da qui
Di notte, qui, c’è gente dappertutto:
bambini che s’inseguono, signore
in calzoncini corti che passeggiano,
le case illuminate, che nascondono
la vita che si cerca,
l’attesa di qualcosa che non torna.
Di sotto, il mare, ritma il suo respiro
lento. Per me, che scrivo
accanto al lampioncino della piazza,
è una presenza amica:
degli altri non so nulla;
le famiglie, che sciamano confuse
coi rumori di tazze e di bicchieri,
sono il mondo di fuori;
ma il mare, il mare, è il mio respiro lento,
il patto che ora stringo con il tempo
per ritrovare ancora, in questa sera,
un senso, la memoria che ogni volta
diventa casa, luce,
la mia famiglia vera.
Nella memoria la sottile voce dell’amore canta il canto del mare, il canto del cuore, il battito del tempo senza tempo dell’eterno.
Bellissima, Fabry
Grazie
La sensazione più bella e’ sentirsi a casa, ovunque essa sia. Un posto in cui stare e in cui tornare, dove un grembo materno e’ sempre pronto ad accoglierti in se’.
e il naufragar m’è dolce
La quotidianità e l’infinito.
Quanta dolcezza! Eppure la vita non scorre sempre facilmente. Il segreto e’ imparare a scoprire quanta bellezza c’e nei ricordi.
La casa può essere più o meno solida, come insegnano i tre porcellini, fino ad essere di cemento armato e totalmente antisismica. E non è detto poi che sia più sicura di una casa grotta, tugurio, di una casa di cielo e di stelle.
Una casa può avere oro e broccati o cartoni e stecche di panchina.
Alletta la casa di marzapane e cioccolato o quella posta in cima ad una pianta di fagioli.
Ma in ogni caso, che sia solida struttura o rappresentazione dell’anima, entità materiale o immateriale, secondo me “casa” è un concetto strettamente legato al tempo presente; lo è comunque, che in essa alloggi il caos più attuale, il ricordo irripetibile o il desiderio inarrivabile.
Se la casa non c’è più o se forse ci sarà, la casa non esiste.
E’ certo che qui si parli di memoria, del moto incessante di mare e ricordi che sbatte nell’anima, con un ritmo che riesce a sovrastare il passaggio degli sconosciuti nella piazza.
Ma si parla pur sempre di una casa che, grazie a questi elementi, si “materializza” per vivere ed essere da riparo OGGI.
Respirare i ricordi che le onde riportano puntuali, fino a riviverli, toccarli anche solo per un attimo, quando la brezza della sera accarezza il cuore che, con la sua matita, disegna ancora il suo rifugio
Sentirsi a casa e’ un’esperienza meravigliosa, ci si orienta senza mai essere spaesati, i rumori sono conosciuti, emergono ricordi ed emozioni. Casa e’ il luogo dove tornare sapendo che c’e’ qualcuno che ci aspetta.
Grazie! Bellissima ed emozionante.
Scusate, ho omesso di dire e, invece, era fondamentale:
… è nell’aver saputo edificare, con il materiale fornito dalla memoria, una casa dotata di vitalità e attualità (proprio come il prototipo ben descritto da Stella Maria), che risiede secondo me tutta la bellezza e l’originalità di questa poesia.
Io riesco a dirti solo: grazie di questa dolcissima poesia!
Sei davvero una bella persona, sono fiera di conoscerti.
Ernestina.
La notte è lenta, e va consumata con attenzione, scruttando ogni attimi che passanno, di tanto in tanto, quasi senza parere, si volta indietro, per misurare la perchè vivrà negli occhi e nella memoria il vasto mare come ricchezza interiore, profonda di una vita che continua è si rinnova con il suo respiro lento per cogliere quelle scintille di gioia vera, infinita, come quella di sentire in se stessi.
Ritrovarsi a “casa” è una bellissima sensazione,trovare la pace tra i ricordi ascoltando in silenzio il rumore del mare,e farli rivivere trasformandoli in poesia in modo straordinario,unico..con una dolcezza che sembra ti illumini della stessa luce..
