La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Odi et amo

Pubblicato da Giovanni Nuscis su agosto 12, 2011

Amare molto comporta, a volte, l’odiare. Penso a quei valori che abbiamo eletto a nucleo irrinunciabile di noi stessi e che siamo disposti a difendere con tutte le nostre forze. Valori che sono – o dovrebbero essere – il fondamento anche della nostra società civile: conoscenza, bellezza, spirito critico, rigore, generosità, onestà, condivisione, sobrietà, equità, giustizia. Valori che sono tali perché mettono distanza dalla bestialità – nel superamento dell’egoismo individuale e della sopraffazione dell’altro con la violenza o l’astuzia, e della volgarità e dell’abbrutimento. Ma quando le democrazie come quella italiana, private dei connotati fondanti, divengono cabine di regia e cassa corrente ad uso di un singolo e di alcune caste di intoccabili, noi non possiamo non odiare questo singolo e coloro che opportunisticamente lo sostengono (politici, portavoce, giornalisti che nascondono strategicamente la verità dei fatti); caste finanziarie, burocratiche, imprenditoriali e professionali da sempre col vento in poppa, pur cambiando i governi: la crisi è dovuta soprattutto all’aggressione speculativa che distrugge le economie, gonfiando e annientando il valore di aziende, di beni e di titoli (pensiamo al mercato immobiliare, al costo attuale di una casa), e dalla forte e diffusa evasione fiscale che impedisce di sanare il debito pubblico e di investire (vicini di casa, amici, parenti e conoscenti che non rilasciano fatture e scontrini, e che bisognerebbe iniziare a segnalare). Non possiamo non odiare chi, con somma iniquità, opera scelte politiche ed economiche che gravano quasi esclusivamente su alcuni ceti sociali lasciandone fuori degli altri. Nessuno accetta di fare sacrifici economici “per il bene del Paese” se non sono anche gli altri a farne in maniera proporzionale alle proprie risorse. Ricordiamo che un milione di persone, in Italia, ha più di 500.000 euro depositati in banca: s’inizierà davvero ad intaccare fiscalmente i patrimoni di una data consistenza, e i redditi più alti? Non possiamo non odiare chi, in questi anni, ha occupato le istituzioni piegandole ai propri interessi personali. Non possiamo non odiare chi ha fatto andare in malora pezzi dello Stato come la scuola e la giustizia (colpevole di perseguire chi si sente al di sopra della legge), ignorando o denigrando volgarmente organi come il Parlamento, la magistratura, il Capo dello Stato, la Pubblica amministrazione). Non possiamo non odiare chi vuole dividere e smembrare una comunità compattata con guerre e sacrifici enormi, chi ha una condotta di vita incompatibile col ruolo pubblico che riveste, incurante del discredito che suscita sul piano nazionale e internazionale. Non possiamo che augurare una rapida dipartita (politica e istituzionale) a chi ha contribuito a produrre questo sfascio di proporzioni immani, la sua scomparsa definitiva da ogni contesto decisionale pubblico. Non potremmo infatti amare noi stessi e questo Paese, la sua storia migliore e la sua bellezza, senza odiare fortemente chi lo ha reso pieno di ingiustizie ed invivibile, ostacolandone il sogno di rinascita.

11 Risposte to “Odi et amo”

  1. Bravo Giovanni, grazie della tua riflessione. Ci sono personaggi, d’altra parte, che odiano, in ordine sparso: i magistrati, gli insegnanti (!), i giudici, i giornalisti, le donne non compiacenti, tutti quelli che non vanno d’accordo con loro, i rom, chi rifiuta di essere messo al loro libro paga, i blog, i social network, i poeti e gli scrittori che non li adulano, i preti (politicizzati e di sinistra, naturalmente), i sindacati (come concetto, in linea di principio, quasi come spaventosa entità metafisica opprimente), quelli che non sono vestiti bene, chi è triste e non sorride, le ONG, i cooperatori internazionali… sicuramente mi dimentico qualcuno. Ma non ti sembra già così abbastanza folle?

