32. Quando meno te l’aspetti

da qui

Lo senti ancora: un formicolio che sale dalle dita, attraversa la mano, percorre il braccio e arriva fino al cuore, sotto forma di fitta. Sono i momenti in cui ti volti indietro e ti chiedi se hai fatto abbastanza e quante cose rimarrebbero in sospeso e come se la caveranno quelli che finora si sono affidati alle tue cure. Provi a dirlo a Mario, a Ivan, alla signora Valentini, alla folla di persone che si presentano ognuna nel suo giorno, puntuali, proprio come la morte che senti avvicinarsi, bussare alla tua porta sotto forma di brivido, di scarica elettrica, come avesse un campanello, un allarme, e volesse avvisarti del suo arrivo, per darti il tempo di correre ai ripari. Ma tu, ai ripari, non ci corri: sei pronto in qualsiasi momento a dire addio alla baracca cotta dal sole, alla sigaretta che frigge, accarezzata da un vento leggero eppure sufficiente a scompigliare i capelli fini di Claudia: è per questo che sei qui? Sì, è per questo. E come hai avuto il coraggio di accettare? Ho pensato alle lezioni da supplente, agli alunni che si accalcavano intorno alla mia cattedra, alla preside che allungava il foglio galeotto della ragazza innamorata, dicendomi guardi che così non va. E cosa c’entra, con la scelta? Mi sono detto: è così che deve andare. Perché non riferisci il resto, di Flaminia che ti ha messo nelle mani un biglietto color rosa, con una frase scritta in stampatello? A te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre, nello stesso giorno in cui il vescovo si è presentato in pompa magna e già ti vedevi nella casa al mare, libero da impegni, solo col computer e il romanzo che ti esce dalle dita come la pioggia dalle nuvole, e non ti saresti mai aspettato una richiesta così paradossale, la chiamata a un’avventura che potrebbe interrompersi da un momento all’altro, adesso, per esempio, che il formicolio è più intenso e la fitta più riconoscibile e dovresti dirlo a Claudia, che ti fissa coi suoi occhi così neri, e invece ti concentri solo sulle facce stralunate di Dorel, di Mbimi, di Bojidar, e ti chiedi da chi andranno mentre tu dormirai per sempre nella città grigia dei morti, tra la Sapienza e la basilica di san Lorenzo. Eccellenza, che vuole che le dica? Io rimango me stesso, molte cose cambieranno; la condizione è che mi venga lasciata carta bianca. Sarà così, è prevalsa l’ala progressista: sono disposti a tutto, per salvare il salvabile. Le chiese vuote, la fuga nelle sette, la perdita di credibilità, li hanno convinti a fare il grande passo. Da un sondaggio accurato è uscita una rosa di candidati che sembravano più idonei. La sorte è caduta su di te. E’ tutto pronto, l’unanimità non è messa in discussione. La notizia farà scalpore, getterà molti nel panico, ma si è detto che è la scossa che ci vuole. Accetti? Ti domandi che faranno Dragan, Visnia, Mihaela, chi pagherà loro la bolletta adesso che una corrente alternativa ti solletica il braccio e aspetti da un momento all’altro che si spezzi il cuore, il cuore del suo cuore, e leggi e rileggi il biglietto rosa con la scritta in stampatello, e provi per una volta ancora il guizzo di felicità che, quando meno te l’aspetti, bussa alla porta della tua baracca.

61 pensieri su “32. Quando meno te l’aspetti

  1. Rimanere sempre fedeli a se stessi è l’unico modo per vedere realizzati i propri sogni, anche “quando meno te lo aspetti”.
    E musica come questa è un modo meraviglioso per continuare a sognare.
    Pur tra i mille impegni, oggi voglio dedicarle tutto il tempo necessario all’ascolto, che non è mai troppo per continuare a sognare.

