da qui
Non ricordi neanche più perché ritorni qui, trascinata da un’immagine o un pensiero; né ricordi perché piangi ogni volta che il mare, dietro le dune, appare col bagliore di un azzurro che è impossibile distinguere dal cielo. E nemmeno ricordi perché il dolce del verde, abbarbicato al grigio arrugginito del guard rail, si mescoli con l’amaro di un intoppo, forse un addio, consumato proprio qui, una sera come tante di un giorno di pioggia, dove sarebbe impossibile distinguere tra le gocce del cielo e quelle che rigavano le guance e che bruciavano: sì, questo lo ricordi, ora che l’asfalto è una striscia di fuoco sotto il cielo bianco d’estate e i bagnanti si confondono col saliscendi delle collinette, degli ombrelloni sparsi sulla spiaggia, avamposti di civiltà straniere per te, che da un secolo o un millennio non fai un bagno al mare. Che musica stavate ascoltando? Il preludio di Rachmaninov: sì, proprio quello che si accende all’improvviso, a tradimento, come un pugno nello stomaco, e lui rimasticava parole tipo se vuoi non ci vediamo, non dobbiamo incontrarci per dovere, e tu lanciavi sguardi disperati all’Orsa che tratteneva a stento i cuccioli in procinto di scappare, e saresti salita sul suo carro per sparire chissà dove, sì, proprio ora che la musica s’impenna; e lo senti ancora il pugno nello stomaco, e gli dici va bene, non vediamoci mai più, non sapendo che tutto si sarebbe trasformato, come le bacche rosse dello stracciabraghe o il giallo dello sparzio villoso, e lui diceva vedi? a saperlo sarei andato alla cena per me così importante, e i tre fari abbaglianti di Orione ti guidavano già su un altro mondo, e la pioggia scivolava lentamente lungo il parabrezza e solo allora capivi che no, non potevano più essere le stelle, e frenavi, ti stringevi sul lato della strada, ma una frustata al cervello ti staccava dal volante, e facevi ancora in tempo a domandarti che cos’è, mentre il preludio era già un sibilo, e invece della striscia della mezzeria ti apparivano le foglie a punta dell’erica, quelle sode e affusolate dell’alloro, e pensavi se la musica si fermasse qui, se potessi volare indenne sulle note che esplodono quando meno te l’aspetti, se il mondo fosse pioggia, e lacrime che non riescono a nascondere la catena infinita delle stelle che lui, sì, proprio lui ti aveva insegnato a una a una, e le avresti ricordate tutte, proprio in quell’istante, Vega, Denebola, Capella, e ti saresti persa nel tappeto sfavillante della notte, Gomeisa, Alphecca, Betelgeuse, avresti cancellato tutto per poter ricominciare dal lato opposto della pioggia, delle lacrime, perle luminose oltre le nuvole, Rigel, Antares, Rastaban. Ma restava solo un filo di fumo, un fumo bianco che si alzava dal camino di San Pietro e tu dicevi allora è tutto vero, ti affacciavi al balcone dalle colonnine in marmo e la folla ti acclamava e tu gridavi a gran voce è bello contemplare il mondo dalla parte opposta delle stelle-lacrime-perle, e già pensavi a ciò che avresti cambiato, già cercavi di far combaciare la mappa del cielo con quella della terra, come le fasce bianche della mezzeria, e lasciavi che a guidarti fossero i fari abbaglianti di Arturo, Alcyone, Aldebaran.
Ci sono lacrime che non evaporano, stigmate di un dolore che rimane, pugno che sfonda il centro esatto dell’anima, e’l'istante in cui pare che nessuna lingua sia in grado di comunicare e le stelle mute piovano lacrime senza più nome, in cerca di un varco nel cuore della notte, al centro della strada che i due percorrevano insieme, perché se il segno resta sia la memoria di una vita pronta a rifiorire
“e gli dici va bene, non vediamoci mai più, non sapendo che tutto si sarebbe trasformato”
E’ PROIBITO…..
E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realta’.
E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perche’ le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.
E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che cio’ che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo puo’ togliere.
E’ proibito non cercare la tua felicita’,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.
(P.Neruda)
Esiste una linea d’orizzonte infinita che unisce cielo e terra che si chiama Amore
Infatti, più ti avvicini ad essa e più essa si ingrandisce,come se volesse fare spazio ,per abbracciare tutte le creature del creato.
“se il mondo fosse pioggia”… e forse lo è.
pioggia
La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio.
È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.
È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo.
La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l’illusione inquieta di un domani impossibile
con l’inquietudine vicina del color della carne.
L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.
E son le gocce: occhi d’infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.
Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.
O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.
La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all’orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.
O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!
Federico Garcia Lorca
La verità è abbagliante come la luce delle stelle, ti guida nel buio dei tuoi dolori, delle tue solitudini, e, quando tutto sembra finito, perduto per sempre, ti permette di “contemplare il mondo dalla parte opposta delle stelle-lacrime-perle” e di vedere la vita dalla giusta prospettiva, per “ricominciare dal lato opposto della pioggia”.
