Remo Bassini, Vicolo del precipizio

di Guido Michelone

Ormai quarantenne, Tiziano riprende a scrivere o meglio ricomincia a farlo per se stesso, alla luce del sole, circa vent’anni dopo il suo primo e unico libro – I racconti della vecchia osteria – fortunata raccolta ispirata alle narrazioni orali quasi folcloristiche degli anziani cortonesi. È un libro che l’immaginario autore (un po’ autobiograficamente proiezione fantastica dello stesso Bassini) con il duplice rimorso di aver abbandonato l’attività creativa a favore della ben più remunerata funzione di ghost writer (lo scrittore fantasma che ritocca, completa, abbellisce i romanzi altrui) e di aver lasciato la piccola città natale, Cortona, per trasferirsi nella grande Torino, dove ha trovato il lavoro e per breve tempo anche l’amore.

Ed è proprio quest’ultimo il cruccio di Tiziano che, un po’ come nel film ‘Otto e mezzo’ di Federico Fellini, vede sfilare davanti a sé le donne della propria vita, tute assai ben descritte nei loro ruoli sia antropologici (il femminino in ogni sua declinazione) sia attoriali (problematicamente quasi da commedia pirandelliana): via via madre, amica, confidente, fidanzata, amante. Un nutrito gruppo anche di personaggi maschili – dalla figura paterna a quelle di amici, compagni, colleghi, conoscenti – evoca le vicende di un passato non poi così lontano ma che Bassini descrive come arcano e lontanissimo, in una Toscana contadina resa tale anche dall’uso del dialetto in alcuni dialoghi.

La trama si intreccia fra la crisi dell’intellettuale, i ricordi dei morti e le pene d’amore patite da un protagonista dalla molte sfaccettature spesso negative (diffidenza, misoginia, permalosità). Bassini presenta con le voci rispettivamente in prima persona il nuovo libro in fieri e in terza la quotidianità di Tiziano arista disilluso, svagato, forse sofferente, che però alla fine (o sin da subito) non demorde, buttandosi a capofitto in un’impresa di cui poco ala volta, nell’epilogo, si perdono i contorni, in un’operazione sempre più metaliguistica – condotta però con realismo letterario e prosa basica – dove Tiziano e Bassini quasi si sovrappongono nel raccontare pavesianamente quanto sia difficile (e pericoloso) il mestiere di scrivere.

Remo Bassini, Vicolo del precipizio, Perdisapop, 2011, pagine 196, euro 14,00.

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