  2. o.k don Fabrizio,con la musica mi ha buttato giù sulle ginocchia. Lo conosco benissimo questo brano,ma comunque mi ha fatto piangere.
    Suo nome in originale è Fryderyk Chopin, un genio nato, a 5 anni comporreva e suonava i brani musicali che grandi musicisi di quel tempi sentendoli ( a casa di suoi genitori spesso venivano ospitati persone importanti) dicevano che sono impossibili da suonare.
    un altro esempio che impossibile può diventare possibile,bello e prezioso?
    mi sono commossa.grazie!

  3. e come se la caveranno quelli che finora si sono affidati alle tue cure.

    Andranno avanti comunque per la loro strada, cercando di colmare il vuoto che si è creato in fondo all’anima.

  4. Papa Giovanni Paolo I morì in circostanze misteriose dopo soli 33 giorni di pontificato.
    Fu detto all’inizio che Luciani era stato trovato morto con in mano il libro «l’imitazione di Cristo», che in effetti morì anche lui dopo 33 anni di vita…
    Non sono certo la prima ad aver notato la strana coincidenza, ma una cosa è sicura: uomini così è come se avessero consegnato ad ognuno di noi, messo nelle nostre mani, “un biglietto di colore rosa, con una frase scritta in stampatello A te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre”.

  5. “Ma tu, ai ripari, non ci corri:”

    ” Il nostro motto dev’essere dunque: riforma della coscienza non per mezzo di dogmi, ma mediante l’analisi della coscienza non chiara a sé stessa, ……. Apparirà allora che il mondo ha da lungo tempo il sogno di una cosa… »

    P.P.Pasolini

  6. @ M&C

    A parte il riferimento alle “coincidenze”, mi piace quello che hai scritto.
    Soltanto … perché si sta parlando di Papa Luciani?
    Se il “nostro” deve proprio diventare Papa, che duri un po’ più a lungo. Almeno il tempo di trasformare tutte le residenze dorate in meravigliose baracche sotto i ponti.

  7. @ Clown 9

    Grazie.
    Il mio commento era solo una riflessione, dopo aver visto il video postato da Chewing (che è sempre Gum?).
    Nessun riferimento al “nostro”, almeno da parte mia, al quale auguro con tutto il cuore LUNGA VITA!
    Un abbraccio. Cri

  8. Ogni “scossa” che si rispetti può generare il “panico” o per meglio dire il caos nel cuore delle persone, ma poi tutto si illumina, tutto diventa più chiaro, tutto ritorna al proprio posto come i pezzi di un mosaico,fino ad arrivare al cosmos.

  9. “Eccellenza, che vuole che le dica? Io rimango me stesso, molte cose cambieranno; la condizione è che mi venga lasciata carta bianca.”

    @ Clown

    Se il “nostro” deve proprio diventare Papa, che duri un po’ più a lungo. Almeno il tempo di trasformare tutte le residenze dorate in meravigliose baracche sotto i ponti.

    Condivido, è il sogno nascosto in fondo al nostro cuore….

  10. Se il cuore ha un cuore non puo’ fermarsi mai nemmeno con l’infarto.
    Il cuore del cuore e’ quello che fa pulsare il mondo, da’ il ritmo al flusso della sua circolazione per irrorare anche le parti piu remote perché nessuna zona rischi la necrosi, neppure l’ultima baracca malata di flebite.
    Nessun formicolio lo puo’ allarmare , e’ un cuore che puo’ vincere la morte.

  11. Come non accettare? Sarebbe come staccare la spina a Chiaraluna.
    Di fronte a un’incoerenza che mina la sopravvivenza dopo aver minato la verità, il voto non può che essere unanime: far scrivere un libro di una nuova teologia, che dica la verità una volta per tutte e costi quel che costi, anche se farà tremare le sedie, e sarà un sottile chiacchierare che diventa rombo di tuono. Scrivere un nuovo documento per una Riforma della chiesa cattolica, riprendere la strada tracciata dal concilio Vaticano II e chiederlo a un sacerdote che “sa che dirsi cristiani vuol dire essere disposti a morire per questo”. Morire per la verità, morire per amore, farlo anche per Chiaraluna, perché quell’amore provato e non ancora dato possa giungere in qualche modo, nel modo che salva, anche l’anima.

