Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
Ippolito Nievo, uno dei più promettenti e straordinari giovani scrittori italiani, l’autore di uno dei romanzi più significativi della “letteratura della Nuova Italia” (per dirla con Croce), scompare in fondo al mar Tirreno nella notte del 4 marzo 1861. Aveva solo trent’anni, anche se la sua produzione letteraria e saggistica era già compiuta in gran parte e appariva cospicua e di grande rilevanza (Croce nel saggio a lui dedicato si chiederà anche se sarebbe divenuto in seguito anche un politico capace di apportare miglioramenti importanti al panorama della nazione che stava nascendo e del nuovo Stato appena proclamato – ma la domanda è ovviamente oziosa).
Alberto dovrebbe infuriarsi: il romanzo è finito chissà dove e a lui manca la prontezza dell’amico scrittore che, smarrito il file col testo già ultimato, è riuscito a rifarlo interamente. C’era da aspettarselo: col ciuffo a onda, le sopracciglia folte, il naso pronunciato, è uno che ha tutto nella testa e riscrive una storia dall’inizio come niente fosse. Leggi il seguito di questo post »
Segnalo questo bellissimo servizio di Roberto Minini Merot, Davide e Guido Sapienza, legato a L’Aquila e al libro di Davide Sapienza I diari di Rubha Hunish (nella nuova edizione Galaad).
Un’esperienza di cammino nei luoghi devastati dal terremoto. Una testimonianza di cammino nel presente e insieme fuori dalle pastoie del tempo e della storia.
Simone Vangelis lotta fra la vita e la morte nel reparto del solito ospedale. Qualcuno potrebbe chiedersi perché chi ha bisogno di cure finisca invariabilmente al Sant’Eugenio, come se in tutta la città non vi fosse alternativa. E’ evidente che l’autore è legato a questo posto da ricordi che ogni tanto si riaffacciano alla mente, provocando dolori più acuti di quelli di Vangelis, che respira a fatica, sovraccarico di aghi, tubi, macchine che registrano la pressione arteriosa e il ritmo del battito cardiaco. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da robertorossitesta su aprile 12, 2011
Sono un tipo sgradevole. I primi a dirmelo furono mamma e papà, appena fui in grado di capire il concetto e le espressioni colorite con cui lo illustrarono. Poi me lo dissero maestri e professori, datori di lavoro, compagni di studi e d’ufficio. Me lo disse scappando e strillando la mia unica donna, che durò nemmeno tre giorni e che sostituii vantaggiosamente con rapporti basati su chiarezza e sveltezza. Leggi il seguito di questo post »
Cesare ha capito perché la scena di Cosimo e Amerigo non si sblocca: l’autore conosce il luogo troppo bene. L’edicola, per lui, non ha segreti; potrebbe passare in rassegna non solo i tratti più evidenti – la forma, la distribuzione della merce, le scritte degli sponsor -, ma perfino i titoli delle riviste, i volantini delle pubblicità, la marca dei palloni. Leggi il seguito di questo post »
Dal 10 al 13 maggio si svolgeranno le prove Invalsi (con eventuale posticipo su richiesta delle scuole dal 17 al 20 maggio). Prove che grandi discussioni hanno sempre provocato nel mondo della scuola, accentuate quest’anno da considerazioni relative alla politica scolastica del governo in carica. Vivalascuola ha già dedicato alle prove una puntata, adesso propone un approfondimento attraverso una doppia intervista. Abbiamo invitato a rispondere alle nostre domande, a favore delle prove Roberto Ricci, Responsabile del Servizio Nazionale di Valutazione (INVALSI), e contro di esse Marina Boscaino, insegnante e giornalista (l’Unità, il Fatto Quotidiano) e membro del comitato tecnico-scientifico dell’associazione professionale Proteo Fare Sapere.
1. Che cosa sono esattamente le prove INVALSI, a chi sono destinate e a che cosa servono? Lei cosa ne pensa?Leggi il seguito di questo post »
Jacob, immobile sopra un masso che dominava la vallata, annusava l’aria come un lupo.
Quando era piccolo veniva mandato da sua mamma giù in paese, all’insaputa del padre, a comprare dolci, giochi e riviste per bambini. Conosceva a memoria quei sentieri che, passando in mezzo alla fitta boscaglia, sotto la strada sterrata, dimezzavano il cammino. Il sudore gli scendeva sugli occhi facendoglieli bruciare. Leggi il seguito di questo post »
L’aveva detto Jung che la funzione immaginativa è una sorgente originaria della psiche, e serve a impattare, a tamponare, a rilanciare sempre nuove scommesse alla sfida che l’esistenza si assume sull’incomprensibilità dell’angoscia. E, a pensarci bene, appare ovvio che ogni azione creativa sia terapeutica; e, d’altra parte, che anche ogni azione terapeutica debba contenere un quid di creatività. Siamo nati per inventare, siamo macchine da immagini.
I dati di fatto che creano angoscia sono la morte, il dolore, la separazione, l’impermanenza: e allora, fin dalle origini, l’essere umano immagina, inventa, tenta di darsene spiegazione, comincia a esprimere, e poi, sulla base di quanto emerge alla coscienza, a incastellare ritualità, a fondare tradizioni. A tale funzione è delegata una parte magnifica della mente, quella che agisce nei sogni e nelle libere associazioni.
