La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per novembre 2011

La paura della propria fine

Pubblicato da matteotelara su novembre 16, 2011

Quali sono le cause del successo di una serie televisiva quando questa ha a che vedere con un gruppo di sopravvissuti in un mondo invaso dagli zombi?
Non essendone un appassionato – anzi, diciamolo apertamente, diciamolo chiaramente e subito, non sopportando né i morti viventi né la maggior parte dei film horror (altra cosa è a mio parere la letteratura dei Lovercraft, dei King, degli Shelly, dei Poe…) – la domanda non avrebbe alcuna ragione d’essere posta e se proprio lo vogliamo assumerebbe un qualche significato solo nell’ottica di un’analisi sociologica, o antropologica, o psicoanalitica, o che dir si voglia. Se alla fine mi sono deciso a scriverne, dunque, è per un’altro motivo. Leggi il seguito di questo post »

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.84: Liriche per cantare, versi per ricordare. Aa. Vv. “L’amore del giglio. Poesie alla mamma” – Domenico Cipriano, “Novembre”

Pubblicato da giuseppepanella su novembre 16, 2011

Liriche per cantare, versi per ricordare. Aa. Vv. L’amore del giglio. Poesie alla mamma, Fanna (PN), Samuele Editore, 2010; Domenico Cipriano, Novembre, con una prefazione di Antonio La Penna, Massa, Transeuropa, 2010

_____________________________

di Giuseppe Panella*

L’amore del giglio è un libro collettivo redatto da cinque poeti, due donne (Alejandra Craules Bretòn, poetessa messicana, Natasha Bondarenko, invece, ucraina) e tre uomini (Nabil Mada, marocchino, Patrick Williamson, inglese e l’italiano Domenico Cipriano) che ricordano, rievocano, cantano, riflettono, fanno emergere, si concentrano, sognano e presentano aspetti e momenti del loro rapporto con la loro mamma. Alla fine dell’antologia, Domenico Cipriano non si tira indietro annota con nitido disincanto e tuttavia con continuato amore:

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61. Lontana e sola

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 15, 2011

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Cosa pensavano i sovietici, il mondo comunista, la sinistra mondiale dell’evento che teneva tutti col fiato sospeso? (Tutti: chi aveva il tempo di pensare, di leggere, d’interrogarsi).
Il nome di Cuba risuona anche sui campi di altri paesi del mondo che lottano per la propria libertà, con un solo significato.
Ricordo che sembrava vivo: gli occhi aperti, i capelli arruffati; la barba incorniciava il viso solo un po’ sbiancato.
Era una svolta, indubbiamente, rispetto alla chiusura, al muro impenetrabile che era stato alzato. Leggi il seguito di questo post »

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Provocazione in forma d’apologo 207

Pubblicato da robertorossitesta su novembre 15, 2011

Un magazzino in disuso, pieno soltanto di ragnatele e rottami, di cinquanta e più metri quadri, per un gatto è un autentico regno. Ci può trascorrere il giorno a fare agguati alle mosche, o, appollaiato su una vecchia credenza, contemplare un immaginario viavai. E poi, a notte, uscire per la porta appena accostata, e ricevere un piatto di pappa da una donna gentile mai lasciata avvicinare e sempre osservata a distanza con gli occhi rotondi, diffidenti e fieri. No, davvero, per un gatto non può proprio esserci niente di meglio.
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60. Sullo stesso ponte

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 14, 2011

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Selma, Selma e ancora Selma.
La città è un ammasso di asfalto e ferro, le auto e gli autobus sono pesci che nuotano alla cieca, ognuno rinchiuso nel suo sogno – sognano i pesci? O siamo noi a sognare loro?
Fu la prima volta che il pensiero di morire mi attraversò il cervello: non l’avrei passata sempre liscia. Leggi il seguito di questo post »

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Vivalascuola. La lettura spiegata a chi non legge

Pubblicato da vivalascuola su novembre 14, 2011

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Impressiona la classifica Ocse sugli investimenti in conoscenza: tra i sei ultimi Paesi figurano Portogallo, Grecia, Italia (terzultima), Irlanda e Spagna. Gli stessi messi sotto sorveglianza da Fmi e Ue per l´indebitamento schiacciante e l´incapacità di farvi fronte. Eppure non c´è segno di resipiscenza che indichi una qualche attenzione alla cultura. Indicative e inedite sono in proposito le ore dei programmi culturali sui vari canali (fonte Istat): Rai Uno ore/anno 4,3%, Rai Due 10,6%, Rai Tre 13,2%, La 7 20,3%, Canale 5 0,3%, Italia1 0%, Rete4 1,9%.