  12. lupacchiotta Terrybile
    ……e meno male che ogni tanto ci sono le scosse…..così la nostra vita diventa più elettrizzante !!! :))
    ……la mia casa diventa una baracca se la porta la tengo sempre sprangata…..ma visto che quando meno me l’aspetto la felicità potrebbe bussare da un momento all’altro……sto cominciando a togliere i vari catenacci e a guardare incuriosita nel buchetto……sai, quello tramite il quale ti permette di vedere chi sta suonando il campanello……la cosa mi elettrizza….mi fa sentire come una bambina che aspettava i doni della befana……e puntuali arrivavano !!!! ecco, già solo il fatto che prima o poi la felicità verrà a bussarmi…..mi sento già felice…..e la mia casa da baracca diventerà …..una reggia !!!!!!!! :))

  13. I temi che via via attraverso il nostro indispensabile autore nello sciorinarsi del romanzo si vanno profilando non possono lasciare indifferenti nel preannuncio di fatiche impegnative che oseranno dare alla luce un prodotto di carattere critico-didascalico su un’interpretazione di nuovo corso della dottrina Ecumenica.
    Forte e’ il timore che nello scorrere dell’opera lo spunto interpretativo del commentatore possa risultare inadeguato per tali vette e il proprio contributo, vano.
    Con cio , la fedelta’ alle pagine e a chi le scrive non vera’ mai meno.

  14. La morte, compagna silenziosa dalla nascita, presenterà il conto a tutti, e, forse, nessuno sarà pronto, pochi, però, sono quelli che possono dire di aver provato quel guizzo di felicità che nasce dalla consapevolezza che qualcuno, un giorno, ci ha consegnato il battito più profondo di sé, e ci ha (si è?) salvato la vita.

  15. “…come la morte che senti avvicinarsi”

    non ti sperare,non è cosi facile! Io tante volte mi sono incontrata in faccia a faccia con la morte e non mi voleva portare con se.
    Ricordo una volta,sentivo proprio che questa volta non c’è lo faccio,che la morte mi si è avvicinata. Ho avertito mia amica (mia madre non volevo fare nervosire), che sento che questa volta muoio e deve dire a mia madre che non può mettermi vicino alla tomba di mio padre,perchè come per tutta la sua vita non andavamo d’accordo,se lui mi vedrà vicino,lo facciamo saltare in aria tutto il cimitero. Ma acora sono viva,però la tomba vicino lui è ancora libera. E tie!!!

  16. “A te lascio in eredità il cuore del mio cuore,lo pongo nel tuo cuore,per sempre”

    è bella questa frase,mi piace. Io invece ho il cuore rovinato,spezzato, masticato e sputato,come potrei regalare un cuore cosi? Ma comuque batte ancora con una velocità di un velocista e non si ferma mai.
    Lo so come posso dire…Ti regalo mio cuore,lo aggiusti?

  17. “Mi sono detto:è cosi che deve andare” -è giusto! Senti cosi e fai cosi. Il cuore ti dice cosi,allora deve essere giusto. Il cuore di una persona buona non si può sbagliare

  18. “e già ti vedevi nella casa al mare,libero…”
    ti piacerebbe?! E qua sorpresa! Non riposo, ma lavoro duro!

  19. Io credo invece che la morte si annunci. Sono conclusioni a cui sono arrivata post. Ho perso persone molto care, i miei genitori ad esempio, e andando a ritroso ho visto come nell’ultimo anno siano state diverse dal solito, avevano fretta di sistemare le cose, ogni tanto dicevano cose strane ed avevano per lo piu’ una strana serenità interiore. Inoltre nella vita delle persone che lasciavano ne sono entrate altre, pronte a cogliere l’eredità e stare accanto, far superare il dramma della separazione perché l’altro non fosse solo, sebbene ci si sentisse. E tante altre piccole cose che si notano solo dopo eppure, sebbene appaiono normali mentre si compiono, restano ricordi indelebili che credevi di non avere memorizzato e lo capisci solo post. Come se Dio in qualche modo ti preparasse a rimanere senza e a tornare a casa.

