81. Quella voce
Pubblicato da fabrizio centofanti su febbraio 24, 2012
da qui
Hai saputo che ogni tanto viene. Potrebbe darti una dritta? Hai la nausea di tutto.
- Desidera?
La ragazza è giovane e grassoccia, un sorriso aperto che scioglierebbe il marmo.
- Una birra.
Dove l’hai vista? Cominci a invecchiare, soffri di amnesie.
- Ascolti
- Mi dica.
- E’ vero che il cantante passa qui?
Ti senti stupido, forse lo sei davvero.
- A quest’ora, circa.
- Dove ci siamo visti?
Sì, stupido: sei riuscito a imbarazzarla.
- Visti?
Eccolo: ha un cappello bianco. Si siede al tavolo vicino a una sella appesa alla ringhiera. Ma certo, al maneggio! L’avevi notata, chissà come. Forse per il sorriso irresistibile.
- Posso sedermi qui?
- Prego.
Eri incantato, mentre saliva sul cavallo.
- Mi chiamo Fausto.
- Il marito di Dalia.
Avresti voluto avvicinarla, chiederle qual era il segreto di un sorriso così bello.
- Già.
La segui mentre vortica fra i tavoli, come nella danza metodica del palio.
- A che punto siete?
Se fosse lei a possedere il segreto che stai cercando invano?
- Già sapete tutto, no?
Potresti saltare su un cavallo e sparire tra i corbezzoli della pineta.
- E’ la luce che porta conoscenza.
T’immagini con la ragazza sotto i pini. Sì, sei veramente stupido.
- Anche lei fissato con le stelle?
La luna guarda spazientita: ancora pensi a queste cose? Le offriresti una rosa: dove la trovi una rosa tra i cespugli della macchia?
- E lei ricomincia con le rose.
- Mi aiuti, visto che è bravo a indovinare.
La ragazza ti scruta: forse ricorda pure lei. A che pensi? Penso che siamo pazzi.
- Devi deciderti, Fausto, prima che sia tardi.
Perché non sorridi? Non dovevamo farlo. La luna: guarda la faccia della luna, prima di ficcarti in qualche guaio.
- Perché Dalia mi parla delle stelle? E’ vero che lei la chiama, quando canta?
Cavalcare nudi nella notte, che idea! La ragazza si volta, ogni tanto, con le birre in mano.
- Riesci a sentirla quella voce?
I gufi borbottano qualcosa. Se ce l’avesse lei, il segreto della vita?














Stella Maria detto
Il segreto della vita è in un cuore che sa ascoltare, un sorriso che dà pace, due occhi che finalmente si specchiano nei tuoi.
Fides detto
Se ce l’avesse lei, il segreto della vita?
Il segreto della vita, non si può dire, ma si può donare.
Quale sarà la mano che illumina le stelle?
ema detto
“E’ la luce che porta conoscenza.”
gum detto
E’ lecito anche tradire per un sorriso così, irresistibile, ti incanta e ti ghermisce.
C’è tradimento e tradimento.
Per una causa giusta, si può si deve.
Quel sorriso ti parla,la sua voce ti rapisce, ti fa conoscere l’estasi .
La segui sin nella macchia, a cavalcare nudo degli orpelli e dei peccati.
Ti lasci trascinare in quel luogo perchè sai che lì capirai qual’era il segreto.
M&C detto
- A che punto siete?
M&C detto
-… qual era il segreto di un sorriso così bello.
“Un sorriso
é quella cosa che nasce
quando qualcuno ti tocca dolcemente il cuore”
M&C detto
- Potresti saltare su un cavallo e sparire tra i corbezzoli della pineta.
AL CORBEZZOLO (G. Pascoli)
O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;
e ti dà gioia e ti dà forza al volo
verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;
i bianchi fiori metti quando rosse
hai già le bacche, e ricominci eterno,
quasi per gli altri ma per te non fosse
l’ozio del verno;
o verde albero italico, il tuo maggio
è nella bruma: s’anche tutto muora,
tu il giovanile gonfalon selvaggio
spieghi alla bora…
Vale detto
…il segreto della vita?
…aprendo il nostro cuore, sarà l’infinito a entrare in noi.
G.Leopardi
ema detto
“T’immagini con la ragazza sotto i pini.”
LA PIOGGIA NEL PINETO
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.
G.D’Annunzio
M&C detto
- Riesci a sentirla quella voce?
Dammi, Signore, un cuore che ascolta (1 Re 3, 9)
gum detto
@M&C @vale @ema
E’ stata l’occasione per reimpossessarci di tre sublimi liriche dei nostri padri della poesia.
Grazie
marco1963 detto
A volte ci sembra di conoscere la vita, chi siamo, cosa vogliamo esattamente. Ma quante volte non è così. Siamo particelle, carbonio, ossido, pelle, strati, carne. Siamo sorrisi e rabbia, amore e distacco, passione e raziocinio. Dobbiamo indirizzare quelle particelle queste sensazioni.
Spesso ci arrendiamo, ma quel mondo è qui, secondo me. E’ a portata di mano, è disponibile. “Devi deciderti, Fausto, prima che sia tardi”. Non sta per caso a lui, non sta a noi fare la mossa? Non sta a noi strappare con forza quegli strati che ci coprono gli occhi e c’impediscono di vedere luce e bellezza? Non è nostro dovere aprire cuore e mente e rendere grazie a chi ci ha dato libero arbitrio, intelligenza, sapere e possibilità di perderci? Non siamo in debito verso l’orizzonte, il mondo, gli altri? Non dobbiamo prendere a piene mani i miracoli che ci circondano e impararli a memoria? Amare l’amore dobbiamo. Anche questo, in modo infinitesimale, ci avvicina al Padre.
ema detto
“Riesci a sentirla quella voce?”
