La glaciazione
Ho visto giorni seguiti da giorni
perfettamente uguali a se stessi.
Ho conosciuto galassie lontane
passando per il centro di ogni cosa.
L’inferno è stata l’unica tenue
speranza di calore.
*
17:51
Nulla agita il silenzio.
Dopo l’urlo del destino
avevo posto un’illusione
a guardia dell’eco.
L’ultima rosa rossa
è la faccia scura del tramonto,
la dolcezza dei petali
che si levano giudiziosi
ed entrano nel buio.
*
Troppo vicino
I muri sono confini preposti
a giudicare l’azzardo del passo,
comunque pronti a ripagare
l’offesa con l’urto.
Io credo mi giovi questo stare di lato
con le scarpe dure di fango
e i capelli pieni di cielo
a catturare qualche nota
di stonata verità
dall’armonia imperfetta
del silenzio.
*
Ossigeno
Nella perdita continua scopriremo
la nuova centralità dell’essere.
I nostri cuori busseranno al petto
per chiederci asilo.
L’errore è stato credersi vivi
per tutto l’ossigeno
che abbiamo respirato.
Ci diranno che non era possibile.
*
Settembre
Dovrei uscire da me per credere ai giorni.
Il mio sangue scintilla senza farsi vedere.
La luce illumina a stento le cose.
Cerco sempre la verità all’interno delle forme.
La città si rassegna al sacrificio del vento.
Qualcosa si muove e lascia indietro
l’ultimo segno della sua perfezione.
La sintassi affila il silenzio un attimo prima
dell’ultima parola.
Ogni foglia dell’autunno è un lato di me.
Ogni pioggia il tentativo
di arrendermi al pianto.
*
Preghiera
Perdonami,
se ancora oggi
ho il vizio di esistere.
Perdonami
tu che cerchi
in questo mare di sangue
l’onda perfetta.
Perdonami,
se quegli occhi neri
si fecero così uguali
da farmi credere all’oblio.
Perdonami,
se il rumore della gioia
è un granello di sabbia
al vento d’estate.
*
La notte oscura
Giacché la nitida assenza
ne è lo stato naturale,
torno a decidere ogni volta,
un attimo prima della felicità.
Ogni pensiero oscuro è cittadino
della mia terra
e le lacrime antiche
sono l’unico inchiostro
per scrivere
le paure di domani.
*
Giulio MARCHETTI
LA NOTTE OSCURA
puntoacapo (Novi Ligure 2012)
Prefazione di Mattia Leombruno
*
Giulio Marchetti è nato a Roma nel 1982.
La notte oscura è la sua terza raccolta poetica, dopo Il sogno della vita (Novi Ligure, 2008) ed Energia del vuoto (Puntoacapo editrice)

“Io credo mi giovi questo stare di lato” ecc.
Giova, giova, a chi scrive e a chi legge.
Cari Giulio e Giovanni,
un grazie e un saluto,
Roberto
Caro Roberto, credo che tu abbia colto perfettamente un aspetto peculiare della scrittura e della postura di Giulio Marchetti, con quel suo procedere in punta di piedi, appartato, di lato, appunto: “Perdonami,/se ancora oggi/ho il vizio di esistere.” Chiedendo dunque scusa di esistere, là dove altri urlano, calciano, moltiplicano il nome in ogni spazio webbico per mostrare a sè stessi e agli altri che esistono.
Grazie, un abbraccio.
Giovanni