Quanto tempo è passato? Quante camere d’albergo hanno protetto il guardarsi negli occhi lungamente, come davanti al Vittoriano, ai monti ricoperti di neve, alle cupole di chiese senza nome? Quante volte ha cercato le ali dietro le spalle della donna bionda da cui è stato sedotto con la voce morbida e la dolcezza inspiegabile dei modi? Leggi il seguito di questo post »
Teresio Asola, Volevo vedere l’Africa. Dalla Langa alla guerra di Libia: un sogno infranto
Recensione di Claudio Ozella, “Il nostro tempo”, 3 aprile 2011
Teresio Asola è nato ad Alba nel 1960 e abita a Torino dal 1987. Laurea in Lingue nel 1984 con una tesi su George Orwell. Ha scritto poesie(Diario in frammenti 1983) mentre scriveva recensioni di libri per un settimanale locale e imparava un mestiere nella più grande azienda di Alba. Per lavoro ha esercitato diverse funzioni aziendali (marketing, personale, organizzazione), ha studiato diversi settori aziendali (alimentare, robotica, elettromeccanica, abbigliamento, cartario), prima di essere scelto per dirigere nel ’99 un’azienda pubblica del Torinese animata dall’ambizione di nuovi paradigmi e di grandi sfide: efficienza energetica globale, energie rinnovabili e sostenibilità.Leggi il seguito di questo post »
Teodora si massaggia le braccia per lenire gli effetti della lotta con Olivia. Siede sul materasso avvolto nel panno rancido e poggia le mani sul carrello della spesa approdato qui da chissà dove. Pensa al romanzo che si va formando dalle discussioni col dottore: mail che intasano il computer e si succedono serrate a sostegno delle rispettive posizioni, schermaglie che degenerano in rissa, al pari degli alterchi con l’amica, come prova, se fosse necessario, che le lotte più feroci si scatenano intorno alla forma di una storia, in cui ciascuno investe la parte più profonda, l’eco dei traumi, la scia delle speranze, le scelte del presente sospese sopra il nulla. Leggi il seguito di questo post »
Il tema dell’osmosi spaziale e temporale fra culture diverse si sposa, in questo concerto, alla valorizzazione della musica contemporanea che, a partire dall’anno 2000, il Lyceum di Firenze promuove nella rassegna “Compositori del nostro tempo a Firenze”. Ganesh Del Vescovo, compositore e interprete straordinario attivo a Firenze, dall’orizzonte mentale aperto a stimoli ispiratori di provenienze culturali eterogenee, proporrà in questo programma alcuni suoi lavori in prima esecuzione assoluta, comprendenti anche alcune reinvenzioni della tradizione ottocentesca, con una “Suite da Nabucco” di Verdi e “5 Preludi” di Chopin trascritti per le corde delle sue caleidoscopiche chitarre.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Promosso da Lyceum Club Internazionale di Firenze.
La corsa di Cloe è ripartita: la parentesi dell’assistenza a Brice si è conclusa appena si è sentito meglio, si è mosso più liberamente e ha ripreso con lena il lavoro di scrittore. Si è accorta di stargli troppo addosso, di tarpargli le ali. Nessuna parola, solo sensazioni, sentimenti sottili che s’insinuano giorno dopo giorno, ogni volta più distintamente, fino alla sera in cui esplodono in un gesto nervoso, una frase che ferisce, l’espressione che non deve sfuggire e tradisce qualcosa che cova nella cenere. Leggi il seguito di questo post »
Cos’è Fermenti. Fermenti è il periodico a carattere culturale, informativo, d’attualità e costume diretto dallo scrittore, poeta ed editore Velio Carratoni.
Il n. 236 del periodico porta in copertina un’opera di Michele Cossyro, il tricolore italiano. Il messaggio è chiaro. È volto alla ricorrenza dell’Unità dell’Italia in vista dei festeggiamenti 2011. Segno che l’evento storico risorgimentale, che generò l’unificazione dell’Italia, è patrimonio di tutti, e che nessun media, specie se si occupa di arte e letteratura, può ignorare o misconoscere l’importanza del fenomeno.
Cominciamo con una collocazione fin troppo facile, di quelle che piacciono ai distributori e ai librai (“Di che parla questo libro? D’amore o di morti ammazzati?” “Tutt’e due signora mia”). Abituati ai paesaggi liguri di Magliani, dove echeggiano i passi del maestro Biamonti (ma Magliani è ormai a sua volta un maestro, non deve più niente a nessuno), qui ci troviamo di fronte a un romanzo che si potrebbe definire post-coloniale. Come si vendica il colonizzato, una volta che ha nel mirino l’europeo supponente e colonizzatore, sparando una pallottola di grosso calibro o meglio distruggendone la prole a cui smercia droga purissima? Leggi il seguito di questo post »
Cesare nota un particolare curioso del romanzo che si forma giorno dopo giorno nella corrispondenza fra Teodora e Cavedagna: il dottore non ha elencato, per la prima volta, i sette temi trattati nell’ultima tranche della sua storia. Cosa l’avrà distolto da una struttura così regolare da costituire l’identità del testo stesso? Leggi il seguito di questo post »