Cos’è un piede? La decima parte del corpo?
Un arto sgraziato, che però a qualcuno piace?
Un angolo di calli e di ferite,
un posto in cui è difficile persino
tagliare le unghie o fare pulizia?
Un piede è un piede solo nel momento
in cui si posa, tocca, prende posizione,
nel giorno, o nella notte
- e a volte può non fare differenza -,
un piede è un piede quando nella cruna
dell’ago il cammello finalmente passa,
quando la vedi non più sopra di te,
ma la senti sotto, sì, sotto di te, la luna.

Quando un sogno non fu, almeno per qualche attimo intenso, solo un sogno.
Ci sono notti in cui una frase, un verso, una poesia ci donano quel raggio di luce che cercavamo annaspando nel buio.
Ci sono notti in cui la bellezza bussa al cuore ferito, ha la faccia lattea della luna e un sorriso che ridà speranza.
grazie! il sogno più bello è quello che si vive insieme.
I piedi ci portano lontano chi meglio di Neil può dirlo? Ci guidano alla conquista del mondo, ci sorreggono nella sconfitta ci portano da chi amiamo, bisogna averne cura e amerli come ci ricorda Pablo Neruda in una sua bellissima poesia d’amore.
“Un piede è un piede solo nel momento
in cui si posa, tocca, prende posizione,”
Quel piede ha lasciato un’impronta per l’eternità; nessuna morte non potrà mai cancellarla.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Un piede ? Il simbolo di un’ impronta che sei riuscito a realizzare un sogno.
Un piede che ha lasciato un’impronta indelebile sulla luna e nel nostro cuore. Grazie Neil per averci fatto sognare.
Ops:” la morte non potra’”
Ora il sogno può realizzarsi all’infinito, ora si che il “piede è un piede”, ora che può camminare senza sosta, in eterno sulla luna e sulle stelle.
Quel piede, quell’orma che resterà impressa per sempre, che ci ricorda che è necessario provarci, che si può andare oltre l’impossibile.
Onore a quel piede che sperava in un grande passo per l’umanita, ma ,come dice Jannacci:”Tolse solo sassi alla luna”. La vera rivoluzione fu mediatica e forse per questo rimpiango piu’ Tito Stagno e Ruggero Orlando. Questa volta voglio piangere l’intero uomo Amstrong per cio’ che ha creduto di poterci donare.
Dove andremmo senza i piedi? La testa ci consente di viaggiare, pero’ i piedi consentono l’implementazione di un sogno, bisogno o desiderio che sia.
@ clown
Si concordo. La corsa per arrivare primi fu fatta dagli USA perché esisteva il concreto rischio che arrivassero secondi dopo l’allora URSS che ha goduto per un breve periodo di una supremazia tecnologica. La luna fu poi abbandonata perché non necessaria. Adesso vorrebbero produrci, in assenza di gravita’, leghe di metalli particolari, o forse effettuare coltivazioni sperimentali. O forse mandarci gente indesiderata a lavorare. Staremo a vedere. Certo, fu più un fatto mediatico che scientifico.
Un piede la conquista, la tocca, la accarezza..lei, generosa, che accarezza le notti di viaggiatori stanchi, alla continua ricerca di qualcosa chiamata felicità, scoperta o ritrovata nell’orma di chi è passato prima
L’unico commento pubblico veramente adeguato in occasione della prima “passeggiata” lunare, riportato dalla stampa di tutto il mondo, fu l’esclamazione di Giuseppe Ungaretti, pubblicata sulla rivista “Epoca” del 27 luglio 1969: sotto la fotografia del vecchio canuto poeta che additava rapito il suo televisore, erano riportate le sue parole elettrizzanti: “Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo”.
Joseph Campbell
grazie!
prima almeno si sognava.
ieri nel telegiornale mi e` piaciuta una frase:”Neil,uomo sulla luna,come impossibile era diventato possibile”
grazie Agnese, ciao!
Neil, un piede che ci ha dato una mano per capire che il sopra e il sotto si possono toccare.
grazie Gum, sempre acuto e profondo.