77. Come sei
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 20, 2012
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Chi sarà a quest’ora? Non aspetti nessuno. La casa è triste, da quando ci stai solo. Hai sperato, di tanto in tanto, che qualcuno arrivasse all’improvviso. La tua vita si svuota a poco a poco, ma non lo ammetterai. Chi può prendersi cura di uno come te? Pensi che se ti sentissi domandare come stai andrebbe tutto meglio. Invece insisti a macinare obiettivi troppo grandi. Sei ancora l’antagonista di tuo padre, avverti il suo fiato, la sua ombra, il sorriso sarcastico che accompagna il ritornello: buono a nulla. Perché non ci fai pace? E’ morto, ma il fantasma ti segue ovunque vai, ti costringe a fuggire dai legami troppo stretti, a cercare palcoscenici nuovi per dimostrare a te stesso che puoi vincere, che non sei così incapace. Parlaci, digli che hai capito: voleva stimolarti a diventare quello che sei oggi; digli, però, che non era la vita che cercavi, hai bisogno di affetto, di qualcuno che ti baci prima di dormire e permetta di sognare qualcosa di più bello. Mettilo seduto avanti a te. Papà, ti chiedo di ascoltarmi. Non risponde? Tu parlagli lo stesso.
- Buonasera.
- Buonasera. Siamo quelli della scorta.
- Quale scorta?
Ho scoperto che la vita è un’altra cosa. Non m’interessa più il successo. Voglio qualcuno da amare e che mi ami. Non risponde? Parlagli lo stesso.
- Le è stata assegnata d’ufficio, per la faccenda della bomba.
- Quale bomba?
Tutto quello che ho imparato sta crollando. Non m’importa di essere il migliore. Migliore di chi? Di te? Non intendo gareggiare. C’è altro, nella vita.
- La bomba alla casa editrice. Possibile che non lo sappia?
Ti sembra tempo perso, ma non farti scoraggiare. Digli che sei disposto a tutto pur di intrecciare di nuovo qualche filo, un legame che duri, che non sia il palliativo di una solitudine che non puoi più sopportare.
- Non ne so nulla.
Che hai deciso di far saltare tutto, perché non ti serve essere il capo, anzi, hai la nausea del potere.
- Comunque è obbligatoria: c’è l’ordine del magistrato.
Che hai sognato di avere un padre che ti abbracci e dica figlio, ti amo come sei.














ema detto
ema detto
“Ho scoperto che la vita è un’altra cosa.”
ema detto
“hai bisogno di affetto, di qualcuno che ti baci prima di dormire e permetta di sognare qualcosa di più bello”
ema detto
Io ti sognai una sera…
Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell’illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali…
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna…
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c’è nel disincanto, l’incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza.
Pablo Neruda
ema detto
“Che hai sognato di avere un padre che ti abbracci e dica figlio, ti amo come sei.”
“Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo
baciò.”
dal vangelo di Luca
M&C detto
Basterebbe riuscire a dire “ti amo come sei” per insegnare ai propri figli a sognare ed a credere nei sogni, e per aiutarli a diventare degli uomini che sanno amare, che credono nell’amore e non si perdono.
marco1963 detto
Un passo delicato, una crescita importante. E’ il momento delle attenzioni, del rallentamento. Una danza si apre nel cuore, una danza triste, lenta. Tutto il passato affiora, con la sua forza, la sua prepotenza, il suo vigliacco ego che sbandiera ciò che non vorresti mai più vedere. Le immagini scorrono, sbiadite, eppure le avverti e le riconosci una per una. Le situazioni, gli odori, i momenti in cui hai schiacciato gli altri, quando credevi di esserti comportato da vincitore e invece sei stato il più pusillanime di tutti. Quando hai fatto il poveraccio ed il ridicolo per questioni di poco conto. Quando non sei stato signore, quando sei stato inelegante. Quando hai offeso, strappato, fatto male, prelevato da chi offriva liberamente. Quando hai evitato accuratamente di dare in cambio. Ecco, arriva tutto. Il rumore è assordante, vetri fracassati, acciaio che struscia contro pareti fredde, un liquore amaro in bocca. Ti manca un bacio, una carezza, una persona cara. E’ ovvio, sei rimasto solo. La solitudine picchia duro. Cosa daresti per tornare indietro, per evitare ciò che hai fatto, per evitare la vita che hai creato.
Quando ciò accade, è un segno, come una chiamata. E’ un segno importante che non va tralasciato. In esso si presenta l’amore, un messaggio personale proprio per noi, spesso arriva nel punto più basso, quando raggiungi il fondo. Allora ti arriva un messaggio, la vita ti fornisce un’interpretazione. Il tuo libero arbitrio viene messo alla prova. Vogliono sapere chi sei. Tu stesso te lo chiedi e pretendi risposta dal fantasma che sei diventato.
Fausto, la tua vita sta cambiando. Il passato è passato e non puoi farci molto. Il futuro, cioè la tua vita, è lì. Serve uno slancio, un discernimento, una salto improvviso, un cambio di passo, di danza. Come hai ballato fino ad adesso in un modo, così puoi ballare adesso in un altro. Anche considerando che lo vuoi e che stai male.
M&C detto
” I vostri figli non sono i vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi.
E benché vivano con voi, ciò non di meno, non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non i loro anime.
Perché le loro anime abitano nella casa del futuro, che
neppure in sogno potete visitare.
