31. In fondo al cuore

da qui

La telefonata è arrivata. Te ne accorgi guardando il cellulare, dove hai visto il cognome, senza titoli: s’impone con violenza, evidente come ciò che non ammette né prevede repliche. Ti guardi intorno, per cercare aiuto. Gli amici ti contemplano sorpresi: qualcosa che non va? Niente; doveva arrivare, prima o poi. Sul tavolo, la tazzina di caffè fumante; un cucchiaino solo? Sì. Senti il liquido che brucia la lingua, lo mandi giù con rabbia. Cominci a organizzarti mentalmente; voi mi ospitereste? Certo; c’è la casa al mare, se desideri. Potresti pensare solo a scrivere. Ti chiedi se sia possibile trasferire tutti i libri; e come dirai che non potranno più vederti; se invece, più semplicemente, sparirai nel nulla, lasciando che ognuno si tenga le sue ipotesi. T’immagini libero dall’assedio quotidiano, dai poveri che bussano alle ore più impensate, dai moribondi che conforti fino all’ultimo respiro, dai funerali che prepari con tutta la famiglia, tra un pianto dirotto e la memoria da cui sboccia un sorriso, nonostante. Mai come adesso ti è parso così chiaro che un prete non fa altro che ascoltare storie, si lascia attraversare dalla vita di chiunque, fino al giorno in cui si sveglia e non è più capace di distinguere tra l’esperienza sua e quella degli altri: è il marito tradito e disperato, la moglie esaurita, il ragazzo perduto dalla droga, il mendicante alcolista che barcolla sulla soglia della chiesa e certamente, da un momento all’altro, crollerà. Ti chiedi come farai a svegliarti la mattina senza che qualcuno ti racconti il dramma di lei che se n’è andata, di lui che è scappato con un altra, del padre anziano che chiede l’unzione all’ultimo momento. Sei sul crinale di una montagna altissima, sospeso tra due abissi. Posso fumare? Certo che puoi, qui siamo all’aperto. T’intenerisce vederla ancora in questo campo pieno di sterpi, come sapesse che sei appeso a un filo e basterebbe niente per perdere definitivamente l’equilibrio. La baracca è una pentola di latta che bolle sotto il sole a picco di luglio. Vuoi sapere chi fosse la donna con lo scialle? E’ un editore: mi ha chiesto di pubblicare con lei quello che scrivo. E cosa le hai risposto? Mi è sembrato strano; anche perché sono imprevedibile, c’è poco da fidarsi. Che tipo è? Una specie di eremita, una monaca mancata, in bilico fra due o tre religioni. Interessante: io mi lancerei. E se quello che scrivo non le piace? Ne ho abbastanza di rifiuti, fanno male. Ti guardi intorno cercando di comprendere da quale parte ti toccherà precipitare. Possiamo sapere chi ti ha telefonato? Il vescovo: stavolta è quella buona; avranno letto i libri, o qualcuno ha riferito della Festa a Caracalla. Pensi a tutte le volte che hai scritto o ti sei espresso sopra le righe, al troppo che rende la tua vita un fiume in piena fatto apposta per travolgere gli argini, invadere le strade e le case come il vomito di Dio; e ti pare, per un attimo, che non ci siano alternative ai due scenari, che vivere sia approdare comunque a una misura piena, pigiata, scossa e traboccante; ti meravigli di aver fatto parte, per tutto questo tempo, di un sistema che impone il suo binario dal quale non si scarta, né a destra né a sinistra. Facci sapere, quando ci hai parlato. Certo, vi chiamo appena posso. Tornato a casa, ti metti davanti allo schermo del computer, ma le parole, stavolta, non ti vengono: è come se le storie del mondo si fossero fermate, bloccate dal timore di cadere da una parte o l’altra dell’abisso. Termina qui la tua avventura? O è un modo per far nascere il romanzo che può esistere solo al cospetto della fine? Ecco, squilla di nuovo. Ti trovo fra dieci minuti? Sì, eccellenza; se viene lei, l’aspetto; poi vado a confessare. L’ultima boccata di fumo è un incendio che brucia in un momento ogni sogno nascosto in fondo al cuore.

33 pensieri su “31. In fondo al cuore

  1. “L’ultima boccata di fumo è un incendio che brucia in un momento ogni sogno nascosto in fondo al cuore”

    Dove tutto copri con un mare di fiamma, lasciando in fondo al nostro cuore un solo bisogno: quello d’Amare!

  2. “O è un modo per far nascere il romanzo che può esistere solo al cospetto della fine?”

    Credo non esista una fine ma solo continui cambiamenti, piani di esperienza differenti.
    La fine, come anche la morte, è una componente essenziale al pari dell’amore.
    L’obiettivo deve essere quelo di entrare nella morte “da vivi” perché significa coglierne l’essenza che comunque è vita, una vita sotto un’altra forma che ha eliminato per sempre dal suo orizzonte la paura della morte.

