La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Marco Simoncelli

Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 24, 2011

da qui

Si può morire in molti modi, credo,
chissà perché c’è un modo che fatichi
ad accettare, forse perché vivi
rischiando e quando rischi
ti sembra d’essere immortale,
perché la morte a ventiquattro anni
è un’amica troppo seria, noiosa
per i tuoi capelli ricci, per le tue
tute sgargianti, per le tue risate
di marziano veloce come il vento
dalla voce squillante, dal cavallo
sempre pronto a imbizzarrirsi, a fare
quello scatto di reni che lo porta
sulla luna, perché dopo l’impatto
dove puoi essere volato, Marco,
se non sulla luna dove rincorri
l’ultimo dei sogni, dove i riccioli
sono fatti di stelle e di pianeti,
dove non vivi se non sei un po’ matto,
dove si cade e si rimane in piedi.

26 Risposte to “Marco Simoncelli”

  1. M&C detto

    Ieri, quando ho appreso questa notizia, sono rimasta molto colpita; come si può morire a 24 anni? Ed in maniera così repentina? Davvero sembravi “immortale”, così sorridente e pieno di vita…
    Un attimo prima dai un bacio alla tua fidanzata, con tenerezza la saluti per rincorrere un sogno di gloria, subito dopo invece, dietro la curva, trovi la morte ad aspettarti, crudele…
    Questo è sicuramente “un modo (di morire) che fatichi ad accettare”, più di altri.

    Grazie don Fabrizio per il tuo cuore ed il tuo animo sensibile!

  2. Raf detto

    Si può morire in molti modi,credo,chissà perchè c’è un modo che fatichi ad accettare……

    Forse mi sbaglio,ma secondo me ,in qualsiasi modo si muore ,la morte è sempre difficile da accattare.Alla morte non si è mai preparati ,neanche quando uno se lo aspetta, perchè provoca un distacco lacerante con la persona che hai sempre amato
    Se comprendessimo che la morte è sempre qui, nascosta dietro l’angolo,forse impareremmo a vivere la vita ,apprezzando quello che abbiamo e non ci limiteremmo a vivere soltanto,facendoci schiacciare dai continui impegni quotidiani.In questo modo non si avrebbero rimpianti per ciò che non si è fatto o detto ,quando se ne aveva la possibilità,ma solo dei bellissimi ricordi, che ti accompagnano nei momenti come questo cosi difficili da accettare.

  3. paola detto

    Ieri x me doveva essere un’occasione di grande gioia ed emozione: Maratona di Lucca. Giornata stupenda e tanta voglia di battere il personale (2h52′). Corro bene e chiudo in 2h48’58″! Poi la notizia della tua scomparsa e mi crolla il mondo addosso! E allora capisco che ieri mattina sei stato tu ad affiancarmi, caricarmi sulla tua due ruote e farmi volare fino al traguardo….grazie mio unico e magico SIC…grazie per tutte le emozioni e le risate che ci hai donato! Sarai sempre nei nostri cuori…indimenticabile…incancellabile…
    Paola

  4. “Muor giovane colui che gli dèi amano” (Menandro,111 K.-Th)
    “Muor giovane colui ch’al cielo è caro” (Giacomo Leopardi, “Amore e morte”).

    Sono parole poetiche, ma difficili da accettare di fronte alla morte di Marco Simoncelli.

  5. pamela detto

    La velocità su due e quattro ruote, si sa, è rischiosa.
    Penso che i piloti siano tra quegli atleti in cui la passione e la dimensione sportiva restano sempre predominanti su tutto, su qualsiasi fattore.
    Marco Simoncelli era un campione e un ragazzo simpatico e spontaneo, sempre una gran bella cosa nel mondo dello sport milionario.
    Me lo voglio immaginare anche io mentre impenna sulla luna..
    A noi restano il suo talento, il suo sorriso e le lacrime del suo amico Valentino Rossi.

    E’ una poesia tenerissima, grazie Fabri.

    Grazie anche dell’accompagnamento musicale: Ayrton Senna è uno dei miei campioni preferiti.

