La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per maggio 2011

Andrea Leone, Lezioni di crudeltà

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 20, 2011

di Michelangelo Zizzi

Scrivere una prefazione ad Andrea Leone è come andare a vedere uno spettacolo nell’anfiteatro Flavio dopo aver inalato in una sola inalazione tutto il tabacco incatramato di una camel senza filtro, il giorno dopo quello in cui Cesare stravasò con arti divinatorie il Rubicone.

Da lente contrade meridionali dove la resistenza ai bivacchi cartesiani delle metropoli è, per chi scrive, una sosta tra alcoli ingurgitati in un fiato e agone inattuale di gioco di carte di vecchi seduti ai tavoli, l’opera di Andrea Leone vi entra come il pistolero nel far west, il temporale estivo, la rete all’ultimo minuto di una finale mondiale. Leggi il seguito di questo post »

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19. Via dolorosa

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 20, 2011

da qui

E’ una strada stretta, gremita di gente: negli angoli, la merce povera dei venditori ambulanti attira gli sguardi dei turisti; voci cantilenanti ripetono inviti ad acquistare; si succedono serrande arancioni, negozi con tende srotolate per proteggere dal sole o le intemperie. Leggi il seguito di questo post »

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Irene Sánchez Carrón: Razones

Pubblicato da sgolisch su maggio 20, 2011

Razones

“Bien está en otros sostenerse. 
 Porque nadie soporta la vida solo.”
                              
F. Hölderlin

Y porque estamos solos empezamos un verso.

Porque sentimos frío acercamos las manos
al calor de unos seres imposibles y bellos
que nos prestan sus ojos para observar el mundo.

Porque tenemos miedo miramos otras muertes
y en nuestra oscuridad encendemos un sol
de mediodía, inmóvil, que no se irá al ocaso.

Huyendo del dolor fatigamos el cuerpo
por calles de ciudades que nunca son la nuestra
de la mano de gentes que habitan en nosotros.

Porque tenemos prisa inventamos finales.
Porque nos falta el tiempo inventamos más tiempo.

Porque somos tan pobres no nos pesa apostar
lo poco que nos queda a este número incierto.

Porque somos humanos miramos a los dioses.
Porque no somos dioses jugamos a crear. Leggi il seguito di questo post »

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18. Perché

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 19, 2011

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Passeggiano sulla riva umida, dividendo l’attenzione fra l’acqua calma del lago, l’oasi alberata, circondata da un muretto in pietra, e la fuga di vigne, grano e cipressi arrampicati alla collina. L’emozione della pesca abbondante dura ancora: stentavano, in quattro, a tirare la rete sulla spiaggia; procedendo a strappi, ridevano e gridavano, neanche fossero bambini. I pesci tra le maglie erano come i sassi levigati sulla rena, un profumo di gratuito e immeritato si spandeva intorno, e l’acqua, la terra, il cielo, rivelavano la loro identità: darsi senza chiedere nulla, offrirsi senza mai riprendersi. Leggi il seguito di questo post »

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ACQUA STORTA: l’amore gay nelle maglie della camorra.

Pubblicato da monicamazzitelli su maggio 19, 2011

Ero dispiaciuta di non aver letto il romanzo “Acqua storta”, pubblicato da Meridiano Zero nel 2008, prima di vederne la riduzione teatrale. Con il mio rigore calvinista, di solito non mi concedo deroghe su questo punto: quando un film o una pièce sono tratte da un libro, lo leggo prima; ma stavolta non c’era tempo. Qui però avrei fatto malissimo, perché se avessi già conosciuto la storia non avrei potuto apprezzare altrettanto bene la riuscita di questo adattamento, la bellezza di un lavoro che ha la sua potenza anche in questo accennare, far capire, attraverso istantanee narrative e musicali potenti, una storia dolorosa e vera, umanissima, e quindi tragica. Avrei perso qualcosa quindi: le letture profonde e sentite dell’autore del romanzo, Luigi Romolo Carrino, adattate per la scena con la musicista Federica Principi, sono stati momenti forti dove il romanziere ha esibito una stoffa recitativa notevole, nonostante fosse il suo esordio come attore. “Non farò mai più niente di simile” ci ha detto sorridendo dopo lo spettacolo, ma chissà perché non ci ha convinti fino in fondo.
Il ruolo più importante sul palco spetta comunque alla cantante-attrice Emanuela Borozan, che ha interpretato con grande sentimento le splendide musiche di Federica Principi, con lei sul palco al pianoforte insieme al polistrumentista Roberto Mazzoli. Un trio di alto livello, con brani che riuscivano a coinvolgere dal primo ascolto, e con in più tre omaggi alla canzone napoletana più celebre di Bovio, Modugno e Daniele. L’interpretazione di Emanuela Borozan è stata decisamente felice perché è riuscita a calibrare l’emotività sui vari spunti narrativi sia della prosa che della musica, con vette di intensità su alcuni passaggi più struggenti dove la sua voce si è tinta di un graffio quasi rauco. La storia del resto, è molto forte di per sé: al figlio di un camorrista il padre ordina di sposare una donna per distendere i rapporti con un boss rivale, e lui si non può sottrarsi al volere paterno. Ma questo ragazzo, Giovanni, è in realtà gay e pur accettando di sposarsi è innamorato di un uomo, Salvatore. Questo amore è sottolineato con struggente bellezza nel video iniziale della pièce, girato dal regista Fabiomassimo Lozzi, dove immagini romantiche di questo sentimento si alternano a quelle più dure del mondo camorristico. La tragedia è quindi nell’amore non corrisposto di questa donna, Mariasole, che soffre la mancanza, l’impossibilità del suo sentimento, espressa dalla voce potente di Emanuela Borozan.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.70: Oltre la geremiade. Gianmario Lucini, “Sapienziali (Nove sequenze e 36 poesie)”