  3. ti è parso così chiaro che un prete non fa altro che ascoltare storie, si lascia attraversare dalla vita di chiunque, fino al giorno in cui si sveglia e non è più capace di distinguere tra l’esperienza sua e quella degli altri:

    Ascoltare le storie degli altri è importante,ma è altrettanto importante trovare un amico disposto ad ascoltare la tua storia,perché soltanto in questo modo si può fare una distinzione tra la storia degli altri e la propria.

  4. Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere, di fronte alle quali non saremo mai abbastanza preparati e forti, che sono come “un incendio che brucia in un momento ogni sogno nascosto in fondo al cuore”.
    Quando ti arrivano, è “la volta buona” che non puoi non interrogarti su quanto realmente grande sia la tua Fede.

  5. La vita va vissuta fino in fondo… sognando!

    Contemplo il Lago Silenzioso (F.Pessoa)

    Contemplo il lago silenzioso che la brezza fa rabbrividire.
    Non so se penso a tutto o se tutto mi dimentica.
    Nulla il lago mi dice né la brezza cullandolo.
    Non so se sono felice né se desidero esserlo.
    Tremuli solchi sorridono sull’acqua addormentata.
    Perché ho fatto dei sogni la mia unica vita?

  6. Barcarola
    Si solamente me tocaras el corazón,
    si solamente pusieras tu boca en mi corazón,
    tu fina boca, tus dientes,
    si pusieras tu lengua como una flecha roja
    allí donde mi corazón polvoriento golpea,
    si soplaras en mi corazón, cerca del mar, llorando,
    sonaría con un ruido oscuro, con sonido de ruedas de tren con sueño,
    como aguas vacilantes,
    como el otoño en hojas,
    como sangre,
    con un ruido de llamas húmedas quemando el cielo,
    sonando como sueños o ramas o lluvias,
    o bocinas de puerto triste;
    si tú soplaras en mi corazón, cerca del mar,
    como un fantasma blanco,
    al borde de la espuma,
    en mitad del viento,
    como un fantasma desencadenado, a la orilla del mar…..
    ….alguien vendría acaso,
    alguien vendría,
    desde las cimas de las islas, desde el fondo rojo del mar,
    alguien vendría, alguien vendría.

    Pablo Neruda

  7. “E ti diranno che non sei lo stesso
    Perché non sanno riconoscerti
    E ti diranno che sei meno dolce
    Perché l’amore sa nascondersi
    Ma tu…

    Parla sogna balla
    Continua a cantare
    Regala senza sosta il tuo amore
    E scrivilo credendoci”

  8. ‘’un sistema che impone il suo binario dal quale non si scarta, né a destra né a sinistra.’’

    Credo che i sistemi che impongano il binario fisso siano diffusi, seppur con caratteristiche diverse, a più livelli: anche in buona parte della vita politica, civile, aziendale. Chi pensa liberamente spesso incontra ostacoli e diffidenza. Il punto è che il progresso non è prodotto dagli schematismi ma dal mettere al centro l’uomo e il mondo, combinando la ricchezza di differenti prospettive.

  9. E ti diranno parole
    rosse come il sangue, nere come la notte;
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.

  10. Ci sono delle scelte che ci vedono indecisi, specie quelle che rischiano di rovesciare il mondo. Allora come fare in quei casi? Non sara” certo il “buen retiro” a isolarci dal mondo dei nostri dolori ne a facilitare la comunicazione con quell che poi dovranno scegliere tra le tue “troppe” religioni. Se arriva un siluro proviamo a schivarlo oppure speriamo che se ci colpisce almeno non distrugga del tutto la stiva dove serbiamo il carico piu’ prezioso. Meglio percio’ fumarci un’altra sigaretta che pur essendo un vizio ha la virtu’ di farci compagnia quando dobbiamo uscire da qualche labirinto piantato in fondo al cuore.

  11. Sembra che il tempo stia in equilibrio instabile sul crinale fragile della vita e penda pericolosamente sul filo tra il ritrovare un senso o perderlo, se tutto intorno non è che dolore senza fine.
    A volte basta una mano che si tende, un sorriso che si apre, un abbraccio che ci accoglie, una presenza discreta che sappia ascoltare anche il silenzio, per ricordarci che niente può distruggere i sogni del cuore, finché c’è un battito da condividere.

  12. “Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete”.

    Pavel Florenskij

  13. Ti chiedi come farai a svegliarti la mattina senza che qualcuno ti racconti il dramma di lei che se n’è andata, di lui che è scappato con un altra, del padre anziano che chiede l’unzione all’ultimo momento.
     
    Tante le ferite raccontate ad un prete che è capace di trovare in ogni vicenda umana un modo per incontrare il cuore e donargli speranza, vincendo tristezza e rassegnazione.

  14. Sospeso tra due abissi.. un tuffo in fondo al cuore per cadere ancora una volta dove i sogni non muoiono, dove si conferma ancora una volta il senso della vita

  15. Il nostro romanzo inizia inaspettatamente proprio quando pensiamo di essere alla fine, quando qualcosa illumina il nostro cammino e non siamo più soli.
    Non sarà il fumo di una sigaretta a soffocare i sogni nascosti nel nostro cuore!

