17. Mille luci

da qui

Una gara da ballo! L’hai vista per caso, la notizia che ti rimette in moto. Che farai? La raggiungerai prima dell’inizio per dirle che sei di nuovo qui, che vuoi ricominciare? Che sei stato un idiota a rifiutarti, che hai deciso d’iscriverti al corso che fanno sotto casa? Ti mordi le labbra: come farai? Sei sempre stato il più negato. Continua a leggere

16. Tapis roulant

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Che hai fatto, Romolo? Per la mania dei segnalibri te ne sei andato un’altra volta. Che penserà di te? Cosa ti ha spinto a fuggire di nascosto, mentre dormiva senza sospettare nulla? Il pensiero della bambina che ti aveva detto di voler fare la commessa? Hai sovrapposto i visi, per capire se in qualche punto coincidessero: gli stessi colori, la conformazione degli zigomi, il naso, gli occhi cesellati come mandorle: basta per pensare che Veronica e la bimba senza nome siano la stessa persona? E anche se fosse? Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.98: Almeja che visse due volte. Marino Magliani, “La spiaggia dei cani romantici”

Almeja che visse due volte. Marino Magliani, La spiaggia dei cani romantici, Milano, Instar Libri, 2010

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di Giuseppe Panella*


«Life is as tedious as a twice-told tale, / Vexing the dull ear of a drowsy man»
(William Shakespeare, The Life and Death of King John)

 

La spiaggia dei cani romantici è, in prima istanza, un omaggio alla poesia di Roberto Bolaño (Los perros romanticos è una raccolta di poesie del 2000 dello scrittore cileno ancora inedita in Italia). Ma della scrittura di Bolaño, così volutamente complessa e così piena di echi letterariamente esibiti e voluti (giusta la lezione compositiva di Jorge Luis Borges), il romanzo di Marino Magliani non ha molto. Va detto, però, che la scrittura volutamente serrata e discorsiva dello scrittore di Imperia nasconde una strategia di narrazioni e di intrecci di echi letterari molto più fitta e molto più culturalmente mossa di quanto sia confessabile a una prima lettura. La storia stessa di Almeja, ad esempio, rivela un intreccio di riferimenti che va al di là del puro e semplice aneddoto. La storia di Wakefield, protagonista di uno dei più noti e più bei racconti di Nathaniel Hawthorne ed eroe eponimo del testo contenuto nei Twice-Told Tales del 1837-1842, ricorda molto quello che capiterà al giovane Luis Enrique Dronero detto Almeja (cioè vongola) per la sua mancanza di collo e che lui vorrà coscientemente che gli accada, per delusione circa il suo destino (la donna che lo aveva seguito da Lincoln in Argentina fino a Bastieto in provincia di Imperia lo abbandonerà per andare a vivere con il cugino Ferruccio che li aveva ospitati nella sua casa) e per volontà di disincantamento nei confronti delle proprie possibilità di vivere nel mondo. Come racconta con precisione Borges in Altre inquisizioni (una raccolta di racconti che sia Bolaño che Magliani conoscono assai bene):

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15. Pillole

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La guardi di traverso, mentre dorme: hai paura che si svegli e ti sorprenda. E’ scivolata sul sedile in modo innaturale. A cosa stai pensando? Com’era difficile alzarlo dal letto e metterlo dritto sulla sedia; senti ancora il dolore dei polsi, della schiena. E poi le medicine, gli orari, la paura di sbagliare. Una lacrima scende lentamente, va a cadere sulla mano di lei, abbandonata sulla coscia: si sveglierà? Continua a leggere

Narda FATTORI – Le parole agre

L’ultima raccolta poetica di Narda Fattori, edita da L’Arcolaio di Gianfranco Fabbri, Le parole agre, richiama forse intenzionalmente, nel titolo, il noto romanzo di Bianciardi; esprimendo in effetti, in misura marcata, una visione sconsolata della vita, anche se non in modo assoluto. Come osserva Ivano Mugnaini nella sua prefazione vi “domina, certo, l’asprezza delle immagini e delle situazioni. Al suo fianco però, tenace, quasi tenuta in vita controvoglia, come qualcosa che ci esprime e ci sostenta quasi nostro malgrado, c’è, a volte, ostinata, riconoscibile al di là di ogni crepuscolo, una forma di speranza, una luce che emerge dall’ombra.” Le parole, infatti, come è dato osservare già dai primi testi, esprimono anche dell’altro: “Io gioco con le parole e con le parole/canto e rido e faccio convito/ballo la loro musica sempre variata…”  E non è poco: cosa sarebbe l’urgenza espressiva senza la gioia intima del dire, del gioco con le parole? La poesia, e l’arte in genere, non possono essere solo coercizione.  “Parlare, ascoltare. Trovare racconti mai narrati, dirli con gioia. Scoprire l’altro nelle storie che racconta” scriveva Sergio Atzeni (Passavamo sulla terra leggeri). Il gioco è anche gratuità, dedizione totale di sé stessi. Ed ecco anche la speranza a cui accenna  Mugnaini: “Ma io so che/la forza di una sola goccia/scava abissi crea stalagmiti//dentro quella goccia attendo/il diluvio che laverà via/il belletto degli istrioni/e finalmente contro il nuovo sole/solo innocenza e gratuità del fare.” Continua a leggere

Discorrendo di Connettivismo (e di “connessione”) con Alex Tonelli

Introduzione di Giovanni Agnoloni 

In vista della conferenza (dal titolo “Poesia e fantascienza: un binomio impossibile?”) che terrò sabato 31 marzo a Milano al Fanta Festival Mohole alle ore 20 (ma arrivate prima!) in Sala Vigneron (allego il programma) con Alex Tonelli, voce profondamente filosofica (ma non solo) del Connettivismo, ecco un nostro flusso-scambio di idee sui temi che tratteremo nell’occasione.

È anche un’opportunità per riflettere sui temi di fondo del Connettivismo, in una fase cruciale, in cui la nostra avanguardia letteria, che nasce dalla fantascienza, sta iniziando il percorso di infiltrazione feconda nel mainstream.

Interessante, mi viene solo da dire, che i nostri “nomi di battaglia” (“Logos” lui e “Kosmos” io) facciano singolarmente eco con i temi toccati qui di seguito.

Ecco qui il nostro scambio/flusso. Continua a leggere

14. Scrivere

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Questa stanza è da sballo, non te ne andresti mai. Ripensi alla mail che hai letto in sogno: esistono premonizioni come queste? Possibile che il sogno corrisponda alla realtà? Da quant’è che non scrivi? La visione ti ha ispirato. Riaccendi il computer, riapri il blog che avevi intitolato Idee per un romanzo. Quale idea migliore dell’amore? Naturalmente un amore tormentato. Continua a leggere