La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per ottobre 2011

Roberto RAIELI – Poemi muti

Pubblicato da Giovanni Nuscis su ottobre 2, 2011

ho contato tutte le foglie
di questo ramo di ulivo
che separa i miei occhi dal resto
la mia vista è sfocata da rivoli tossici
ossessionata dall’invidiare la luce
che buca questo tetto ai miei sogni
l’universo è di là dal mio corpo
sceglie i più adatti i pazzi i curiosi
i giganti hanno lo sguardo oltre il mondo
il sole tramonta aiutato da Dio
vende pace inattesa ai miei sforzi
tutto si arrende al nero uniforme
anche se tu non ci sei
riesco a sentire l’abbraccio
della nostra coperta di lana
ristretta e scucita
su cui sono sdraiato
23 nov 2008 Leggi il seguito di questo post »

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20. Sei sicuro?

Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 2, 2011

da qui

Prima o poi, Marx si affaccia alla tua vita.
La bambina ha un viso spaventato, percorso da una smorfia, cammina veloce, la mano stretta a quella di suo padre.
Bisogna dire che è difficile capirlo veramente.
Le fiamme disegnano figure inverosimili: un orso seduto in poltrona, un lampadario sospeso nel vuoto, una donna inginocchiata, come se pregasse. Leggi il seguito di questo post »

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Scordarsi

Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 1, 2011

da qui

Da quanto tempo non ti dico amore.
Mi chiedo se sia giusto regalare
vita senza il diritto a proferire
la parola che conta
e senza abbandonarsi
a quell’unico sguardo che riposa.
Mi chiedo se sia giusto, Dio, pensare
per un momento
di lasciarsi sfuggire una parola
e poter dire quello che mi sboccia
dentro, come un fiore.
Mi chiedo, Dio, se hai mai guardato in viso
una donna provando il desiderio
di confessarle che, per un momento,
hai perso il filo, hai dimenticato
di sollevare il mondo,
se sei stato tentato di mandare
tutto all’aria, un giorno, solo un attimo,
il tempo di baciarla sulla bocca,
di sentire il respiro nel respiro
e se ti sei ripreso appena in tempo
per convincermi a fermarmi, pensare
alla gente che aspetta di finire,
ai disperati, ai soli, a tutti quelli
cui basta una carezza per tornare
alla vita, scordarsi di morire.

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19. Quella che muore

Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 1, 2011

da qui

Era il periodo in cui nacque il movimento.
Viviamo la nostra fede in maniera schizofrenica.
Si raccomandava di guardare al mondo, di uscire dai recinti delle sacrestie.
In chiesa diciamo il padrenostro, ma fuori viviamo l’opposto.
Di raggiungere le sacche più lontane, dimenticate o evitate, essere lievito nella pasta del mondo, anche nelle condizioni più difficili, anzi, soprattutto in quelle. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Fabrizio Centofanti | Contrassegnato da tag: , | 24 Commenti »

 
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