da qui
E’ un incubo, un incubo. Calmati, mi preoccupi quando fai così, alla tua età ti può prendere un infarto. Alla mia età? Non sono mica vecchio. Cerchi il suo sorriso, vuoi credere che stia scherzando; ti senti ancora giovane, con la missione che ti è stata affidata, gli ideali in cui confidi, nonostante tutto. La baracca è un braciere in cui capisci di non poter resistere, nell’agosto dei cicloni africani. Usciamo fuori. Diglielo, una volta per tutte: non disturbarmi più, rivolgiti altrove. Bojidar è tosto, non molla la presa neanche morto; ora pretende che gli dia il numero di telefono del suo tutore, chiama ogni momento. Spegni il cellulare. Scherzi? Non mi è possibile. E’ il tipo che va a rubare una pistola, poi ritorna e spara. Che c’entri tu, col suo tutore? Sono convinto che il numero ce l’abbia: è un pretesto per chiedere altri soldi, pensa solo a questo. Perché rinunciare al beneficio delle guardie del corpo? Sei l’unico ad averne bisogno. Le guardie dell’anima, ci vogliono. Se mi ammazzano, vado in paradiso. Tu e il tuo paradiso: non hai ancora capito che la vita è qui? E’ un’alienazione pensare all’aldilà. Oggi non sorride; perché è così seria? Che si preoccupi davvero? Non mi va che ti sparino: se muori, non ci vedremo più. Lo sai che Gabriele sta guarendo? Non l’avevano dato per spacciato? Ho pregato molto, come con Arturo. Coincidenze, tutte coincidenze; prega che Bojidar si tolga dalle scatole. Non posso, mi fa pena: lo abbandonano tutti, non voglio aggiungermi alla lista. E se ti spara? Prima di andarmene, lo guarderò negli occhi e gli dirò: sono felice di non averti denunciato. E cosa gliene importerebbe? Quand’è che impari a vivere? Io credo nei miracoli: in ognuno si nasconde qualcosa da portare in superficie. Magari una pistola: tu sei scemo, te lo dico io. Sorride, finalmente; negli occhi nerissimi scorgi una scintilla bianca di luce. Tutto questo è assurdo. Siete con i piedi sullo stemma pontificio, incorniciato nel cerchio di colore scuro. C’è troppo lusso nella sala, troppo sfarzo. Assurdo sarà lei. E’ impossibile smantellare la Curia senza alcun motivo. Senza alcun motivo? Lei crede nello Spirito santo? Certo che ci credo. Non pensa che cada in depressione, in un posto come questo, costretto ad ascoltare il fiume di pettegolezzi e di veleni che scorre senza tregua? Santità. Ancora! Se sceglie di cambiare, temo che farà una brutta fine. E’ una minaccia? Io la stimo, le voglio addirittura bene; ma non tutti sono come me; se fiutano le sue intenzioni, dovrà pagarla cara. Guardi il soffitto a cassettoni d’oro: ti chiedi come sarebbe la tua vita se assecondassi gli sciacalli che si aggirano in questi corridoi, in cerca di cadaveri. Potresti goderti l’esercizio del potere, toglierti soddisfazioni inconcepibili nella tua parrocchia scalcinata; viaggeresti in posti ameni, approderesti a un riposo meritato. Ti alzeresti tardi, la mattina, coi giornali e la colazione preparata, e potresti scrivere con calma, finalmente; ecco il filo che unisce le tessere dell’avventura: fra tutti i cambiamenti, solo le righe nere sullo spazio bianco restano immutate; sono il ponte impalpabile su cui muovi i tuoi passi di idealista fottuto, vittima predestinata dei cospiratori. Per la prima volta, pensi che nei punti e nelle virgole, negli spazi bianchi tra una parola e l’altra, l’anima trovi il rifugio che altrove gli è negato; intuisci che Dio si nasconde tra un nome e un sostantivo: in principio era il Verbo; non ti è mai stato così chiaro. E’ Dio che scrive per te, che tesse la sua tela indistruttibile, perché intrecciata di sogni. Fino a quando sarai in grado di sognare, pensi, nessuno potrà nuocerti. La verità ha un prezzo molto alto, non ho paura di pagare il conto. Santità. Se mi vuol bene, come dice, non mi chiami più così. E’ più forte di me, mi lasci almeno questo.
Per la prima volta, pensi che nei punti e nelle virgole, negli spazi bianchi tra una parola e l’altra, l’anima trovi il rifugio che altrove gli è negato….
Forse perchè è l’unico posto dove l’anima viene ascoltata e capita.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
In queste pagine, dove passato, presente e futuro si alternano, così come sogno e realtà, troviamo delle domande che si possono riassumere tutte in una: perché lo fai?
