Nadia Agustoni, Il peso di pianura (Lietocolle, 2011)
Pubblicato da rmorresi su aprile 19, 2011
Dal libro primo: Cosa vuoi che dica la polvere
uomini-foreste
l’animale fuggiasco e lumini-astri
fabbrica-stella appesa al gesto
il buio nel largo del mondo e sghemba ai paesi
si dilunga terra da terra ci distrae soltanto la lisca di brina
l’indizio-corolla o il cielo quando si divarica
e nuvola s’apre d’acqua e riempie fessure
ogni voce racchiusa dietro speranza
e uomini-foreste s’impigliano ai nomi.
altro nord
quassù è nord di grani e raccolto
e stirpe di magagne in misura di pazienza
e grave la voce del mondo riprende il sereno
il vicino dire dello sguardo
e l’arsura quando per basse maree
un male puro ti corica e vedi
l’esilio ai tuoi portoni.
sull’adda una domenica d’inverno
la città degli uccelli impazziti
ci arriva il fiume – io imparo mai niente
parlo un buffo cosmo rotondo – c’è in canali
e fondamenta l’oh di voce e il gesto
viene a parentesi niente eterno i passeri
crescono fame picchiano nel gelo di correnti
e la riva è proposito di terra
slarga in buio rettangolo di ponte
e dentro i campi va a falce l’occhio
più un’altra vita ci pensi che questa.
Dal libro secondo: Il peso di pianura
in terra propizia
le parole del bene
grandissima colpa
sbordano volti e muschio:
in terra propizia
ciliegio t’entra nel petto
fiorisce casa.
casa di boschi
castano chiaro i capelli
nuca dove raggiunto cielo
si sfila via:
la vita in vita
non batte pagina
stringe niente, abita ampia i luoghi,
altrove è l’alba, è il tramonto
la guardi da est a ovest
con cranio aperto
sembra casa di boschi.
*
Il peso di pianura, il nuovo libro di Nadia Agustoni, è uscito per il progetto Essentia a cura di Piero Marelli, Lietocolle, 2011. Segnaliamo una piccola silloge e l’intervista alla poeta realizzata da Marco Bellini pubblicate sul sito della casa editrice:
http://www.lietocolle.info/it/agustoni_nadia_il_peso_di_pianura.html
http://www.lietocolle.info/it/marco_bellini_intervista_nadia_agustoni.html















roberta b. detto
Scava scava la giovane esploratrice ha ritrovato il filo sottile da cui si dirama viva la poesia. E non la offenda ora il paragone, che può sembrare ma non è affatto irriverente, tra il suo andare sapiente e il procedere di una piccola talpa che trova l’uscita, la finestra sul cielo, captando le fresche correnti con il suo radar interiore.
Una poesia che si è fatta così vicina alle cose che sembra di toccarle con il cuore.
Brava brava brava nadia, e grazie. roberta b.
lambertibocconi detto
Bravissima Nadia, ti affini sempre di più, migliori come il migliore vino, che era già migliore per conto suo, ma poi migliorava ancora.
Mi piace molto come stringi il linguaggio, come lo fai percorrere da nervature di antiche sentenze naturali e contadine, riducendo l’uso degli articoli, stringendo il pugno delle parole per metetre in evidenza le nocche. Colpo di fulmine per questo verso: “e stirpe di magagne in misura di pazienza”.
Bella gente, GIOVEDI’ 21, di pomeriggio non so bene a che ora, non so la via e il luogo ma comunque a BERGAMO, Nadia presenta il suo libro ed è un’occasione da non perdere. Al fianco della poetessa come relatrice, la sua appassionata fan Anna L.B. E quindi è meglio che mi dia da fare a scoprire luogo e ora… :-)
nadia agustoni detto
Giovedì alla Biblioteca Caversazzi via Tasso n. 4 a Bergamo
alle ore 17. Ospiti del gruppo Fara
http://www.lietocolle.info/it/bergamo_21_4_11_nadia_agustoni.html
Grazie a dopo
Anna Maria detto
Cara Nadia, questa tua raccolta è un viaggio pieno di scoperte e di conferme. Scopro nuove topografie, nuovi personaggi, trovo la conferma della cifra della tua poesia, il passo fermo e consapevole, il ritmo esperto, la solida autenticità, la musicalità originalissima della parola che sa sfidare, quieta e consapevole, l’assenza del sostegno della massa inesorabilmente pavida. Ringrazio Renata Morresi per aver proposto una scelta di poesie qui e penso che mi piacerebbe proprio, giovedì 21, essere a Bergamo.