La lettura spiegata a chi non legge
di Donato Salzarulo

1. – Non ricordo l’ultima volta che ho preso la metro. Mesi fa, sicuramente. Sono un habitué della periferia, un amante degli angoli colognesi. I miei percorsi quotidiani sono quasi sempre gli stessi: casa, edicola, ufficio, villa Casati, libreria Celes, piazza della Resistenza, piazza Castello, piazza XI Febbraio… Leggi il seguito di questo post »

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Luna

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 13, 2011

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Ricordi quella volta che partimmo
per cercare un disgraziato di cui
conoscevamo il nome di battesimo
soltanto, ma bastava
per te che ti aggrappavi ad un appiglio
qualsiasi quando si trattava, ormai,
di salvare qualcuno dall’abisso
e quella volta Antonio
lo avrebbero ammazzato gli usurai. Leggi il seguito di questo post »

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Paolo MESSINA (Palermo 1923 – 2011). Il Rinnovamento e Rosa Fresca Aulentissima – di Marco Scalabrino

Pubblicato da Giovanni Nuscis su novembre 13, 2011

“Avia vint’anni quannu mi nnamurai d’a puisia. Fici a guerra vulannu pi sti mari mari e avennu liggiutu (‘n tidiscu) u Faust di Goethe e i Reisebilder di Heine, picchì m’i mpristò Heinz, un amicu pilota d’a Luftwaffe. È curiusu, però, c’ô primu antifascista ca ncuntrai fu un picciottu tidiscu e mi dicia: Ohne Freiheit, keine Dichtkunst: senza libirtà, nenti puisia. Abbasta, comu m’arricampai (dicèmmiru 1943) cca c’eranu l’Amiricani e la libertà. E fami. A genti, pi manciari, si vinnia “tavuli e trispita”, fiuramuni i libra: vecchi, sfardati, ammunziddati ‘n terra: e iu piscava dda menzu. Accussì mi capitò ‘n manu pi cumminazioni Mallarmé (‘n francisi sta vota), e chi fu: tuttu nsemi iu mi fici scenti di dda frasi di Heinz: d’a libertà d’essiri pueti, artisti, patruna di sdirrupari un munnu c’un ni piaci e nvintarinni unu a nostru piaciri. Mi mancava però a lingua. U talianu era scumunicatu, grèviu o ritoricu, sunava fausu. Anzina a quannu un mi ficiru a canusciri (autunnu, nvernu d’u 44) na maniata di pueti ca ricitavanu versi ‘n sicilianu ni l’Aula Gialla d’u Pulitiama di Palermu. Accussì fu c’a ntisi, ma comu si fussi a prima vota, sta lingua siciliana. Pricisa, nova, pi mia, comu s’avissi nasciutu ora ora.” Così Paolo Messina in Puisia Siciliana e Critica del 1988. Leggi il seguito di questo post »

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……\1994 ?! 2011/……

Pubblicato da Giovanni Nuscis su novembre 12, 2011

Il governo Berlusconi è finito. E’ ciò che in tanti, e da tempo, desideravamo, stanchi delle leggi ad personam, della pessima condotta istituzionale e privata del premier, delle scelte e delle non scelte sciagurate di questo governo, in tutti i settori, dalla scuola all’economia. Il peggior governo che si ricordi. Stava iniziando una stagione di violenza, fermata forse per tempo, anche grazie all’impegno infaticabile di un capo dello Stato che ricorderemo a lungo, con gratitudine e affetto. Leggi il seguito di questo post »

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59. Il muretto

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 12, 2011

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Una cosa mi sembró importante, forse, più di altre: i vescovi dissero la loro.
Promuovere la collegialità tra i vescovi e il grado di comunione e di intesa con i sacerdoti e i religiosi.
Era il ventiquattro marzo quando Oscar Romero venne ucciso con un colpo al cuore, durante l’offertorio. Leggi il seguito di questo post »

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Paolo MESSINA (Palermo 1923 – 2011). Nel ricordo di Flora Restivo

Pubblicato da Giovanni Nuscis su novembre 11, 2011

Due parole su Paolo Messina

Di più non le avrebbe gradite.