  16. Oggi vi risparmio un po’ (siete contenti?),perchè sono un po’ (tanto) incasinata.
    “Ogni sogno nascosto in fondo al cuore” si sta per realizzare e…ti prende il panico,ti blocca,perchè vuoi che si realizza,ma ti fa paura,non vuoi perdere questa occasione,vuoi fare tutto in modo migliore, e ti prende il panico, come faccio?
    Niente.Rilassati,prendi un respiro.
    Se qualcuno vuole conoscerti cosi come sei,vuole leggere questo che hai scritto, cioè lo interessa cosi come è. Allora,continua cosi ,senza “per forza” migliorare. E vedrai…tutto andrà bene
    Buona fortuna!

  17. Hai preso il gusto nella vita che fai,anche se a volte ti lamenti,hai abbastanza di tutto, però comunque ti dispiacerebbe lasciarla?
    E poi…amici come noi,dove lo trovi?!

  18. - si lascia attraversare dalla vita di chiunque

    affinché nessuno si perda, perché nessuno è “senza speranza”.

  19. “s’impone con violenza, evidente come ciò che non ammette né prevede repliche.”

    Responsabilità e dovere.

    A volte i due concetti vengono associati, ma esiste una grandissima differenza: il senso del dovere anche se utile non crea nulla. Si “deve” solo quando altri hanno deciso per noi e questo non ha nulla a che fare con il piacere.

    Il termine responsabilità si riferisce alla funzione sociale di rispondere agli altri delle proprie scelte e nella risposta agli altri è insito il senso della volontà che è un principio creativo.

    La volontà, a differenza del dovere è un concetto affine al piacere. Volere qualcosa di valore riconosciuto e condiviso da altri è fonte di piacere e spinta creativa.

    Di questo bisognerebbe tener conto.

  20. Ho chiesto a una bambina di 9 anni che significa avere un sogno in fondo al cuore.
    Mi ha detto: “Significa desiderare qualcosa che ti da voglia di vivere e quando ti svegli la mattina non hai preoccupazioni e che niente e nessuno ti può far perdere la felicita”. Bel sogno.

  21. Sembra bello anche a me il modo in cui è stato sviluppato e trattato il confronto responsabilità-dovere. Lo trovo un commento importante.
    Ora comprendo anche perché la persona che stava seduta accanto a me alle 9:46 pm di luglio 30, 2012 capisse così poco del film che stavamo guardando insieme (così vicini … così lontani).
    Comunque, trovo particolarmente condivisibili le associazioni dovere-necessità e responsabilità-volontà e, quindi, che appaia normale attribuire maggior valore creativo alla “responsabilità” rispetto che al “dovere”.
    Trovo meno scontata, invece, l’associazione volontà-piacere. Credo che anche il “piacere” sia un qualcosa di assolutamente soggettivo, per cui possa essere discutibile catalogarlo automaticamente in un contesto piuttosto che in un altro. Suppongo esista un sacco di gente che trovi piacere solo esprimendo il proprio senso del dovere. Mi fa pensare a quella Marta che sbriga le faccende mentre la sorella Maria siede ad ascoltare Gesù e che, pur lamentandosi, probabilmente non saprebbe comportarsi in modo diverso.

    Scusate se approfitto però dell’argomento per tornare un momento sul tema del “troppo”, una cui possibile definizione potrebbe essere proprio “ciò di cui non possiamo rispondere responsabilmente”, qualcosa che va oltre la nostra volontà e, quindi, seguendo il ragionamento di Ema, oltre il piacere o anche, come detto da qualcuno nei giorni scorsi, oltre la gioia.

    E’ vero, è bella anche la definizione, data dalla bambina, di sogno in fondo al cuore, come raccontata da Gum.
    Certo, per prima cosa mi è venuto da pensare “non esistono più i bambini di una volta”; speriamo che il sogno non fosse “la pace nel mondo”.

  22. @ Gum,
    Sei stato davvero convincente, credo di pensarla come te, soprattutto nell’ultimo pensiero: speriamo che il sogno non fosse “la pace nel mondo”.
    Io comunque non mi arrenderò mai!

  23. @Clown Opinioni

    Carissimo, svelo ora che è la mia nipotina. Forse solo una bambina di oggi col cuore di una volta.
    Un saluto.

  24. @ Clown Opinioni

    E’ veroi, stare davanti al televisore crea a volte l’effetto “così vicini…così lontani”.
    Quando si ha invece l’opportunità di scambiare delle opinioni si sta vicini vicini, come adesso.

  25. @ Gum

    Grazie della precisazione, ma, nel riferirmi al tuo commento, volevo solo fare una battuta in qualche modo spiritosa.
    So bene quanto i bambini siano in grado di stupirci.
    Il fatto è che i bambini i sogni dovrebbero averli tutti bene in superficie. Avranno tempo per cacciarli giù, nel fondo, con l’unica speranza di non dimenticarli mai, di non arrendersi, come dice Ernestina. Anche per la pace nel mondo.

    PS – Ora che ci penso però, mi da un po’ da pensare che tu chieda a una bambina di 9 anni che significa avere un sogno in fondo al cuore. Ma … offrire una caramella?

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