritali della poetica), dei quali nessuno conosceva i nuovi venuti. Allora egli giunse insieme le punta delle dita della mano destra con un curioso movimento oscillatorio dall’alto in basso e dal basso in alto, e mormorò «Anvedi i fratoni! Ma che stanno a di’ questi? Chi so’? Che vonno?» (gli spirituali tutti dissero con una voce «Boh!»), e si rivolse ai Minori con queste parole: «A fra’! Morte corporale tu sorella!». Presso i Fabriciani infatti la morte era constatata e accettata, nella giusta misura delle cose ineluttabili, ma tenuta per sorella e benvenuta… no, non era proprio il caso. Leggi il seguito di questo post »
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38. Piazze
Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 13, 2011
da qui
Negli occhi di Marco le due facciate si confondono: a uno sguardo sommario, le differenze sfumano nell’omogeneità del bianco, dei finestroni e delle forme rettilinee e regolari; solo mettendo a fuoco si nota la semplicità raffinata del rinascimento veneziano e il classicismo barocco dell’edificio della Roma clementina. Ormai sa bene che a guidarlo nella vita restano i ricordi, l’alternarsi di un presente inaccettabile e la nostalgia struggente del passato. Leggi il seguito di questo post »
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Gordiano Lupi recensisce “La passione del calcio” per Lankelot.
Pubblicato da krauspenhaarf su marzo 12, 2011
Arrembaggi, la collana diretta da Antonio Paolacci, aggiunge un nuovo titolo di valore dopo Niente da capire di Luigi Bernardi. La passione del calcio non è un romanzo autobiografico come recita il sottotitolo, ma un contenitore di sensazioni e ricordi legati al mondo del calcio e a una passione che – come tutte le passioni – finisce per sfiorire. Franz Krauspenhaar è scrittore navigato, nato nel 1960, ha pubblicato Era mio padre (Fazi), scrive poesia (si sente dallo stile elegiaco della sua prosa), ma ha il dono non comune di un periodare sciolto che riesce a coinvolgere. I ricordi del calcio servono per compiere un viaggio a ritroso nella memoria, nei sogni in bianco e nero, per un tuffo nell’infanzia di una generazione che pensava di restare eternamente bambina. Negli anni Settanta non eravamo consapevoli che saremmo dovuti diventare grandi, capitava di pensare al futuro solo quando guardavamo i Pronipoti alla televisione e in ogni caso il futuro erano i nostri genitori. Il presente, invece, era un pallone SuperTele da rincorrere in un piazzale sterrato, sognando i nostri eroi della domenica in un campo di calcio. Leggi il seguito di questo post »
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Laboratorio di scrittura – Bettona (Pg) – 24-31 maggio 2011
Pubblicato da giovanniag su marzo 12, 2011
Dal sito della Casa Editrice Senzapatria
IL LABORATORIO
SenzaPatria editore organizza un laboratorio di scrittura residenziale a numero chiuso, ideato e diretto dallo scrittore ligure Marino Magliani. Base del corso sarà l’incipit di un racconto dello stesso Magliani, che i candidati svilupperanno fino a 30.000 battute spazi inclusi. Il laboratorio si articola in 2 corsi distinti, ognuno rivolto a 8 partecipanti. La durata di ogni singolo corso è di 4 giorni. Il primo si svolgerà dal 24 al 27 maggio 2011, il secondo dal 28 al 31 maggio 2011. Le lezioni teoriche e il lavoro pratico si svolgeranno a Casa Calidonia, un antico casale situato a 5 chilometri da Bettona, un paese di origine etrusca in provincia di Perugia. Un attento lavoro di editing assisterà i corsisti nell’elaborazione dei loro racconti. Alla fine del corso tutti i racconti saranno raccolti in un volume antologico edito da SenzaPatria Editore. Leggi il seguito di questo post »
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L’aforisma della settimana di “silhouRette”. 9
Pubblicato da Giovanni Nuscis su marzo 12, 2011
Aforisma visivo di Silvana Baroni “silhourette” Leggi il seguito di questo post »
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Sfratto (tsunami giapponese)
Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 12, 2011
da qui
Perché l’acqua deve stare al suo posto, non uscire di senno,
altrimenti impazziscono le barche, si sfidano a duello, e il fuoco divora
il legno delle mense, il coccio dei tetti, il verde dei giardini
noncuranti, la piattaforma gravida di scafi
sputati sulla riva, colonne di fumo che protestano, gridano,
se la logica del mondo fa la faccia irata,
se ti vedesse Dio, cosa direbbe
dell’intemperanza, Leggi il seguito di questo post »
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La bilancia in bilico
Pubblicato da Giovanni Nuscis su marzo 11, 2011
Non sono “simpatici” i magistrati. Si sostituiscono a Dio giudicando fatti e misfatti, pronunciando i loro giudizi in nome del popolo sovrano che saprebbe lui come decidere, in certi casi, con certa gente. Nessuno in Italia può evitare le loro indagini, anche se la prosecuzione di un procedimento, la pronuncia di una condanna sono tutt’altra faccenda. Una casta di dipendenti dello Stato che guadagna al vertice della carriera cinque, sei volte quello che guadagnano altri dipendenti pubblici: anche se sono sempre meno i laureati che vogliono seguirne l’esempio, non ostante lo status invidiabile e la disoccupazione dilagante. Anche se un barista e un pizzaiolo, a ben vedere, e con tutto il rispetto, possono guadagnare più di lui senza rompersi la testa. Leggi il seguito di questo post »
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6. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…
Pubblicato da robertoplevano su marzo 11, 2011
Certo è che non alla diligenza degli uomini, ma alla Provvidenza benefica di Dio si deve attribuire il gran beneficio di conservarci nell’integrità del nostro essere, e immuni dalle pestilenze e da altri flagelli. E invero taluni dei poetici dello spirito (o spiriti poetici) poco si adoperavano per dare segni certi di una sicura destinazione nella patria celeste. Parevano piuttosto presi al diletto e al divertimento più che alla penitenza, a raccontarsi storielle, a scoppi di risa, a passarsi tra loro qualche fiasca di quello buono, a trascorrere le giornate in confronti e tenzoni di versi e novelle. Tale attitudine appariva agli occhi della gente del borgo propria di una brigata gioconda, non di scuola poetica, e fece sì che i poeti spiritistici (o spiriti poetici) incontrassero subito l’appellativo di Fabriciani, come coloro che tenevano su e, da homines fabri, rinforzavano lo spirito di Fabricius. O così i Fabriciani pensavano di sé.