  20. “Io rimango lo stesso”
    Carino.Hai avertito:non mi chiuderete la bocca,ne cuore,io continuo a gridare: dov’è amore?!
    “Accetti”- ma ho un altra alternativa?

  21. Il limite tra il nostro “io” ed il nostro “Dio” (ammesso che ci sia) è molto flebile: la nostra vera lotta (e con essa la nostra coerenza) consiste nel non confondere i pensieri di Dio con i pensieri del nostro io. Auguri carissimi Fabrizio affinchè come leggi bene nel cuore dei tuoi fratelli e sorelle così possa leggere ed interpretare bene i pensieri della tua anima. Dopodichè vola. “Ama e fa ciò che vuoi” (Agostino di Ippona)

  22. @ Stella Maria 17.

    Scusa se ti dico che per una volta mi sei sembrata un po’ sopra le righe. Non per i temi, i propositi e le speranze naturalmente; sono solo i toni a sembrarmi eccessivi. Mi dispiace ripetermi, ma non è “superando la misura” a parole che la realtà diviene più eclatante e fantasmagorica come ci piacerebbe che fosse. Credo si tratti invece di un processo lento, fatto di piccoli passi quotidiani, molto meno drammatici ed estremi, ma non per questo meno determinanti.

  23. “A te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre”

    “il cuore del mio cuore”, quel respiro che è fonte ed essenza di ogni battito, “lo pongo nel tuo cuore”, affinché il “sacro” sia veramente legato a quell’esperienza umana necessaria a costruire un mondo che abbia un senso, qualunque sia l’ambito in cui siamo chiamati a operare.

  24. @Clown 30
    Certamente hai ragione ma nella finzione letteraria tutto e’ possibile anche pensare a un qualcosa che stravolga, non e’ forse questo l’intento di romanzi come Il codice da vinci o i tanti libri scandalistici che gettano fango sul Vaticano? Si può allora immaginare un libro in cui nella verità del vangelo, come il concilio stesso dice e apre la strada, si porti la realtà ecclesiale a mettersi rapidamente al passo con i tempi, mostrandosi come ha sempre fatto, religione per un uomo libero e maturo, ma ancor prima che religione, filosofia di vita che ogni scienza e sistema economico presuppone per una società equa, giusta, in cui tutti condividono senza che manchi il pane quotidiano e il benessere sostanziale.
    Il cambiamento nella chiesa e’ in atto da tempo, lento e costante, c’è forse il timore che venga a mancare quel minimo di etica e di morale che nell’attuale società rischia di trasformare la vita in una giungla. Non trovi anche tu che in questa crisi generale di valori, la chiesa, la religione in genere, qualunque sia il Dio, sia l’ultimo baluardo in difesa di principi morali che consentono all’uomo di regredire allo stato bestiale? Forse esagero ancora ma a volte e’ necessario al fine di farsi comprendere senza essere interpretati.

