La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

I soldi

Pubblicato da Emanuele Kraushaar su settembre 23, 2011

 

di Emanuele Kraushaar
A me i soldi fanno schifo, infatti quando ho qualche soldo tra le mani, lo faccio sparire.  Se si tratta di banconote, le straccio. Se sono monete, me ne invento qualcuna. Tengo con me solo i soldi che mi servono per vivere. Tutto il resto lo anniento, perché proprio non sopporto la sola idea di accumulare denaro. Oggi prendo una banconota da cento euro e la butto nel water e tiro l’acqua. La banconota fradicia torna su. Allora la riprendo e la straccio. Poi un mucchio di monete da un euro e altre da cinquanta centesimi, impilato su uno dei ripiani della libreria, lo getto dalla finestra. Io abito al secondo piano di un palazzone grigio e cupo come me. Sento un urlo e chiudo la finestra. Sono eccitato e così apro una cassetta dove tengo una banconota da cinquecento euro. Prendo le forbici e inizio a tagliarla immaginando che soffra. È venuto il momento di togliersi di torno i macigni. Mentre riduco la banconota in coriandoli, suonano alla porta. Dalla sorpresa mi ferisco il dito ed esce un poco di sangue. “Non chiudono mai il portone” penso e, come in automatico, vado ad aprire. Il tipo che entra ha una ferita sulla testa, in mano alcune monete che mi lancia addosso. Io cerco di difendermi con i brandelli della banconota. Ma non c’è niente da fare: vengo colpito in più parti. Prima di gettarmi nel vuoto, prendo una moneta da cinquanta centesimi e provo a mangiarla. A me i soldi fanno schifo, l’ho detto e mi faccio schifo anche io e il palazzone grigio e tutto il resto. Mentre casco sulla strada come un peso morto, la moneta mi si ficca dentro la gola una volta per sempre.

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