Utopia (Vittorio Arrigoni)
Pubblicato da fabrizio centofanti su aprile 15, 2011
Forse non tutti apprezzano i confini
che ci hanno abituato a registrare
con dovizia di carte, il favore
di armamenti pronti a sorprendere
chi ha fame, chi non può permettersi di stare
dove dicono gli altri se non c’è – non c’è -
più di che vivere. E’ un buon motivo
per credere in qualcosa che i trattati
non possono trattare. Se il nome di battesimo
non basta, è dovere di chi spera
- non di chi spara e chi separa -
inventare l’Utopia di una guerriglia
che rende bersaglio dei cecchini
israeliani, a cui puoi opporre solo
un tatuaggio, il tuo restiamo umani,
detto nel sangue, prima che venga maggio,
e sia già in volo.















M&C detto
“Se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore, e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore. (…) Non siamo pochi, siamo tanti, e possiamo davvero contare, credetemi. (…) Confido in voi, che confidate in me, non per i morti ma per i feriti a morte di questa orrenda strage. Un abbraccio grande come il Mediterraneo che separandoci, ci unisce”.
(“Restiamo umani”- Vittorio Arrigoni)
grazie don Fabrizio per questo doveroso omaggio…
Giorgina Busca Gernetti detto
“… le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore.”
E’ vero. Ad ogni annuncio di simili orrori il dolore si rinnova nell’animo, offeso dalla disumanità dilagante ovunque.
Sit ei tellus levis
alessia detto
mi sento così piccola e impotente difronte a simile crudeltà,che non viene da Dio ma……..
Se è vero che l’unione fa la forza,allora uniamoci nelle preghiere e chiediamo a colui che può, la pace, l’umanità che spinge alla consapevolezza che non siamo niente e non possiamo niente e che colui che è diverso sta nella stessa nostra barca che va verso la salvezza
Giuseppina Di Leo detto
Lo hanno soffocato, un modo atroce per zittirlo, ma la sua voce libera ancor di più il senso delle sue parole.
viola detto
grazie di averlo ricordato anche qui Fabrizio,
“Non credo ai confini, non credo alle bandiere, credo in una unica famiglia umana”
(Vik Annigoni)
Fabio Padovan detto
Per Vittorio Arrigoni
Tu che eri impavido come la tigre
e gentile come il segno dell’aquila
continua a veleggiare sui tuoi toni
di colori pacifici e suoni d’armonia
mentre vegli chi parla di pace
da un giaciglio bianco di lino
come un grande martire sei andato
posato tra lembi di carne rappresa
nel ricordo di una vita spesa d’ideali
sii la guida e l’esempio, la forza,
il gaudio del combattente, tu,
foce di coraggio,
nel tempo degli indifferenti.
Stella Maria detto
Ho lo stesso credo di Viola.
E’ incredibile quanto parli e urli il silenzio, soprattutto quando si è innocenti.
Grazie Fabrizio
SM
Ema detto
“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.”
Pablo Neruda
Utopia (Vittorio Arrigoni) « La dimora del tempo sospeso detto
[...] Utopia (Vittorio Arrigoni) [...]
Narda Fattori detto
Quel “restiamo umani” andrebbe inciso ad ogni angolo di strada, sotto ogni segnale, all’entrata di paesi e città, ovunque , in ogni territorio del mondo.
Giovanni Nuscis detto
“il tuo restiamo umani,
detto nel sangue”
Un esempio per tutti.
Grazie, Fabrizio.
Giovanni
transit detto
A Vittorio Arrigoni
Una piccola testimonianza di luce
scivola nelle tenebre.
Il sangue, in ecchimosi,
macchia il pensiero bambino.
Migranti, palestinesi, chi è spogliato
dei diritti o l’umanità accerchiata.
Numeri, armi e proclami nascosti
ostentati sfacciatamente.
I confini, chiamati il bene,
per bocca del dio delle religioni e del mercato.
Circolano le merci, le armi, le centrali nucleari
e lo sfruttamento ma non gli esseri umani.
Vittorio Arrigoni soltanto un altro “illuso”;
solo contro i poteri forti;
solo e, insieme ai deboli; soli, gli ultimi,
contro democrazie di guerra e di facciata.
Democrazie ingozzate e obese di armi,
in nome di dio e per diffondre il verbo di dio:
uccidere gli inermi: massacrare gli ultimi,
sui cui banchettano gli assassini dai volti umani.
