da qui
Di matti ce ne stanno tanti, ma in nessun posto come qui. Prendi Alessandro: è uscito di prigione dopo aver scontato non so quante rapine. Ha una moglie e una bambina. L’altro giorno è venuto di corsa, come sempre, come avesse da fare mille cose, aveva urgente bisogno di un paio di scarpe per la figlia; gli ho detto: abbiamo il magazzino, e lui: ho guardato, non ci sono; sei venuto l’altro giorno, ci hai scambiato per la Banca d’Italia? Con quella faccia, mi chiedo, chi gli affiderà un incarico senza temere che da un momento all’altro gli possa puntare al petto una pistola? Gli dico: vedi come stiamo qua? Bisogna arrangiarsi, imparare a fare a meno. Lui guarda le baracche fatiscenti, il tavolo in legno mezzo mangiato dalle tarme, le roulottes arrugginite con le tende slabbrate e sta per dire qualcosa; gli metto in mano una busta e accenna a un sorriso riservato solo a me e alla sua famiglia, perché con gli altri sfodera la faccia da rapinatore. Non so perché ti racconto queste cose: forse perché, qui, il tempo corre con un ritmo diverso rispetto al resto del mondo; è il tempo dove tutti chiedono e non si vergognano di essere nessuno, la feccia della terra, gli scarti di fabbrica, il residuo fisso della società. Mi domando se Gesù avesse la stessa sensazione che provo quando Giorgio, Florin, Alessandro, appaiono sulla soglia della porta con gli sguardi saturi di speranza e di disperazione: un colpo al cuore, una voce dentro che grida: ancora? ma che viene sopraffatta da un istinto a cui non ho mai saputo dare un nome. A proposito, che fine avrà fatto, Florin? Sono tre settimane che non viene a chiedere nulla. L’avranno ammazzato? Sarà tornato in Romania? Claudia si apre in un sorriso che ti sorprende sempre. Mi piacerebbe vivere con te, darti una mano per la segreteria: ti terrei il conto di quelli che arrivano, che partono, o spariscono nel nulla. Non è facile fare i capistazione in questo snodo. Ti viene in mente la preside che sibila fra i denti: guardi che così non va. E cos’è che non andrebbe? Mi perdoni la franchezza, ma lei è il papa; si rende conto che in anticamera ci sono zingari che in pochi minuti l’hanno trasformata in letamaio? Ti alzi, senza dire nulla. Apri la porta in legno massiccio e vedi le volte affrescate con figure geometriche finissime, le colonne squadrate con le immagini dei santi e dei profeti. Il pavimento è uno specchio dove si agita il rovescio del mondo: Lela con la faccia sporca e il sorriso irresistibile, Christian con lo sguardo immusonito di sempre, ma con un lampo inedito di curiosità, Shakira con gli occhi dispettosi, che fa uscire dalla scatola rossa le formiche portate qui dal campo. Il segretario è gonfio di rabbia: si capisce che li prenderebbe a calci senza tanti complimenti. Dragan ha l’espressione triste del paziente appena scampato a una polmonite fulminante. Michaela ti viene incontro e grida: ciao, don! Accanto a te, sulla colonna, c’è un santo col mantello azzurro e la mano sul cuore. E come faresti col lavoro? La segreteria, da queste parti, è impegnativa. Il tempo si trova, se si vuole. Per un momento, ti sembra un angelo bianco del Canova, nel sepolcro degli Stuart: la stessa testa piegata, la mano sulla guancia. Non capisci se ne debba uscire una lacrima o un sorriso.
Ci sono persone che sono come angeli caduti dal cielo: ci amano e si prendeno cura di noi, anche da lontano e nel silenzio.
prendeno=vogliono prendersi
Scusate!
“sono zingari che in pochi minuti l’hanno trasformata in letamaio”
“dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” (Fabrizio De André)
Non so cosa altro dire perché mi sono commossa, è veramente una bella pagina.
Grazie.
Mi perdoni la franchezza, ma lei è il papa; si rende conto che in anticamera ci sono zingari che in pochi minuti l’hanno trasformata in letamaio?
L’ Amore è una fonte di vita che sana tutte le ferite e se non viene condiviso diventa praticamente inutile.
” Una volta provato quel tocco lo porti nel cuore per la vita.”
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Così bene La Rapsodia in Blu incarna musicalmente questa scena di imprevedibile umanità e di inafferrabile leggerezza dell’essere in un preludio benaugurante all’apertura di una luce di speranza verso un epilogo positivo anzi, seppur pacatamente, trionfale, che le frasi del testo sembrano riempire quelle note incastonandosene come pietre in un collieur.