  6. Roby (s.d a.) detto

    Disposti a morire per inseguire un sogno, pur sapendo quali sono i rischi a cui si va incontro, consci di buttare le braccia al cosllo del rischio estremo, quello irreversibile, su questo mondo. Non sempre chi resta se ne fa una ragione, è capace di comprendere quella gioia e quell’istinto, quell’emozione così forte che viaggia leggera oltre ogni confine

  7. Stella Maria detto

    La morte a 24 anni è sempre una sorpresa e fa tanto rumore qualunque sia il tuo nome e la tua notorietà. Di fronte alla morte non c’è che il silenzio, si, è vero, ma io credo che invece la morte voglia parole siano esse di rabbia, di disperazione, di dolore, incredulità, amore. Parole vere, che abbiano il giusto spessore che l’evento più importante della vita merita. Sono convinta di questo da un po’, forse perchè la morte mi ha sfiorato, mi ha camminato accanto prendendo le persone a cui voglio bene o semplicemente perchè quando si fa molto buio io vorrei solo il suo abbraccio e lei mi sfugge che non è tempo.
    La morte a 24 anni è una sorpresa e penso che fra i tanti modi di morire in fondo il tuo sia uno dei più belli, morire mentre fai ciò che ami, mentre insegui un sogno e ne vivi il percorso e l’attimo per raggiungerlo, spesso si muore quando i nostri sogni sono già morti oppure non sono ancora stati sognati.
    Allora che il silenzio lasci spazio alle parole, parole belle come quelle scritte qui, spontanee perchè sono di un uomo e non del sacerdote che deve trovarle, parole Marco, ora che sei sulla luna o fra le braccia di Dio, ora che sei stelle e pianeti, aria, terra, acqua, vento e fuoco, ovunque o in un solo posto, ora che sei poesia che non sarebbe mai stata scritta, che non avremmo mai letto, un cuore che non si sarebbe fermato e aperto se non ci fossi tu, presente ai nostri occhi nel preciso istante in cui sei andato via. Parole per mamma e papà che invece che abbracciarti d’ora in poi possono solo accarezzare una fotografia, gigante come il dolore di un figlio che non è più qui ma c’è, ora e sempre.
    SM

  8. fabio detto

    com’è difficile ringraziare Dio per averci donato la tua gioiosa presenza in questo momento in cui se l’è ripresa.
    la maggior parte ti ha conosciuto grazie al motociclismo; ora ti piangono insieme a coloro che ti sarebbero stati vicino anche senza la tue imprese e che forse adesso stanno maledicendo la tua “passione”
    non possiamo però dimenticare la tua faccia pulita di grande esempio per i ragazzi di oggi
    ho perso un cugino di 15 anni per un incidente in moto; sulla semplice lapide c’è scritto “…eri come il vento e in un soffio te ne sei andato….” ecco sta molto bene anche per te

  9. Vale detto

    Non ti ho conosciuto, Marco ma ho conosciuto e toccato con mano, a suo tempo, quanto cuore c’è in voi ragazzi che correte sulle due e quattro ruote. Ho condiviso con voi la voglia di gareggiare, di sfidare di essere. Ho condiviso le vostre delusioni, le vostre amarezze e i vostri dolori. Ho condiviso con voi altre perdite, Ayrton e Stefano. Ho visto sempre il segno della croce fatto con la mano inguantata prima del via!
    Vi ho iscritti, seguiti e premiati. Volevi salire sul gradino di mezzo, il più alto del podio, ci sei riuscito Marco, sei volato alto con la tua moto, ora sei a cavallo della luna che ti dondola in una eterna ninna nanna!

  10. RossellaT detto

    Ci sono passioni pericolose ma per le quali vale la pena vivere. La tua è stata una vita breve ma intensa, è volata via in un attimo ma resterà per sempre nei cuori di molti.

    Grazie don! in una vita frenetica dove ogni evento ci colpisce giusto il tempo di passare alla notizia successiva, al nuovo titolo di prima pagina, tu lo sottolinei con sensibilità e poesia, ci fai soffermare e ci porti a riflettere sul vero senso delle cose, della vita.

  11. Marco simoncelli resterai per sempre nei nostri cuori,

  12. Saper adeguare la propria scrittura al tema trattato
    è roba da veri artisti.
    Veloce, banale, epica, superflua:
    proprio come la morte di un motociclista
    a trecento all’ora.

