7. Shlomtsione
Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 7, 2011
da qui
E’ il punto più stretto del canalone nel deserto: Yehochoua è stanco e affamato, dopo giorni di digiuno. Si siede, appoggiandosi alla parete irta di spigoli. La vista si annebbia, la coscienza è legata a un filo confuso con gli strati multipli del canyon, un’ipnosi progressiva lo trascina in dimensioni più profonde, o più superficiali; l’ombra assume la forma di una donna magra, dai capelli rosso-biondo, coperta da un velo trasparente, con un seno scoperto perfettamente sferico. Gli occhi intensi, di un colore indefinibile, lo fissano senza lasciargli via di fuga; le sopracciglia fini, un sorriso enigmatico appena accennato e come scolpito nella roccia lo mettono alle corde.
Yehochoua cerca di decifrare i contorni della presenza vicinissima.
- Chi sei?
- Sono i tuoi sogni.
- Come ti chiami?
- Shlomtsione.
Il corpo nudo è una parete rocciosa che gira gira, con strati successivi che salgono a spirale verso l’alto, disegnando figure sempre nuove, un albero, una barca, un suonatore. Il buio arriva all’improvviso, con l’impressione di precipitare verso il basso, un colpo secco sulla polvere del canalone.
Le braccia magre non riescono a sollevarlo più di tanto.
- Cosa vuoi da me?
La donna comunica solo con gli odori, il contatto con la pelle consistente come l’aria e la roccia, invasiva e immateriale. Yehochoua vede le labbra avvicinarsi, sono a pochi millimetri dalla sua bocca screpolata, arsa di sete. Darebbe tutto per un sorso d’acqua, un pane duro, chi sei, cosa vuoi, con gli occhi di ghiaccio, il seno perfettamente tondo, il velo che non copre, la trasparenza che hai sempre cercato, la nudità del sogno, la sincerità del corpo senza maschera, gli strati della roccia, la terra secca del canyon, chi sei, che cerchi, vattene, vuoi farmi cedere, vuoi che mi lasci andare, le labbra, gli odori, la pelle contro il petto pieno di polvere e angoscia.














M&C detto
Stella Maria detto
Bella Salomè, affascinante, accattivante, attraente … sinuosa da far perdere la testa a tutti, il patrigno che la vede ballare le porta sul piatto d’argento la testa di Giovanni che è morto per non cedere alle sue lusinghe.
Si muore per una donna?
Bella Salomè … come il peccato, come il maligno che ti tenta nel deserto dei tuoi giorni, quando hai sete di acqua viva ma è così buio che guardi solo dietro te, perchè è la strada che conosci e mai accanto o davanti dove la luce c’è o verrà.
Si muore per un peccato?
No, si muore per amore, un amore più grande che non si vuole perdere, si muore a se stessi e solo in quell’istante non c’è più lotta, non c’è più tentazione, non c’è più fuga ne debolezza ma solo la bellezza di un cuore dissetato e donato.
SM
Ema detto
“un’ipnosi progressiva lo trascina in dimensioni più profonde, o più superficiali”
“Chi sei?”
Se desideriamo capirci qualcosa forse questa domanda dobbiamo rivolgerla a noi stessi…chi siamo, cosa vogliamo?
“Chi sei tu, che nel buio della notte osi inciampare nei miei più
profondi pensieri?
Rinuncia al tuo potere di attrarmi e io perderò la volontà di seguirti.
Amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.”
William Shakespeare
Stella Maria detto
La canzone di Capossela è bella, grazie:-)
Nudo di donna
con la testa piena di scirocco
e di un fresco amarcord
tippettando come un vecchio frac
o un giovane freak
a scansar la vita e i posti alt di blocco
on the road
quando il giorno batte il primo ciak
e ti alzi col cric
ieri notte tu mi hai preso al volo
dentro il tuo videoclip
come quando fischi ad un tassi
o salti sull’ultimo bus
apro l’acqua poi mi spoglio ma son solo
e che strip
anche se l’annuso ancora qui
la tua mousse
fredda fredda fredda marosa
e viene giù
cosi spigolosa piovosa
come eri tu
e sul mento mio
io risento il tuo nudo di donna
me ne uscivo dal tuo quadro
neanche fosse un Van Gogh
con i passi ai ritmo di uno scat
o di un lento ragtime
io chi sono stato il derubato o il ladro
Dylan Dog
dell’amore del tuo bancomat
del tuo numero Hot Line
ti ho lasciato dappertutto impronte
pure sul baby-doil
cosi non potrai cambiarmi tu
identikit a la police
ho buttato la pistola colt dal ponte
ho fatto goal
tanto come puoi sfuggirmi più
mai più Miss
calda calda calda nebbiosa
e viene giù
cosi turbinosa furiosa
come eri tu
e sul petto mio
io sospetto il tuo nudo di donna
fredda calda fredda odiosa
e vieni giù
cosi burrascosa smaniosa
come eri tu
e sul fianco mio
io mi abbranco il tuo nudo di donna
giusta adesso e giusta
schiumosa
e viene giù
e meravigliosa gustosa
come eri tu
e sul sesso mio
sfioro adesso il tuo nudo di donna
(C. Baglioni)
Ema detto
“Yehochoua è stanco e affamato, dopo giorni di digiuno… il petto pieno di polvere e angoscia.”
I Solchi intorno ai Suoi Occhi ardenti
Erano Pagine in cui leggere
Sofferte Storie – sebbene
Lui non se ne lamentasse.