“Il nostro destino è come quello degli astri, se girano sono, se non girano non sono”
Nel tappeto sfavillante della notte e sotto il suo manto lucente, viviamo la vita attimo per attimo, ascoltando la musica i battiti del cuore che non dimentica mai di suonare alla porta dell’anima e che nella continua ricerca di desideri guardando il infinito e immenso cielo ci dia di vivere in pieno l’ideale.
E’ il rallenty di una tragedia che dilata all’infinito lo spazio di una vita, quello che unisce cielo e terra, quando non conta piu’ dove ti trovi. Qualcuno sta gia’ volando e non lo sa, chi resta guarda quel volo pensando a quando volera’, sotto le stesse stelle che fanno dell’universo un attimo.
Quando le luci abbagliano significa che sei contromano
vi ringrazio!
specialmente Fides, più intensa che mai, e Gum, sempre così sensibile.
e un saluto alle Mentho’s!
Mia amica dice:se sapessi che cadi,ti metteresti seduto.
Nessuno è in grado provedere il futuro,che cosa succede
Lo sai che ti dico?Che secondo me, c’era qualcosa di più. non solo un tradimento (quando ami una persona sei disposto a perdonare),non solo le parole “se vuoi non ci vediamo”. Non che per caso c’era qualcosa di più? Qualcosa che ha fatto dire:basta,va bene cosi
Sono varie giustificazioni di chi tradisce,ma comunque, il dolore sente la persona tradita.
Quando ami una persona,sei capace di perdonare tutto,perchè amore è più grande di tutto: di invidia,orgoglio,vendetta…
Ma tu saresti in grado di perdonare tradimento?
Avevi un sogno…sogno che vuoi realizzare,sogno che ti permette dire: come in cielo cosi in terra…”e lasciavi che a guidarti fossero i fari abbaglianti di Arturo, Alcyone,Aldebaran”
Buona fortuna per realizzare questo sogno!
“Il dolce ” e “l’amaro” della vita due rovesci di una stessa medaglia.
Si può tornare nello stesso posto per capire perché il tempo in quel punto si è fermato,ed è pieno di ricordi che non vorresti cancellare, ma che vorresti in certi casi cambiare, perché pensi che qualcosa è andato storto ,o comunque non è andato come volevi tu.Ma poi ti rendi conto che le cose dovevano andare cosi e quelle lacrime che bruciano il tuo volto continuano a confondersi con le gocce della pioggia, che non sono altro che le lacrime del cielo,che piange insieme a te per non lasciarti solo.
Ci sono frasi o situazioni che sono peggio di “un pugno nello stomaco” ricevuto, per questo motivo in queste circostanze,si vorrebbe “cancellare tutto per poter ricominciare dal lato opposto della pioggia, delle lacrime, perle luminose oltre le nuvole, Rigel, Antares, Rastaban.”Per poter ricominciare a vivere di nuovo,senza sentire il dolore che ti attanaglia l’ anima.
Le stelle sono belle da guardare ad una certa distanza, perché in questo caso il fuoco che le mantiene vive e brillanti, ti guida e ti illumina la strada, ma se ti avvicini troppo a loro, esse funzionano come gli “abbaglianti” ti accecano facendoti sbagliare strada con il rischio di bruciarti.
@ Gum 7
Sensibilità fatta di attenzione e desiderio di comprendere.
Se ognuno ha il suo rispettabile stile, il tuo unisce.
se vuoi non ci vediamo
L’amore vero non ostacola mai il destino di una prersona, amare significa anche lasciare crescere l’altro e quando è possibile aiutarlo.
Il vero amore è difficile perchè è tale solo in libertà, solo quando si è in grado di fare un passo indietro anche se questo ti strappa l’anima.
Se gli occhi sono lo specchio dell’ anima,il mare è lo specchio nel quale si riflette il cielo, per questo il mare si confonde con l’ azzurro del cielo come se fosse tutt’uno con l’universo.
“e gli dici va bene, non vediamoci mai più, non sapendo che tutto si sarebbe trasformato”.
Ci sono storie che devono morire, per permetterci di amare ancora. Soltanto così possiamo continuare a crescere e guardare lontano, dove cielo e terra si uniscono.
“Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più”.
(Il pianto della scavatrice – P.P.P.)
Se vuoi non ci vediamo, e magari lo dici col cuore in gola, un pugno allo stomaco che ti lascia senza fiato, ma ami e lo dici comunque, perchè sai che quella è la cosa giusta da fare, non per te, ma per l’altro
@Rossella 19
I LIKE!
Sono assolutamente d’accordo con te.
Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel palmo della mano e l’eternità in un’ora.
William Blake
Ognuno di noi ha il suo angelo custode, perché ad ogni stella di quaggiù corrisponde una stella di lassù.
grazie!
è vero, ci sono storie che devono morire, per rinascere.
@ Rossella
Proprio così!