42. L’altra parte del cielo

da qui

Quante volte correrai per questa strada che hai imparato a memoria, di notte e di giorno, di cui conosci le auto parcheggiate, sempre le stesse, perché la gente torna, come te che non puoi fare a meno dell’asfalto della litoranea, con la linea bianca continua che è come la tua vita, ogni tanto si spezza, per uno screzio, per una incomprensione, ma poi è così dolce, sa farsi perdonare, ti sussurra parole nell’orecchio, con l’odore di Ceres che ti penetra il midollo, ti fa perdere la testa, se mai ce l’hai avuta sulle spalle. Comunichiamo coi pori della pelle, Chiaraluna; è vero, ma quanto durerà? E beve, beve, come se insieme con la birra la strada diventasse il sentiero delle favole dove s’incontra un mago, una fata, o il genio della lampada. A volte è triste, se dicono che i piedi per terra sono ciò che conta, che i deliri della fantasia non servono a nessuno; allora sei tu che mandi giù la Ceres, per dirgli che ti piace, che un mondo senza favole non sarebbe il mondo, ma solo un’invenzione dei politici e dei preti, e gli dici che ti basta lui, e vedere il mare oltre le dune, i locali che mandano bagliori come stelle, già, cos’hanno di così speciale, le sue stelle? Si ferma, vi sedete ai bordi di una siepe bassa, protetti dal guard rail. Riesci a trovare le tre stelle in fila, e l’altra un po’ più avanti, con la coda, le due minori che scivolano in basso? E’ il Cigno; lo immagini volare nella notte, le ali bianche spiegate, come volesse portarsi i nostri sogni. Più a destra c’è la Lira; suona una musica che ti strappa al dolore cui ti aggrappi ogni volta che ti svegli e sei costretta ad affrontare il mondo. Sotto, l’altra stella luminosa: uniscila alle quattro piccole, a forma di croce: è l’Aquila, che guarda più lontano; conosce il futuro e lancia un grido ogni volta che un pericolo sta per minacciarti. Più in là, un pentagono con la striscia di stelle lungo il fianco: è Ofiuco, col serpente sinuoso delle tentazioni e  la luce sensualissima di Ras Alhague: guai a fissarla negli occhi, a cedere alle sue lusinghe. All’orizzonte, il Sagittario lancia frecce di fuoco, Nunki, Axilla, Albaldah: se ti colpisce muori, o t’innamori. Ti guarda negli occhi; stai per svenire, forse per la Ceres, o per i nomi strani che t’incantano: Pegaso, Matar, l’azzurro chiaro di Algenib. Vuoi baciarlo, ma ti parla di Mirach, di Almach e del bianco di Andromeda, accecante; ti stringeresti a lui, ma è già precipitato nella cascata dell’Acquario, di Scheat e Sadalmelik; non hai il coraggio di ritirarlo su, fino alle labbra. Perché devi aspettare? Smani dalla voglia di rotolarti nella sabbia calda della notte; ma lui ti addita la luce insostenibile di Arturo, che solo Canopo e Sirio potrebbero appannare. Ti avvicini, gli poggi la testa sulla spalla, mentre parla dell’Orsa e dei cani da caccia che la inseguono. Gli sbottoni la camicia, ma lui dice che è l’ora di Marte e di Saturno; gli baci il petto e scendi, sempre più giù, mentre ti indica Spica, proprio sopra la luna, e ti ricorda che non è una stella, sono due; solo allora si accorge dei tuoi baci e non ricordi più nulla del nero che vi avvolge, del grido dell’Aquila che avverte dei pericoli, del sibilo improvviso, l’odore del mirto e del lentisco, ora che i raggi notturni sono tubi, le costellazioni il bianco delle flebo, la volta celeste la maschera d’ossigeno in cui avverti il tuo respiro, continuo come la striscia bianca della mezzeria, che a tratti si spezza, come la tua vita, appesa per miracolo alle ali del Cigno che ora vola, vola, cercando di raggiungere al più presto l’altra parte del cielo.

22 pensieri su “42. L’altra parte del cielo

  1. che i deliri della fantasia non servono a nessuno

    “I deliri della fantasia” servono a vivere ,perché in ogni favola che si rispetti c’è una morale e dietro ogni morale esiste un insegnamento che ti aiuta vivere una vita piena di colori.