Potete cercare di essere simili a loro,
ma non potete farli simili a voi.
Perché la vita procede e non si attarda mai sopra il passato.
Voi siete gli archi da cui i figli come frecce sono scoccati avanti.
L’arciere vede il bersaglio sulla linea dell’infinito, e con
la forza vi tende perché le frecce vadano rapide e lontane.
E che il vostro tendervi nella mano dell’Arciere avvenga nella gioia: perché come ama le frecce che volano,
così ama l’arco che sta fermo.”
(K. Gibran)
ema detto
“Con l’anima mia ti desidero, durante la notte; con lo spirito che è dentro di me, ti cerco di giorno”
(Isaia 26,9).
La vita è un lungo viaggio alla ricerca di quel bacio che ci dia conferma del nostro esistere.
marco1963 detto
… una padre ora non l’hai, non ti ha abbracciato quando era in vita, ti manca da impazzire, non ti ha capito, ora lo vorresti perché sai che sarebbe diverso, ora capirebbe, ti abbraccerebbe, saprebbe cosa dirti, come trattarti, se accarezzarti, come amarti.
Ora hai tutto il resto: il padre che non è più, è stato rimpiazzato dalla tua vita, da te che ora sei uomo, che sei importante, con la tua platea, la tua gente, le tue idee. La tua mente è pronta a scattare, comprendere e risolvere quella mancanza, quella passione ardente, quel desiderio.
L’amore si è fatto uomo, la vita è il suo contenitore, il mondo la sua casa. Fino ad adesso non era visibile. Ora lo è.
Quando lo Spirito ti entra dentro, “colpisce duro”, ma forse sei già a buon punto.
RossellaT detto
figlio, ti amo come sei.
Si dice che il vero amore sia cieco, non perché non vede i difetti dell’altro ma perché riesce a comprenderli ed accettarli. Un sentimento vero e profondo per i figli, per il prossimo, per il partner si basa sul rispetto reciproco e sulla accettazione completa dell’altro, con i suoi pregi ed i suoi limiti, questo è il senso del vero amore.
Spesso veniamo amati per ciò che sembriamo, per ciò che fingiamo di essere e per mantenere l’amore di qualcuno continuiamo a fingere a recitare una parte finendo così per rendere la finzione autentica a noi stessi (J.Morrison)
Dany P. detto
Che hai sognato di avere un padre che ti abbracci e dica figlio, ti amo come sei.
ema detto
“Chi può prendersi cura di uno come te?… Buonasera. Siamo quelli della scorta.”
E’ triste pensare che per alcuni personaggi esiste solo la scorta a prendersi cura di loro…il vero amore corre dei rischi che una scorta non potrà mai evitare ma ne vale la pena.
fabrizio centofanti detto
grazie!
sì, l’amore è un rischio che non tutti vogliono correre.
gum detto
Molto suggestivo il brano di Gibran proposto da M&C.
Cosa sarebbe un’arco senza freccia o una freccia senz’arco. Arnesi inutilizzabili.
Divisi perdono ogni efficacia , insieme possono fare prodigi.
La corda imprime l’abbrivo che spinge lo strale a centrare il bersaglio .Se l’arcere è abile il risultato è massimo, E’ così, con il gioco di squadra che si vince la gara della vita. Allora non c’è più la solitudine e il vuoto del successo conquistato con la menzogna.
Tutto parte dal Padre .E’ lui che ti dà l’energia per spiccare il volo, è lui che ti dà l’amore per le cose e per le persone del mondo, è invece lui che,per amarti come sei, ti chiede di amarlo per quello che è stato per te e che sempre sarà.
Raf detto
Che hai sognato di avere un padre che ti abbracci e dica figlio, ti amo come sei.
Essere amato per come sei,essere accettatato per come sei dalla famiglia diventa un’impresa assai difficile,perchè le tue scelte non corrispondono sempre alle loro aspettative e per questo molto spesso non si viene capiti,anzi il più delle volte si viene ostacolati,giudicati e criticati.Potrà sembrare un pensiero egoistico,ma secondo me , è meglio essere se stessi ,accettarsi per primi e andare controcorrente ,piuttosto che seguire la scia rimanere degli eterni infelici.
Agnese detto
“Colui che si volge a guardare il suo passato,non merita di avere futuro avanti a sè”.
Oskar Wilde
Si,passato è passato,lasciamo lo sulle spalle e portiamoci avanti solo le cose utile, esperienze,conclusioni.Nella vita dobbiamo andare avanti,cercare di migliorarsi,non stare sempre in lo stesso punto e piangere per sempre che qualcuno mi ha fato male.Che ti da mettere il dito nella piaga per sentire dolore? Vivi! Pensa del presente e il futuro!Pensa a vivere!la vita continua…
ROBERTA Z detto
E’ vero “la vita si svuota a poco a poco”, ma te ne accorgi soltanto quando sta per finire.
Roby (s.d a.) detto
Ti amo perchè sei così e non come io vorrei: cosa c’è di più bello?
A volte è difficile crederlo o convincersene, o soltanto pensarlo, però ci si può provare, almeno!
Vale detto
Ho scoperto che la vita è un’altra cosa. Non m’interessa più il successo. Voglio qualcuno da amare e che mi ami.
Non c’è verità più vera, il senso della vita è proprio questo: amare ed essere amati per quello che siamo.
fabrizio centofanti detto
concordo: per quello che siamo, e non per quello che gli altri vorrebbero che fossimo.