Grazie Fabrizio,è meravigliosa..
Ci sono posti in cui, rivivere i ricordi struggenti del passato fanno affiorare una calda lacrima, ma quel calore scende fino al cuore, ci fa rinascere e felici ci fa sentire a casa
Grazie, Fabry!
I ricordi sono la nostra casa e la nostra famiglia , quando sono sempre vivi dentro di noi,perchè sono i mattoncini fondamentali della nostra esistenza.
c’è una frase che mi piace molto.la casa tua è là dove è il tuo cuore.
sono i ricordi belli che ci fanno stare bene,tranquillo,che ti senti come a casa tua
“la vita che si cerca”
….
“la memoria che ogni volta
diventa casa,luce,
la mia famiglia vera”
Allora,dobbiamo raccogliere e accumulare tutto bello che ci è capitato nella vita, cosi possiamo stare bene,tranquilli,e……dobbiamo andare alla ricerca di momenti belli nella vita. E’ giusto cosi!
“ritrovare ancora (…) un senso” -a volte è difficile,ci sono i situazioni nella vita che si sembra che non hanno un senso,che non si possono spiegare in nessun modo ragionevole,soltanto con il tempo riusciamo a capire significato,segreto della nostra vita
don Fabrizio,una bellissima poesia,con un senso profondo. Complimenti! Aspetto altre.
A casa
E torna
come sempre
da sempre.
Torna il caldo tepore
la luce accecante
il cristallo dell’aria
che, immobile, avvolge le cose
brillante e raggiante
che quasi si tocca.
E torna il ricordo
di tempi finiti
le voci perdute
in remoti cassetti
di memorie passate
e mai del tutto passate.
Chiudo gli occhi…
…il colore del cielo
il rumore del vento
la carezza del sole
l’odore di mare
e urla di bimbi
e gabbiani impazziti
e quel senso di tutto
il pieno nel vuoto
a colmare il mio cuore
a riempire ogni spazio,
quel senso di casa
che mai più ho ritrovato.
Torna
mi scalda le mani gelate
lo sguardo smarrito
i sensi assopiti
il cuore ferito.
E torno.
A casa.
Sembra di sentire l’odore del mare, lo sciabordio delle onde, le voci, le immagini, i suoni tipici di una serata d’estate, e al tempo stesso, un senso di intimità come un abbraccio cui affidarsi. Casa è ritrovare e ritrovarsi.
Grazie, Fabrizio, perché la tua poesia è casa e luce per noi.
grazie a voi!
in particolare a Clown per la sua lettura empatica.
Carissimo Fabry, la tua è una poesia con il “mare dentro”, che mi rievoca in qualche modo quella più cosmica di Borges,
che desidero riportarti di seguito, con un grandissimo fraterno profondo abbraccio tutto “azzurro” .
Augusto
Prima che il sogno (o il terrore) intrecciasse
Mitologie e cosmogonie
E che il tempo prendesse forma in giorni,
Il mare, il sempre mare, era lì, eterno.
Chi è dunque il mare? Chi è quel violento
Essere antico che rode i pilastri
Della terra ed è uno e molti mari
Ed è abisso e splendore, caso e vento?
Lo si guarda ogni volta per la prima
Volta, con lo stupore che le cose
Elementari destano: maliose
Sere , la luna, il fuoco di un falò.
Chi è il mare, io chi sono? Lo sparò
Il giorno che tien dietro all’agonia.
J. L. Borges
Grazie di averci invitato nella tua splendida casa così piena di arredi di vita legati ai migliori ricordi, per far spazio a noi tutti si è fatta più grande , anzi adesso è anche un pò nostra.
Augusto e Gum, grazie di cuore.
bello ritrovarsi a casa.
“Ritrovarsi a casa”, ritrovare “una presenza amica” che ormai è una parte fondamentale della mia vita: è esattamente la sensazione che provo oggi che ritorno dopo una breve pausa.
Grazie, don!