Giovanni Nuscis detto
Auguri per il nuovo libro, Nadia, e in bocca al lupo per il 21.
Giovanni
Cristina Annino detto
Dopo la pur bella corposità di Taccuino nero, questo nuovo libro di Agustoni ha tuttavia una leggerezza nuova, a mio parere più impegnativa e impegnata sul piano stilistico. C’è anche una sicurezza maggiore,nel senso che è sparito quello “spaesamento” non solo biografico, a favore di una libertà di sguardo profondo e ampio, che sembra promettere molto anche per i suoi lavori futuri.
robertorossitesta detto
Cara Nadia,
in base al piccolo assaggio e in attesa di leggere il libro per intero non posso che concordare con le osservazioni di chi mi ha preceduto.
Intanto un abbraccio pasquale, a te e a a tutti gli amici,
Roberto
francesco detto
Riprendo alcuni suggerimenti del commento precedente di Cristina Annino, che trovo quanto mai centrato. Ammetto di essermi ritrovato da subito soprattutto nella prima parte del libro, che – anche se con temi differenti – ricorda forse più da vicino il Taccuino Nero. Il Peso di Pianura poi assume un registro diverso, lascia alle parole tutto il loro peso e la loro forza evocativa, direi il loro silenzio. Io non lo ho ancora compreso appieno, ma questa, e ci tengo a sottolinearlo, non è per nulla una critica, anzi: lo affronto affascinato, con il dovuto rispetto, perchè la scrittura di Nadia ha fatto ancora un passo in avanti, con un coraggio non comune ed una consapevolezza che riconosco nel suo valore, e penso che pochi scrittori oggi abbiano questa maturità. Mi auguro che Il peso di Pianura le possa portare anche quei riconoscimenti che Nadia Agustoni merita, e forse ha avuto fino a oggi in misura minore a quanto le sarebbe spettato.
Francesco t.
Giorgio detto
Poesia di grande padronanza dei mezzi e sicura ispirazione. Ci sono versi di esemplare definitività, di quelli che ti entrano dentro per non lasciarti, ad esempio questi:
in terra propizia
ciliegio t’entra nel petto
fiorisce casa.
Complimenti a Nadia e grazie a Renata. Peccato non poterci essere il 21, ma spero in una replica a Milano. Per intanto, di cuore, un grande in bocca al lupo.
nadia agustoni detto
Intanto grazie a tutti gli intervenuti, Roberta, Anna, Anna Maria, Giovanni Cristina, Roberto, Francesco, Giorgio. La prima presentazione è a Bergamo su invito degli amici del gruppo Fara, ma appena possibile ci sarà qualcosa anche a Milano.
Marco Bellini detto
Un dire teso,asciugato,senza cedimenti. Si avverte la capacità e la sicurezza nel maneggiare il linguaggio messo al servizio di contenuti profondi,dilatati in un respiro che ad ogni rilettura ti porta un poco più in là. Libro di grande maturità.
Marco b.
Marzia Alunni detto
La poesia di Nadia Agustoni libera, in questa prova poetica, tutto il suo slancio vitale. Concluso il discorso inerente alla visione del microcosmo-fabbrica, si rileva il bisogno di un’ apertura, anche cosmica, vissuto dalla poetessa. Versi come “e grave la voce del mondo riprende il sereno” sono espressione di un’esigenza affabulatoria corale. La poesia acquista una dimensione olistica, perciò si pone “a consuntivo” della vita. Lo stile della poetessa si adegua, perciò, in maniera versatile, a cominciare dal lessico, a suo modo colto. Pensoso e meditativo, il discorso poetico non teme l’uso di un linguaggio alto, eppure sintetico, dagli esiti formali sempre curati. C’è come un filtro che lascia trapelare solo le verità ultime, quelle essenziali alla comprensione profonda. Riassumendo, e’ questa una poesia di vertice che tenta di catturare l’inesprimibile, radicando tuttavia l’esperienza del dire più alto nell’assoluto rispetto dell’essere uomini, qui ed ora. Marzia Alunni
fabrizio centofanti detto
brava Nadia: un raro esempio di talento e umiltà.
rosaria di donato detto
E’ la prima volta che leggo Nadia Augustoni e scopro una versificazione misurata che accoglie l’eco di un sentire profondo che dilata il paesaggio e distende il tempo nell’immedata vastità della meditazione. Fioriscono immagini e pensieri.
