La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per marzo 2011

33. Requiem

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 4, 2011

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Amerigo è in preda al panico: catapultatosi fuori dalla macchina, cerca di farsi largo tra la folla assiepata intorno al corpo di Cosimo. Riesce a stento a vederne il volto pallido, il rivolo di sangue che scorre dalla tempia verso il grigio scuro dell’asfalto. Gli occhi si affrettano come animali braccati fra l’edicola, la folla e l’uomo steso in terra. Nel cicaleccio, s’indovina ogni tanto una parola: incosciente, distratto, limite di velocità, ambulanza, polizia. Leggi il seguito di questo post »

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3. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…

Pubblicato da robertoplevano su marzo 4, 2011

Ora appunto in quei giorni aveva il venerabile vescovo Manfredo inviato un giovane presbyter per l’ammonimento e la cura delle anime dei conversi di San Pietro. Presto si seppe allora che il nuovo presbyter usciva ogni giorno dallo hospitale e visitava ogni persona del popolo del borgo. Parlava con tutti, senza distinzione di stato, di mestiere, di chiesa, e da tutti era stato preso a benvolere, perché con tutti non usava lo zelo del convertire, né la curiosità del confessore, ma la piacevolezza dell’amico.

Si diceva che Fabricius (questo era il nome con cui tutti chiamavano il presbyter) in un giorno di penuria avesse raccolto tutto le biade delle decime e le avesse divise non già soltanto con i pellegrini assistiti nello xenodochio, ma tra i poveri e gli infermi del borgo. Questo fatto attirò una gran folla intorno allo xenodochio il giorno seguente, e tutti presero a gridare «Giustizia! Giustizia! Biade per tutti!» con molta forza, perché erano tutti ben nutriti e mancavano non di pane nelle case, ma di dignità e decoro nei loro cuori. E non mancarono tra essi praedones et diversi generis malefactores et culpabiles pauperes. Leggi il seguito di questo post »

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IL TERZO SGUARDO n.25: Emilio e Odoardo – il viaggio come scelta di vita. Paolo Ciampi, “I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari”

Pubblicato da giuseppepanella su marzo 4, 2011

Emilio e Odoardo – il viaggio come scelta di vita. Paolo Ciampi, I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2010

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di Giuseppe Panella*

Già una volta Paolo Ciampi ci aveva provato (Gli occhi di Salgari. Avventure e scoperte di Odoardo Beccari, viaggiatore fiorentino, Firenze, Polistampa, 2003) a mettere insieme i due autori di romanzi di avventure di viaggio, ma mai lo aveva fatto con tanta passione, con tanta pertinacia, con tanta voluttà autobiografica. Se Emilio Salgari con i suoi romanzi di amore e di morte e di vendetta avevano allietato la sua infanzia di lettore accanito costituendo così un patrimonio culturale che non avrebbe mai potuto dissipare intieramente, la scoperta del botanico fiorentino Odoardo Beccari lo ha conquistato completamente spingendone ad approfondire in maniera accurata e coinvolgente la figura letteraria e umana. Se Salgari poteva essere considerato un autore classico per l’infanzia (ma mai una definizione tale fu mal utilizzata per definirlo!) e, quindi, una lettura quasi obbligata, l’opera principale di Beccari (Nelle foreste di Borneo. Viaggi e ricerche di un naturalista, Firenze, Landi, 1902) era stata una rivelazione più tarda. La racconta quasi in apertura di libro lo stesso autore, ricordandone lo stupore e la forza evocativa, il fascino che lo aveva attirato con la forza di una calamita:

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Il ritorno di Don Chisciotte

Pubblicato da lambertibocconi su marzo 4, 2011

Eccomi, torno a galoppare invano,
a ragionare mulinando al vento.
Mi hanno calato sopra il mio cavallo
con corde tese come in un teatro
col colabrodo sopra il vecchio cranio,
non so perché né come, e non so altro.
Certo che il mondo non lo riconosco
la patria non risponde ai miei richiami
forse non sono più sugli altipiani
sospetto che la Mancia sia lontana…
Mi si dia carta e penna, spazi e gesta,
voglio cantare ancora, e dar di spada
per dividere il giusto dal meschino,
soltanto un po’ di pane e un po’ di vino,
tanto mi basta per ricominciare!