  2. Chissà se un bacio di vero amore potrà risvegliare Ciaraluna dal coma, come nella più romantica delle favole, perché “un mondo senza favole non sarebbe il mondo”…

  3. Sono due stelle e sembrano una, comunicano coi pori della pelle anche nella notte più nera, quando la voce si spezza, o la vita, per uno screzio, un’incomprensione, e continuano a respirare insieme i sogni, le favole e il mondo nuovo evocato dai nomi delle stelle, e tornano a brillare dall’altra parte del cielo

  4. “cos’hanno di così speciale, le sue stelle?”
    C’è un addio che si consuma, prima ancora che le parole salgano alle labbra per sottolineare in rosso una data qualunque sul calendario. Accade nell’attimo in cui due paia d’occhi guardano il cielo e soltanto uno dei due spicca il volo, al di là delle stelle, per perdersi in quell’universo dove non esistono più né contrapposizioni né frammentazioni e il cielo e la terra possono finalmente unirsi. L’altro cerca di trattenere a sé e per sé quello sguardo, ma “l’aquila guarda lontano”, è fatta per altezze strepitose, anche se conserverà per sempre, nel cuore, la disperata bellezza del cigno.

  5. Leggendo ho ripercorso mentalmente la litoranea.
    Mi fa uno strano effetto desiderare per la prima volta la presenza di una doppia linea continua.

    Per poter apprezzare veramente le stelle, per vivere fino in fondo una passione, è proprio necessario uscire di strada?

  6. Chiaraluna e’ finita fuori strada quando ha pensato di avere perso il dialogo con la sua sua stella gemella, quando ha creduto che la sua stella fosse ammutolita…
    Quando ha smesso di ascoltare il grido dell’aquila, il canto immortale del suo cigno.

    Finiamo fuori strada quando crediamo che l’amore possa finire…

  7. @ fides 4
    E’ perfetto aggiungerei solo, alla fine: insieme.

    @fides 8
    Grazie oggi ti penso gemella, nel senso che hai scritto ciò che io non ho saputo.

    Un bacio a tutte e a tutti, a cominciare da Fabrizio, da Parigi, la ville lumiere.

  8. L’amore ci porta sempre, al dunque, nella parte stretta della vita, quella meno comoda, meno appariscente. Eppure e’ li che poi si colgono i suoi frutti piu belli, io credo. Quanto ci e’ stato descritto può apparire come un’eccezione, eppure rappresenta, pur se con dei distinguo, la vita come essa e’: una sala operatoria, un cielo stellato. Notte da Parigi, a proposito! Don con i post e voi con i commenti, ci fate sentire il mondo di casa dietro l’angolo…

  9. Le cadute della vita sono i momenti bui della notte, ma sono anche quelli in cui si prova ancora a sognare, a capire che la vita sa anche essere generosa, e mentre si cerca di raccogliere le stelle nei loro disegni luminosi, solo allora si riesce a vedere quanto dolce può essere stato un passato non sempre compreso

  10. Carino,romantico;la luna,le stelle,il mare,loro due,soli,innamorati.Lui racconta delle stelle,lei lo bacia,lui non si accorge neanche,perche` vive nel suo mondo di stelle,lei lo bacia lo stesso,lui abbassa lo sguardo-chi? ah! una ragazza, Chiaraluna,vero!
    (scusate,a volte sono cinica)

  11. “…ma quanto durera`?” -perche` guardare la fine della storia (cioe` sei sicuro che prima o poi si finische!), meglio godere di quel momento, di questo regalo che ti ha dato la vita. Domani sara` domani, oggi e` oggi, allora,sorridi

  12. O.K qua ci sta un altro tema:ubriacarsi. Teoreticamente si dovrebbe dire:-e` vietato,sbagliato,non ha senso. Ma come dice una delle mie amiche-tutto e` per noi umani,pero` dobbiamo sapere quando smettere. Aiuta?No, non risolve problema,pero` per un attimo fa schogliere lo stress,per un attimo aiuta a dimenticare,e vedere problema da un altro punto di vista.
    Altro giorno mi sono incontrata con mia zia preferita.Lei riesce capirmi,forse perche` le nostre vite si assimiliano. Lei e` rimasta vedova,suo marito amava tanto. Adesso ha scoperto che ha tumore maglino,non si puo` fare niente, pratticamente a lei sono rimasti giorni da contare. Abbiamo bevuto,abbiamo riso di tutto quanto,c’era solo una domanda seria:perche` nella nostra famiglia la storia si ripete?
    Non so se ancora avro` la possibilita` di incontrarsi con mia zia viva,pero` mi rimane questo ricordo quando insieme abbiamo parlato ridendo di momenti belli nelle nostre vite,ubriache.

  13. Continuo a guardare le stelle che mi fanno compagnia e mi aiutano a sognare e immagino di raggiugere l’altra parte del cielo

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