28. Qualunque cosa

da qui

Perché mi chiami Ludmilla? Il mio nome è Mihaela. Già, perché la chiami Ludmilla? Sei preoccupato: sarà la stanchezza? O la malattia? Il tuo vizio di non andare mai dal medico. E voi? Come vi chiamate? Ce lo chiedi sempre. Dunque, tu sei Sharon. No, Samanta. E tu sei Liubisa. No, sono Shakira, Liubisa è un nome da bambino. Hai paura che ti prendano in giro? Hanno solo voglia di scherzare. E voi chi siete? Mihaela ti soccorre: vengono qui dalle baracche vicine. E Dragan? Non dirmi che non c’è nemmeno oggi. Ha la febbre; si è sentito male dopo aver lavorato a lungo sotto il sole. E’ a letto? La stanza è semibuia: in fondo c’è una massa scura, due occhi che emergono dal nulla, e ti fissano stanchi. Ho deciso di restare. Per un momento, sei felice. Come hai fatto a convincerlo? Lui ci va, lo raggiungo nel fine settimana. Vorresti piangere di gioia, ma non puoi farlo. Un bel po’ di chilometri, se ho calcolato bene. Si può essere vicini anche a mille miglia di distanza. L’ho già sentito: tu ci credi? Come stai? Ho la febbre. Me l’ha detto Mihaela: sarà un’insolazione? Il medico dice polmonite. Ti stai curando? Mi ha dato gli antibiotici. Può precipitare nel buio dello sfondo e tu non riusciresti mai a tirarlo fuori. Certo che ci credo. E poi, come faresti senza me? Ride, per la prima volta: un sorriso aperto, rumoroso. Ha ragione: come faresti senza lei? Aspetta, Dragan! Cosa devo aspettare? Come gli spieghi di averlo visto inghiottito dalla gola nera del nulla? Ti ringrazio, ma sarà terribile per te: da qui al Trentino, avanti e indietro, una fatica immane. Ti dispiace? Non farci caso: volevo dire curati, la polmonite non è mica l’influenza. E’ stato bello averlo fatto per noi. Intendi la corrente elettrica? Potresti almeno accendere la luce! Ho detto a Mihaela di risparmiare il più possibile, l’incubo della bolletta non lo voglio più.  Non mi dispiace affatto; anzi, mi fai felice. Perché quella lacrima che scende, allora? Asino, non te ne sei nemmeno accorto. Va bene risparmiare, ma qui non si vede un accidente; e poi, mi raccomando, il ventilatore ai bambini, quando si mettono a dormire. Che hai, don? Mi sembri preoccupato. Non ti sfugge niente; sono felice e basta: si può piangere di gioia, non lo sapevi? Improvvisamente, sei commosso: come ha fatto a capirlo? Sì, Dragan, sono preoccupato; uno dei vostri; anzi, uno che sta da un’altra parte. Che ti ha fatto? Certo che lo so: anch’io piango di gioia; ma quando nessuno può vedermi. Vuoi dire che invecchio? Solo i vecchi non si vergognano di piangere. Mi ha minacciato: o gli do i soldi o non si sa che può accadere. Mi dispiace, noi non siamo così. Posso fare qualcosa? Non c’è niente da fare contro la vecchiaia, ma non dire stupidaggini: sei di mezza età; e poi mi piace chi non ha bisogno di nascondersi. Uno scrittore dev’essere sincero. Allora dimmi: cosa faresti per me, sinceramente? Non si può fare nulla; ieri ho dormito con la luce accesa, ma stanotte sarà tutto come prima: meglio dimenticarle, certe cose. Mi dispiace, don. La macchia scura sprofonda nel buio: rimane solo un riflesso di occhi stanchi, umidi di febbre. Stai piangendo, ma lui non può vederti. Farei qualunque cosa per non perderti. Ecco, non c’è più, anche la luce incerta dello sguardo si è confusa con l’ombra che ha invaso la baracca.

32 pensieri su “28. Qualunque cosa

  1. Amare il prossimo è una grande cosa. Quando si vuole bene a qualcuno si fa “qualunque cosa per non perderlo” anche sacrificare la propria vita , come ha fatto Gesù che ci ha chiamati Amici!
    Questo secondo me è il vero significato dell’Amore.