Domenica è mancato il poeta, drammaturgo, saggista, uomo di cultura ad amplissimo raggio, Paolo Messina. Non me l’aspettavo, non ce l’aspettiamo mai dai grandi personaggi, li si vorrebbe eterni, ma non è così che funziona.
Non era malato, se non di quella immensa malinconia che era impastata col suo essere, tuttavia, non c’è più ed io ne sentirò la mancanza.
Persona non facile, sincero fino all’osso, talvolta scontroso, forse anche duro, ma talmente grande che il tempo trascorso ad ascoltarlo, sembrava sempre poco. Leggi il seguito di questo post »

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58. Rosso – sangue

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 11, 2011

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Decisi di non partecipare alla marcia di Selma, era la scelta strategica consueta per non decapitare il movimento nei passi iniziali di un’impresa.
San Pietro, al tramonto, fa uno strano effetto: è una tiara che resiste nel mezzo di un incendio, le nubi sono mani callose che vorrebbero ghermirla.
I cavalieri alzano le spade per incitare i destrieri. E se stessi, soprattutto.
Non avrei mai immaginato che potesse scatenarsi l’inferno. Leggi il seguito di questo post »

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Un centro studi dedicato a Sirio Giannini

Pubblicato da massimomaugeri su novembre 10, 2011

Di recente è stato costituito il “Centro internazionale di studi europei Sirio Giannini” – CISESG – con sede nel Comune di Seravezza (prov. di Lucca). Il CISESG si è costituito nell’ottobre 2011 con l’intento di affiancare il Circolo Sirio Giannini e di svolgere l’azione più opportuna per la sempre maggiore diffusione in Italia e all’estero delle opere dello scrittore (riprodotto nella foto accanto). Non solo: esso intende promuovere gli studi sulle letterature di tutto il mondo con particolare attenzione alla favola ed alla fiaba per adulti. Proprio per diffondere la conoscenza dell’opera di Giannini, il CISESG si avvale di una Commissione Scientifica in cui figurano alcune prestigiose personalità della cultura italiana e straniera, come i prof. Pietro Floriani dell’Università di Pisa, Daniela Marcheschi del CLEPUL-Università di Lisbona, Luisa Marinho Antunes dell’Università di Madeira e Stefania Sini dell’Università dell Piemonte Orientale.
Ne parliamo con la giovane Presidente, Chiara Tommasi.

Perché a suo avviso, oggi, in quest’alba di nuovo millennio, è importante promuovere la lettura di favole e fiabe?
Le favole e le fiabe sono un mezzo potente di trasfigurazione della realtà in quanto, tralasciando la cronaca spicciola, ne trasmettono l’essenza, i significati profondi degli eventi e i loro valori simbolici. L’apparente non realismo delle favole è un modo autentico anzi, forse il modo più autentico, per avvicinarsi alla realtà.
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Francesco Dalessandro, L’Osservatorio

Pubblicato da lapoesiaelospirito su novembre 10, 2011

 

di Claudio Damiani

L’osservatorio è un poema, o un “romanzo in versi” come ci suggerisce Domenico Adriano nella bandella, composto di quattro sezioni: la prima, la seconda e la quarta sono costituite, ognuna, di dodici poemetti (da ricordare che la prima sezione era già uscita, in plaquette, nel 1989, con lo stesso titolo), mentre la terza sezione è una lettera. Cominciando a leggere colpiscono soprattutto i paesaggi, le vedute. Sono vedute romane, piuttosto periferiche: viene da pensare a Pasolini, ma anche alla vedutistica romana del sei-settecento. Leggi il seguito di questo post »

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I finalisti del Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”

Pubblicato da giovanniag su novembre 10, 2011

Riprendo con piacere un comunicato delle Edizioni Il Foglio Letterario, il cui direttore editoriale Gordiano Lupi (intervistato ieri da Marino Magliani e da me) è finalista al Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”. Colgo anche l’occasione per segnalare la premiazione del 17 dicembre a Firenze (maggiori informazioni in fondo)