A uso interno, le navi da guerra, propaganda
le navi da guerra, le vacanze degli occidentali:
sos cablo sms epistole di morte moderna:
avvistati civili morire annegati, i paradisi fiscali,
trasportano moneta
quale controllo dei conflitti economici,
sociali e geopolitici,
il conflitto armato
o l’intervento umanitario, alimenta
la guerra tra bande e governi di bande.
assassini con licenza di uccidere
e macellai di popoli:
le due facce della stessa medaglia.
Titti detto
Cosa resta di umano davanti all’uccisione di Vik da Gaza City che aveva fatto del pacifismo una ragione di vita?
Eppure dobbiamo restare umani, hai ragione Vik, ancor piu’ ora che sei volato via.
Ha ragione tua madre ad essere orgogliosa di te e della tua scelta di restare a lavorare in Palestina dopo esser rimasto folgorato dal tuo primo viaggio a Gerusalemme nel 2002.
Shalom, Vik!
matteotelara detto
restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani restiamo umani RESTIAMO UMANI.
fabrizio centofanti detto
grazie.
sì, restiamo umani (ad libitum).
pasquale vitagliano detto
Ho capito che sulla Palestina e Israele non ci si può schierare con facilità. Il dolore “degli altri” è troppo distante dalle nostre sponde sicure. Oppure no. C’è uno schierarsi comune, universale, umano: la memoria, la terra, la pace, la nostra umanità storta. Io voglio restare umano. Grazie amici.
Pasquale
Ennio Abate detto
Lettera a un giovane morto invano per una pace che non ci sarà
Restiamo Umani
Vik da Gaza city
Caro Vittorio,
da uno dei tanti inutili uffici pace messi su nei comuni d’Italia (per salvarsi la coscienza e continuare intrighi e politica di piccolo cabotaggio), l’amica Ornella ha fatto spuntare oggi sul video del mio PC, un comunicato di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, nel quale si annuncia che «il 29° Seminario nazionale» di tale organizzazione «che si apre oggi ad Assisi sarà dedicato a Vittorio Arrigoni». Chissà, ti dedicheranno pure strade, scuole, parchi!
Che ipocrisia!
Trovo indecente, subdola, viperina la prontezza con cui si gioca d’anticipo su ogni possibile concorrente e ci si appropria della tua morte. La lobby pacifista italiana ti vuole “santino pacifista subito”! Guai se, ragionando sulla tua uccisione, si uscisse dal piagnisteo! La spiegazione da far circolare nel “mercatino della pace” è una sola ed è già pronta: Lotti ha detto che la tua uccisione è «assurda». E chiude così qualsiasi interrogativo più scomodo.
Rassegniamoci, dunque?
È una buona, consolidata, abitudine italiota non andare a fondo sui “fatti di sangue”. Sono stati mai trovati gli esecutori e i mandanti della strage di Piazza Fontana o di Brescia?
Ovviamente, anche questa è una cosa «assurda». Ma ce la teniamo così. Tutto è Assurdo qui da noi. E altrove? Non è forse «assurda» la vita dei palestinesi, che tu “assurdamente” (il Lotti ricorda che tu per alcuni eri «un pazzo», per altri «un estremista», per altri ancora «un eroe, un sognatore, un idealista») hai voluto andare a vedere da vicino e addirittura condividere?
Ma a te posso dirlo: e se la nostra vita e quella dei palestinesi fossero dominate da un’Assurdità apparente? E se le cose, che dichiaramo ( per viltà, per pigrizia) “assurde”, fossero invece vere, inquietanti, normali? Anzi logica conseguenza delle scelte politiche di capi di Stato (israeliani, europei e über alles del Nobel per la pace Obama) che purtroppo –ahimè, caro Vittorio! – le fanno restando “umani” (e anzi, da un po’ di tempo, anche “umanitari”)?
Per cancellare sul nascere questi “cattivi pensieri” che vengono quasi spontanei vedendo che, malgrado queste Nostre Guide così “umane” e “umanitarie”, il mondo va storto, sempre più storto, ecco pronti i comunicati stampa placebo alla Lotti: contro «l’indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza» e contro – sempre indeterminati, sempre innominati! – «prigionieri del cinismo e dell’egoismo».
Anche questa a te posso dirla: e se imparassimo a nominare i Nemici che alimentano questa indifferenza, cinismo, egoismo? Ah, sei d’accordo anche tu? Non mi stupisci. L’avevo capito dai tuoi coraggiosi scritti di pacifista (convinto o per forza di cose, vista la miseria delle scelte morali o politiche oggi possibili…).
Vedi, invece, come il Lotti interviene subito a disinfettare: «Vittorio non ha mai voluto far del male a nessuno».