Pubblicato da giuseppepanella su maggio 19, 2011

Oltre la geremiade. Gianmario Lucini, Sapienziali (Nove sequenze e 36 poesie), Novi Ligure (Alessandria), Puntoacapo Editrice, 2010

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di Giuseppe Panella*


«[…] Le colpe di nessuno sono accumulate / per il disgusto collettivo fra i canneti / rifiuti con nomi e cognomi / che nessuno osa pronunciare / che nessuna forza della Legge / potrebbe mai indagare. // So di essere un poeta indisciplinato / e scrivo versi brutti raccontando le brutture / so d’aver deviato / dileggiando i canoni estetici: / scrivo corsaro e veloce in prosa / versi che mai avrei voluto scrivere / se altra fosse stata la coerenza / fra l’ideale e l’esperienza; // ma l’esistenza qui pare un beffardo / rifiuto d’ogni decenza / e anche il volto di Dio sembra fuggire / nella luce del mare avvelenato. // Vorrei scrivere che ho trovato la parola / quella sola che raddrizza ogni stortura / ma sono coerente / col mio niente che domanda e tace» (pp. 65-66).

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C’era una volta il grande cinema italiano #3 – Miracolo a Milano

Pubblicato da paolocacciolati su maggio 19, 2011

Martedì, dopo i risultati elettorali di Milano, un giornale ha ripreso la celebre immagine finale del film di De Sica-Zavattini, come simbolo dell’insperato riproporsi di un miracolo sui navigli.
A dirla tutta, è una scena che ha subito plagi ben più clamorosi, per esempio in una certa famosa sequenza di un certo famoso film di un certo famoso regista su un certo famoso alieno. Facile da indovinare, vero? No? Basta immaginare le biciclette al posto delle scope… Leggi il seguito di questo post »

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Laura Nardi

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 18, 2011

da Graffi, Albatros, 2011.

Ritorno

Non è argento ma madre

di una cultura senza limiti

di età e di religione.

Diritti e doveri dispersi

sull’asfalto, schiacciati

dal rumore di pneumatici

in corsa.

Quanti insetti morti

sulla strada di casa,

sola.

***

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1 racconto horror al dì

Pubblicato da mbaldrati su maggio 18, 2011

Dopo la fortunata 365 racconti erotici per un anno l’editore Delos – un network che produce testi di fantasy, horror, fantascienza, noir, riviste e siti web – ripete l’esperimento: un’antologia di racconti brevi di stile horror, 2000 battute circa per la pubblicazione su una singola pagina, uno al giorno. La raccolta nasce da una campagna diffusa via web, un vero e proprio concorso di idee, che ha visto la partecipazione di centinaia di autori. I testi sono stati letti, discussi e scelti all’interno di un enorme forum coordinato dalla rivista Writers Magazine Italia, con la supervisione di Franco Forte. Tra gli altri si segnala la presenza di Alan Altieri, Danilo Arona, Stefano Di Marino, Patrizia Debicke, Marilù Oliva, Barbara Baraldi. Ma la raccolta ha una forte unitarietà, un ottimo livellamento stilistico, anche per la “gabbia” predefinita, tanto da poterla definire un’opera collettiva.

