Chissà da dove era piovuta nella borgata quella ragazza.
Una ragazza bella e sveglia (il padrone del bar-trattoria che l’aveva assunta come cameriera non ebbe a pentirsene), ma pure con grandi stranezze: calzava sempre stivali di gomma alti al ginocchio e portava l’ombrello anche quando il sole spaccava le pietre; inoltre, se le si chiedeva qualsiasi cosa al di fuori del suo lavoro, rispondeva invariabilmente con un trisillabo tronco: “Pioverà”. E Pioverà era diventato il suo nome.
Nonostante la sua bellezza i ragazzi del posto, sconcertati se non spaventati per quelle stranezze, non la filavano affatto. Soltanto il postino, quando le portava una cartolina o una lettera, si appartava con lei ad un tavolo d’angolo del bar-trattoria e le parlava fitto per una mezz’ora (e figurarsi se qualcuno ardiva disturbarli, in quei momenti!); ma il postino veniva dal centro, distante dal borgo quasi tre chilometri, ed era perciò uno straniero a tutti gli effetti.
Una mattina accadde un fatto inaspettato: Pioverà giunse al lavoro senza il solito ombrello e con dei vecchi e malconci sandali, che tolsero definitivamente ogni dubbio sulle sue bellezze, poiché si vide che pure polpacci caviglie e piedi li aveva perfetti.
Qualcuno, pensando ad un suo mutamento repentino e completo, s’arrischiò a chieder spiegazioni, ma Pioverà questa volta non aprì neppure la bocca, limitandosi ad un raggiante sorriso.
E sorridendo e tacendo si mise a servire inappuntabilmente come al solito gli avventori; fin verso mezzogiorno, quando il cielo sereno si annuvolò di colpo, e subito prese a scendere una pioggia furiosa.
Una pioggia che smise soltanto quando tutto il borgo, fino alla croce della chiesa, fu per intero sott’acqua.
Era forse la nipote di qualche famoso meteorologo che, come accadeva al nonno, non ci azzeccava mai con le previsioni, oppure voleva semplicemente far capire al paese che, per chi si fa gli affari propri, è sempre bel tempo.
Saluti.
Gentile Gum,
chissà, magari le cose stanno come dici tu.
Un saluto,
Roberto
sembra di leggere un midrash con tutta la sua attività esegetica.
bello!
un salutissimo
Cara Elisabetta,
addirittura!
Comunque grazie, e salutissimi a te,
Roberto