Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
Editori in ascolto - con Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi per la Galaad Edizioni -
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Quando è nata la vostra casa editrice e con quali obiettivi?
La Galaad Edizioni è nata nel settembre 2006 ma l’attività editoriale vera e propria è iniziata negli ultimi mesi del 2007. Gli obiettivi di allora erano gli stessi di oggi: pubblicare libri che riflettano i nostri gusti letterari e la nostra linea editoriale. Leggi il seguito di questo post »
Suona strano in un’epoca di consumismo narrativo spesso privo di reali connessioni col reale (soprattutto quando si dichiara il contrario) sostenere con entusiasmo l’uscita di una raccolta di fiabe. E ancora più strano (nonché piacevolmente spiazzante) è realizzare quanto siano le storie dalle terre del ‘C’era una volta’ più che quelle dall’’adesso e in questo luogo’ a raccontarci la verità sui nuclei irrisolti del nostro quotidiano.
È risaputo che le fiabe sono nate da antenati mitici che stendevano le gambe nelle profondità paludose del nostro inconscio (negli ‘archetipi’, direbbero alcuni) e che nel tempo si sono colorate del folklore e delle connotazioni storiche dei vari luoghi di provenienza (legandosi a quella tradizione orale che in certi periodi della Storia ne ha assicurato la sopravvivenza… grazie a dio). Quello di cui però spesso ci dimentichiamo è che ciò che le ha caratterizzate maggiormente, separandole ad esempio dai cugini della favola, è sempre stata un’idea di indeterminatezza che determina, d’inverosimiglianza che è verisimile, di reiterazione che non stufa, di lieto fine che non disturba, di morale che non costringe e di manicheismo che non banalizza.
Potremmo forse desiderare altro da una storia? Leggi il seguito di questo post »
C’è una terra, nel meridione d’ Italia, che si eleva dal mare Adriatico e alterna grandi pianure a lievi pendii.
Mentre sull’auto rincorri la strada che ti sta davanti, attraversando campi di girasoli, il tuo sguardo raccoglie fotogrammi della rigogliosa sequenza di vigneti che ti circonda. Il sole, già dal primo mattino, corteggia una interminabile distesa di filari d’uva. Leggi il seguito di questo post »
I fatti di Birmingham, forse, segnarono l’inizio del declino.
La cella comunica con la luce esterna attraverso una grata di venti centimetri che sembra fil di ferro: è così difficile da rompere?
Nessuno seppe chi fu. Scrisse bene un avvocato: avrebbe potuto ritenersi responsabile chiunque seminasse odio, chi raccontava barzellette contro i neri, chi non denunciava le sopraffazioni o scaricava la colpa di ogni male sulla gente di colore.
Due occhi scrutano il mondo, come cercando un segno amico, una parola, uno sguardo da incrociare. Leggi il seguito di questo post »
Nicola Prebenna sta moltiplicando la propria produzione letteraria in questo periodo della sua vita costruendo i propri libri di poesia come altrettante tappe di un percorso in cui dare conto (e rendere di conseguenza maggiormente fluide, più sistematizzate e comunicabili le proprie idee sul mondo e sulla propria ragion d’essere in quest’ultimo.
Era il maggio odoroso ( : e tu solevi / così menare il giorno…) è citazione diretta da A Silvia di Giacomo Leopardi, un autore che rappresenta sicuramente il punto di riferimento lirico di quest’ultimo saggio poetico di Prebenna. Ma, allo stesso modo, la sua poesia non è lontana da certi accenti lirici novecenteschi e più vicini alla sensibilità dei Moderni come questi versi di Apollinaire:
Pubblicato da robertorossitesta su novembre 2, 2011
Fònos e Fōné sono una bella coppia criminale.
Ma lui è un artigiano all’antica: deve far fuori una vittima alla volta, o comunque metterci mano visibilmente.
Lei, invece! Leggi il seguito di questo post »
Come possiamo figurarci lo sguardo e il volto del Cristo dostoewskiano, quello che oppone un immacolato silenzio all’arringa fluviale del Grande Inquisitore? Quel volto, visto che ogni artista inventa inconsapevolmente i propri precursori, lo ha ritratto mirabilmente Antonello nel suo ‘Salvator Mundi’, oggi alla National Gallery, secoli prima che l’autore russo concepisse la famosa leggenda raccontata da Ivan Karamazov. Proprio quel volto impalpabile ed inquietante, che spalanca interrogativi vertiginosi ed eterni, che ci interroga e ci fruga dentro con la sola forza del suo viso, assurto a dimensioni giganteschi, fa da sfondo a “ Sul concetto di volto del figlio di Dio”, ‘spettacolo’ della Socìetas Raffaello Sanzio. Leggi il seguito di questo post »
La gente riempie la piazza: sono in piedi, bambini, vecchi, adulti; uomini in giacca e cravatta, donne con abiti bianchi e occhiali da sole più scuri del normale.
Lo vedo, il viale alberato che arranca come un uomo anziano, segnato dalle prove della vita, dalle lotte, da una speranza che fatica a farsi largo tra uomini ostili vestiti di porpora e di bisso. Leggi il seguito di questo post »
Come non condividere le considerazioni e le proposte contenute in questo recente documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, pur consapevoli delle contraddizioni delle gerarchie ecclesiastiche nella gestione dell’enorme patrimonio della Chiesa. Non si può che auspicare, infatti, la creazione di autorità internazionali capaci di regolare l’economia globale orientandola verso una redistribuzione della ricchezza, ponendo fine o, per lo meno, contenendo la scandalosa povertà sofferta ormai dalla maggior parte della popolazione del pianeta. Un impegno in questa direzione è “una prerogativa e un dovere per tutti”, singoli o soggetti pubblici, a prescindere dal sentimento religioso. Le coalizioni politiche che ambiranno a governarci, in questo e negli altri Paesi, dopo le esperienze drammatiche di questi anni, dovranno necessariamente confrontarsi con tali istanze, da cui dipenderà la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. gn
[…]La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. […]I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Leggi il seguito di questo post »