    Ciao! A.

  2. robertorossitesta detto

    Spiace dover assistere, condividendola, ad una pubblica apologia dell’odio. D’altra parte
    a volte, per (ri)costruire, è proprio indispensabile…
    Un abbraccio, caro Giovanni, e buon Ferragosto a tutti,
    Roberto

  3. Diciamo che l’odio, se c’è, va subito convertito in energia costruttiva, impegno, speranza.

    Andrea.

  4. Giovanni Nuscis detto

    Cari Andrea e Roberto, ritengo che proprio il non prendere posizione sugli eventi che ci coinvolgono in misura più o meno ampia, chiarendo il nostro sentire e la relazione di tali eventi con la nostra vita, individuale e collettiva, sia tra le cause della nostra sconfitta collettiva, e non solo. E’ in noi, spesso, il nemico, che va riconosciuto e contenuto, ché ci rende, se no, indulgenti con noi stessi e con gli altri. Non bisogna temerlo l’odio, o, se preferite, il nostro sentimento di avversione per comportamenti e persone. Al pari degli altri sentimenti, la sua valenza è dinamica, mutevole, esito e origine di altro, ma stando sempre vigili e coscienti (è bene ciò che produce bene, e gli odi comunque non sono tutti uguali e motivati). Ed è perciò giusto quanto dite che “per (ri)costruire, è proprio indispensabile…”, e che “va subito convertito in energia costruttiva, impegno, speranza.”.
    Grazie, un abbraccio.
    Giovanni

  5. odio è una parola a cui non attribuisco nessun significato, che non mi spaventa e verso la quale non sento il bisogno di tracciare dei confini: da qui a qui è un sentimento lecito, da qui in poi diventa obbrobrioso. odio tante cose: certi lavori domestici li odio profondamente! se mi chiedi se odio una vicina di casa subdola e dispettosa, ti dico: sì, la odio. non sopporto? ok, non sopporto. non mi spaventa l’odio che deriva dall’ira del giusto, come non mi spaventa l’idea che ci si possa considerare giusti nel giusto. io non ho particolari propensioni a battermi il petto di fronte ai guasti che vedo in vari settori: lo faccio dove so – e lo so, quando c’è da saperlo – di avere delle responsabilità, di aver fatto del male o fatto male il mio lavoro, il mio “dovere”. perciò: io non ho votato questa gente, ho sopportato abbastanza, ho accettato che fosse capo del governo un essere immondo, esecrabile prima ancora di rivelarsi ulteriormente esecrabile, in nome di una democrazia dell’alternanza che dobbiamo mettere in conto tutti. ora, se possibile, odio la classe dirigente e l’elettorato che l’ha voluta. odio i miei concittadini di destra, odio i giornalisti che tacciono e mi raccontano l’ennesimo episodio del grand guignol nazionale al posto di dirmi PERCHE’ siamo arrivati qui. odio, infine, definitivamente, da oggi, supposto che l’abbia mai tollerato, paolo guzzanti e il suo disprezzo nei confronti dei poveri.
    grazie, giovanni.

  6. Uno sfogo umano e comprensibile, un pensiero che molti hanno e pochi hanno il coraggio di condividere. Purtroppo, però, il rischio è che chiunque odia si adoperi concretamente contro la categoria per lui maggiormente oggetto di odio; e siccome di odio se ne avverte tanto, intorno, ne potrebbe conseguire un rivolgimento civile e sociale che non passa per le riforme istituzionali. Non voglio essere catastrofica, ma quando leggo che in alcuni Comuni d’Italia c’è la caccia organizzata (prima di tutto dai Sindaci) all’immigrato senza permesso di soggiorno – tipo Ku-Klux-Klan – mi vengono i brividi (solo per fare un esempio delle molteplici forme dell’odio).
    Coloro che ci guidano sono stati eletti in libere elezioni (verità con la quale fare i conti), e vengono mantenuti al loro posto da un’opposizione che non si adopera a sufficienza per rimandarli a casa (perché?): questa, a mio parere, la riflessione da fare a latere.
    Grazie a Giovanni Nuscis per il suo lucido articolo.