Forse è una domanda che l’autore pone prima di tutto a se stesso, per cercare di capire e far capire agli altri le motivazioni profonde che stanno dietro a una scelta difficile, agli occhi dei più, ma l’unica che per lui avesse un senso fare. E’ un viaggio interiore che parte da lontano, per provare a spiegare il proprio mondo e il proprio credo. Non si preoccupi, però, il nostro scrittore, se alla fine del romanzo rimarrà comunque qualcosa che non è riuscito a spiegare, a far capire. C’è una melodia che Qualcuno suona diversa per ciascuno di noi, che è soltanto nostra, nessun altro la potrà capire, e forse è questo il Mistero. Ma quando tutte queste melodie suonano insieme, danno origine a una musica comprensibile a tutti, e forse questo è un miracolo.
Io credo nei miracoli
I miracoli sono come i sogni …pura utopia che può diventare realtà.
“Santità. Se mi vuol bene, come dice, non mi chiami più così. E’ più forte di me, mi lasci almeno questo.”
La parola santità esprime una condizione riconoscibile da tutti ed è più forte …di tutto:
“In lui – Cristo – (Dio) ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”
(Ef 1,4).
“Se sceglie di cambiare, temo che farà una brutta fine. E’ una minaccia?”
“godo nel minacciare il sole con una pistola ad acqua.”
Charles Bukowski
Mi chiedevo che fine avesse fatto Bojidar.
Anche se sembra tutto assurdo, se c’è la paura di un prezzo troppo alto da pagare, sicuramente anche con lui la Verità, il bene e l’Amore vinceranno: è già successo, con altri.
E’ Dio che scrive per te, che tesse la sua tela indistruttibile, perché intrecciata di sogni.
Fare parte della sua tela indistruttibile è il sogno della verità che trionfa e va difeso con coraggio e determinazione ma soprattutto con amore.
“Se mi ammazzano, vado in paradiso.”
Sembra un’affermazione presuntuosa questa, in realtà forse non lo è. Esistono delle certezze nel cuore dell’uomo ed una di queste è che il bene dipende da noi.
Tra le tante azioni di bene che abbiamo a disposizione c’è anche e sopratutto quella di pensare che morire non significa “perdere” la vita ma “restituirla” e questo cambia tutto.
un frammento che ti scuote, come se lontano fosse scoppiata una bomba e non ne avessi sentito il rumore, così la scheggia ti lacera da qualche parte sapendo che come una spina in un dito sarà il sangua a ributtarla via. ecco, questo ho sentito leggendo. effeffe
grazie di cuore a voi.
Francis, hai fatto una sintesi perfetta.
Perché per un miracolo, per una preghiera ascoltata migliaia di migliaia restano a vagare nelle sordità del cielo?
Eppure continuo a pregare, perché preghiera è un tuffo nelle profondità dello spirito che guida al bene nonostante tutto, è il lago a cui attingere l’amore da dare anche quando non ne abbiamo, è un dialogo ininterrotto capace di farci sentire l’altro più di noi stessi, è l’abbraccio che ci tiene stretti a chi amiamo, è attenzione, cura verso ciò che sfugge allo sguardo distratto, è il respiro in cui respirare insieme, il miracolo che ci rende frammento in cui si specchia l’eterno.
Io credo nei miracoli: in ognuno si nasconde qualcosa da portare in superficie.
qualcosa chiamato amore di cui qualcuno non ne conosce il significato, ma che potrà riconoscere soltanto quando non sarà più diffidente
Quando Dio satura tutti i tuoi spazi tra le righe della carta e della vita e riempie tutti i tuoi ideali non c’è piu nulla da temere neppure il pericolo di uno sparo perchè Lui è anche nella canna della pistola da cui non può che uscire il colpo caldo dell’amore.
Scusate Gum e chiunque trovi poetico pensare a un prete che si offre alla pistola di un violento…Ma io eviterei romanticherie su un pazzo pericoloso, e lascerei alla polizia o ai servizi sociali il compito di occuparsene.
Se mai dovesse accadere l’irreparabile, Dio non voglia, il pazzo pericoloso non avrebbe niente da perdere, soprattutto non guadagnerebbe in salvezza, mentre noi perderemmo tutto.
Non ricordo che si sia parlato di pentimento nel caso dell’ustore di Domma, anzi se non sbaglio quando usci’ di galera torno’ ad essere un pericolo.
A volte meno poesia e più sostegno anche a prendere decisioni scomode come quella di difendersi da un’ inutile pazzia, possono far sentire un prete di periferia meno solo.
“non hai ancora capito che la vita e` qui?”
tante persone pensano cosi,come ci forse la vita qua e` unica cosa che conta,rimangono aggrappate con le unghie alla terra con la paura e invidia se qualcun` altro non ha di piu`.
Io invece penso che la vita qua e` solo un passaggio,un piccolo momento nel eternita`,come quando devi cambiare aereo e stai aspettando sul aeroporto quando arriva la chiamata del tuo volo,il volo che ti porta nel mondo meraviglioso,la` dove desideri di andare. E non c’e` bisogno di dare le gomitate ad altri passaggeri,perche` arrivi lo stesso,tutti abbiamo posto prenotato.
