La chiamavamo il salotto d’Italia:
la piazza sembra immobile nel tempo,
con la chiesa per parete, il palazzo
comunale dove dicono sì
gli sposi attesi da parenti e amici
coi fiori in mano, mentre la flottiglia
dei piccioni sbanca il tavolo vuoto,
rovesciando tazze e bicchieri. Dalla
finestra di una casa, la signora
col cappellino bianco sta studiando
turista per turista, e tu mi manchi,
mi manchi, amico, non sai quanto, come
l’aria, il mondo ch’eravamo, allora.
Il mondo ch’eravamo
Commossa di bellezza.
La mancanza di una persona cara si sente solo nel nostalgico ritorno dei ricordi che ormai non sono più al centro della vita ma sempre vivi nel centro del tuo cuore e per questo motivo continueranno a farti compagnia nel fuoco sacro dell’ Amore
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Un unico respiro per due cuori per …… il mondo ch’eravamo, allora.
Si può ricordare una persona o un fatto speciale in qualsiasi posto. Ma vi sono posti unici, dove il ricordo diventa il rivivere quella stessa esperienza, diventa il “tornare indietro” come se il tempo non fosse mai passato. Conosco bene quella piazza: la sua magia e’ unica.
Un ricordo che contiene un mondo. Una poesia toccante e bellissima.
Amare è come respirare: un moto involontario e vitale.
“mentre la flottiglia
dei piccioni sbanca il tavolo vuoto,
rovesciando tazze e bicchieri. ”
La vita e’ un tavolo sul quale gli eventi rovesciano senza riguardo tazze e bicchieri. L’amore resta in piedi.
Nessun tempo potrà piu cambiare quella piazza tanto amata e grande come il cuore che conteneva tutto il vostro mondo, dove solo piccioni e turisti inconsapevoli saranno di passaggio.
Sei sicuro di saper amare e amare quando l’amore fa male, il dolore dell’assenza e il senso di mancanza o incompletezza sono la prova del nove.
Potrai amare di nuovo, ancora di piu o di meno ma non sarà mai così.
Fuori è tutto uguale, la vita cammina come fosse niente, dentro, il grido d’amore non smette mai di urlare quanto costa stare soli, pur essendo consapevoli di essere ancora così vicini
grazie!
è vero, fa male, ma fa stare in piedi.