Biografia per Chiunque passasse
Di una Pena non Manifesta
Salvo per quel Volto in corsivo
Sopportata, senza aiuto – sconosciuta –
Emily Dickinson
Ema detto
“Yehochoua vede le labbra avvicinarsi,…la sincerità del corpo senza maschera…vuoi farmi cedere”
Yehochoua vede, senza maschera, la sua anima…
CREDO IN TE ANIMA MIA
(Walt Whitman)
Credo in te, anima mia,
l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,
e tu non devi umiliarti di fronte a lui.
Ozia con me sull’erba,
libera la tua gola da ogni impedimento,
né parole, né musica o rima voglio,
né consuetudini né discorsi,
neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,
il suo mormorio mi piace.
Penso a come una volta giacemmo,
un trasparente mattino d’estate,
come tu posasti la tua testa
di per traverso sul mio fianco
ti voltasti dolcemente verso di me,
e apristi la camicia sul mio petto,
e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,
e ti stendesti sino a sentire la mia barba,
ti stendesti sino a prendere i miei piedi.
Veloce si alzò in me
e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza
che va oltre ogni argomento terreno,
io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,
e io conosco che lo spirito di Dio
è il fratello del mio,
e che tutti gli uomini mai venuti alla luce
sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,
e che il fasciame della creazione è amore,
e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,
e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,
e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,
pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.
Ema detto
“E’ il punto più stretto del canalone nel deserto”
“L’evoluzione passa attraverso porte strette e poi chi sa se sono le porte giuste? Probabilmente sono le uniche”
Lorenzo Cherubini
Ema detto
“Il buio arriva all’improvviso….La donna comunica solo con gli odori, il contatto con la pelle consistente come l’aria e la roccia, invasiva e immateriale.”
IL DESIDERIO MI CONSUMA ANCORA…
Il desiderio mi consuma ancora,
l’anima mia ancora a te si tende
e dalla fonda notte dei ricordi
mi viene incontro il tuo bel viso ancora.
Quel caro viso che non so scordare,
che vedo ovunque a me davanti, sempre,
irraggiungibile e immutato come
stella che in cielo nella notte appare.
Fedor Tjutcev
M&C detto
Inno alla bellezza (Charles Baudelaire)
Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall’abisso, Beltà?
Il tuo sguardo, infernale e divino,
versa, mischiandoli, beneficio e delitto:
per questo ti si può comparare al vino.
Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l’aurora,
diffondi profumi come una sera di tempesta;
i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,
che rendono audace il fanciullo, l’eroe vile.
Cammini sopra i morti, Beltà, e ti ridi di essi,
fra i tuoi gioielli l’Orrore non è il meno affascinante
e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.
La farfalla abbagliata vola verso di te, o candela,
e crepita, fiammeggia e dice: “Benediciamo questa fiaccola!”
Angelo o Sirena, che importa se tu
fata dagli occhi vellutati, profumo, luce, mia unica regina
fai l’universo meno orribile e questi istanti meno gravi?
Rashide detto
En el frío, más frío de las noches el fuego que la luz, para calentar mis huesos que he tenido suficiente, del frío terrible y de las llamas, aparece Salomé me presento ante su asombro mientras ella baila y pide la cabeza de Juan el Bautista en una placa de la mañana, agitado y perturbado Por debajo de piel blanca y suave que veo el polvo brillante de la mañana la sala de juegos con vida y por la tele aparece Salomé me presento ante su asombro mientras ella baila y pide la cabeza de Isidora Duncan en una placa ¡Oh, es Salomé Oh, es Salomé En el frío, más frío de las noches el fuego que la luz, para calentar mis huesos que he tenido suficiente, del frío terrible y de las llamas parece que Salomé delante de su asombro mientras ella baila y demandas La cabeza de cualquier hijo de puta en un plato
Ema detto
Molte volte ho cercato di capire
il significato di quella lapide che hanno scolpito per me:
una barca con le vele ammainate, ferma in porto.
In realtà quell’immagine non rappresenta la mia fine, ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, ed io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ed io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo voglia di dare un significato alla mia vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
ovunque essi spingano la barca.
Dare un senso alla vita può portare alla follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che cerca il mare, eppure lo teme.
(Edgar Lee Masters)
fabrizio centofanti detto
incantato, grazie!
M&C detto
- Chi sei?
- Sono i tuoi sogni.
- Come ti chiami?
- Shlomtsione
IO DESIDERO TE, SOLTANTO TE
Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
“Io desidero te, soltanto te”.
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
“Io desidero te, soltanto te”.
(Rabindranath Tagore)
f@r detto
f@r detto
Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell’anima lontana,
eterna presenza.
[P Salinas]
fabrizio centofanti detto
grazie M&C, Fides, belle anche queste!
Stella Maria detto
Bella Salomè, come i colori del mondo a cui il don ha dato una nota particolare:
http://www.mediafire.com/i/?mbvj6694hbhm550
Roby (s.d a.) detto
…Sono i tuoi sogni…
Dissetanti, appaganti, capaci di regalare momenti di effimera felicità, quando fame, sete e stanchezza ti sfiniscono e la vista si annebbia; sogni pericolosi che si rincorrono aggressivi nella mente, nei quali la tentazione si insinua prepotente, così tanto da rendere invisibile il discernimento dalla realtà
fabrizio centofanti detto
grazie.
distinguere tra i colori è una bella impresa, a volte.