La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per agosto 2011

89. Ha – Motsa

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 4, 2011

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E’ un altorilievo senza pretese di originalità: due personaggi colti nel momento del massimo stupore, davanti a un terzo a braccia aperte, con le palme rivolte verso l’alto; lo sfondo dorato ricorda che una presenza preziosa si rivela nel momento in cui meno te lo aspetti. Leggi il seguito di questo post »

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Aa.Vv, “C’era (quasi) una volta”

Pubblicato da francesco sasso su agosto 4, 2011

Si chiama C’era (quasi) una volta la raccolta di fiabe (o quasi-fiabe) appena uscita per la Senzapatria Editore. Il volume nasce da un’idea di Marino Magliani.

Dal sito dell’editore:

«Tutti i profitti derivanti dalla vendita saranno devoluti a NutriAid, un’organizzazione umanitaria indipendente, nata nel 1996, con sede nazionale a Torino e sedi locali in varie regioni d’Italia. NutriAid opera in Rwanda, Senegal, Madagascar e Repubblica Democratica del Congo dove costruisce, ripristina e coordina centri intensivi di lotta contro la malnutrizione infantile severa e cronica, per il trattamento del disequilibrio ponderale nei bambini. Realizza interventi sanitari attraverso la propria unità medico-scientifica inviando equipe mediche specializzate. Attua programmi di sicurezza alimentare operando in partnership con importanti istituzioni internazionali, sostiene le famiglie in progetti di sviluppo agricolo e allevamento per prevenire le ricadute ed emergere dalla fame e dalla povertà.

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Da Somewhere ai TQ

Pubblicato da krauspenhaarf su agosto 4, 2011

di Franz Krauspenhaar

Stanotte su Sky ho visto l’ultimo film di Sofia Coppola, Somewhere. Non vado più al cinema, è una perdita di tempo. E’ un pò come andare allo stadio: con tutte le partite visibili sul piccolo schermo perchè pagare il biglietto, lo spostamento, perdere tempo? La tv satellitare ha dato il colpo mortale al calcio dal vivo e al cinema sul grande schermo. E così sia, anche perchè il mondo è cambiato, e soprattutto si è involgarito, e no di certo perchè si dicono più parolacce in pubblico. Quando qualche anima bella mi accusa  di cattivo gusto spiego che simile categoria appartiene ai borghesucci del dopoguerra, o agli arricchiti dell’oggi, quelli che comprano i loro quadri a Telemarket. I clienti di un demente della pittura come Mark Kostabi. Tornando a me, stanotte, insonne come sempre, ho visto Somewhere. Leggi il seguito di questo post »

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88. Insostenibile

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 3, 2011

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Avviene tutto in un momento: la serenità interrotta – il tavolo, i quadri appesi alla parete, il vaso nella nicchia, le immagini che rassicurano la mente -, gli uomini dal volto coperto fanno irruzione senza dire una parola – oltre la finestra, l’albero è immobile, come Myriam e Chochana, che rimangono di sasso -, avevano finalmente convinto Magdalenne – diciamoci tutto, dobbiamo uscire da questa situazione, Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.79: Il mistero dell’organo di Melegnano. Gabriele Prinelli, “La mano dell’organista. Melegnano 1817″

Pubblicato da giuseppepanella su agosto 3, 2011

Il mistero dell’organo di Melegnano. Gabriele Prinelli, La mano dell’organista. Melegnano 1817, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009

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di Giuseppe Panella*

La scena è a Melegnano, in provincia di Milano, in epoca postnapoleonica. Gaspare, un giovane artigiano specializzato nella riparazione di organi antichi trova nelle canne di quello della chiesa del paese che sta per sostituire con uno nuovo delle ossa appartenenti a una mano umana (in principio aveva pensato che fossero quelle di un piccione che vi era finito per caso e vi era morto). Dopo aver consultato il medico Federico detto il “Malsano” (per il suo aspetto fisico non dei migliori), la sua ipotesi viene confortata dalla diagnosi anatomica di quest’ultimo. Ma come erano finite quelle ossa in un luogo dove nulla avrebbero avuto a che farci? Per tutto il romanzo, Gaspare cerca la risposta a questa domanda che, alla fine, si trasformerà in una storia tra il macabro e il fiabesco, di quelle che, una volta, si raccontavano davanti al fuoco nelle lunghe e implacabili sere invernali.

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Preposizioni

Pubblicato da robertorossitesta su agosto 3, 2011

Sento rimbalzare da un mezzo di informazione all’altro la notizia di una mazzetta nascosta in una scatola “di” scarpe, e spero che quelle scarpe, verosimilmente più di un paio, non fossero usate: dal momento che sarà pur vero che il denaro non ha odore ma tutto ha un limite, anche le espressioni proverbiali.
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87. Chi non odia

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 2, 2011

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Lo chiamano Santa Maria del Tremore: è un piccolo santuario eretto sul colle da cui i concittadini volevano gettare giù il Mashiah. All’ombra di due grandi alberi si contempla la costruzione in pietra, con un arco da cui si affaccia un angolo di azzurro.
- Me lo immagino, mentre prende il rotolo del profeta e legge il brano. Leggi il seguito di questo post »