“Le guardie dell’anima,ci vogliono” ,mi piace questa frase,”le guardie dell’anima”- tutti curano il corpo che sia bello e sano dimenticando dell’anima, di curare l’anima che diventa bella e sana. A volte basta un piccolo virus di potere,soldi e uomo e` capace di vendere l’anima per andare con la strada sbagliata,illuminata con illusioni. “Le guardie dell’anima,ci vogliono”
Ma se la vita qui non e’ che un passaggio, attesa in uno scalo per un volo verso paradisi migliori delle Fiji, perché al primo accenno di malattia non si fa che correre dal medico che la curi e dal prete che preghi per il miracolo della guarigione anche e soprattutto se non ci sono speranze plausibili?
Ma che dono e’ quello che se lo perdi ci guadagni qualcosa?
Contraddizioni contraddizioni contraddizioni
Io credo nella vita, in questa, e nell’amore qui, nella meraviglia del cielo e della terra, della mano che aspetta la mia, del sorriso che si apre, dell’abbraccio mi accoglie,
nellanascita del nuovo, nel dare sollievo ovunque c’è dolore, nella gioia condivisa, nel piacere di un bicchiere d’acqua fresca quando Lucifero infiamma la città, nella gioia di uno sguardo che so comprendere prima che parli,
e credo nel dovere di proteggere la vita, di difenderla anche da chi ne sminuisce l’importanza con un: tanto poi c’e il paradiso!
E credo mi dispiacerà lasciare questa vita, ma se sarà stata una vita vissuta in pienezza allora potrò dire
“Eccomi!” qualunque cosa ci sia dopo… Anche il nulla.
“Intuisci che Dio si nasconde tra un nome e un sostantivo: in principio era il Verbo”.
Questo è quello a cui tutti noi tendiamo: capire che siamo parte di Lui.
Quando farò mio, veramente questo dono, avrò trovato il senso della mia vita!
Andrò a messa e capirò perché sono li nel primo banco aspettando la comunione per cibarmi di Lui.
Ringrazio sempre l’autore di queste “righe” perché ogni volta faccio un piccolo passo.
Ernestina.
Perdere qualcosa vuol dire fare spazio ad altro,perdere il nostro io vuol dire fare spazio all’amore di Dio,e allora si che ci guadagni qualcosa,ci guadagni un pezzo di paradiso che inizi a vivere già su questa terra,perché terra e cielo non sono due cose separate ma una cosa sola che va vissuta qui in questa vita.
“Cerchi il suo sorriso, vuoi credere che stia scherzando”
IL TUO SORRISO
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
Pablo Neruda
In pienezza perché sia per sempre…
Quello che intendevo :-)
Perdonate, il mio italiano ho riletto adesso, sono vicina ad una persona cara che sta male, e sono un pochino stanca.
Quando torno andrò a scuola!.
Vi abbraccio tutti, cercate di stare bene, e in pace.
Godetevi la messa che io da lontano non posso ascoltare.
Ernestina.
santità è una parola che non fu mai scritta tra gli ori e gli sfarzi; ma sulla paglia di una mangiatoia, e su strade polverose percorse a piedi scalzi.
SANTITA’ è maiuscola solo per chi cammina e sorregge i minuscoli, i derelitti, gli ultimi… e li chiama per nome.
@Raf 20
Proprio così, “dall’io al tu”!
sono io che ringrazio voi.
perché ci mettete il cuore.
e mi volete bene.
@ Gum,
Hai scritto delle cose bellissime, sei più sintetico ultimamente, le tue parole però sono sempre scritte con la penna dell’amore e della sensibilità.
Sono contenta che anche tu sia qui con tutti noi.
Un abbraccio a te e a tutti.
Ernestina.
“Non condivido la tua opinione.
Ma darei la vita affinché tu possa esprimerla.”
(Voltaire)
“La baracca è un braciere in cui capisci di non poter resistere, nell’agosto dei cicloni africani….prega che Bojidar si tolga dalle scatole. Non posso, mi fa pena: lo abbandonano tutti, non voglio aggiungermi alla lista. …Quand’è che impari a vivere? Io credo nei miracoli: in ognuno si nasconde qualcosa da portare in superficie. … Tutto questo è assurdo. Siete con i piedi sullo stemma pontificio, incorniciato nel cerchio di colore scuro. C’è troppo lusso nella sala, troppo sfarzo.”
Pomezia (Roma), 26 settembre 1965: gli Zingari ricevono la visita di Papa Paolo VI che si reca alla loro tendopoli per celebrarvi la santa Messa. Durante l’Omelia, il Papa traccia un programma di fede, di impegno e di rinascita per tutti i nomadi affratellati in Cristo.
un abbraccio a te, Ernestina!
Riccardo, azzeccatissimo.
@Fides 18
scusa,non ho letto prima tuo commento
certo,hai raggione,ogni uno di noi ha suo punto di vista
un caro saluto
Agnese