  2. “Farei qualunque cosa per non perderti.”

    L’amore si dimostra soprattutto nei fatti, non solo con le parole.
    Chi ama ha bisogno di agire, di passare all’azione.
    Le parole sono importanti perché riempiono il cuore, ma i gesti, da quelli più piccoli a quelli più importanti, danno la misura concreta dell’amore.

  3. Mi sembri preoccupato. Non ti sfugge niente; sono felice e basta: si può piangere di gioia, non lo sapevi?

    Lo spirito afflitto trova pace
    solo in unione a uno spirito a lui simile.
    I due convergono nell’affetto,
    come uno straniero si rallegra
    a vedere un altro straniero
    in una terra lontana.
    I cuori che si uniscono
    per mezzo del dolore
    non saranno separati
    dalla gloria della gioia.
    L’amore lavato dalle lacrime
    rimane eternamente puro e bello.
    (Kahlil Gibran)

  4. Piangere e ridere, due facce di quella stessa medaglia che è la vita, due modi identici per dire sono con te, come identico deve essere il modo di accettare gioie e dolori; un matrimonio indissolubile con la vita, tutta intera così com’è “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia…”

  5. “Farei qualunque cosa per non perderti.”

    Verrebbe da chiedere: perchè? Perchè si può dare la vita per persone mai viste o appena conosciute?
    Per certe domande non esistono risposte precise, per alcune persone “speciali” sarebbe come chiedere: perchè mangi ?
    Ciò che rende speciali è la scelta del “cibo” giusto.

  6. quando c’eri, Mario, mi domandavo
    come sarebbe stato
    il giorno che sarei rimasto solo:
    un pugno nello stomaco, credevo
    che sarei morto anch’io,
    ancora non sapevo
    che amare è morire, che in fondo al cuore
    c’è una luce nascosta in una tomba
    e che solo scendendo fino in fondo,
    esalando quell’ultimo respiro
    nascosto in ogni battito del dare,
    ancora non sapevo
    che il lampo che ora vedo in questa foto,
    l’illusione di averti qui per sempre
    era la profezia di chi sa già
    che all’alba arriva uno che ti dice
    chi cerchi, perchè piangi non è qui,
    non vedi che ti sta aspettando ancora
    non senti che ti chiama dalla porta
    del cuore? dimmelo, se sei felice.

    se sei felice – F. Centofanti

  7. tu ci credi?

    ecco la terza domanda difficile:-) Dopo “mi fai entrare” e “ci sono anche io fra quelle stelle”.
    Credere in qualcosa a volte è così difficile, la vita delude, troppe attese vane, sogni infranti, tradimenti e delusioni, fallimenti eppure credere è l’unica ancora di salvezza. Credere in un progetto, in un amico, in una vita, in qualcosa che sembra non realizzabile, che non avremmo mai creduto possibile per noi, credere ancora nonostante tutto, credere che ci sia qualcosa oltre l’amore è la speranza di un futuro migliore, di un mondo migliore o semplicemente di una vita migliore. Ci sono distanze che avvicinano e contiguità che separano, c’è la filia e c’è l’agape, c’è il desiderio di crederci ancora e sempre, crederci veramente è un passo avanti, molto avanti sulla via della realizzazione anche del sè, di un progetto, di un amore che fa qualsiasi cosa per non perderti, ma devi crederci veramente o muore ancor prima di nascere. Credere nell’altro è l’avventura più rischiosa e meravigliosa del vivere quotidiano.

  8. In cosa credo

    Credo nella rivelazione dell’amore, che sconvolge la vita.
    Senza questo non c’è niente.
    Poi viene il lavoro, duro e tenace, ma col soffio che spira, il flusso che trascina.
    Credo nel cuore.
    Senza questo non c’è niente.
    Non venite a raccontarmi di volontà e costanza.
    Non c’è volontà o costanza senza cuore.
    Credo nella folgorazione che si chiama incontro, per cui vale la pena patire il dolore.
    Senza questo non c’è niente.
    Quando ti presenti, oltre la nebbia del mio io, ringrazio d’esserci, nonostante tutto.
    Credo nella coincidenza che mi fa posare lo sguardo al posto giusto e nel momento giusto.
    Senza questo non c’è niente.
    Quante volte ho desiderato quel verso, quella pagina, quel volto, e proprio ora, quando meno me lo aspetto, leggo e vedo.
    Non venite a raccontarmi che è soltanto un caso.
    E se anche fosse, gli sarei grato come a un Dio che mi aspetta alla finestra, con gli occhi sulla strada deserta, oltre la nebbia del mio io.
    Ecco, in cosa credo.
    Ora che la notte è scesa.
    E il mio cuore finalmente vede.

