39. La faccia grigia

da qui

Cos’è, cos’è che ti prende ogni volta che senti una sirena, che arriva qualcuno e ti dice: si è sentito male, l’hanno portato in ospedale? Cos’è quel nodo alla gola? L’immagine che torna, lui che suda, la sigaretta che cade dalla mano, mentre siete a tavola, e tu dici: cos’hai! e lo porti sul letto e lui suda di più, e l’ambulanza e la sirena e i portantini che lo rovesciano sulla barella e tu: fate piano, e loro che ti guardano di sbieco, non si preoccupi, ci pensiamo noi, e li segui sulla strada piena di buche, e ogni buca è un sobbalzo insopportabile del cuore, la tua tachicardia, il respiro spezzato, l’entrata nella corsia preferenziale, non so se potrà farcela, tu lo fissi negli occhi, piangi: lo sai, ti voglio bene! Lui sembra sorridere, sorride come sempre, anche quando non sai se potrai fargli ancora una carezza sulla nuca, se potrai dirgli copriti, mi raccomando, non andare alla riunione, che sei troppo stanco; oppure suona al portoncino e dice: mi porti in ospedale? E la corsa coi semafori rossi e lui che trema e tu che pensi Dio, Dio, perché ti sei nascosto? E lo sistemano sul tavolo mentre uno sta dicendo a voce alta: ecco, ne è arrivato un altro, sento puzza di bruciato. Cos’è, cos’è che ti prende, ora che si è sentita male, che è in codice rosso, e tu che corri, corri, e la morte ti fissa con la sua faccia grigia e tu pensi alla vita, alle immagini che scorrono, mai così nitide come quando stai per perderle per sempre. Cos’è che ti prende, quando metti i piedi nella sala ingombra di gente, ognuno col dolore che gli grida dentro, col film che si sofferma sui dettagli, i gesti, le parole, mai così chiare, ora che forse non si udranno più? Cos’è che ti prende? Non mi piace questa storia. Santità, si ripete tutti gli anni. Non è un buon motivo per rifarla. Se l’aspettano tutti: mobilitiamo vescovi, preti, alberghi, autorità, ordine pubblico e strutture. Vuol dire che è una questione di organizzazione, di commercio? No, soltanto che è una tradizione; non è bene cancellare il passato, dichiararlo inutile, come se gli incontri, i discorsi, gli eventi, che in tanti hanno vissuto, fossero solo una meschina messinscena. E se lo fossero davvero? Bisogna verificare le motivazioni, comprenderne il senso, una cosa non si fa solo per farla. Cerchi di capire, i numeri non le dicono niente? Due milioni a Madrid, cinque milioni nelle Filippine. La fede è una questione di numeri? Vorrà dire qualcosa, se partecipano in tanti; è una dimostrazione, una testimonianza indispensabile. Una dimostrazione di potenza? Gesù ha parlato di lievito, di piccolo gregge; non gli è mai venuto in mente di mobilitare masse per dimostrare chissà che; semmai era la folla che accorreva, attratta dalla sua parola. Mi permetta di dirle, Santità, che lei è un idealista; la gente ha bisogno di vedere, di toccare. Toccare cosa? Vadano piuttosto a visitare gli ospedali, gli ospizi traboccanti di persone sole; se dobbiamo sguinzagliare scout e papaboys, facciamogli fare, almeno, qualcosa che sia utile a qualcuno. Non sono d’accordo: la pubblica opinione non saprà delle visite private. Gesù ha detto: non sappia la destra ciò che ha fatto la sinistra; ha sempre preferito l’elemosina segreta. Santità. Non mi chiami santità. Cos’è che ti prende? La vedi sul lettino addossato alla finestra, senza occhiali, cosparsa di fili e di bottoni; cos’è che si ribella dentro, quanti semafori dovrai affrontare ancora, quante volte ti troverai davanti la faccia grigia della morte, che ti srotola il film dalle immagini nitide, tanto da essere accecanti, dalle parole chiare, tanto da non aver più bisogno di un orecchio che le ascolti?

19 pensieri su “39. La faccia grigia

  1. Una mano ti stritola la bocca dello stomaco, un peso enorme da tenere e un senso di nausea, il cuore che corre veloce, l’ansia, la paura, la preghiera. come se avessi sentito pronunciare il tuo nome e il professore sta per interrogarti. L’ennesimo esame della vita, l’adrenalina che scorre, la testa confusa, il vuoto dopo la domanda, la paura di non conoscere la risposta giusta, non deglutisci e vivi sospeso, meglio appeso, alla risposta di uno che di certo ne sa più di te. In questo marasma cardio respiratorio, l’aria che riesci a fatica a respirare è la speranza che tutto torni presto come prima.

  2. “Cos’è, cos’è che ti prende (…) L’immagine che torna…”

    Assenza,
    più acuta presenza.
    Vago pensier di te
    vaghi ricordi
    turbano l’ora calma
    e il dolce sole.
    Dolente il petto
    ti porta,
    come una pietra
    leggera.

