da qui
Gli zingari stanno litigando. Da quando il cardinale ha avvertito che ti tiene d’occhio, stai più in guardia, perché non lo raggiungano voci più insidiose, già ne arrivano tante. Un prete belloccio è sotto il tiro incrociato di beghine e di invidiosi, ma a te non importa un accidente: i tuoi errori li hai fatti e sei disposto a parlarne dall’ambone, magari a scriverci un libro; avrebbe successo, certamente, ma non t’importa nemmeno del successo; vorresti solo vivere nella verità, e ti chiedi se la Chiesa permetta di farlo fino in fondo, se non ci siano le premesse per produrre preti frustrati e incapaci di vivere i propri sentimenti. Comunque sia, non hai voce in capitolo: se dicessi quello che pensi riguardo al celibato, ti ritroveresti in missione dove ai sacerdoti gli sparano o gli tagliano la gola. Ecco: trovassi almeno un rimedio al mal di testa; di certo non lo fanno passare gli zingari che urlano nel portico. Si può sapere cosa avete? Mio padre è impazzito: picchia mia madre, quando torniamo al campo. Guardi la vittima negli occhi: non capisce una parola d’italiano. Ha lo sguardo triste di chi ha imparato a rassegnarsi. Si dividono in due gruppi; quelli che siedono a sinistra dicono di essere di un’altra razza: noi siamo rumeni, loro zingari. Una si chiama Lavinia, è nata a Roma. Ti chiedi cos’abbiano di così diverso da incutere paura. Da quando ho deciso? Me lo chiedo anch’io. A un certo punto ho avvertito il disagio di trovarmi in un’azienda, una specie di supermercato dove si cercano gli sconti sui corsi, i sacramenti. Mi sono chiesto se avesse senso andare avanti in questo modo. Qui, tutto è diverso: si dice pane al pane, vino al vino, come ha fatto Gesù: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. Questo sono io, senza protezioni o garanzie, senza lo scudo dell’autorità. Un ponte è un ponte, un uomo è un uomo. Penso sempre al finale della Buona Novella di De André: non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo, fratello anche mio. Aveva ragione. Claudia aggrotta la fronte: ritiene che Gesù non sia il figlio di Dio? Al contrario: che sia figlio di Dio ogni fratello che incontro per la strada. Lei non durerà, secondo me. Io sono già finito: riesco a scrivere a stento; ma qualcosa farò. Si ricordi: il pontefice è colui che costruisce ponti; io ci vivo sotto, come vede; è un passo avanti. Domani ritiro le analisi di Arturo: speriamo bene. Non dimentichi la sua promessa. Se c’è una cosa in cui credo è la coerenza. Vede? Siamo fatti uguali. Ma non credo nei miracoli. E nemmeno che lei sia qui soltanto perché allergico a corsi e sacramenti.
“Se c’è una cosa” che ho imparato negli ultimi mesi, non senza ferite, è quella di “focalizzare l’obiettivo” e di andare avanti, nonostante gli errori possibili, che considero del tutto umani e superabili e dei quali, ormai, non me ne “importa un accidente”, se non il fatto che da essi posso impare e migliorare.
La verità che ti guida, che ti entra nelle ossa, che quando non puoi esprimerti come vorresti, ti lascia secco, sdraiato, esanime. La verità che vorresti, il messaggio originale, la verità calpestata, derisa, allontanata, umiliata, in nome della morale, del buon senso, del perbenismo opaco e improbabile, di falsi dei e capricci tutti umani. Quella stessa verità che ti spunta in bocca, che vorrebbe uscire prepotente e urlare in faccia a tutti il proprio messaggio. Vivere all’ombra di questa verità, lavorare in silenzio per questa verità, qualunque essa sia, dovunque si annidi. Un compito sempre arduo ma obbligatorio.
@ M&C
Sono pienamente d’accordo con te l’ importante è focalizzare l’ obiettivo ,affinché questo si possa realizzare,tutto il resto non conta.