  25. Questa notte ho fatto un sogno. Forse un incubo.

    Ero un animale; mi sentivo forte, veloce, perfino capace di saltare in alto, eppure ero consapevole di essere un maiale, grasso e, soprattutto, sicuramente senza ali. Allora mi fermavo anch’io ad osservare ammirato i tentativi del gallo. Lui prendeva la rincorsa, spiegava le sue appendici, e, con insolita poesia avicola, si staccava da terra rimanendo sospeso più a lungo di quanto ci si potesse aspettare. Poi atterrava con relativa scioltezza e a quel punto si voltava ad accogliere l’applauso sincero che l’intero pollaio gli attribuiva. Sembravano tutti contenti perché, dai e dai, imitandolo sarebbero stati tutti in grado, un giorno, di spiccare un vero volo e superare l’alta recinzione che impedisce agli animali di essere liberi. Io ero ugualmente convinto che gli animali dovessero essere liberi e avrei voluto aiutare quel gallo intraprendente. Faceva male, invece, rimanere ad ascoltare le grasse risate della fattoria per quei voli appena accennati. Eppure il gallo, contro ogni evidenza, raccontava di essersi innalzato, di aver prima planato e poi di aver preso la giusta corrente ascensionale che lo aveva portato su, su oltre la rete, e di aver visto gli spazi sconfinati. Falchi; tra il pollame tutti erano autorizzati a sentirsi falchi.
    Io insistevo col dire che era dal basso che dovesse essere abbattuta la recinzione, che nessuno, perfino le oche con le loro ali enormi, sarebbe riuscito a liberarsi superandola dall’alto. Per questo cercavo proseliti tra gli altri animali senza ali, ma le mie parole, a volte convincenti, si sgretolavano alla vista dei voli del gallo.

    Poi questa mattina mi sono svegliato e ho provato una piacevole sensazione di leggerezza e una gran voglia di saltare. Imparerò a saltare sempre più in alto e se un giorno mi uccideranno, squartandomi per preparare i loro prosciutti e i salami, troveranno al mio interno due bellissime ali con le quali, quando meno me lo aspettavo, avrò visto anch’io molto lontano.

  26. @ Stella Maria 34,

    Scusa.

    Commprendere senza dover iinterpretare. Ecco un bell’obiettivo.

    Ho scritto e pubblicato senza accorgermi della tua replica. Strano aver parlato entrambi di animali.

  27. A te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre”

    Da questa bellissima frase traspare una immensa generosità, la stessa che spinge forte per un rinnovamento profondo che metta in luce l’anima della missione, un amore per il prossimo in cui, pur nella sofferenza di lasciare soli tanti amici, si trova la possibilità che accettare la chiamata sia una salvezza proprio per loro, il mezzo per raggiungere un futuro dove giustizia ed uguaglianza viaggino a fianco del bisogno, fino a consumarlo completamente.
    Io rimango me stesso… per realizzare il sogno di chi ogni giorno sogna di essere libero!

  28. Amare vuol dire lasciare in “eredità” una parte di se all’altro, solo in questo modo potrà nascere nel cuore di chi ha ricevuto questo dono una gioia irrefrenabile,”quando meno se lo aspetta”!

  29. @clown
    Grazie.
    Ho letto il tuo sogno, e’ vero sarebbe bello coimprendere senza interpretare ma siamo umani e le parole non ci bastano, dobbiamo,sempre cercare un significato piu profondo o recondito, anche quando non c’è. Per esempio nel tuo sogno c’è una bella metafora che può vedere come protagonista un’istituzione o semplicemente questo blog e mi fermo qui, anzi mi voglio fermare all’interpretazione letterale e basta, un sogno molto interessante davvero! Sono quasi invidiosa, io faccio tutti sogni scombinati, forse e’ proprio per quella mente contorta che mi porta a cercare piu significato di quanto ci sia in ciò che e’ scritto?

  30. Io rimango me stesso, molte cose cambieranno; la condizione è che mi venga lasciata carta bianca.
     
    Da sempre chi segue una strada diversa dalla massa viene additato come visionario, ma grazie ai sognatori che riescono a guardare oltre gli schemi convenzionali e a cambiare il mondo.