  13. cinzia detto

    “Un battito di ali, un soffio di vento” e tu non ci sei più a rallegrare le nostre domeniche con le tue splendide imprese, le tue risate allegre e divertite, la tua chioma indomabile, il tuo accento simpaticissimo… difficile da credere, ma non avremo più la gioia di vederti in sella alla tua moto…Marco sarai sempre nel mio cuore e in quello di tutti coloro che ti hanno voluto bene
    VOLA SIC
    Cinzia

  14. Ema detto

    Anche se per un solo istante, la poesia riesce a rendere accettabile perfino la morte…la vita una somma di istanti.

  15. simone detto

    Caro marco, quando da comprai la mia prima moto mi sono sempre detto che per accelerare invece di usare il polso avrei sempre usato la testa…Tu invece, sono sicuro che hai usato il tuo cuore. sai quante ne diranno su tutto quello che può essere successo….lo sai benissimo, tu sei un campione e di gare ne hai fatte tante. conosci la televisione e tutti quelli che ci sono dietro, che fanno del loro lavoro la rovina, la disfatta, il vittimismo l’esaltazione ma anche l’autoditruzione di quelli come te che inseguono un sogno.su quell’asfalto hai lasciato il mondo terreno, la tua famiglia, tutti i tuoi affetti…ma non l’orgoglio!gli altri avrebbero mollato la moto, sarebbero andati nel ghiaino tranquillamente, Tu no! con il tuo corpo più grosso degli altri hai tentato di ritirare su il tuo cavallo, la tua compagna di sempre, di tante disavventure…Tu cadevi e lei ti dava la forza di rialzzarti a testa alta, anche quando i semimanubri eran spezzati o non riuscivi più a ripartire….sei sempre stato testardo anche quando sapevi che la piggia formava le pozze e Tu?invece di guadagnar dopo il tornante arrivavi come una sassata in staccata senza preoccuparti di cadere…mi dispiace di ciò che ti è accaduto, ma so che in quel momento non hai sofferto… forse forse l’ultima cosa che ti ricordi di aver pensato è che appena finiva la gara andavi a strozzare i meccanici e dir loro di rivedere quella maledetta elettronica di cui parlan tutti….ma quale elettronica,mi ci gioco le palle che Te invece pensavi di andar a vincere e basta.ma sai cosa c’è…. hai fatto bene a pensarlo perchè anche se ora il mondo intero piange la Tua morte sono sicuro al mille per mille che Tu adesso là sù stai già facendo impazzire gli angeli con la tua minimoto…Tu eri un vincente, uno che prima di arrivare anche per ultimo al traguardo avrebbe fatto piangere lacrime di sangue anche al più cazzuto dei piloti…non ti mancava nulla….eri perfetto così.ora vai, insegui le tue curve anche lassù, ricorda che noi da qui giù ti pensiamo sempre anche soltanto quando giriamo la chiave nel quadro della nostra moto…anche quando giocheremo a tombola e uscirà il 58….ciao Marco

  16. Dany P. detto

    Sono profondamente commossa..
    bellissime parole le tue,don,
    il tuo cuore sensibile,grande,
    mentre descrive,con estrema delicatezza
    una realtà inaccettabile,come la morte..
    un volo diverso,più in alto di tutto e di tutti.
    per cui,adesso temo non ci possa essere consolazione..
    ma comunque una certezza..
    quella di correre ancora,
    in un Cielo bellissimo
    dove se cadi,rimani in piedi.

    .

  17. silvia detto

    Non si può non pensare alla fragilità di questa nostra vita, al lampo di questo breve passaggio.

    Per te Marco che ora sei abbracciato dall’Amore.

    http://youtu.be/lB6a-iD6ZOY

  18. grazie di cuore.
    mi piacerebbe farla avere ai genitori, ma non saprei come raggiungerli.

  19. vale detto

    posso provarci io, domani mi attivo e spero di riuscirci
    grazie Fabry

  20. Augusto detto

    Io credo, Fabry, che il Sic fosse troppo felice di vivere. ci sono gioie terrene ,precluse agi dei, così intense da destare la loro invidia.
    questo era il suo caso, ma in realtà non muore chi danza, e lui, con la sua mostruosa moto, danzava, quasi ridicolmente, essendo troppo alto, troppo riccio, troppo sorridente, troppo amato dalla gente, nonostante non avesse ancora vinto una gara in quel circo terribile e spietato che è la motoGP.

