La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Ibrahim Qashoush in memoriam

Pubblicato da sgolisch su agosto 5, 2011

 

Il 5.7.2011 il poeta e cantautore siriano  Ibraim Qashoush fu assassinato dalla polizia del regime. Fu trovato morto, con la gola tagliata, nel fiume Al-Assi. Il Pen Club International denuncia il fatto e  ricorda con il seguente testo di una sua canzone il fatto che in molte parti del mondo la parola è minacciata dalla morte.

 

Syria is longing for freedom

Syria is demanding freedom

We will oust Bashar

With our strong will alone

 

We are Muslims and Christians

Demanding freedom

Greetings to Daraa city

Who started this peaceful uprising

 

When we demanded freedom

They called us terrorists

When we demanded our rights back

They called us fundamentalists

 

It is written on our national flag that

Bashar has betrayed the nation

It is written on our flag that

Our aim is bring the regime down

It is written on our flag

That Syrian state-owned media is damned

Death rather than humiliation

Syria is looking for freedom

 

 

La Siria ha sete di libertà
La Siria chiede la libertà
Cacceremo via Bashar
Tramite la sola nostra volontà
Siamo mussulmani e cristiani
E chiediamo la libertà
Saluti a Daraa City
Dove la ribellione pacifica è cominciata

Quando chiediamo la libertà
Ci chiamano terroristi
Quando chiediamo di ridarci i nostri diritti
Ci chiamano fondamentalisti

E’ scritto sulla nostra bandiera nazionale che
Bashar ha tradito la nazione
E’ scritto sulla nostra bandiera che
il nostro obiettivo è di far cadere il regime
Sta scritto sulla nostra bandiera
Che i media statali siriani sono dannati
Piuttosto la morte che non l’umiliazione
La Siria ha bisogno di libertà

Dalla traduzione inglese (l’originale è in arabo) di Ghias Aljundi) tradotto in Italiano da Stefanie Golisch

Una Risposta to “Ibrahim Qashoush in memoriam”

  1. Siria, 31 luglio 2011

    Bombe a frammentazione,
    frammenti di disumanità
    hanno colpito più di cento
    civili nella violenza
    di dittatura tramandata
    da padre a figlio.
    Per il padre fu al tramonto.
    Non si contarono i morti. 1)
    L’alba è per il figlio
    di violenza rinnovata.

    1) Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Hama

    Donatella Quattrone

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