    (F. Centofanti, da “Pret(re) à porter. La vita in cinque righe)

  9. “Farei qualunque cosa per non perderti.”
    Spesso l’amore e’ accompagnato da ingiustificate paure che dovremmo imparare a gestire:
    - chi ama non ti lascia (la paura della perdita non sussiste)
    - chi ama non metterebbe mai l’altro in condizione di fare “qualsiasi cosa”
    -chi ama (come dicono a Roma)” non se la tira” e non mette in atto tattiche di conquista
    - chi ama consegna all’altro il suo cuore comunque e dovunque vada.

  10. Il buio e’ davanti ma non ci pensiamo: il futuro, di cui non sappiamo nulla, ma una malattia, qualcuno che programma di partire, una minaccia a viso aperto gli aprono la porta e non vediamo che buio che rischia di inghiottire i nostri sogni, i nostri progetti, le nostre speranze: posso fare qualcosaper te?
    Forse no, ma lasciati prendere la mano, perché non e’ bene che l’uomo sia solo, e se qualcuno sa leggerti nel cuore allora può cominciare a brillare una luce anche nel buio più nero.

  11. C’e una situazione di pericolo. Il Don si e’ forse cacciato in un guaio?
    L’esperienza di un prete può essere tale da consentirgli di prendere adeguate precauzioni in certi casi? Di frapporre filtri prudenziali tra lui e taluni personaggi senza scrupoli? Ha voluto gestire tutto in diretta senza nessuna cautela. Lo sta solo scrivendo? Viverlo e’ ben diverso. Non vuole proprio perdere nessuno, vederlo inghiottire nella gola nera del nulla, Perche’ ama tutti allo stesso modo: come se stesso. Anche nel folto buio della paura riesce a ricavare quella felicita’ che molti non vedono celata dalla luce di una lacrima.

  12. @ ema 12
    Sottoscrivo

    @fides
    Un’altra gran bella domanda che solo poche anime attente possono fare e tu sei una di quelle.

    @gum
    Purtroppo non e’ solo finzione letteraria e spesso parrocchiani lo hanno vigilato e scortato perché il “duro” di turno ci ripensasse o se l’ e’ cavata a solo. E’ la vita di chi sta in trincea e come dice lui stesso: a che serve dirsi cristiani se non si e’ disposti a morire x questo? Noi preghiamo che Dio lo protegga sempre.

  13. “Stai piangendo, ma lui non può vederti. ”
    C’e pero’ una bella differenza quando ami e piangi per chi non puo’ vederti. L’amore uomo-donna presuppone uno scambio tangibile e reciproco; l’amore universale si posa su tutti indistintamente … Il nome ha poca importanza.

  14. ”ieri ho dormito con la luce accesa, ma stanotte sarà tutto come prima”

    ”Questa notte che viene non darà dolore,
    questa notte passerà, senza farti del male.
    Questa notte passerà, o la faremo passare.”

    (Francesco De Gregori)

  15. Non si può fare nulla;

    C’è sempre una Speranza !

    143 Salmo. Di Davide.

    Signore, ascolta la mia preghiera,
    porgi l’orecchio alla mia supplica,
    tu che sei fedele,
    e per la tua giustizia rispondimi.
    2 Non chiamare in giudizio il tuo servo:
    nessun vivente davanti a te è giusto.

    3 Il nemico mi perseguita,
    calpesta a terra la mia vita,
    mi ha relegato nelle tenebre
    come i morti da gran tempo.
    4 In me languisce il mio spirito,
    si agghiaccia il mio cuore.
    5 Ricordo i giorni antichi,
    ripenso a tutte le tue opere,
    medito sui tuoi prodigi.
    6 A te protendo le mie mani,
    sono davanti a te come terra riarsa.
    7 Rispondimi presto, Signore,
    viene meno il mio spirito.
    Non nascondermi il tuo volto,
    perché non sia come chi scende nella fossa.
    8 Al mattino fammi sentire la tua grazia,
    poiché in te confido.
    Fammi conoscere la strada da percorrere,
    perché a te si innalza l’anima mia.
    9 Salvami dai miei nemici, Signore,
    a te mi affido.
    10 Insegnami a compiere il tuo volere,
    perché sei tu il mio Dio.
    Il tuo spirito buono
    mi guidi in terra piana.