  7. Bene! Hai fatto un’analisi perfetta.
    “Ma quando le democrazie come quella italiana, private dei connotati fondanti, divengono cabine di regia e cassa corrente ad uso di un singolo e di alcune caste di intoccabili, noi non possiamo non odiare questo singolo e coloro che opportunisticamente lo sostengono (politici, portavoce, giornalisti che nascondono strategicamente la verità dei fatti).”
    Noi odiamo ma non basta, o meglio non serve. L’odio crea barriere, barricate, fazioni. Bisogna agire, chiedere il cambiamento con la costituzione in mano davanti al parlamento.
    Quando una classe dirigente, davanti allo sfacelo attuale ipotizza ancora delle correzioni, manovre, pensando di toccare dipendenti pubblici, pensioni, iva e quant’altro, senza fare dei provvedimenti d’urgenza che mandi a casa la metà dei parlamentari, perchè inutili parassiti, senza pensare di ridurre drasticamente i costi di quelli che resterebbero; che non tasserà mai le rendite finanziarie, perchè sarebbe come darsi un colpo al cuore, a cosa serve continuare a odiare di un odio che è già manifesto da tempo ma di cui se ne strafottono altamente?
    Noi abbiamo il dovere di fare in modo che tutto questo finisca al più presto e non dev’essere il nostro odio a chiederlo, ma il nostro pieno diritto di individui che formano la società, lo stato, il luogo dove far vivere e crescere i nostri figli.
    Come si può sopportare 20 minuti di qualsiasi tg, (esclusi i soliti ig-noti)che parlano esclusivamente di corruzione e corrotti e inciucci e pasticci e P3 P4, malaffare di qualsiasi parte politica, con la bocca sozza del lieto pasto ci dicono che faranno chiarezza, mentre sempre più trasparente si fa il nostro odio.

    Un saluto

    Maurizio

  8. Giovanni Nuscis detto

    Ringrazio e saluto Lucy, Fiorella e Maurizio.

    L’odio che nasce dalla rabbia e dall’indignazione per i valori calpestati non può paragonarsi all’odio che deriva invece dall’assenza di valori: xenofobo, classista, egoista, cattivo e violento nel suo intento di sopraffazione; parte dunque dalla barbarie e conduce allo sfacelo.
    L’odio di cui stiamo parlando (urlo di indignazione nella consapevolezza e nell’aspirazione ad un mondo migliore) parte dai valori e vuol tornare ai valori, con comportamenti fattivi e coerenti.

    Giovanni

  9. Un grazie a Giovanni, mai assente nel sentire ..e testimoniare di coscienza civile. qui, in Italy!
    Maria Pia Q

  10. flora restivo detto

    L’odio di cui parla Gianni, è un odio “sano”, se così mi posso esprimere. Non è l’odio cieco che fa uccidere l’immigrato a bastonate o lo discrimina per via del suo colore o del suo credo, è, se posso permettermi, l’incitazione ad una presa di coscienza da parte di chi, vessato da decenni, ha tollerato che venissero distrutte le sue certezze e le speranze dei figli, sempre aspettando quel bene che non è mai venuto e, ora, è diventato un baratro in cui sprofonderemo nio, NOI, sempre gli stessi, perché loro, i sudici vampiri,le zozze figure, la schifosa armata Brancaleone, guidata da un ignorante pervertito, truccato come una pornostar, loro, stanno benone e staranno sempre meglio, se non ci diamo una ossa. Quale? Non lo so,ma facciamo qualcosa, perbacco!
    Appoggio e approvo ogni tua parola, Gianni.
    Un saluto a tutti.

  11. flora restivo detto

    Perdonatemi un paio di errori di battitura, dovuti all’indignazione. “Nio” al posto di “noi” e un “ossa”al posto di “mossa”
    Mi sono lasciata prendere!
    Flora

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