La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per agosto 2011

Viaggio in Maremma, di Marco Grassano

Pubblicato da giovanniag su agosto 13, 2011

Reportage di Marco Grassano tratto dal sito di viaggi e cultura Alibi Online, dove, oltre a questa, sono presenti anche altre foto dell’autore.

Toccammo l’Ombrone: non è un trascurabile fiume,
bocca sicura per le navi trepidanti,
tanto accessibile è il suo alveo sempre prono
quando sul mare si abbattono tempeste.
Tracciammo un campo notturno sulla spiaggia,
un boschetto di mirti offre il fuoco alla sera.
Facciamo piccole tende con i remi
E un palo di traverso, tetto improvvisato.
(Rutilio Namaziano, Il ritorno)

Prima di arrivare a Grosseto ci siamo fermati a visitare le rovine di Roselle. Il sito appare un po’ trascurato rispetto a come lo vidi nel 1999 (segno evidente del taglio di fondi patito dalle Soprintendenze), con molta erbaccia che ne limita la leggibilità, ma merita comunque la piccola deviazione. I pavimenti a mosaico suscitano non poche emozioni di “cortocircuito temporale”, come pure la pavimentazione di marmi versicolori della Basilica dei Bassi. L’anfiteatro, nel quale sono posizionate alcune file di sedie per qualche spettacolo, conserva un’acustica assai efficace: le voci riecheggiano e si diffondono naturalmente, senza sforzo per il parlante. Le cicale sono ancora poco sonore, sparse a piccoli gruppi, e si odono lontane (probabilmente manca qualche giorno perché si possa dire, con Virgilio, che “rompono gli arbusti col canto”). Forse per motivi strategici, o forse per ragioni sanitarie, la città era stata costruita sulle alture, e dal Foro, dove si incrociano il decumano e il cardo (la cui pavimentazione appare solcata dal passaggio costante dei carri, che ne ha consumato le pietre piatte), si gode una bella visione della pianura sottostante. Leggi il seguito di questo post »

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Il doppio delitto di Tosca – TransAssassinazione di Desiré, come un canto

Pubblicato da L.R. Carrino su agosto 12, 2011

Mentre posavi il trucco sul comò
per lapidare occhiaie similmente a una pace
dal viso cacciavi via dalle labbra
il suono assomigliato a noi.
Era canto tuo mia Signora?
O note acuminate di uno strillo?
Pugnale è la gelosia che vantavi
stiletto che affondavi a lama di pennello:
tela tragica rimasuglio di colore occhi gialli
e la tua voce: limone per le mie orecchie
santarelle.
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97. Da Yehochoua

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 12, 2011

da qui

E’ sempre meno rilassato negli hotel di lusso. Anche qui lo impressiona il fasto delle forme, l’arroganza delle dimensioni: è un mostro che allarga le fauci mostrando la lingua di piscina e la pappagorgia di aiuole incorniciate in marmo bianco. L’atrio è una vetrata dove s’ intrecciano nello stesso nastro l’angolo della colazione, la città sullo sfondo e il cielo di zaffiro. Si sorprende a non desiderare la camera da letto: cosa gli succede? O è Avigail che è cambiata? Legge un velo di tristezza negli occhi dello stesso azzurro della lingua del mostro. Leggi il seguito di questo post »

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Odi et amo

Pubblicato da Giovanni Nuscis su agosto 12, 2011

Amare molto comporta, a volte, l’odiare. Penso a quei valori che abbiamo eletto a nucleo irrinunciabile di noi stessi e che siamo disposti a difendere con tutte le nostre forze. Valori che sono – o dovrebbero essere – il fondamento anche della nostra società civile: conoscenza, bellezza, spirito critico, rigore, generosità, onestà, condivisione, sobrietà, equità, giustizia. Valori che sono tali perché mettono distanza dalla bestialità – nel superamento dell’egoismo individuale e della sopraffazione dell’altro con la violenza o l’astuzia, e della volgarità e dell’abbrutimento. Leggi il seguito di questo post »

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Quello che vedo.