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32. Riscrittura

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 3, 2011

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Marco ha bevuto ancora: solo così riesce a perdersi nel salotto di Campo San Tomà, a godersi il tramonto dal Ponte della Paglia, a immaginarsi imprigionato ai Piombi come Giordano Bruno o Casanova. Alla settima Ceres può facilmente ritrovarsi in gondola sull’acqua ferma della notte davanti alla facciata chiara – azzurra come in uno specchio – del Casinò dalle grandi finestre illuminate, dalla parata di piante che danno il benvenuto al cliente pronto a perdere tutto, tranne che la propria nostalgia. Leggi il seguito di questo post »

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2. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…

Pubblicato da robertoplevano su marzo 3, 2011

Sulla strada già da alcuni anni si era stabilita una congregazione di conversi, forse sotto la regola di San Agostino (ma di questo nessuno era certo), che faceva opere di penitenza e di misericordia verso i pellegrini che venivano a piedi da Levante o sbarcavano dal fiume provenienti da San Marco. Ai conversi era affidato lo xenodochio di San Pietro, che offriva un pane, una zuppa, un letto, una buona parola, a chi aveva bisogno di riposo e cure. La congregazione, confermata nei suoi obblighi dal privilegio del vescovo Manfredo, a cui tutti dovevano obbedienza e fedeltà, animava la vita della pieve, e tuttavia per molto tempo era rimasta senza una guida residente, un presbyter ad essa assegnato.
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Parole canaglia

Pubblicato da Gualberto Alvino su marzo 3, 2011

di Gualberto Alvino

Pietro Trifone, Storia linguistica dell’Italia disunita, Bologna, Il Mulino, 2010, pp. 205, € 16

Rovesciando argutamente, ma senza alcuna irriverenza, l’insigne titolo di Tullio De Mauro Storia linguistica dell’Italia unita («opera magistrale — si precisa nella Premessa —, cui spetta il merito di aver messo per la prima volta in relazione sistematica gli sviluppi della lingua con le più ampie dinamiche sociali del paese»), il grammatico Pietro Trifone — uno dei più attenti osservatori, dalla specola linguistica, della realtà socio-culturale del nostro paese — celebra da par suo il 150° della disunità nazionale con un saggio non meno brioso che istruttivo sul lessico della faziosità, del settarismo, dell’intolleranza e della litigiosità degli italiani, «bastian contrari di professione, sempre pronti ad aprire nuovi fronti di battaglia». Leggi il seguito di questo post »

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“La spiaggia dei cani romantici”

Pubblicato da giovanniag su marzo 3, 2011

Recensione di Alberto Pezzini

Chissà se Belén Rodriguez sa di un romanzo che potrebbe fare al caso suo. Nel senso che contiene una storia esattamente contraria rispetto alla sua esistenza ed a quanto conquistato in Italia.
Parliamo de La spiaggia dei cani romantici (Instar libri, pagg. 233, euro 14,00), l’ultimo romanzo di Marino Magliani. Qualcuno lo ha già voluto definire il suo romanzo più bello. Forse è quello dove Magliani – onestamente – prende le distanze da se stesso anche se non ci riesce del tutto. Una terra come la Liguria fa fatica a tramontare dentro. Comunque.
Il titolo poetico, che sa di mare dove si fa l’amore, arriva da un libro di poesie di Bolaño, Los perros románticos, lo scrittore de I detective selvaggi, uno degli autori più calcinati di poesia al mondo che Magliani ha tradotto l’inverno scorso. Leggi il seguito di questo post »

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31. Principi e belle addormentate

