da qui
Il litorale è uno straccio asciutto appeso al lavandino intasato del Tirreno. Ci vieni spesso a riesumare i ricordi, come se posando gli occhi su ciò che avete visto insieme – perché le cose in due sono diverse, te ne accorgi solo adesso che sei sola, come la pubblicità di una ditta fallita da decenni, o l’albero di fichi spuntato nel groviglio dei cespugli d’erica, di alloro, di corbezzolo – e guardando il cielo bianco cha plana sulla spiaggia sbocciata dai ciuffi di ginestra, potessi ritrovare lui, gli occhi incrociati solo a tratti nelle notti d’agosto, quando era sufficiente sporgersi dal finestrino per contemplare la collana abbagliante delle stelle, e pensavi che con lui avresti trovato un senso, concluso qualcosa, dato fuoco alle polveri della ribellione che ti covava dentro da decenni, da quando i fratelli avevano rubato l’attenzione di mamma e di papà e tu, passerotto fradicio di pioggia, dovevi accontentarti delle briciole. Ma adesso era diverso: lui, il poeta, sapeva parlare della notte come nessuno aveva fatto fino a ora; i lampioni, le luci degli stabilimenti erano un pretesto per recitare versi che inventava là per là, come se la strada sulle dune fosse una pagina di asfalto da riempire di parole, e i tralicci della corrente elettrica penne pronte a tradurre in poesie indimenticabili il sentimento che leggevi nel suo sguardo, da cui ti lasciavi penetrare come un ventre umido di attese, una magia che cancellava ogni sconfitta. Quando ci torni, ti sembra di non essere più sola: lo senti ancora, lo vedi, con gli occhi che scrutano lontano, oltre la strada, sulla linea invisibile in cui le luci dei lampioni incrociano i fanali lampeggianti delle stelle, ed è così che l’orizzonte si confonde, le sensazioni disegnano contorni che non coincidono più con la striscia bianca continua della litoranea, e non sai se le fonti luminose siano fari d’auto o pezzi di costellazioni, e comprendi solo all’ultimo che di tutto questo sogno resterà l’impatto terribile dal quale, forse, non si torna, che ti lascia riversa sul mare verde dei mirti, tra le onde screziate del caprifoglio e del lentisco.
Le poesie ti fanno sognare , perchè ogni sogno è “una magia che cancella ogni sconfitta”, sono l’unico ponte di unione tra il mondo reale e il mondo dei sogni, dove “non sai se le fonti luminose siano fari d’auto o pezzi di costellazioni, ” fino a quando non riapri gli occhi e ritorni alla vita reale.
“una magia che cancellava ogni sconfitta………e comprendi solo all’ultimo che di tutto questo sogno resterà l’impatto terribile dal quale, forse, non si torna”
Se l’amore deve essermi negato,
perché il mattino spezza il suo cuore
in canzoni, e perché questi sospiri
che il vento del sud disperde
tra le foglie appena spuntate?
Se l’amore deve essermi negato,
perché porta la notte, in dolente
silenzio, la pena delle stelle?
E perché questo folle cuore
getta sconsideratamente la speranza
su un mare la cui fine non conosce?
Tagore
.Ci vieni spesso a riesumare i ricordi,
Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla − ora soltanto − per la prima volta.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)
Ognuno di noi è una stella che brilla di luce propria , ma fino a quando non avremo questa consapevolezza ci sarà sempre una linea di confine tra “le luci dei lampioni” e i “fanali lampeggianti delle stelle”.
stelle e lampioni … milioni di milioni
Vivere per lavorare alla costruzione di un ricordo prima che arrivi l’ impatto terribile.
Ricordare per vivere e rivivere dopo, comunque e nonostante.
“posando gli occhi su ciò che avete visto insieme – perché le cose in due sono diverse”
Abbiamo tutti un posto per rifugiarci e ricordare o dimenticare, recuperare le energie, ritrovare noi stessi e riprendere a vivere con un sorriso, fosse anche solo in fondo al cuore. Anche per me è il mare da amare e in cui annegare.
Il litorale è la vita vissuta in solitudine e rimpianti, che scorre arida, asciutta, come “uno straccio appeso al lavandino intasato” di ricordi, desiderando e sognando ancora quell’amore capace di far sbocciare una ginestra sulla spiaggia, un fiore nel deserto, di farti contemplare e perdere nella luce delle stelle.
Senza amore l’anima si perde, la vita non ha senso; e senza la poesia, capace di riempire di parole quella “strada sulle dune, come fosse una pagina di asfalto”, capace di far sognare per vivere ancora, non resta altro che “l’impatto terribile” con l’incapacità di essere felici, “dal quale, forse, non si torna”.
Quest’odore marino -Giorgio Caproni -
Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.
Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare…
Insieme
come fumo d’un vino,
ci inebriava, questo
odore marino
Sul petto ho ancora il sale
d’ostrica del primo mattino
”ti sembra di non essere più sola”
Mi piace credere che il ricordo sia contatto, comunicazione, con cui chiamiamo accanto a noi le persone che amiamo.