    (Assenza- Attilio Bertolucci)

  3. Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, o le stelle, e i sogni affiorano, i ricordi prendono vita quando la realtà ci appare sabbia che scivola dalla clessidra e non sappiamo se ci sarà un altro capovolgimento o se quel filo che sentiamo sfuggire tra le dita sarà l’ultimo tratto di strada insieme: nitide immagini ci vengono incontro, tangibili, mentre il cuore e’ un fermo immagine d’eterno: il dolore e le gioie della vita vissuta insieme non ci abbandonenno fino all’ultimo respiro, fino a che anche noi torneremo ad essere nuova clessidra della stessa sostanza di cui sono fatte le stelle.

  4. - Cos’è che ti prende?

    Paura, smarrimento, senso di impotenza, ma anche rabbia e disperazione, nonostante la grande Fede, perché siamo esseri umani, fragili e delicati
    La Speranza, come ha giustamente già detto Stella, con l’Amore unica certezza, è quella forza che ci aiuta ad andare avanti, nonostante tutto…

  5. Il dolore è personale, così intimo che difficilmente qualcun altro lo potrà mai capire fino in fondo; ma la presenza di un amico vero, senza che faccia chissà quali grandi cose, solo la certezza che è qui per te, per non lasciarti solo, già questo aiuta a sostenere lo sguardo di quella terrificante “faccia grigia”.

  6. L’elemosina non può che essere segreta e intimamente nostra perchè chi la riceve fa parte di noi e la divide col nostro amore facendoci sentire più ricchi.

  7. ” lo sai, ti voglio bene”
    Aver pronunciato questa frase quante piu’ volte e’ possibile …questo conta molto piu’ della morte.

  8. Amici finche’ siamo vivi perche’ lo vuole Dio non facciamo mai la faccia grigia, Lui ci sorride sempre.
    Auguri a tutti.

  9. Auguri a tutti anche da parte mia, passate un buon ferragosto con la speranza nel cuore é solo questa che ci può dare la forza di amare questa benedetta vita.
    Dio ci ama quindi abbiamo il dovere di provare a sognare ed essere felici di quello che ci viene dato ogni giorno.
    Ernestina.

  10. Di facce grige con i musi lunghi ne vedo tante , esse non hanno mai visto in faccia la vera “faccia grigia della morte” ne ne hanno mai sentito il suo alitare gelido accanto al proprio collo , altrimenti quelle facce grigie dal muso lungo comincerebbero ad acquisire colore e si traformerebbero in tante facce sorridenti , perchè avrebbero capito che la vita è troppo importante e preziosa per sprecarla in discussioni futili.

  11. semmai era la folla che accorreva, attratta dalla sua parola

    Quando hai sete e hai fame della “parola” di Dio non puoi far altro che sentirti attratto da essa perchè comprendi che essa non è solo la fonte di vita ma è anche cibo per la tua anima. E’ colei che in poche parole ti “salva l’anima”!

  12. @ Stella

    ….”Una mano ti stritola la bocca dello stomaco, un peso enorme da tenere e un senso di nausea, il cuore che corre veloce, l’ansia, la paura, la preghiera”…

    si era il 14 agosto del 2001, l’nfermiera che dice: “queste gocce durano un mese, poi buttiamo il flacone e ne prendiamo uno nuovo”. Un flacone nuovo che non abbiamo mai usato il 14 settembre del 2001, ….non è tornato nulla come prima.

    Grazie

  13. “e tu che pensi Dio, Dio, perché ti sei nascosto?”
    … mi pesano tanto queste parole ogni volta che mi esplodono nella testa (e mi è capitato tante volte in questi ultimi, terribili anni). E dopo aver superato, in qualche modo, l’angoscia dell’evento che le ha generate, me ne vergogno un pò, perchè penso che chi si rivolge a Dio con la preghiera non può rimproverarlo quando è schiantato dalla paura. Ma capisco che è una contraddizione propria dell’essere uomini, come so che continuerò anch’io a viverla sino alla fine.

  14. “non e` bene cancellare il passato,dichiararlo inutile” -perche` il passato non e` mai inutile;e` la nostra vita,la nostra storia,bene o male,qualcosa che deve essere utile per noi e puo` servire per altri,e` la nostra sapienza per vivere e non sbagliare. Dal passato dobbiamo trarre le conclusioni

  15. “Cos’e` che ti prende?Non mi piace questa storia”
    non si puo` sfuggire dal destino. Ogni uno di noi sicuramente si era trovato nelle situazioni che non li piacevano.Niente,basta alzare la testa per orintarsi, e nuotare per non andare a fondo.
    “quanti semafori dovrai affrontare ancora”- tutti questi che occorono,perche`vuoi vincere! Vuoi vincere la vita!

  16. La corsa contro il tempo, l’odore di disinfettante che mai come adesso vorresti usare per cancellare l’inchiostro grigio che disegna la sua faccia, mentre i colori si susseguono accesi in un vortice di immagini e ricordi che si confondono fra i beep del respiratore, ampie vallate verdi, si estendono placide sotto le rocce, sulle quali la speranza non si nasconde, anzi, si avvicina sempre di più, mentre, col fiatone e le gambe ciondolanti, raggiungi il rifugio da cui vedi un panorama da sogno, mai visto prima

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