    So che tu hai pianto per il suo volo sulla luna. Anch’io.

    Un abbraccio fortissimo
    Augusto

  21. Questa cosa l’ho scritta in un altro blog, di argomento sportivo. Non si vorrebbe mai che le proprie passioni siano mortali.

    Marco Simoncelli è morto pochi minuti fa, sul circuito di Sepang in Malesia. È caduto durante il primo giro della penultima corsa del Mondiale MotoGp 2011 e i piloti che lo seguivano, Colin Edwards e Valentino Rossi, non sono riusciti a evitare di investirlo.
    Domenica scorsa 16 ottobre, sul circuito di Las Vegas, era morto Dan Wheldon durante l’ultima corsa del campionato IndyCar. Alcuni piloti che lo precedevano si sono tamponati, e lui non è riuscito a evitare di tamponare a sua volta, però il contatto delle ruote ha fatto da catapulta e la sua macchina è finita contro il muro perimetrale della pista.
    Entrambi erano piloti di primo piano, vincenti. Abituati a spostare un po’ più in là i limiti dell’umano – che però è un mestiere rischioso.

    La dinamica dell’incidente di Simoncelli è forse spiegabile (ci ha provato a caldo Nico Cereghini su Italia 1, qualche minuto dopo il fatto) con il controllo elettronico della trazione. Quando si cade con una moto in curva, come ha fatto Simoncelli a giudicare dalle immagini che la tv malese ha diffuso, la forza centrifuga tende a spingere via per la tangente sia mezzo sia pilota – e se ciò fosse avvenuto nessuno lo avrebbe investito. Invece la Honda aveva il controllo di trazione, per cui la ruota posteriore ha continuato a girare e ha spinto mezzo e pilota in mezzo alla pista, dove passavano gli altri.
    Il problema è che il controllo di trazione è stato introdotto anche per evitare l’high side, ovvero la modalità di caduta più abituale per molti anni nelle corse motociclistiche (al seguente link c’è la spiegazione che ne dà la Wikipedia). L’high side produceva fratture perché il pilota era proiettato in alto e cadeva scompostamente sulla pista – il controllo di trazione fa scivolare il pilota senza sbalzarlo in alto.
    Uno strumento concepito per aumentare la sicurezza… ha contribuito a rendere mortale una caduta.

    Nel caso di Dan Wheldon a rendere l’incidente mortale è stato il contatto delle ruote, che la auto di IndyCar (così come quelle di Formula 1) hanno scoperte: se una macchina tocca con una ruota anteriore la ruota posteriore di una macchina che la precede, è possibile che il risultato delle rotazioni reciproche produca il decollo della macchina che segue. Anche in questo caso la motivazione del tenere scoperte le ruote è di aumentare la sicurezza, perché si creano vortici d’aria capaci di far diminuire la velocità delle vetture.
    Ma la dirigenza della IndyCar aveva pensato di rendere molto più difficili i contatti tra le ruote facendo costruire alla Dallara, l’azienda che fornisce i telai a tutte le auto di quel campionato, un modello per il 2012 con paratie protettive sulle ruote posteriori.
    Tra i collaudatori del nuovo modello c’era stato anche lo stesso Wheldon… morto nell’ultima corsa in cui si utilizzava il vecchio modello.

    Sia Simoncelli sia Wheldon non erano dei piloti di secondo piano, che rischiavano oltre il loro talento. Simoncelli correva nel motomondiale dal 2002, quando aveva 15 anni, ed era stato campione Mondiale della 250 cc nel 2008. Wheldon si era fatto notare da ragazzo vincendo 8 campionati inglesi di kart, e nella IndyCar ha cominciato a correre nel 2002 a 24 anni vincendo il titolo nel 2005 e 2 volte la 500 miglia di Indianapolis.
    Se c’era qualcuno capace di gestire la velocità e il rischio, erano proprio loro. Non è bastato.

  22. grazie amici.
    mi sembra ci sia poco da aggiungere.
    o piuttosto potremmo aggiungere all’infinito.
    perché ora Marco è nell’infinito.
    magari si potesse fargliela avere, Valeria…

  23. Dadaiva detto

    http://www.marcosimoncelli.it/
    La tua poesia, don, è una soave carezza al cuore… sarà ancora più leggiadra nei cuori dei genitori di Marco.
    Grazie!