Pubblicato da matteotelara su agosto 12, 2011

Se ne sta ritto in fronte a lui a parlare.
“Sai cosa vedo?” domanda.
“Vedo il regno delle possibilità negate. La più alta forma di vita brulicare all’ombra di se stessa. Vedo tribune politiche. Vedo fiumi di parole straripare su terreni resi sterili da infinite colture. Vedo incapacità d’evoluzione, e ne vedo l’inutilità.
Da migliaia di anni vedo discutere persone di questioni sulle quali è già stato discusso abbastanza. Vedo maggioranze, e vedo minoranze che aspirano a divenire maggioranze. Vedo la lotta dei popoli contro i popoli, uomini contro uomini, e idee contro idee. Vedo il fascino della lussuria e la volontà di potenza e le ambizioni di conquista, e il desiderio di possesso. Vedo istinti incravattati che hanno preso nomi altisonanti ma tali sono rimasti, trattenendosi, incattivendosi, denigrandosi. Secoli di violenze e crudeltà, e patti stracciati, e accordi non mantenuti, e su tutto vedo carovane di promesse che sono crollate come polvere di fronte al concedersi della Bellezza o alla tentazione del Potere.
Lo fissa.
“Tecnologicamente avanzata. Finemente mascherata. Sottilmente affinata…”
Vuoi davvero sapere quello che vedo?
Sorride e gli si fa più appresso, sussurrandoglielo appena.
“È una lotta per la sopravvivenza quella che continuo a vedere, Johnni.”

[Frammento tratto da Totem, Edizioni Clandestine, 2003, per ricordarmi(vi) quello che continuo a vedere anche nell'agosto del 2011]

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96. Che fine

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 11, 2011

da qui

E’ sorprendente, qui, il confine tra due mondi: la natura selvaggia del Monte Carmelo e il cemento aristocratico di Haifa, il tempio Baha’i e i grappoli di luce che si accendono appena si fa sera. Chochana s’incanta a scoprire il limite fra la terra e il cielo, tra il mare e il monte che si lancia come una bestia assetata verso l’acqua. C’è un punto in cui, di notte, il serpente di fuoco delle auto striscia nella minuscola vallata che racchiude in uno sguardo i grattacieli, il mare e la costa tempestata di bagliori come gioielli al collo di una donna. Leggi il seguito di questo post »

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Il bagno del sabato

Pubblicato da krauspenhaarf su agosto 11, 2011

di Franz Krauspenhaar

Sono andato a raccogliermi in un guscio
di noce, mancavan la vela e il mare della vasca
da bagno; tondo come una mela ho sentito
il freddo dell’acqua e lo sporco del sapone
usato. Così ho capito subito che la vita
è questa cerimonia del bimbo, d’ogni sabato.
Una volta, due volte, tre, è finita in un albero
d’estate, giocando con le nuvole strazianti,
tutti i pomeriggi. Crescere era necessità. Leggi il seguito di questo post »

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INCONTRO CON TEA RANNO

Pubblicato da massimomaugeri su agosto 11, 2011

di Massimo Maugeri, dal magazine Notabilis

La penna di Tea Ranno è una delle più felici della letteratura siciliana e nazionale. Basti pensare a Cenere, romanzo bellissimo (pubblicato dalla e/o, vincitore del Premio Chianti) che si caratterizza per il linguaggio ricco e la storia coinvolgente ambientata nella provincia italiana del Seicento, oppure a In una lingua che non so più dire (anche questo edito dalla e/o), romanzo incentrato sul viaggio a ritroso, dal Continente alla Sicilia, compiuto da un magistrato siciliano sessantenne. Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Laureata in giurisprudenza, ha sempre affiancato allo studio del diritto la pratica della scrittura. Dal 1994 vive e lavora a Roma.

- Tea, cosa succede a una siciliana che – dopo tanti anni di vita isolana – si trova a vivere a… caput mundi?
Succede che passa a un dimensione, soprattutto mentale, diversa. L’isola è un mondo a sé, con i confini segnati dall’acqua e dunque illimitati, aperti a ogni possibilità di viaggio o di fuga ma, appunto, mondo a sé, con prerogative che la rendono unica. Roma, invece, è città dall’ampio respiro sia metaforico che reale. Offre occasioni concrete di confronto, la libertà di spaziare dal cinema alla storia, all’arte, alla letteratura col semplice andare per le sue strade, sostare nelle sue piazze, arrancare per i cunicoli sotterranei che svelano itinerari stravaganti, talvolta da brivido. In questa città ti succede di sentirti partecipe di una realtà più grande, che però non diventa invasiva: puoi conservare il silenzio e la concentrazione che ti servono per lavorare, puoi unirti alle tante voci che raccontano il mondo e le sue genti, puoi aprirti al mondo e alle sue genti pur mantenendo le tue radici isolane e quindi quelle prerogative di distanza e di distacco che ti gratificano di una visione più limpida.
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95. Per un momento

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 10, 2011

da qui

I tre quadretti coi profeti la sbirciano con indulgenza. Forse per questo Chochana ha deciso di aprire il quaderno che Yehochoua ha lasciato lì – per la fretta? la stanchezza terribile di questi giorni? Ha il cuore in gola mentre solleva la copertina coi gigli fiorentini, in contrasto curioso con la prevedibile intensità del contenuto. Leggi il seguito di questo post »