Se la Verità e’ stata crocifissa, allora non e’ strano che chi vuole viverLa finisca sotto un ponte… Ma sarà davvero la fine?
Se il papa è uno che costruisce ponti allora vuol dire che una speranza c’è. Lui lancia il messaggio più possibile verosimile all’originale, se non l’unico vero, illuminato dallo Spirito che lo vuole discendente di Pietro ma a fare ponti si ritrova solo, e forse il suo continuare a costruire è il segno che non bisogna perdere la speranza, nonostante le ragion di stato, i giochi di palazzo, i traditori e millantatori, nonostante il satan abbia a volte fascia rossa di porporato, o il viola delle eccellenze, e un popolo c… per dirlo alla Trilussa, che si beve ogni cosa che non sia il fiele della verità.
Voglia di cambiare, ma il cambiamento non è facile, a volte bisogna aspettare secoli, altre è frutto di una vera e veloce rivoluzione, vivere sotto i ponti allora è l’inizio del cambiamento, un cambiamento dall’interno, per chi senza porpora e ametiste, vive il vangelo di strada, fatto di povera gente, zingari, rom, musulmani che cercano i fratelli cristiani, pazzi, alcolisti, barboni e disperati di ogni tipo che vivono ai margini delle signore in pelliccia, delle pie donne, degli uomini incravattati e anche di altri che della celebrazione, del cristianesimo fanno uno status e non la vita vera.
Accade allora che in un mondo sotto attacco come in una guerra, il prete sia uno sempre in difesa, che non può esprimere liberamente i sentimenti, un frustrato che non può fare una carezza a un bambino senza passare per pedofilo, non può ridere con una donna senza che si pensi sia la sua amante, e se ha un amico molto amico allora è… un diverso, senza pensare che questo frustrarsi per non finire sui giornali scandalistici o sul gossip di quartiere, che ti spedisce diretto dove ti tagliano la gola o ti sparano contro, fanno di te il vero diverso, il barbone che vive sotto i ponti, quei ponti che il rappresentante di Cristo in terra, il servo dei servi, continua a costruire, sperando che sempre più uomini che credono come lui e con lui nello stesso Dio, hanno abbracciato la stessa missione, decidano di viverci sotto: in fondo la rivoluzione inizia sempre da un popolo affamato, … affamato di verità, di autenticità, di Dio.
ma non t’importa nemmeno del successo; vorresti solo vivere nella verità
La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in loro stessi la loro legge ed il loro cammino.
– Hermann Hesse
Ti chiedi cos’abbiano di così diverso da incutere paura.
E’ la mancanza di fiducia che ci separa gli uni dagli altri e che fa nascere in noi la paura. Ma la paura svanisce solo quando si conoscono le persone , e le loro abitudini. Mi viene in mente l’episodio di una ragazza, che conosceva un gruppetto di rumeni, e si sentiva esclusa ,quando loro iniziavano a parlare nella loro lingua- Un bel giorno si è fatta coraggio ha chiesto loro se le potevano insegnare il rumeno, in quel momento quei ragazzi si sono sentiti accolti,e cosi facendo ,oltre ad imparare i rumeno sono diventati amici per la pelle.
A volte basta veramente poco per non avere paura dell’altro, basta semplicemente: conoscerlo!
@ Stella Maria
Il tuo commento è toccante, sprizza da tutti i pori talmente tanto amore per l’uomo e tanta comprensione per l’umanità da provocare una inesauribile sete di verità di speranza e di vita.
“vorresti solo vivere nella verità”
La verità non è qualcosa di superfluo, non è un lusso. È un bisogno.
Se non ci si innamora perdutamente della verità non è possibile perseguirla.
Ma non credo nei miracoli.
Amare qualcuno significa vedere un miracolo invisibile agli altri.
Mauriac
Solo chi Ama può far nascere una rosa nel deserto,e riuscire a vedere un fiore che nasce in una terra arida si può già considerare un miracolo!
non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.
Gesu’ figlio dell’uomo”
Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte, è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo, sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.
Kahlil Gibran
magari a scriverci un libro;
Citate da Mary Haskell
Ogni quadro è un ritratto…
un autoritratto.