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17. Piani

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 18, 2011

da qui

Hanno accostato le poltrone, il discorso si è fatto riservato. Shaoul lancia un’occhiata alla tenda rossa e bianca, qualcuno potrebbe ascoltare di nascosto. Gad è nervoso: lo sguardo sornione non riesce a mascherare un’inquietudine che s’insinua nelle ossa. Avigail tira dritto con aria imperturbabile, anche parlando di trappole e attentati, perché l’uomo è pericoloso, non si capisce cosa voglia, e poi, di questi tempi, nel clima di ostilità al paese, le rivoluzioni del Nordafrica, l’afflusso di migranti, rischiamo che tutto salti in un momento. Leggi il seguito di questo post »

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Vivalascuola. Annuncio. Quale educazione per il bene di tutti

Pubblicato da vivalascuola su maggio 18, 2011

Quale educazione per il bene di tutti?
5 sfide per la scuola
In memoria di Rosi Spadaro
e del suo impegno nelle istituzioni
per una scuola di tutti e per tutti

Milano, facoltà di Scienze Politiche,
via Conservatorio 7 – Aula 6
19 MAGGIO 2011

14.30-18.30
(MM1, San Babila
Autobus 61, 54, 60)
Rivolto a insegnanti, educatori, studenti, rappresentanti delle istituzioni

Una presentazione e il programma del seminario

Pensiamo che la scuola pubblica italiana sia a un bivio storico: o utilizzare gli stimoli di una società in profonda trasformazione, ormai multiculturale di fatto, o ridursi sempre più a un’esperienza culturale e formativa marginale per le nuove generazioni, destinata a chi non ha chance migliori. Leggi il seguito di questo post »

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Croce del Sud

Pubblicato da matteotelara su maggio 18, 2011

Parcheggiarono in piena mattinata sullo sterrato che correva alle spalle della baia. La spiaggia cominciava poco più sotto, dove gli arbusti andavano diradandosi fino a sparire e la costa si apriva come una bocca spaventata sull’orizzonte.
Le portiere si aprirono e uscirono prima due ragazzi da quelle anteriori, poi la ragazza, un attimo dopo, da quella posteriore. Indossavano tutti e tre magliette estive e calzoncini da mare. Avevano la pelle abbronzata, gli sguardi nascosti dietro grossi occhiali da sole. Nessuno di loro parlava. Scesero dall’auto e camminarono fin sull’orlo dello sterrato, e una volta raggiunti gli ultimi arbusti si fermarono a fissare l’oceano.
“Cosa vi avevo detto?” chiese allora uno dei due ragazzi.
L’altro fece un cenno d’assenso. Pareva stesse cercando qualcosa di cui non conosceva l’ubicazione. Continuava a scivolare con lo sguardo da sinistra verso destra e poi viceversa, da destra a sinistra, come in attesa di un’apparizione. Lo aveva fatto dal giorno in cui erano partiti. Era passato da uno scenario a un altro, da un sentimento all’opposto, da un pensiero al successivo, da una possibilità a un dato di fatto senza riuscire a trovare in nulla un appiglio sicuro. Qualcosa di cui poter dire di questo almeno ne sono certo. Leggi il seguito di questo post »

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Qui. Appunti dal presente. Badanti

Pubblicato da giorgiomorale su maggio 17, 2011

E’ uscito il numero 24,
dell’aprile 2011,
della rivista
Qui. Appunti dal presente.

Il tema è: Badanti

Propongo una pagina
della rivista,
il sommario e
una breve presentazione.

Rommel Bondoc,
Nueva Ecija, Filippine, 1 ottobre 2010

Ricordo il giorno in cui dovevo discutere la tesi all’università. Proprio quel giorno mia zia Anita sarebbe partita per andare a lavorare negli Emirati Arabi. Avrebbe viaggiato insieme a una donna che insegnava in una scuola elementare pubblica a Nueva Ecija. Andavano entrambe a lavorare come collaboratrici domestiche. Fu allora che iniziai a chiedermi che cosa mi sarebbe successo dopo la laurea. Promisi a me stesso che non avrei mai lasciato il paese, che non sarei mai diventato uno dei Lavoratori migranti Leggi il seguito di questo post »

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16. Pane

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 17, 2011

da qui

Yehochoua fa miracoli, da tempo. L’ultimo è accaduto sulle rive del lago, dove le rocce si alternano ai ciuffi di sterpaglie e agli arbusti di conifere nane. Aveva attaccato discorso coi passanti incontrati per caso o arrivati fin lì per ascoltarlo; le file di uditori si erano ingrossate, al punto da riempire lo spazio fra il promontorio e la quercia secolare. Leggi il seguito di questo post »

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“Il bisogno dei segreti”, di Marco Candida

Pubblicato da giovanniag su maggio 17, 2011

Marco Candida, Il bisogno dei segreti (Las Vegas Edizioni, 2011)