    11 Per il tuo nome, Signore, fammi vivere,
    liberami dall’angoscia, per la tua giustizia.
    12 Per la tua fedeltà disperdi i miei nemici,
    fà perire chi mi opprime,
    poiché io sono tuo servo.

  16. “avanti e indietro,una fatica immane”
    per amore non ci sono le misure o limiti o fatica
    (“Ti dispiace (…) mi fai felice”)

  17. Possono essere varie motivi per dormire con la luce accesa.
    A me capità quando la sera riesco finalmente arrivare nella mia stanza,stanca, distrutta,vedo il letto e ho voglia di sdraiarmi per un secondo.Poi alzo gli occhi e fa le 2.00-3.00 di notte e io sto sul letto vestita,con le finestre aperte e luce accesa.
    A volte bambini (e alcuni adulti) vogliono dormire con la luce accesa per sentirsi più tranquilli
    Ma si può anche “dormire” con la luce accesa quando stai con qualcuno e praticamente non hai tempo da perdere per dormire perchè hai altro,più piacevole da fare
    “ieri ho dormito con la luce accesa,ma stanotte sarà tutto come prima” -e certo, ogni tanto bisgna riposare,riprendere le forze!

  18. Io ci sono, è la risposta che si legge in quella lacrima, la cura che salva dalle fauci del buio che avide inghiottono la dignità di un uomo, l’amore che annulla le distanze, il coraggio di combattere ogni giorno per difendere la vita, a prescindere

  19. “Se mi cerchi sono sempre qua…puntuale sono qua”..
    L’amore è questo,semplicemente..annulla il buio,le difficoltà,
    ..fa il possibile per non perderti,
    per salvarti..a qualunque costo.

  20. “Aspetta, Dragan!”

    Aspettami ed io tornerò,
    ma aspettami con tutte le tue forze.
    Aspettami quando le gialle piogge
    ti ispirano tristezza,
    aspettami quando infuria la tormenta,
    aspettami quando c’è caldo,
    quando più non si aspettano gli altri,
    obliando tutto ciò che accadde ieri.
    Aspettami quando da luoghi lontani
    non giungeranno mie lettere,
    aspettami quando ne avranno abbastanza
    tutti quelli che aspettano con te.

    Aspettami ed io tornerò,
    non augurare del bene
    a tutti coloro che sanno a memoria
    che è tempo di dimenticare.
    Credano pure mio figlio e mia madre
    che io non sono più,
    gli amici si stanchino di aspettare
    e, stretti intorno al fuoco,
    bevano vino amaro
    in memoria dell’anima mia…
    Aspettami. E non t’affrettare
    a bere insieme con loro.

    Aspettami ed io tornerò
    ad onta di tutte le morti.
    E colui che ormai non mi aspettava,
    dica che ho avuto fortuna.
    Chi non aspettò non può capire
    come tu mi abbia salvato
    in mezzo al fuoco
    con la tua attesa.
    Solo noi due conosceremo
    come io sia sopravvissuto:
    tu hai saputo aspettare semplicemente
    come nessun altro.

    Konstantin M. Simonov

  21. Non si dia pena lo scrittore se nell’edizione odierna manca una pagina al suo romanzo che e’ tanto piu’ bello perché scritto quasi in tempo reale e ancora vibrante dei battiti del cuore non placati, ancora caldo e intenso di tutte le emozioni regalate al lettore. Anche una pagina bianca come quella di oggi puo’ parlare di lui piu di tante righe.
    grazie.

  22. @don Fabrizio
    ma questo altro libro si può trovare da qualche parte sul internet o lo vedremo prossimamente (cosi per curiosità)
    con tanti saluti
    Agnese

  23. @don Fabrizio
    grazie,perchè io sono la sua fan e non voglio perdere nessun di suoi libri
    buona giornata

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