Pubblicato da fabrizio centofanti su marzo 2, 2011

da qui

Più legge i dialoghi fra Teodora e Cavedagna, più Cesare è convinto che ci siano modifiche essenziali da inserire. I personaggi, pensa, sono troppo legati a stereotipi banali, a tratti esterni che suggeriscono un’identificazione semplicistica. Possibile che Cloe viva solo di corse in bicicletta, Alberto non abbia in testa che il sogno di lasciare l’accademia e Marco passi la vita a rimpiangere Venezia? Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.65: La necessità di non dimenticare. “Mai più”, di Mariagrazia Carraroli e Luciano Ricci

Pubblicato da giuseppepanella su marzo 2, 2011

La necessità di non dimenticare. Mai più, testo poetico di Mariagrazia Carraroli, fotoelaborazioni di Luciano Ricci, prefazioni di Franco Manescalchi e Carmelo Mezzasalma, postfazione di Fernanda Caprilli, Firenze, Florence Art Edizioni, 2008

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di Giuseppe Panella*

Il 12 agosto del 1944, a Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, quattro reparti della 16ª divisione volontari delle Waffen SS di fanteria corazzata (o Panzergrenadier) Reichsführer massacrarono, senza nessun apparente motivo dato che le azioni partigiane in quel settore non erano mai state tali da far invocare il diritto di rappresaglia, cinquecentosessanta vittime innocenti, in maggior parte bambini e anziani (una di esse, la più piccola, Anna Pardini, aveva solo venti giorni).

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Il libretto rosso di Garibaldi

Pubblicato da giorgiomorale su marzo 2, 2011

di Michele Lupo

Giuseppe Garibaldi, l’uomo che ammira la Comune di Parigi e che vorrebbe “l’istruzione obbligatoria, gratuita e laica”, è il protagonista di un “libro esortativo”: così i curatori definiscono Il libretto rosso di Garibaldi.

Non ha pretese filologiche infatti il piccolo volume curato dai fratelli Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, ma quelli su cui poggia sono pur sempre documenti scritti di proprio pugno dal grande generale, “Eroe dei due mondiLeggi il seguito di questo post »

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Edizioni Smasher

Pubblicato da lapoesiaelospirito su marzo 2, 2011

 

 

Le Edizioni Smasher, il gruppo editoriale dell’Associazione Smasher, sono liete di annunciare la nascita di una nuova Collana Editoriale di letteratura contemporanea e l’istituzione di un Premio Letterario.
La collana denominata Rasoi è diretta da Enzo Campi.
La collana non fa distinzioni tra prosa e poesia ed è divisa in tre sezioni:
a) Monografie;
b) Tripodi;
c) Mosaici.

Nella sezione “monografie” verranno pubblicate Opere di singoli Autori: poemi, raccolte poetiche, racconti, raccolte di racconti.
La sezione “tripodi” invece intende aggregare 3 Autori (per comunione di intenti, tematiche, cifre stilistiche, ecc.) all’interno della stessa pubblicazione. Nello specifico: per la poesia 3 poemetti o 3 raccolte brevi; per la prosa 3 racconti brevi.
La sezione “mosaici” pubblicherà invece delle Antologie con più Autori (da uno a tre componimenti per la poesia; da uno a tre micro-racconti per la prosa). Leggi il seguito di questo post »