E certo, il “male” come potevi farlo, come possiamo farlo? (Ma è “male” ribellarsi anche con le armi a chi ci opprime?). Noi tutti – pacifisti o non pacifisti – che “ male” possiamo oggi fare, se “male” e “bene” lo decidono soltanto quelli che dispongono di bombardieri, di atomiche, di eserciti regolari, di banche, di televisioni?
Noi (e le vittime di questo sistema) abbiamo, forse, ancora la capacità di odiare i nostri Nemici. Ma, secondo Lotti, dovremmo vergognarci o colpevolizzarci se l’odio affiora a volte nei nostri cuoricini e si fa indignazione e tenta di individuare bersagli precisi. Noi l’odio dovremmo continuare a scaricarcelo addosso tra noi. (Come purtroppo è accaduto tra i vari raggruppamenti politici dei palestinesi. Ovviamente per colpa loro! L’ottusa volontà politica e i calcoli di Israele e dei suoi “democratici” sostenitori non c’entrano, come non c’entrano adesso in Libia le manovre dei Sarkozy, dei Camerun, degli Obama). E vuoi mettere la capacità di violenza di costoro a confronto con quella dei palestinesi?
Sfigura, non ha dignità, è follia, deve continuare ad esplodere disperatamente e non farsi mai politica più precisa.…
Purtroppo sì, con la tua uccisione, come scrive Lotti, «si spenge una voce». (Ah, che tocco classico in questo verbo!). Egli e i suoi discepoli, invece, continueranno a predicare e a dirigere inutili dibattiti «per la pace e la libertà, i diritti umani e la democrazia», che «metteranno a confronto» – inutile strascico parolaio di ogni evento terribile « oltre trecento giovani, gruppi, associazioni, amministratori locali, insegnanti e giornalisti».
Caro Vittorio,
un’ultima cosa. Il tuo slogan «restare umani» per me era sbagliato. Però quando lo pronunciavi tu, con la tua voce, e da Gaza, l’ho sempre trovato sincero e rispettabile. Da oggi sulle bocche di Lotti e altri lo riterrò solo una menzogna per istupidire e non far ragionare. Onore solo a te.
Samizdat Colognom
Anna Maria detto
Sì, Fabrizio, con quel “tatuaggio” opposto ai “cecchini”, con la tenacia di “credere in qualcosa che i trattati non possono trattare” la memoria e il dolore si fanno impegno a “restare umani”. Grazie per aver ricordato Vik
fabrizio centofanti detto
vi ringrazio.
le parole si misurano sul campo.
Salvatore D'Angelo detto
I testi di Centofanti e di Transit li ho reimpaginati e rilanciati in unico post sul mio blog http://www.acapofitto.splinder.com
bruno detto
Canzone per Vittorio
Occhi di bambino
Ti odiavano da vivo uomo dagli occhi di bambino,
ma non hanno fatto i conti che ci sono luci che non
si spengono neanche al tramonto,
stelle solitarie dentro un buio inconsapevole
che mai si accende.
Con le mani nude e libero
dalle catene mentali
non incitavi alla guerra ma
al pane quotidiano restiamo umani
perché siamo tutti uguali.
Ti odiavano da vivo uomo dagli occhi di bambino
il tuo sguardo non conosceva odio
il loro sguardo malato aveva paura del tuo cuore,
viviamo ancora tempi mostruosi
ogni vita è prigioniera
dei propri tormenti
la tua vita parlava d’amore,
volevi un mondo di pace
ma sapevi che gli uomini
hanno dentro la guerra.
Ti odiavano da vivo uomo dagli occhi di bambino
il tuo sguardo non conosceva odio
il loro sguardo malato aveva paura del tuo cuore
il pensiero deforme odia la vita libera
gli uomini macchina sono figli del passato
morti che si credono vivi
ti hanno ucciso il corpo
ma non hanno fatto i conti che la vita
non finirà mai il suo cammino sulla terra.
Ti odiavano da vivo uomo dagli occhi di bambino
il tuo sguardo non conosceva odio
il loro sguardo malato aveva paura del tuo cuore
non avevi paura del nemico della vita,
che giudica da un pulpito arido senza futuro
restiamo umani dicevi sempre
era il tuo pane quotidiano
il seme della vita il solo
che fa resuscitare i morti
quelli che ti hanno ucciso
quelli che ti odiano anche da morto
Ma non hanno fatto i conti che ci sono luci che non
si spengono neanche al tramonto,
stelle solitarie dentro un buio inconsapevole
che mai si accende.
Con le mani nude e libero
dalle catene mentali
non incitavi alla guerra ma
al pane quotidiano restiamo umani
siamo tutti uguali
siamo tutti uguali.
bruno franchi