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Lampedusa, 1 agosto 2011

Pubblicato da robertoplevano su agosto 2, 2011

(foto ANSA)

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Provocazione in forma d’apologo 203

Pubblicato da robertorossitesta su agosto 2, 2011

“Ossessione” è una parola anche troppo gentile. Significa “assedio”. Significa che siamo asserragliati dentro mura e combattiamo da eroi per difenderle dagli altri che premono dall’esterno. Ma spesso le cose stanno in modo ben diverso, e la parola che si dovrebbe usare, se non fosse logorata e deformata dall’uso religioso che ne è stato fatto, sarebbe “possessione”.
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Pubblicato in: Roberto Rossi Testa, Scritture | 15 Commenti »

86. Senza più parole

Pubblicato da fabrizio centofanti su agosto 1, 2011

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Il deserto inquieta: ricorda che esiste un punto vuoto, senza appigli; le sicurezze franano, come rocce trasformate in sabbia cotta dal sole. I monti, sullo sfondo, sono un altro ostacolo alla vita; o forse il segno che esiste un aldilà nell’aldiqua, una speranza che non riesce mai a morire. Le chiamano rovine di Qumran, ma c’è da chiedersi cosa non sia rovina di quanto nasce dalle mani umane. Shlomstione lo sa bene: per questo tocca una spalla di Yeohochoua, con la certezza di colpire. Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.75: L’avvento del Numinoso. Renzo Ricchi, “Eternità delle rovine”

Pubblicato da giuseppepanella su agosto 1, 2011

L’avvento del Numinoso. Renzo Ricchi, Eternità delle rovine, con un’ Introduzione di Gualtiero De Santi, Borgomanero (NO), Giuliano Ladolfi Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*


Eternità delle rovine è un libro malinconico e desolato ma non disperato. Già nella nozione stessa di eternità si dà spazio a un’illusione attiva e non rinunciataria – quella della possibilità sempre presente che ciò che perisce e transita in modo apparentemente irreversibile sia destinato a durare anche se in un’altra dimensione (un’altra vita forse). Inoltre è pur sempre l’eternità (e quindi la sua non numerabile durata) a essere in primo piano rispetto alla pesante fragilità delle rovine.

Come recita la poesia che dà il titolo alla raccolta:

«Non c’è più rumore. / Uomini qui risero e piansero / bambini nacquero e giocarono / si guardarono attorno sorridenti / senza sospetti / pieni di fiducia / ragazze in fiore / illuminarono lo spazio. // Come lontano / l’urlo del cacciatore antico / che uccise il primo cervo / il grido che scosse la foresta / smorzò il brusio della natura. // Niente più. / Solo il vento resta / i profili delle colline / l’orizzonte / il cielo aperto / gli alberi immoti. // Creature e cose / s’inoltrarono impotenti / nel silenzio. // Silenzio / sacro velo che occulti / le orme perdute della vita. // Oh l’eternità delle rovine !» (pp. 14-15).

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Anna Maria Carpi, L’asso nella neve (Transeuropa, 2011)

Pubblicato da rmorresi su agosto 1, 2011

 

 

A come appaio non ci fate caso.

Non sono io,

si sa che io è un altro.

Non mi lasciate il posto sul metrò

e le carte d’argento non le voglio,

preferisco pagare, stare in piedi.

Vecchiaia? È l’Himalaya, il Tibet,

una divisa che non posso indossare.

La mia taglia non c’è,

io non ho fine.

Se solo avessi uno, un altro, un solo

che ci crede con me.

 

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Tappa vomito n. 2

Pubblicato da paolocacciolati su agosto 1, 2011


-Come ti senti?- mi fa la nostra Brunetta.
-Bene-, la prima bugia di oggi.
Del resto se tra poco starò male è solo colpa mia. Mia, e del gelato Coppa dei Campioni. L’hanno fatta bicolore, bianco e nero, panna e cioccolato. Forse è per via dei colori della nazionale tedesca, quella che quest’anno ha vinto i Mondiali. Peccato, che a me piaceva di più l’Olanda e quei cappelloni dei suoi giocatori.
La nostra Brunetta me l’ha detto, che mi avrebbe fatto male. Ma io no. A insistere che lo volevo, quando ci siamo fermati al bar della pompa, con la foto del gelato nel cartello di metallo sul frigo.
D’ora in poi, ne sono sicuro, la nostra Brunetta si volterà in continuazione per chiedermi come sto. Ed io, sul sedile di plastica rossa, con l’asciugamano pronto accanto, a tornare a mentire.
Adesso che il Pilota ha imboccato l’autostrada della Morte, il gelato inizia a girarmi sullo stomaco. Noi dentro la centoventotto blu. Fuori il sole a cuocere il tetto.
-Pensa a qualcos’altro- mi fa la Brunetta.
Ecco, me l’ha detto un’altra volta. Che poi mi ero già distratto per conto mio, senza bisogno che me lo ordinasse lei, tanto l’Autostrada della Morte di distrazioni ne offre un sacco. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Paolo Cacciolati, Racconti | 6 Commenti »

 
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