Recensione di Manuela Giacchetta

E’ difficile prevedere il funzionamento di un cervello in certe circostanze, quali strade sceglierebbe, fra le tante possibili, in condizioni anomale. Se sai di morire, per esempio, all’improvviso hai qualcosa di irripetibile fra le mani: gli ultimi momenti della tua vita. Decidere come impiegarli diventa una faccenda piuttosto complessa.
Quello che mi piace di Candida, in secondo luogo – sì perché “il primo” lo dirò poi – è che non pone il minimo accento drammatico o tragico alla certezza di questa fine. Connie dovrà morire, siamo d’accordo, ma non è questo il punto. Il punto è: dato che Connie dovrà morire, e Connie questo lo sa, Connie decide di cambiare. Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.73: “Mimicry” e letteratura. Francesco Recami, “Il ragazzo che leggeva Maigret”

Pubblicato da giuseppepanella su maggio 16, 2011

Mimicry e letteratura. Francesco Recami, Il ragazzo che leggeva Maigret, Palermo, Sellerio, 2009

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di Giuseppe Panella*


Il ragazzo Giulio ha solo tredici anni ma ha già un fisico ben formato (è grosso, ha le spalle larghe e un’ombra di pelo sulle labbra) e dei gusti ben definiti: gli piace la cucina saporita e un po’ greve della madre composta essenzialmente di piatti di carne e di dolci con la panna e ama leggere i romanzi di Georges Simenon, soprattutto le storie con protagonista il commissario Maigret (d’altronde si chiama Giulio proprio come lui…). La sua passione per le inchieste del grosso e umanamente ispirato poliziotto del Quai des Orfevrès gli ha fruttato il nomignolo di Maigret con il quale lo interpellano quasi tutti quelli che lo conoscono (tranne i genitori, ovviamente). Suo padre è il fattore di una tenuta, quella di San Vittore (come quella di Saint Fiacrei in cui era vissuto Maigret fino al momento di trasferirsi a Parigi), che ha certamente conosciuto momenti migliori e che ora si è ridotta ad un’unica fattoria e a non molti vigneti e capi di bestiame. Il proprietario è la Contessa di San Vittore ormai vedova ma c’è anche un erede, detto il Signorino, che non bada agli affari di casa ma si concede un’intensa vita mondana, auto di lusso (possiede una Porsche 3600 Carrera) e donne di livello superiore al normale anche come pretese economiche. Maigret va a scuola dove va bene ma non ha molti amici – è appartata, più serio di quanto lo siano i ragazzi della sua età, pensoso e con una forte vena di immaginazione creativa. Giulio è in realtà più “adulto” di quanto dovrebbe essere e ha molta più esperienza di altri ragazzi.

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Vivalascuola. E dopo l’Invalsi?

Pubblicato da vivalascuola su maggio 16, 2011

Non è vero che nel nostro Paese ci sia un’assenza di strumenti di valutazione: c’è l’assenza di una cultura della valutazione
di Marina Boscaino

Dunque, proviamo un po’ a ragionare a bocce ferme. Passata la buriana, passata la settimana calda dell’Invalsi a tutti i costi, a dispetto della normativa, a dispetto delle delibere, a dispetto di una legge ambigua e di ambigui comportamenti – specie da parte di alcuni dirigenti – che hanno artatamente bypassato alcuni ostacoli e un confronto democratico e civile con il proprio collegio. Leggi il seguito di questo post »

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15. Cella

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 16, 2011

da qui

La stanza è minuscola: cinque metri quadrati, riempiti quasi per intero dai letti a castello, un armadietto dalle ante sconnesse e un tavolo in legno con una sedia instabile. Yoh’anan, Eleazar e Nathane sono ancora storditi dall’aggressione subita nel deserto. Si chiedono cosa abbia spinto la squadraccia a ridurli così e a rinchiuderli qui dentro. Yoh’anan intreccia le mani sulle cosce e guarda dritto avanti a sé. Eleazar ha gli occhi bassi, mortificato che un omaccione come lui possa ricevere una batosta di tali proporzioni. Gli occhiali di Nathane sono rotti, una tragedia per uno come lui. Leggi il seguito di questo post »

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14. Cupole

Pubblicato da fabrizio centofanti su maggio 15, 2011

da qui

Qubbat al-Ṣakhrā’, Kippat ha-Sel‘a, la Cupola della Roccia domina il panorama di case, alberi, archi, grattacieli. Da qualunque parte si guardi la città, l’occhio è colpito dall’oro che manda bagliori tutt’intorno. Il mondo è giallo: un limone, una banana, un canarino; un pompelmo, un pulcino, un peperone; contro il nero della notte si battono la luna, le stelle e la cupola accesa come le luci a spina dei bambini, per chi ha paura del buio o della vita. Leggi il seguito di questo post »

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