  31. @ Stella Maria

    Mi rendo conto di essere il prototipo di colui che deve essere interpretato. Mi dispiace ci si soffermi (mi giungono voci) sui termini gallo, maiale o pollaio. Perché oggi volevo solo esaltare, avendolo finalmente compreso, proprio io, il ruolo dell’eroe. Un ruolo che non sarebbe tale se riferito ad un leone o, parlando di volo, ad un magnifico rapace. Uno che sa lottare con tutto se stesso per la vita che, pur non avendo mai volato fisicamente così in alto, prefigura si trovi oltre il muro di cinta, è un eroe. E non lo tiene per se, lo sa trasmettere ai suoi vicini che, giustamente, gli manifestano la loro gratitudine per la speranza che ad essi infonde. Ed è ancor più vero che per tutto questo non ha senso indicare una misura, anzi, bisogna proprio saper andare oltre.
    C’è di che essere esaltati, è vero, come hai spiegato tu benissimo questa mattina (condivido anche il pensiero, anche se solo accennato, sul ruolo, nei corsi e ricorsi storici, delle religioni).
    A te dico: vorrei avere nove anni anch’io, per iniziare la mia preparazione.

    Grazie a tutti per la pazienza.

  32. Accetti? Ti domandi che faranno Dragan, Visnia, Mihaela, chi pagherà loro la bolletta adesso che una corrente alternativa …

    Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare. La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. Non è la strada giusta. Rifletti un poco.
    Affronti allora la seconda. Rifletti nuovamente ma non scegli ancora.
    Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta.
    Così non rischierai più nulla. Qualche volta, lascia passare una giornata
    prima di risolvere il tuo problema”.

    Diablo, Apache della Montagna Bianca

  33. Cinque anatre andavano a sud:
    forse una soltanto vedremo arrivare,
    ma quel suo volo certo vuole dire
    che bisognava volare,
    che bisognava volare,
    che bisognava volare,
    che bisognava volare…

  34. - Perché non riferisci il resto…?

    Fino a quando ci sarà “il resto”, qualcosa o qualcuno per cui valga la pena vivere e sognare, l’unico formicolio che sentiremo salire fino al cuore sarà quello della vita che ci esplode dentro, quel “guizzo di felicità”, quella gioia irrefrenabile che da senso ai giorni, ti conforta e ti sostiene.

  35. La leggenda narra.. che la piuma di una giovane aquila
    cadde accanto ad una donna.. ed ella contemplandola
    imparò il segreto del volo.

    Tutti possiamo volare solo che abbiamo dimenticato come si fa.

  36. La forza di questo brano e quella di trasformare la morte in un optional un semplice accessorio in piu’ sull’acquisto di quella fuoriserie che e’ la vita eterna da acquistare con tanti sacrifici . Forse e’ una dotazione di base che ti devi tenere se vuoi provare la gioia di stare seduto in quello splendido gioiello?

  37. Che bello è stato leggervi, credo che questa bellezza potrà rovesciare almeno noi per adesso, sono stata in buona compagnia con voi e non mi sono mai sentita sola.

    Un grandissimo abbraccio a voi tutti.
    Grazie all’ amico, angelo custode, scrittore davvero unico che ci ha permesso di dirci tutto questo amore.

  38. vengo dal Grassi, dove la mamma di Roberta è partita per il cielo.
    questa notte di luna piena la dedichiamo a Roberta e Claudio, che l’hanno accudita con tanto amore.
    di Roberta riporto questa frase, in cui mi ritrovo pienamente:
    rimango me stesso per realizzare il sogno di chi ogni giorno sogna di essere libero!
    un abbraccio fortissimo, Roby!
    per il resto:
    ognuno ha il suo stile e la sua rispettabile visione della vita.
    ringrazio chi ha capito che qui si tratta di rinnovamento, della chiesa e dell’umanità.

  39. Grazie don, il tuo sostegno e il tuo amore sono preziosi
    Qualche sera fa mia mamma ti ha sognato, le davi una carezza, stanotte le hai messo a punto le ali perchè arrivi preparata al suo incontro più importante.
    ti voglio bene

  40. @ Robysda:
    Io non ti conosco ma mi dispiace lo stesso. Il mio è un “mi dispiace” che viene un po’ da lontano e sicuramente in questo momento non è molto utile. Facciamo così, consideralo una stampella, anche se fragile, sulla quale appoggiare, anche soltanto per un secondo, la tua tristezza.
    Un abbraccio sincero.

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