LO SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO

I finalisti per il primo premio e i due premi selezione

Sono ventinove, anziché venti, i finalisti del premio “Lo scrittore toscano dell’anno 2011” (primo premio e i due premi selezione), organizzato dall’Associazione Fiera del libro toscano con la Presidenza del consiglio regionale della Toscana e il Comune di San Miniato (Pi), dove la manifestazione culturale è nata nel 1993. Leggi il seguito di questo post »

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57. Puzza di bruciato

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 10, 2011

da qui

E quello che successe quando la Parola di Dio fu all’ordine del giorno?
Non esiste una copia originale del vangelo (Gesù non scrisse nulla) e abbiamo smarrito anche i primi documenti.
Poi, tra mondo protestante e mondo cattolico, non si sa chi ne abbia combinate di più grosse.
Il primo schema era quello dei conservatori, che misero tutti i puntini sulle i.
Allo stesso modo, non c’è uniformità tra le Chiese primitive; così, se si volesse definire il cristianesimo con una formula unitaria che ne mettesse insieme le esperienze, si arriverebbe a una resa senza condizioni.
Volete i nomi? Vi ricordano qualcosa Michele Serveto e Giordano Bruno?
Si appellarono al mio consenso precedente, ma era noto che intendevo far discutere gli schemi predisposti, dai quali si poteva dissentire, io per primo.
Se cercassimo due manoscritti con lo stesso testo, cercheremmo invano per i secoli dei secoli. Ma i pochi preti che lo dicono vengono bollati di eresia o di modernismo.
Che poi, se passassimo in rassegna le tesi degli eretici, vi troveremmo dati confermati più tardi dalla scienza. Hai presente De l’universo infinito et mondi? Quanta legna sprecata!
Fu lì che si accesero gli animi e volarono gli insulti: falsi e bugiardi! Uno spettacolo poco edificante, a conferma che una linea unica lascia fuori almeno la metà delle opinioni.
Sì, il prete che si azzarda a sostenere che le parabole subiscono una trasformazione da una comunità meno ottimista del messia di Nazaret, rischia il linciaggio morale e a volte quello fisico.
Michele Serveto aveva il torto di discendere da ebrei, perseguitati dappertutto in quanto deicidi o per altre ragioni meno nobili.
Si fa presto a prendere il papa come mentore; in nome dell’autorità si consumano i delitti più orrendi, la storia, in certi casi, non insegna nulla.
Insomma, una giungla, che ha il difetto di essere caotica, ma è notoriamente il deposito delle ricchezze naturali più preziose, la farmacia a cielo aperto di quasi tutti i mali, la casa accogliente della più grande quantità di esseri viventi che si possa concentrare sulla terra.
Le sue idee originali sulla Trinità disturbavano tutti, ma ci pensarono i calvinisti a eliminarlo.
Da parte mia, credevo fosse giunto il momento di restituire ai cattolici la Bibbia, di cui avevano proibito la lettura per evitare complicità coi luterani.
Nella giungla si trova di tutto: dai pipistrelli ai colibrì, dai rettili agli anfibi: devi fare attenzione a dove metti i piedi, perché potrebbe sbucare un pappagallo, ma anche la mandibola fatale del giaguaro.
Non è facile comporre opere che non piacciono a nessuno, soprattutto se il mancato gradimento ti porta dritto al palo circondato da fascine che vengono condotte a combustione rapida o lenta, con effetti differenti.
I progressisti reagirono, dando prova di coraggio e soprattutto di sana indipendenza intellettuale.
Anche la Bibbia è fatta a strati: ci trovi il suolo della parola originaria, logorato tra piogge e inondazioni, gli arbusti della parola tramandata di bocca in bocca, ricevuta da orecchi attenti e meno attenti, i tronchi dei primi manoscritti, distinti per misura e robustezza, le foglie intricate delle copie, delle varianti infinite di un brano, di una frase, fino al segno più insignificante.
Alla fine, le tigri lo sbranarono, le aquile gli strapparono gli occhi dalle orbite, il gorilla gli fracassò le costole, i serpenti lo morsero e il fuoco lo ridusse in cenere.
Ritirai lo schema, i progressisti esultarono, i conservatori piansero, ma stavano già preparando la vendetta, accatastavano legna per le menti libere che ancora non erano apparse sulla piazza della storia, ma già sentivano puzza di bruciato.