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94. Altissimo

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 9, 2011

da qui

- Ciechi! Siete ciechi!
Questo è il migliore di tutti: Ismail è incantato di fronte all’edificio che sembra un castello luminoso, alla piscina in cui si riflettono i colori, al giardino traboccante di piante di ogni foggia.
- Fino a quando dovrò sopportarvi! Assetati di sesso e di potere, schiavi del denaro e del successo!
Le sale lussuose sono separate da archi di pietra o in vetro. Leggi il seguito di questo post »

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Costi della politica: tutti i tagli che si possono fare subito – di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Pubblicato da Giovanni Nuscis su agosto 9, 2011

Vogliono la fiducia dei cittadini in questo momento nero? Se la guadagnino. Il governo, la maggioranza e la stessa opposizione non possono chiedere un centesimo agli italiani senza parallelamente (anzi: prima) tagliare qualcosa di loro. Conosciamo l’obiezione: non sarà un taglio di 1000 euro dallo stipendio reale (l’indennità è solo una parte) di deputati e senatori a risolvere il problema. Perfino se tutti fossero condannati a lavorare gratis risolveremmo un settemillesimo della manovra. Vero. Ma stavolta non hanno scelta: è in gioco la loro credibilità.
Per partire devono aver chiaro un punto: il perfetto è nemico del bene. In attesa di una ridefinizione generale dello Stato (campa cavallo) certe cose si possono fare subito. Alcune simboliche, altre di sostanza. Leggi il seguito di questo post »

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“Revenant: a volte ritornano” – Intervista a Giovanni De Matteo

Pubblicato da giovanniag su agosto 9, 2011

Da Uno strano attrattore

Introduzione di Giovanni De Matteo, co-fondatore del movimento connettivista

Intervista di Antonio Cerrato e Julian Shabi

Prima della pausa agostana (che, se mi riesce una sorpresa per i lettori del blog, pausa non sarà per lo Strano Attrattore), mi preme tener fede a una promessa fatta a due studenti della facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Antonio Cerrato e Julian Shabi. I due intraprendenti giovani hanno deciso, bontà loro, di intervistarmi sulla genesi dei racconti di Revenant per la tesina che hanno poi presentato con successo al corso di Antopologia Culturale del prof. Vincenzo Padiglione.

La lunga conversazione, tutta svolta via e-mail la scorsa primavera, è andata a costituire l’ultima sezione del loro saggio, che ha analizzato il fenomeno dei non-morti nell’immaginario degli ultimi decenni, oltre che sul fronte letterario anche su quello televisivo (con la serie Ghost Whisperer – Presenze), cinematografico (con il film The Others) e musicale (il videoclip di Michael Jackson per Thriller). Sono particolarmente contento per loro del risultato, per cui ho pensato con il loro consenso di pubblicare la parte che mi riguarda, in cui vengono affrontati temi di più ampio respiro, sia in ambito letterario (la fantascienza, il fantastico, il connettivismo) che “antropologico” (l’influenza delle leggende della tradizione sull’immaginario dello scrittore), prima di incentrarsi sull’antologia e la sua struttura. Leggi il seguito di questo post »

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93. Ancora nuvole

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 8, 2011

da qui

Siedono in silenzio, uno di fronte all’altro. Shime’on guarda i lastroni in pietra del muro, che a un tratto s’interrompono scoprendo il cielo azzurro; Eleazar conta le foglie della grande quercia che esplode come una nuvola aromatica.
- Dimmi sinceramente cosa pensi.
- Quello che pensi tu. Leggi il seguito di questo post »

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La versione di Giuseppe – Poemetto per don Tonino Bello

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 8, 2011

FESTIVAL IL MONTESARDO – Musica Antica, Teatro e Poesia –

Dodicesima edizione, 2011

Regione Puglia, Città di Alessano, Accademia di Terra d’Otranto

Direttore artistico: Doriano Longo

31 AGOSTO – Piazzetta Santa Maria del Foggiaro, Alessano (Lecce), ore 20.30

LA VERSIONE DI GIUSEPPE – Poemetto per Don Tonino Bello

Lettura di Ippolito Chiarello con musiche di Rocco Nigro (fisarmonica)

*** Leggi il seguito di questo post »

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L’innamoramento del diverso

Pubblicato da lapoesiaelospirito su agosto 8, 2011

di Gloria Gaetano

Dacia Maraini, La seduzione dell’altrove, Rizzoli, Milano, 2010

Salgo per le stradine di Erice, la bella e vivace cittadina fenicia dall’acciottolato un po’ impervio per i miei tacchi. Tra poco assisterò allo spettacolo “Passi affrettati”, di Dacia Maraini e la rivedrò dopo tanti anni, un po’ cambiate entrambe, ma con la stessa energia e volontà combattiva delle vetero-femministe. Leggi il seguito di questo post »