Rosaria Di Donato
viola detto
decisamente lirico, ma di una lirica icastica che affida alla forma la ricerca del senso, assolutamente da leggere…–));
nadia agustoni detto
Grazie ai nuovi intervenuti, i vostri interventi sono tutti interessanti e meditati, anche per me quindi motivo di pensiero. Un saluto.
Fabio Franzin detto
Concordo con l’amico Francesco Tomada sullo “spiazzamento” della nuova raccolta di Nadia (a te, cara Nadia, dico che ho tentato più volte di sentirti al telefono nei giorni scorsi), che muove il suo verso per sottrazione, come Benedetti in “Pitture nere su carta”, scolpendo la parola sino a denudarla, a spogliarla di ogni cosa in più. Ammettere poi un iniziale spiazzamento di lettura non è mai facile (ciò è anche dovuto a mancanza di tempo e a una certa mia stanchezza, cara Nadia), ma alla fine resta in mano il nocciolo duro, la perla di un discorso poetico affascinante nel suo scavarsi il nido in sé, nel suo farsi alveo di echi e di trafitture.
Un carissimo abbraccio. FF
nadia agustoni detto
Caro Fabio, ieri una nota al mio libro che mi è stata inviata ricordava “Grammatica Tempo” del 1994 ( la mia prima raccolta) e ci azzeccava perchè questo libro è anche un ritorno alla sottrazione, allo scavo, alla rarefazione (specie nella seconda sezione). Solo che oggi c’è anche altro, il discorso stesso si è ampliato, ma i temi , la poetica, anche se gli anni hanno aggiunto altro,non li vedo così lontani (oggi in più c’è anche l’attraversamento di un desolato paesaggio nordico). E’ il filo del mio lavoro che si svolge. Sempre un pò in divenire come la mia vita.
Ti chiamo stasera. Un caro saluto.
mariapia detto
Cara Nadia,
che cambia in questo libro intonazione, prosciuga, ma non ci pare che non impari niente come scrivi…se non nel senso di visione della vita, “la via in vita non batte pagina”.
Con mille auguri cari per Bergamo,di
Maria Pia Q
nadia agustoni detto
Cara Mariapia, forse mi sono spiegata male, ho detto che il filo si svolge, si va avanti certo, ma è il filo di un lavoro.
Grazie per gli auguri e a presto.
carmine vitale detto
onore al talento della poesia di Nadia
è viva resistente e respira fino al centro della terra
un carissimo saluto
c.
krauspenhaarf detto
evviva nadia.
solo una critica: non potete togliere quel sessista e proprio brutto “intervista alla poeta”? no, perchè noi ci autonomiamo “poetessi”, eh:-)
krauspenhaarf detto
autoNOMINIAMO.
nadia agustoni detto
Ciao Franz abbraccione a te.
renatamorresi detto
grandi vertigini metafisiche in questo libro, io lo trovo in continuità col Taccuino invece, giacché affonda il tiro, esplora la violenza non più (solo) sociale e storica, ma cosmica – un lavoro sofisticato sulla lirica come lingua rituale primordiale – complimenti a Nadia, una ricercatrice pura
@Franz: come Nadia anch’io prediligo “poeta” a “poetessa”: vi sono, naturalmente, sia ragioni ideologiche che estetiche; ciononostante non ho assolutamente nulla in contrario a chi preferisca altre definizioni (“poetrice”, “poeto”, “performer” o quant’altro); credo che in esse trovi espressione la varietà di istanze poetologiche del presente con cui dobbiamo, volenti o nolenti, fare i conti
(sulla questione del femminile professionale c’è una nota interessante qui: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=8217&ctg_id=44)
un saluto caro a tutti e grazie per gli interventi,
r