I Fabriciani non erano tenuti per homines litterati. Non erano cercati dal comune cittadino per comporre discorsi di feste e celebrazioni. Raramente ricevevano inviti nelle corti dei signori, presso i de Bragancio, nei castelli in Este, in Baxano, in Aslo, in Cornuta, presso i Conti, ad allietare mense, nascite e sposalizi: Leggi il seguito di questo post »
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37. Il morso
Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 11, 2011
da qui
Teodora è contenta che Brice Cento non sia morto: è abituata al crollare repentino, al mondo eternamente in bilico, alla crepa inaspettata, nel convento fatiscente ridotto a rifugio per gatti e scarafaggi. E’ il punto di partenza, forse, a evocare scenari di riscatto e redenzione, restauri imprevedibili, esiti salvifici rocamboleschi e sorprendenti. I due rami d’edera aggrappati alla parete sono Brice e Cloe che si dibattono tra piacere e dolore abbarbicandosi alla vita, le brecce nel muro lo squarcio provocato dallo sparo di Vangelis nella schiena del bersaglio preferito, il panno infeltrito sul materasso rancido il manto erboso del bosco intrecciato col muschio e la sterpaglia, che solleticano o graffiano i corpi dei due amanti. Leggi il seguito di questo post »
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Jules Verne al Gabinetto Vieusseux
Pubblicato da giovanniag su marzo 11, 2011
Lunedì 14 marzo, alle ore 17,00, presso la Sala Ferri di Palazzo Strozzi (Firenze), si terrà il seminario del Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux dal titolo “Crisi del mito del progresso e dialettica dell’avventura”, in riferimento al romanzo di Jules Verne Un dramma in Livonia (ed. Altrimedia, 2009), a cura e per la traduzione di Giuseppe Panella e Massimo Sestili.
Saranno presenti i curatori, e coordinerà Giovanni Agnoloni.
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STORIA CONTEMPORANEA n.69: L’epopea del Tartarini a Berlino. Beniamino Tartarini, “Porci di fronte ai maiali. Storie per uomini che parlano poco”
Pubblicato da giuseppepanella su marzo 10, 2011
L’epopea del Tartarini a Berlino. Beniamino Tartarini, Porci di fronte ai maiali. Storie per uomini che parlano poco, Firenze, Clinamen, 2010
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di Giuseppe Panella*
Non si tratta di pórci di fronte ai maiali ma di saperli riconoscere; di vivere al loro fianco senza volerli imitare o al limite di imitarli con successo… Questo di Tartarini non è certo un libro autobiografico. Tutt’altro. E’ un libro parodico, satirico fin quanto si vuole, sarcastico nelle midolla, feroce nel tratto e nel ghigno. Beniamino Tartarini lo ha scritto (e ci insiste pure spesso) grazie al suo cognome che gli permette di mimetizzarsi ed esordire come il suo quasi omonimo – se l’eroe eponimo di Alphonse Daudet era stato Tartarin de Tarascon, personaggio tra i più buffi e credibili della letteratura francese del XIX secolo, Tartarini di Scandicci (o forse dell’Osmannoro) se ne va in giro per il mondo a dimostrare la propria furia e virulenza espressiva, il proprio aspro e involgarito disincanto, la propria brama di (soprav)vivere e soprattutto la propria necessità sempre frustrata di andare a donne.
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Qui. Appunti dal presente. Innocenza
Pubblicato da giorgiomorale su marzo 10, 2011

Innocenza?
di Massimo Parizzi
C’è qualcuno che, davvero, si sente innocente? Io no.
Questo “davvero”, o “in verità”, manifesta una diffidenza. E la diffidenza è incompatibile con l’innocenza. Chi si sente innocente non può essere interrogato, solo confermato o contestato. Non esistono vie di mezzo. Qualunque domanda sul suo senso di innocenza è una contestazione radicale. Lo distrugge. (continua qui)
E’ uscito il n. 23 della rivista Qui. Appunti dal presente. Propongo il sommario e una presentazione. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Annunci | Contrassegnato da tag: innocenza, Massimo Parizzi, QUI - appunti dal presente | Lascia un commento »



