Ogni poesia
è un’autobiografia.
Ogni scoperta
è scoperta di sé.
Cambridge, 28 aprile 1922
Alla quindicesima mi sento ancora dentro al romanzo. Capisco quasi tutto. In particolare che questa dottoressa per ora mi risulta piuttosto simpatica. Ma anche chi lotta contro le difficoltà quotidiane, dalle più alte alle più misere, dalle più interiori alle più sgraziatamente materiali, ovunque si trovi, soprattutto se sotto ai ponti. Lo stesso che trova il tempo di mettere in prosa il suo mal di testa, per poi trasformarlo ai nostri occhi di lettori, proprio come De Andrè, in poesia. Un prete. Belloccio.
Se c’è una cosa in cui credo è la coerenza.
Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere.
(Sandro Pertini)
Anni fa ho visto un film,non mi ricordo neanche il titolo,ricordo soltanto una frase: se zingaro non picchia sua moglie,significa che non lo ama.Chi sa,se questo è vero o è solo invenzione di regista?
Voci invidiose arrivano sempre,anche quando non si succede niente.Ci sono le persone che adorano parlare male,anzi, parlano soltanto male,e se non possono dire niente di cattivo-non dicono niente.La vita è anche cosi. Ma noi continuamo vivere, nonostante tutto
“Per quanto è possibile,bisognerebbe fare un favore a tutti:spesso si ha bisogno di qualcuno più piccolo”
Jean De Le Fontaine
vi ringrazio!
fame di autenticità: provarla sempre più e provare a saziarci di un cibo genuino.
credo sia quello che stiamo provando a fare insieme.
i figli degli uomini soffrono come figli di Dio. E’ questo il grande mistero della redenzione?
“i tuoi errori li hai fatti e sei disposto a parlarne dall’ambone”-ma per glorificarsi o per pentirsi? (scherzo).Tutti nella vita abbiamo fatto errori,siamo soltanto umani. Importante è riconoscere suoi sbagli per non ripetere più.
“Fratello anche mio”
La mia vita sarebbe inutile se non pensassi sempre che tutte le persone che incontro sono fratelli anche miei, mi viene istintivo da sempre.
Sono contenta di stare nella mia chiesa perché lo imparo ogni giorno un po’ meglio.
Un abbraccio a tutti
Ernestina.
“Per me la pecca più grande
della Chiesa odierna
è quella di non essere
evidentemente più per molti
il luogo in cuì è possibile
fare esperienze spirituali
ed essere toccati da Dio”.
“Solo chi cerca la vita troverà Dio.
E viceversa si pùo dire
che soltanto chi cerca davvero Dio
trovera la pienezza della vita”.
Anselm Grun
@ Gum
si è così l’amore per l’umanità a volte mi commuove ed è questo amore che mi lascia la speranza che il progetto di Dio si realizzerà. Certo ci sono giorni in cui mi sento solo una povera illusa e che il mio amore sia perle per i maiali, a volte ho paura dell’altro o sono diffidente per esperienze che mi hanno segnato, ma se incontro l’altro mi rimane difficile non sorridergli. Chissà forse questa non sono io ma solo ciò che mi piacerebbe essere:-)
Grazie
@Stella Maria 23.
Anche se solo attraverso i commenti, tuttavia, per la genuinità che emanano, è difficile immaginare differenze tra ciò che sei e ciò che vorresti essere.
Vivere nella verità, un messaggio forte, che dovrebbe giungere da un profondo rinnovamento , personale e della chiesa; un cammino necessario per aprire con coraggio ogni possibile varco che conduca al desiderio di guardarci negli occhi e sentirci fratelli, non soltanto in un saluto o un sorriso o una moneta regalata che lavi la coscienza, ma in una condivisione sincera che permetta di sostenere – soprattutto – il proprio sguardo davanti allo specchio.
vi ringrazio!
sì, diventare figli, passando attraverso il dolore.
@ Clown
grazie e grazie anche per quel che scrivi.