Sono abbastanza intonato ma non so scrivere musica, se potessi mi cimenterei in un adattamento delle parole alla composizione di Garshwin e l’attacco sarebbe: “Di matti ce ne stanno tanti, ma in nessun posto come qui. Prendi Alessandro: è uscito di prigione dopo aver scontato non so quante rapine.”ecc.ecc.
Dove si vive veramente il Vangelo, nasce una nuova sensibilità, una speranza e l’attenzione verso gli ultimi. Ascoltare le fragilità, i bisogni morali e materiali, non esercitare l’autorita’ ma riuscire ad avere autorevolezza, in questo si e’ discepoli di Cristo.
Ci sono istanti in cui siamo sospesi sul crinale della bellezza, astri appesi a tremare sull’orlo di un sorriso o di una lacrima si imprimono nella carne dell’anima a cesellarne il respiro.
Esiste un “Angelo” in ciascuno di noi che aspetta il momento opportuno per rivelarsi agli occhi di chi gli sta chiedendo aiuto, il quale non sa se piangere o sorridere dalla gioia per averlo incontrato.
@Fides 10
Mi hai commosso… grazie!
L’angelo che sostiene, sempre presente al bisogno, che trova il tempo, che sorride anche se stanco, angelo che non ferisce mai, il tocco prezioso per scavare nel profondo e ritrovare la forza di continuare
Nell’infinito di cui siamo parte, parlare di tempo cercandone l’inizio e la fine diventa difficile, forse meno se riuscissimo a sentire il tempo quale consapevolezza di un momento intenso, da vivere appieno, l’attimo in cui si raggiunge l’eterno
“non so perche` ti racconto queste cose”
vero,non sei abituato,e non hai scoperto ancora che parlare con altri,fare svuotare dolori che stanno dentro il cuore- aiuta, non imagini che ad altro puo` interesare tuoi racconti
“perche` con gli altri sfodera la faccia da rapinatore?”
-per la difesa,qualcosa tipo:sono forte,nessuno mi tocca!
“qui il tempo corre con un ritmo diverso rispetto al resto del mondo”
sicuramente,pero` comunque “di matti ce ne stanno tanti” da per tutto. Io a volte mi domando: o sono io che non riesco capire certe cose, o sono io che non sono normale
A me nella vita non e` mai capitato niente di normale,dal primo momento della vita.Ogni anno al mio compleanno, mia madre mi racconta come tutta la famiglia stava per mettersi seduta per cenare,mangiare un delizioso tacchino che ha preparato mia nonna, e mia madre disse: sto per partorire! ,e sua suocera risponde:adesso?! ma stai scherzando!!! Ma lo hanno portato in ospedale,quando ho messo la testa sul questo mondo,il dottore ha detto che non sopravvivo. E tie!!!
“Il tempo si trova,se si vuole”
vero!!! io,a volte, alla fine di giornata mi chiedo come sono riuscita fare tutto questo,ma mia giornata,per caso, e` durata 40 ore?
Tutto quì!
Passanti, passatori… attimi sospessi fra una lacrima o un sorriso!
O.K amici,vi saluto per una settimana,stanotte parto per fare le vacanze al deserto. Mi mancherete (se ho fatto errore-scusate)
Comunque anche adesso sto senza computer,vado da mia amica, lei mi accende il computer, pero` funziona cosi: lei sta davanti a me e vuole parlare, accanto sta sua madre e vuole parlare con me, dietro e` accesso il televisore,due cani bassotti che mi vogliono bene mi saltano adosso e io in questi condizioni difendo il computer-voglio commentare. Mi domando, quando era peggio: adesso? o quando stavo in montagnia e devevo trovare il punto esato per trovare collegamento e guai se qualcuno si era avvicinato. Ma io nella vita posso fare qualcosa normale?!
Tanti baci,vi saluto,ci vediamo (sul blog) tra una settimana, non vi sperate- sopravvivo e volo e il deserto (chi mi ammazza?!)
Baci
“Il tempo si trova, se si vuole. Per un momento, ti sembra un angelo bianco del Canova, nel sepolcro degli Stuart”
Quando si incontra la bellezza è giusto trovare il tempo per poterla comprendere senza lasciarsi influenzare da giudizi o impressioni altrui: ognuno deve ricercare verità e bellezza con il proprio cuore.
“Di fronte c’è una panca sulla quale ho trascorso le ore più dolci del mio soggiorno a Roma. Soprattutto nell’approssimarsi della notte, la bellezza di questi angeli appare celestiale. Giungendo a Roma bisogna venire presso la tomba degli Stuart per provare se si abbia per caso un cuore fatto per comprendere la scultura”.
Stendhal
grazie davvero, mi avere commosso voi…