La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Provocazione in forma d’apologo 204

Pubblicato da robertorossitesta su ottobre 4, 2011

Mi diceva sempre che ero vanitoso perché ogni volta che mi imbattevo in uno specchio mi ci guardavo dentro. Proprio lei.

Proprio lei che nelle stanze degli specchi ci trascorreva gran parte dell’esistenza, e che non ignorava che il fine del mio rimirarmi era capire chi fossi e, prima ancora, “se” fossi qualcuno o almeno qualcosa.
O era proprio quello a infastidirla?

17 Risposte to “Provocazione in forma d’apologo 204”

  1. elisabetta detto

    …già…se fossi….
    grazie rob, di prima mattina, cristallizzi il tempo.
    un abbraccio
    eli

  2. NON MI CONOSCO

    In un tempo lontano mi pareva
    di conoscere il mio volto interiore.
    Credevo di sapere
    chi fosse quell’amara, triste effigie
    manifesta per gli occhi trasparenti;
    chi quella fioca immagine riflessa
    dallo specchio dell’anima.

    Ora non so chi fui, non so chi sono.
    Incerto è tutto, incerta
    anche l’amara immagine
    che allora riconoscere sapevo.

    Era “mia” la tristezza
    dipinta in quell’effigie, in quelle ombre
    svelate dai miei occhi, n’ero certa.
    Il mio Ego potevo ravvisare,
    pur chiuso dentro l’anima e la mente:
    identità scolpita nel mio petto
    senza vana incertezza.

    Identità svanita
    è questa mia diuturna scontentezza
    di me, dei miei pensieri, del mio tutto.
    Non so più chi io sia. Non mi conosco.

    Giorgina Busca Gernetti

  3. ilaria detto

    bello.poche righe in cui specchiarsi.
    un caro slauto.

  4. robertorossitesta detto

    Cara Eli,
    magari! Il tempo ci sfugge tra le dita, sia pure in cristalli.
    Raiabbraccio,
    Roberto

  5. robertorossitesta detto

    Cara Giorgina,
    “non so(n) chi fui”.
    Ah questi echi, questi frammenti con cui puntelliamo le nostre rovine.
    Un caro saluto,
    Roberto

  6. robertorossitesta detto

    Cara Ilaria,
    specchi appannati, incrinati, in cui l’enigma non si svela.
    Un caro saluto a te,
    Roberto

  7. Anna Maria detto

    Mi pare che la provocazione metta in rilievo il ruolo di crocevia della stanza degli specchi. Resta il dubbio se soffermarcisi, attraversarla o accettarne l’esclusione. Un caro e grato saluto.

  8. robertorossitesta detto

    Cara Anna Maria,
    quello da te rilevato è un elemento che mi sta particolarmente a cuore: non a caso i pittori in genere preferiscono vedere il loro soggetto attraverso uno specchio.
    Un secondo elemento è che, specie a una certa età, il riconoscimento di sé non passa più (principalmente) per l’altro, ma per un terzo che trascende entrambe le parti in causa.
    Un caro e grato saluto a te,
    Roberto

  9. Carla detto

    io credo che, eliminati gli epecchi, l’anima potrebbe finalmente emergere.

  10. Carla detto

    volevo scrivere specchi, pardon :-)
    Buon giorno Roberto

  11. robertorossitesta detto

    Cara Carla,
    lo credo anch’io, ma non si tratta di eliminare qualcosa bensì di compiere passo dopo passo l’intero percorso.
    La visione faccia a faccia è un punto d’arrivo, e forse non per tutti.
    Buon giorno a te,
    Roberto

  12. matteotelara detto

    Caro Roberto, questa è decisamente una delle tue migliori. E forse, anche la mia preferita. Un caro saluto.

  13. la vita è una questione di prospettive e qui risulta chiaro, Roberto.

  14. robertorossitesta detto

    Caro Matteo,
    vedo che anche gli amici prediligono il taglio breve e, pur nella problematicità, netto.
    Grazie e un caro saluto a te,
    Roberto

  15. robertorossitesta detto

    Caro Fabrizio,
    è così, anche se mi ostino a credere che non tutte abbiano lo stesso peso.
    Un abbraccio,
    Roberto

  16. lp detto

    Lo specchio davanti a cui ci stiamo facendo la barba è freddamente maligno, poiché l’unica cosa che aspetta è di vedere se ci tagliamo.
    Ramon Gomez de la Serna

  17. robertorossitesta detto

    Gentile Lorepat,
    a scanso d’incidenti non mi rado da un sacco d’anni.
    Un caro saluto,
    Roberto

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