Certe parole scritte o ascoltate sono più forti delle immagini ti restano dentro insieme ai ricordi di ciò che ti ha reso felice.
Oggi ho sentito parole dolcissime da una ragazza sconosciuta che non ha mai visto le stelle ne’il cielo, nè il verde della macchia mediterranea o i fari delle automobili , che non può “posare gli occhi su ciò che vuol vedere insieme all’altro” perchè non li ha mai avuti.
Non le dimenticherò mai.
@Pam 14
Credo anche io che ricordare sia un modo per restare vicini e sentirsi sempre uniti: se ami, infatti, non puoi dimenticare, mai!
@M&C
Concordo, il ricordo è già presenza..
Un abbraccio!
Pam
vi ringrazio!
sapete essere poesia.
un abbraccio speciale a Cristina e Gum, mi avete commosso.
Perché le cose in due sono diverse, è bello condividere la tua vita con la persona che hai accanto; è la sola cosa che si desidera (che io desidero).
Bisogna combattere, ricominciare ma non è mai troppo tardi per ricominciare ad avere fiducia nell’altro, negli altri.
Questo lo impariamo tutti i giorni, di nuovo, e per fortuna.
Ernestina.
@ Pam,
Lo credo anche io, grazie per averlo scritto.
Un abbraccio a te e a tutti.
Ernestina.
E’ bella questa frase:”Quando ci torni,ti sembra di non essere più sola:lo senti ancora,lo vedi…”
lui non c’è(non conosciamo ancora il motivo di loro separazione) ma il sentimento è rimasto.Io lo trovo bello.Qualcuno che è stato importante per me,che mi ha dato amore e io lo amavo,mi sembra giusto che,anche se non stiamo insieme continuo a pensare di lui con un sentimento,non con la rabbia o l’odio.
Hanno passato insieme bel momenti,non c’è bisogno di cercare motivi per odiare, non cambia niente.Meglio è coltivare pensieri belli,positivi.
“Lui,il poeta,sapeva parlare della notte come nessuno aveva fatto fino a ora”-e ci credo che ha fatto perdere la testa (e il cuore) specialmente che lei aveva fame di amore.
“le cose in due sono diverse,te ne accorgi solo adesso che sei sola”
si può dire:normale. Quando”abbiamo”,si sembra situazione normale,solo la perdita di oggetto(?) fa capire come era importante per noi.
Però in questo brano non sarei tanto d’accordo.qua si capisce che questa ragazza, spesso nella vita si sentiva sola e lui l’aveva dato tutto affetto che li mancava (o quasi). Sicuramente anche durante di loro rapporto si accorgeva di felicità a stare con lui. La differenza tra essere amata e essere sola aveva già capito prima (cosi penso)
“il sentimento che leggevi nel suo sguardo(…),una magia che cancellava ogni sconfitta”
amare e essere amato da la forza per vivere,per combattere con tutti ostacoli nella vita, amore è “una magia”
Anche nei momenti più ostili, quando la vita decide di sfidarti, la poesia è sempre lì, discreta, nascosta nel silenzio di una pagina, in attesa di essere letta: bisogna solo cercarla.
Grazie, don!
Tu ci commuovi ogni giorno, con te è facile vedere l’azzurro e scoprirne tutta la poesia.
http://www.youtube.com/watch?v=RuYbA55IWGs&feature=youtube_gdata_player
Mi succede sempre più spesso di ricordare persone che sono uscite dalla mia vita per diversi motivi, motivi che allora mi sembravano così importanti da troncare un rapporto, ma che ora non ricordo neanche.
Una volta ripensavo spesso ai fatti negativi, anche tragici, della mia vita e questo come allora mi provocava dolore, mi faceva sentire vittima di persone che non si erano preoccupate di ferire il mio amor proprio, di far sì che mi sentissi inutile, che la mia vita mi apparisse come qualcosa che va avanti senza nessuna volontà, senza alcun interesse da parte mia, fino alla fine.
Poi mi sono stufata, basta. E mi sono resa conto di aver vissuto episodi positivi che avevo dimenticato. Ora voglio pensare solo a questi, anche questi mi appartengono.
E mi sta capitando di rivivere il grande amore della mia vita, ricordo ogni momento, ogni sensazione, quasi fossi tornata indietro nel tempo. Viale Regina Margherita, primavera, profumo di tigli, una ragazza di diciotto anni, che sta per prendere la patente, che si è appena comperata una cinquecento di terza mano, che studia e ha un lavoro importante, che vede da lontano il suo ragazzo e gli va incontro con il cuore gonfio di amore, con passo veloce. Ancora mi sento battere il cuore forte, quando rivivo quei momenti. L’ho lasciato che ancora lo amavo, chissà perché, sono stata una cretina.
Mi piacerebbe rivederlo, mi sa che scriverò a “C’è posta per te”.
Vi ringrazio!
Roberta, far rinascere i ricordi belli è un risultato straordinario, secondo me.