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92. Colpi

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 7, 2011

da qui

Il poliziotto ha la pistola in mano, il dito sul grilletto, lo sguardo fisso sul bulldozer. Allunga le braccia, le mani sono unite, strette all’arma; la nuca è rasata e la camicia bianca.
- Ho bisogno di parlarti.
- Ti sento agitata, Magdalenne.
Un uomo, con la maglietta blu, grida qualcosa nel telefonino; più avanti c’è un soldato col casco e la giacchetta neri. Leggi il seguito di questo post »

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91. Nel punto finale della storia

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 6, 2011

da qui

- Hadas, che ci facciamo qui?
- Dobbiamo prendere confidenza con il posto, Tsion.
- Non ti starai mica convertendo?
- Non fare dello spirito, Rabi: la faccenda è seria. Leggi il seguito di questo post »

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BALLABILE TERREO, di Laura Liberale

Pubblicato da enrico de lea su agosto 6, 2011

Di Ballabile terreo, di Laura Liberale, pubblicato da D’If edizioni (2011, Napoli), ho avuto la fortuna di assistere ad una anticipazione pubblica, ovvero alla lettura di estratti da parte dell’autrice, nel corso del Premio Miosotis 2010, nella cui occasione il libro è stato premiato.

L’occasione alta di questa silloge-poemetto è fornita dalla scomparsa, per malattia, del padre Alberto, di cui già il titolo “Ballabile terreo”, coraggioso e vertiginoso anagramma del nome-e-cognome, reca traccia, forse testimonio di un legame quasi “plantare” al suolo della terra viva (e il ballo è questo, legame e scioglimento dal peso del legame, affondamento ctonio e trascendere aereo); un ballabile che ci piace rassomigliare al ballabile delle musichette da fisarmonica diatonica dell’antica provincia italiana. Leggi il seguito di questo post »

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90. Quel tutto

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 5, 2011

da qui

Gad ha un’espressione enigmatica, mentre mastica gli gnocchi di patate: inquadra l’angolo bar, moderno come tutto il resto; dal soffitto pendono due lampade enormi e stilizzate; sulla destra, in fondo, c’è una specie di vetrina in cui non riesce a distinguere gli oggetti, di colore scuro. Avigail ha un’aria agitata: i grandi occhiali scuri non riescono a nascondere il nervosismo che irrigidisce i muscoli e la costringe a battere le dita sul tavolo di legno. Leggi il seguito di questo post »

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Ibrahim Qashoush in memoriam

Pubblicato da sgolisch su agosto 5, 2011

 

Il 5.7.2011 il poeta e cantautore siriano  Ibraim Qashoush fu assassinato dalla polizia del regime. Fu trovato morto, con la gola tagliata, nel fiume Al-Assi. Il Pen Club International denuncia il fatto e  ricorda con il seguente testo di una sua canzone il fatto che in molte parti del mondo la parola è minacciata dalla morte.

 

Syria is longing for freedom

Syria is demanding freedom

We will oust Bashar

With our strong will alone

 

We are Muslims and Christians

Demanding freedom

Greetings to Daraa city

Who started this peaceful uprising

 

When we demanded freedom

They called us terrorists

When we demanded our rights back

They called us fundamentalists

 

It is written on our national flag that

Bashar has betrayed the nation

It is written on our flag that

Our aim is bring the regime down

It is written on our flag

That Syrian state-owned media is damned

Death rather than humiliation

Syria is looking for freedom

 

 

La Siria ha sete di libertà
La Siria chiede la libertà
Cacceremo via Bashar
Tramite la sola nostra volontà
Siamo mussulmani e cristiani
E chiediamo la libertà
Saluti a Daraa City
Dove la ribellione pacifica è cominciata

Quando chiediamo la libertà
Ci chiamano terroristi
Quando chiediamo di ridarci i nostri diritti
Ci chiamano fondamentalisti

E’ scritto sulla nostra bandiera nazionale che
Bashar ha tradito la nazione
E’ scritto sulla nostra bandiera che
il nostro obiettivo è di far cadere il regime
Sta scritto sulla nostra bandiera
Che i media statali siriani sono dannati
Piuttosto la morte che non l’umiliazione
La Siria ha bisogno di libertà

Dalla traduzione inglese (l’originale è in arabo) di Ghias Aljundi) tradotto in Italiano da Stefanie Golisch

Pubblicato in: Letture | 1 Commento »

 
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