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56. Buchi neri

Pubblicato da fabrizio centofanti su novembre 9, 2011

da qui

La lotta era entrata nel vivo, mi arrestarono per l’ennesima volta.
Fu allora che accadde qualcosa che ognuno interpretò secondo la propria prospettiva. Parlo di Malcolm.
La piazza era gremita, come sempre, il colonnato era la casa dei fantasmi, da cui uscivano ombre mute che curiosavano nei pensieri della gente.
Quando piombò a Selma, qualcuno pensò che infliggesse il colpo di grazia del partito radicale.
Era imprevedibile, sapeva accendere le folle con l’eloquenza incalzante del violento, di chi trascina in azioni di forza anche i più restii. Leggi il seguito di questo post »

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STORIA CONTEMPORANEA n.87: Romanzo di ordinaria follia. Massimo Tallone, “Doppio inganno al Valentino. Un intrigo tra Venezia e Torino”

Pubblicato da giuseppepanella su novembre 9, 2011

Romanzo di ordinaria follia. Massimo Tallone, Doppio inganno al Valentino. Un intrigo tra Venezia e Torino, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009

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di Giuseppe Panella*


E’ possibile che dei quadri famosi, di tradizione secolare e di prestigio straordinario, vere e proprie pietre miliari nella storia dell’arte, siano, in realtà, dei falsi? E che le tele di Carpaccio appese nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni a Venezia siano soltanto delle riproduzioni ben fatte ma con un segno distintivo di differenza a marcare la qualità dell’opera a futura memoria dei posteri? E’ una delle ipotesi che fanno detonare fin dall’inizio questo romanzo noir di Massimo Tallone ambientato in maniera un po’ sghemba tra la Venezia dell’arte e la Torino degli intrallazzi e degli affari.

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Fidel

Pubblicato da mmagliani su novembre 9, 2011

Articolo e intervista di Marino Magliani e Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio Letterario. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Célebres Inéditos di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010). Leggi il seguito di questo post »

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Eppure era ancora primavera

Pubblicato da lapoesiaelospirito su novembre 8, 2011

di Elisabetta Bordieri

“…..Lisa stava correndo a perdifiato da più di un’ora. Come se scappasse. La sensazione era quella, tanto era lo sfinimento. Non si voltò indietro mai. Ormai non sentiva più nemmeno il dolore alle gambe. Voleva solo sbrigarsi. La testa le martellava dentro. Ma tra poco sarebbe arrivata. Ancora poco e ce l’avrebbe fatta. Continuava a correre senza tregua. Ormai sapeva che le rimanevano poche forze. E soprattutto poco tempo. Corri Lisa. Corri. Non ti voltare. Corri. Guarda solo davanti a te. E corri. La notte sembrava non finire mai. Si dibatteva così tra un surreale sudore e le bianche lenzuola. Tra un sogno e la realtà. Come se le gambe sbattessero penosamente sullo spigolo del letto. Come se le braccia si dimenassero a tenere il ritmo costante di una sfrenata corsa. Come se la testa sembrasse una trottola senza carica. Ma non era così. Ogni parte del suo corpo giaceva nell’immobilità della stanza. E Lisa era persa dentro il divenire del suo sogno….. ” La sala d’attesa era deprimente, in realtà era un corridoio alle cui pareti, di un colore bianco spento, erano appesi dei manifesti posticci tenuti su da un adesivo poco efficace, le sedie, di un metallo freddo, erano lì una in fila all’altra, stanche e vuote e così sarebbero rimaste. Nemmeno i due tipi pensarono di sedersi. Erano lì da più da più di due ore e aspettavano. “…..per quanto ancora avrebbe dovuto correre Lisa non lo sapeva. Sapeva però che non doveva mancare poi molto. Sentiva che nell’aria c’era qualcosa di impalpabile, un sapore buono che le diceva che c’era quasi. Ed infatti poco dopo arrivò. Si fermò di scatto. Ogni sensazione di stanchezza svanì all’improvviso. Il suo intero corpo riacquistò le forze che sembrava non aver mai perso. Leggi il seguito di questo post »

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