Non cantare più!
Voglio il silenzio
per dormire
qualsiasi ricordo
della voce udita
incompresa
che fu perduta
perché l’ho udita.
F.Pessoa
ema detto
“Cavalcare nudi nella notte, che idea!”
TORNA
Ritorna ancora e prendimi,
amata sensazione, ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l’antico desiderio di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.
Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne…
Costantino Kavafis
ema detto
“A che pensi? Penso che siamo pazzi.”
Stella Maria detto
Nuda sei semplice
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
P. Neruda
ema detto
“E’ vero che lei la chiama, quando canta?”
Raf detto
Riesci a sentirla quella voce?
La voce della vita in me non può raggiungere l’orecchio della vita in te; parliamoci, tuttavia: per non sentirci soli (Kahlil Gibran)
Raf detto
La luna: guarda la faccia della luna,
G. Leopardi, Alla Luna (l8l9)
O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!
ema detto
“L’avevi notata, chissà come. Forse per il sorriso irresistibile.”
“Incrociare lo sguardo”
Incrociare lo sguardo -
questo tremolio di raggio,
che ti trafigge
fino a baratri ignoti
dentro di te,
affogati nell’attesa.
L’esistenza si dischiude
nell’attimo in cui incroci lo sguardo:
senza limite di frontiere,
senza ombra di dipendenza,
senza scopo, senza paura,
senza determinazione alcuna.
In un attimo il tocco leggero
dell’indivisibile completezza
del mondo creato.
Incrociare lo sguardo,
sentire la musica
della luce stessa.
Un sublime attimo di libertà.
In un baleno si
incontrano due raggi
di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo
e il raggio fresco dello spirito.
Una domanda che è un lampo.
E il segreto negli abissi profondi
ti chiama per essere svelato
e tuttavia rimanere segreto.
È ciò a cui sei votato
in questo strano mondo –
incrociare lo sguardo.
Blaga Dimitrova
Roby (s.d a.) detto
condividre una lacrima o un sorriso…piccoli segreti della vita per i quali vale la pena compromettersi
Rashide detto
Agnese detto
“cominci a invecchiare,soffri di amnesie” – io,a me stessa mi spiego che dimentico “le cose” perche sono stanca e ho troppi problemi,ho bisogno di riposare. Non mi permetto a contare miei anni,perchè dovrei mettermi in depresione!?
Agnese detto
Fausto,ma tu non smetti mai cercare a risolvere tuoi problemi attraverso di altri? Fai la pace con te stesso! Per migliorare la tua vita devi cominciare da te stesso,senza accusare altri. Tua vita è nelle tue mani,sei tu a decidere cosa ti può dare la felicità! Almeno lo sai che cosa stai cercando?
Scusate dalla digressione:”cavalcare nudi nella notte,che idea!” – ma in quale senso? perche dopo la pagina precedente ho i luci rossi nel occhi!
roberta Z detto
Forse sono rimasta indietro: è scoppiata la bomba? Che ci fa Fausto seduto al pub? Forse si è messo a debita distanza dall’editoria, così può tranquillamente ricominciare la sua nuova vita.
Ma ti pare che con la tua azienda che sta per crollare te ne vai al pub? Per cercare Dalia? Ma se già cominci a fare il provolone con la ragazza che serve ai tavoli!
Con la scusa dei cattivi rapporti con tuo padre, puoi ancora permetterti di tutto? Ma non stai agendo peggio di lui?
Non c’è niente da fare, Fausto non cambia, non può cambiare, fa proprio pena. Può parlare anche con un angelo, ma è Faust che occupa il suo cuore: è n’ommo ‘e niente!
pamela detto
‘il segreto di un sorriso così bello’
IL TUO SORRISO
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
(Pablo Neruda)
fabrizio centofanti detto
grazie.
cerchiamo tutti un segreto, anche se non ce ne accorgiamo, anche se ci abbiamo rinunciato.
Ernesta Scappaticci detto
Nessuno rinuncia, forse cerca di pensare bene prima di fare delle scelte che per lei sono molto costose.
Si può anche cambiare ma se non lo si vuole, beh! quello che ti sta vicino ha almeno il diritto di avere la “sua vita”.
La scelta di andare per una strada piena di emozioni belle e anche brutte ma che almeno ha deciso lei, è sacrosanta, accidenti!
Il segreto della vita è capirsi, e capire che chi ti ha donato la vita ti ama tanto.
Semplice messa così, ma almeno uno ci prova anche se il carattere forte e un po’ spigoloso non sempre è disposto ad essere domato!
Domato? Gli uomini sono grandi domatori ma devono stare attenti perché nessuno sta accucciato per amore. Nessuno.
Ernestina
Ernesta Scappaticci detto
Per Amore uno sta piegato con le mani strette allo stomaco, talmente strette che quando puoi lasciare quella stretta… mamma mia!Dimmi dove sono? è passato anche questa volta!
“Ecco l’agnello di Dio che toglie il male dal mondo”.
Poi ti chiedi: a quando la prossima volta?
Per fortuna poi passa perché sei abituato.
Che forza bisogna avere per non mollare tutto, ma arriva una persona e io la saluto e lei che mi trova con le braccia aperte: mi racconta…..
Cosa dire grazie Dio che ho solo questo, poi il mio angelo custode col violino fra le mani inizia a suonare solo per me!
E la vita continua.