  24. Greta detto

    La morte é un evento che ci colpisce sempre, soprattutto quando sopraggiunge per una persona giovane e conosciuta come Marco. Io non sono un’appassionata di motociclismo, ma questo ragazzo mi aveva colpito tantissimo, sin dalla prima volta che l’ho visto in televisione, sono rimasta affascinata dalla sua simpatia e da quel cespuglio di riccioli che aveva sulla testa.
    La sua morte mi ha addolorata tantissimo e non riesco a togliermelo dalla mente, però sono una cattolica praticante e convinta e so che un giorno lo rivedremo. Adesso anch’io gli voglio dedicare una poesia, che mi é sorta nel cuore spontaneamente, e la dedico anche alla sua famiglia, che ha dato a tutti un grande esempio di compostezza e nobiltà.

    Dedicata a Marco Simoncelli

    Quel tragico giorno,
    nella lontana Sepang,
    hai preso commiato,
    da amici, ammiratori
    e da tutti coloro che avevi tanto amato.

    Hai dato un calcio alla vita,
    ma già allontanandoti sapevi
    che non era affatto finita.

    Sapevi che c’é una vita anche nell’aldilà e
    che, certamente, é più bella
    di quella che sta qua.

    E’ vero hai dovuto lasciare tuo padre,
    tua madre, tua sorella ed anche la
    tua amata bella.

    Ma sai che un giorno li rivedrai, che li riabbraccerai
    ma, adesso, non vuoi ceder in malinconie e rimpianti e,
    come quell’eroe che sei sempre stato,
    guardi avanti.

    vedi prati sterminati e giardini belli, vedi Dio, i Santi,
    gli Angeli ed i Cherubini, ai quali sembravi
    aver rubato i ricciolini.

    Saran Gesù e Maria a farti da papà e mamma lassù, mentre
    penseran a consolar la tua famiglia, anche quaggiù.

    Ti vedo, o Marco, scanzonato, allegro e sorridente,
    mentre indossi il casco e sali
    sulla tua moto rombante.

    Il buon Dio, che non ha voluto aspettare tanto,
    per goder del tuo sorriso,
    ti lascia indulgentemente, scorazzar liberamente in Paradiso
    e mentre insegni agli Angeli, come si fa l’impennata,
    trovi pure il tempo, per convincer qualche Santo, a farsi
    con le carte, una giocata.

    Mi par di sentirti mentre dici:
    “Si, sto in Paradiso e vi aspetto tutti e
    prego per voi ogni giorno,
    vi tengo nel cuore e vi sto vicino
    con il mio profondo amore.

    E mentre vi aspetto tutti qui,
    estasiato mi guardo attorno,
    vedo cose che non avrei visto sulla terra,
    qui non ci sono brutture, tragedie e malattie,
    sarò sempre giovane, in forma e bello.

    E, mentre scorazzo con la mia moto, in
    compagnia degli Angeli e dei miei amici cherubini,
    ridendo da matti come dei bambini,
    mi sento felice e puro,
    mi sento libero come uno splendido uccello
    E spalancando le braccia, torno a ripetere all’infinito:
    “Diobò che bello!”.

    Ciao Sic!

  25. Marco rimarrà sempre nostro fungo e non dimenticherò mai la sua risata che ha aperto la porta a tutto cuore lui.
    Il mondo ha perso un grande pilota automobilistico Motorsport e un popolo molto speciale, super simpatico, un riccio angeli.
    Non dimenticherò mai voi.
    Per onorare il Marco, ho pubblicato una pagina memorial per lui su Internet, ognuno è un caloroso benvenuto.
    http://Ciao-supersic58.jimdo.com/
    Ciao Marco, r.i.p Super SIC

  26. Lorenzo detto

    Super Sic,tu che alla domenica ci facevi sognare con i tuoi sorpassi,con le tue impennate.Io non so più come fare senza di TE!!!! Marco io,ma non solo io,TUTTI NOI ti vogliamo e ti vorremo PER SEMPRE un MONDo di BENEEE!!!!!!! Ti ricorderemo PER SEMPRE nei nostri CUORII!! Ciao Super Sic,riposa in pace.

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