Da il Fatto quotidiano, 29 agosto 2012
Alzando la voce, con dovizia di parole grosse pari alla povertà di argomenti, Bersani e Scalfari pretendono di imporre come verità canonica una leggenda: che sinistra equivalga a Pd, e chi attacchi tale partito sia dunque di destra, molto di destra, perfino fascista. Se però per sinistra si intende un riformismo coerente nella propria azione con i valori di giustizia e libertà, il Pd di sinistra non è mai stato, i governi Prodi e D’Alema (sette anni nel corso del ventennio) non hanno intaccato un solo privilegio, una sola ingiustizia, una sola impunità, e anzi, anche all’opposizione, in amorosi sensi bipartisan ne hanno rafforzati a iosa.
La sinistra riformista si manifestava intanto nelle decine di migliaia di cittadini del Palavobis (MicroMega 2002) divenuto poi Palasharp (Libertà e Giustizia 2011), nelle centinaia di migliaia delle piazze dei girotondi, del popolo viola, della Fiom aperta ai movimenti, di “Se non ora quando”, dell’antibavaglio…Proprio questo riformismo, l’unico realmente esistente, è stato insolentito come antipolitica dalle nomenklature partitocratiche dedite all’inciucio, mentre esprimeva solo volontà e speranza di Altrapolitica, a misura di cittadini anziché di casta.
Bersani dà del fascista a Grillo e intanto fa maggioranza con molti ex fascisti, Scalfari scaglia l’anatema contro Zagrebelsky e scrive bugie contro i magistrati di Palermo da Caselli in poi, il Pd invita alla sua festa Sallusti (Sallusti!) ma ostracizza Landini e la Fiom. Lo scopo è uno solo, impedire che il riformismo della società civile partecipi alle elezioni, si emancipi dall’illusione del voto utile al Pd, con i cittadini che si riconoscono nei Zagrebelsky e nei Landini finalmente protagonisti anche alle urne, in concorrenza/alleanza con M5S. Vogliono restare i padroni della politica, il resto è chiacchiera.
Per questo Napolitano (vero capo del Pd, vero capo del governo e del fronte partitocratico che lo sostiene) li sferza per una legge elettorale che sarà peggiore del Porcellum, proporzionale con premio/truffa (per vent’anni ci hanno giurato che proporzionale era eguale a ingovernabilità). Ilvo Diamanti su Repubblica ha ricordato che il gradimento per i partiti è da mesi fisso al 5%. Napolitano, Bersani e Scalfari vogliono impedire che l’Altrapolitica, dilagante nel paese, possa irrompere in Parlamento e rappresentare un’alternativa di governo. Vendola è già tornato a cuccia, De Magistris viene dato in anticamera, Di Pietro è con la società civile, dunque anatema anche su di lui.
(29 agosto 2012)
Mirabile analisi, coerente e lucido ragionamento: proprio coloro su cui la gente punta per il cambiamento quel cambiamento non lo vogliono affatto, anzi sono inserii nella nomenklatura disegno e specializzati nell’arte dell’immobiliamo molto più di quanto la loro etichetta non faccia pensare. Ma quando lo capiremo che i partiti, come molti medicinali, pur avendo un nome diverso sono equivalenti, hanno cio’ lo stesso DNA? E che il loro scopo primario e’ che il vento del cambiamento non arrivi neanche lontanamente a sfiorare il paese e i suoi centri gestionali?
Grazie Giovanni, come sempre!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Articolo condivisibile parola per parola.
Ma, per venire alla realtà dell’immediato futuro, facendo un po’ di conti si vede che stiamo andando incontro o ad un’ammucchiata ancora più indecente del solito, o ad una delle solite situazioni di stallo. Inutile nasconderselo, il manuale Cencelli funziona in Parlamento perché prima ancora funziona, magari inconsciamente, nelle teste di quelli che sono sempre andati a votare. L’interessante quindi sarebbe recuperare e coalizzare l’area del non-voto, cosa però quasi impossibile, sia per le forze già in campo che per quelle che riuscissero a entrarvi.
Comunque grazie Giovanni per il tuo infaticabile impegno,
un abbraccio,
Roberto
Cari Marco e Roberto,
grazie a voi per l’apprezzamento della proposta.
Un abbraccio,
Giovanni