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Un bel sucialesta atomic

Pubblicato da mbaldrati su marzo 2, 2011

di Mauro Baldrati

Il dibattito sulle centrali nucleari, che verte intorno a una decisione già presa, essendo stato sottoscritto un accordo commerciale con la Francia per la produzione degli impianti, pur ospitando opinioni diverse e contrapposte contiene in realtà un messaggio esplicito che risulta dominante, considerando la potenza di fuoco mediatica dei favorevoli : le centrali nucleari sono utili, sono sicure, e permetteranno un notevole risparmio economico (argomento a cui la popolazione è ovviamente sensibile). E ‘ singolare vedere come personaggi che un tempo furono ecologisti militanti, come Chicco Testa, Segretario e Presidente nazionale di Lega Ambiente dal 1980 al 1987 e principale organizzatore della manifestazione del 1986, oggi siano i più convinti sostenitori del ritorno del nucleare. In una intervista televisiva ha affermato di essere addirittura contrario a un nuovo referendum perché, in caso di responso negativo, ci negheremmo una importante opportunità. Ma si sa, l’Italia è anche il paese delle mutazioni ideologiche, dei cambi di casacca, delle conversioni spettacolari, basta vedere il parlamento nazionale, da alcuni ribattezzato “il mercato del bestiame”.

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TERRONI, di Pino Aprile (e l’Unità d’Italia secondo me)

Pubblicato da ramona su marzo 1, 2011

Voglio dire anche io la mia sui festeggiamenti per l’unità d’Italia. Ricorrono i 150 anni dell’unificazione, non si parla d’altro, se si escludono brutti fatti di cronaca e i raccapriccianti e nauseanti particolari dei vizi privati (si fa per dire) di certi uomini pubblici. Quando alla fine si riesce a parlare dell’importante anniversario mi scopro a cercare, nei miserevoli comportamenti di una classe politica per lo più inetta ed egocentrica, qualcosa che somigli a delle motivazioni vere, a dei sentimenti sinceramente unitari e non frammentaristi. Ma vedo che in generale non esistono, o sono palesemente forzati. Come se l’unità nazionale fosse tutto meno che vera.
Un libro letto tempo fa mi ha fornito delle ipotesi sul perchè in fondo davvero uniti non lo siamo mai stati.

Ho letto Terroni (sottotitolo: “Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali”), di Pino Aprile, giornalista che conoscevo già di fama in quanto in passato scriveva per un noto settimanale per famiglie. Il libro, alla quindicesima ristampa, per copertina ha la significativa immagine di un’Italia meridionale rovesciata, con la Sicilia quasi per cappello. A me ha fatto un po’ impressione a vederla così. Però se ci penso mi pare che il disegno simbolico sia più reale della realtà geografica. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Attualità, Ramona Corrado, Recensioni | Contrassegnato da tag: , , | 39 Commenti »

“Tra famiglie e scuola pubblica non c’è sintonia? No Cavaliere temo che non ci sia più sintonia tra lei e l’Italia” di Marco LODOLI

Pubblicato da Giovanni Nuscis su marzo 1, 2011

Berlusconi è fatto così, ormai lo conosciamo: tira una bordata, poi smentisce, come quelli che un po’ ubriachi ci provano con una donna e poi, schiaffeggiati, dicono che stavano scherzando, che allungavano le mani solo per gioco, che è tutto un equivoco. E’ una tecnica machiavellica: dire bianco e dire nero, e poi proseguire secondo le reazioni. Stavolta ha pestato i piedi come un elefante alla scuola pubblica, unico caso al mondo di Premier che denigra l’educazione del suo paese. Leggi il seguito di questo post »

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Poiché ogni carne è come l’erba

Pubblicato da sgolisch su marzo 1, 2011

 

 

Alberto Veléz ( Colombia, 1957)

 

EL GUAMO

Amanece. Sobre el guamo bañado
De rocío, un mirlo canta.
Sabor del tiempo en esa voz
Y en esas plumas que arden
Sin consumirse nunca. El mundo
Se despierta a la tristeza, a sus
Habituales tareas, insistiendo en
Su afán de no caer en el olvido.
Pobre empeño. La voraz Boca no
Dejará sucio ningún hueso. Leggi il seguito di questo post »

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Provocazione in forma d’apologo 192

Pubblicato da robertorossitesta su marzo 1, 2011

Arrivo nel solito caos e la trovo nell’angolo più buio, lei mezza cieca, che con certe forbicine aguzze traffica su un indumento.
“MA CHE COSA FAI?”
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 12 Commenti »

 
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