Provocazione in forma d’apologo 214
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 21, 2012
Su uno dei miei balconi, a un metro di distanza una dall’altra, si trovano due piante: un olivo alto e sottile, che sebbene stento riesce sempre a dar qualche oliva, ed un’aucuba bassa ma tanto rigogliosa che non si direbbe quanti tagli ha dovuto subire per rimanere in vita. Le due piante, ho detto, son separate da un metro; ma ognuna di esse è dono di persona a me carissima un tempo o al presente, e quel metro vale mille chilometri.
Nondimeno, belle mie, coi climi di questi giorni non state troppo a far le scontrose. Ho comprato dei teli traspiranti per difendervi dal gelo e se possibile farvi arrivare fino a primavera, e stavo per ammantarvene separatamente. Però poi mi è venuta un’idea: vi ho avvicinate avvolgendovi entrambe in un unico grande telo. I vostri rami si sono abbracciati, e pur tendendo l’orecchio non vi ho sentito mandare il minimo fruscio di protesta. Finirà la buriana, e allora vedremo se la cosa vi… ci avrà fatto del bene.














ilaria detto
chissà, chi delle due protegge l’altra!
un caldo inteccio. bello
robertorossitesta detto
Cara Ilaria,
certe coincidenze e certi segni non sono cercati o inventati. Ma quando si mostrano c’è chi non può fare a meno di notarli e condividerli.
Grazie e ciao,
Roberto
massimo caccia detto
Interessante! Una scrittura evocativa nella sua semplicità. Immagini quotidiane, ma non banali.
Buona giornata
Massimo
robertorossitesta detto
Caro Massimo,
spero davvero che sia evocativa, poiché quello che tace è assai più di quello che dice.
Buona giornata a te,
Roberto
marco1963 detto
Un’immagine tenerissima. Un olivo stento, che per amore e dedizione, dà comunque qualche suo frutto. Un’aucuba bassa e rigogliosa che lo guarda con ammirazione. Un metro di distanza che vale molto più per l’abitante della casa e rappresenta un grazioso cortile per quei due esseri viventi. Anzi, rappresenta per loro, da tempo ormai, tutto il mondo, tutto ciò che possiedono, oltre agli sguardi amorevoli di chi se ne prende cura.
Voglio pensare che quelle piante hanno provato il freddo che abbiamo provato noi, pur se con delle biologiche differenze che le portano forse ad essere meno cagionevoli degli umani (ma sarà poi vero?). Voglio veramente pensare che hanno indotto l’abitante della casa, che le ama incondizionatamente, a pensare a un riparo e che mentre il tutto veniva predisposto, gli hanno mandato un messaggio e gli han fatto capire che volevano stare vicine e condividere anche l’aria, come fatto fino a quel momento.
Voglio allora credere, per la vita segreta che sussiste nelle piante e per la logica dell’amore che smuove molte cose anche quando non ce ne accorgiamo, che quelle hanno saputo intercettare il pensiero del loro neanche tanto segreto ammiratore, inducendolo a terminare quell’opera, quell’azione, proprio come ci è stato raccontato.
In tal modo hanno trasformato quel desiderio di protezione dell’abitante in un modo per restare insieme e abbracciarsi, rendendo al contempo felice l’abitante per ciò che aveva fatto.
Che avventura oltre l’inverosimile avere due piante così! Sono certo, Roberto, che esse rispecchiano il tuo modo di essere.
Un abbraccio! Marco
robertorossitesta detto
Caro Marco,
quante cose vedono gli altri in quello che crediamo ci appartenga!
A volte anche strade se non agevoli almeno percorribili dove noi non vedevamo che ostacoli insormontabili.
Grazie e riabbraccio,
Roberto
Giorgina Busca Gernetti detto
Le difficoltà spesso dividono gli esseri viventi, ma eccezionalmente, nel tuo incisivo apologo, le più gravi difficoltà uniscono due esseri che forse non si amavano, forse l’uno invidiava l’altra o viceversa, o forse… non avevano mai trovato un incentivo a unirsi per vivere in armonia.
Il gesto dell’abitante offre loro l’occasione: l’abbraccio tra le due piante, diverse in tutto, è veramente simbolico, soprattutto in un’epoca in cui si tende a vivere con un individualismo esasperato e con indifferenza verso il prossimo sofferente, in particolar modo se “diverso”.
Giorgina Busca Gernetti detto
Nella fretta di “postare”, dopo aver lottato con WordPress, ho tralasciato quanto segue:
Caro Roberto,
…..
un caro saluto
Giorgina
robertorossitesta detto
Cara Giorgina,
tu dici: “eccezionalmente, nel tuo incisivo apologo, le più gravi difficoltà uniscono due esseri che forse non si amavano, forse l’uno invidiava l’altra o viceversa, o forse…”
A volte si parla di “proiezione del desiderio ” come di un qualcosa di esclusivamente velleitario e chimerico.
Ma il simbolo è potente, e agisce su molti piani, direi quasi su tutti.
Un caro saluto a te,
Roberto
marco1963 detto
Roberto,
credo sia bello così: che gli altri possano aiutarci a vedere cose che magari noi non pensiamo, non vediamo, non immaginiamo. La ricchezza degli altri, forse, è proprio questa.
Notte! Marco
robertorossitesta detto
Caro Marco,
Garibuja, lo scemo del villaggio del vecchio Piemonte, era considerato scemo appunto perché nascondeva i suoi soldi nelle tasche degli altri. Ma certo qualcuno di noi non crede che fosse proprio scemo.
Buonanotte a te,
Roberto
elisabetta detto
un’ironica tenerezza….
eli
carla detto
alla fine, ciò che resiste, sono le radici.
- l’invisibile agli occhi -
ciao Roberto, buona domenica
(quì sul lago è ventosa:-)
robertorossitesta detto
Cara Eli,
sì, o un’ironia tenera, che è il massimo che posso permettermi.
Ciao,
Roberto
robertorossitesta detto
Cara Carla,
proprio in questi ultimi giorni il tempo è assai migliorato (un incontentabile direbbe che è passato all’eccesso opposto) e ho spacchettato e riallontanato giusto di quel metro le due piante. Per essere “vecchie ragazze” sembrano aver superato brillantemente il brutto momento. Spero che così vicine non si siano sussurrate troppo, specie su di me.
Ciao, tanto vento anche qui,
Roberto